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martedì 30 giugno 2009

Windows all'ultimo fix

Per creare un Cd per l’installazione completa di Windows XP con l'ultimo Service Pack e tutti gli aggiornamenti successivi, utilizzabile anche per installazioni unattended, evitando persino l’inserimento del seriale di XP e della password di amministratore salvandole preventivamente.
E non è finita, possiamo integrare tutti quei driver non inclusi in Windows XP sopratutto quelli non riconosciuti da Windows.
E per snellire la nostra installazione rimuoviamo anche tutti quei componenti di Windows a cui non siamo interessati.
Utilissima è la possibilità di configurare preventivamente moltissimi parametri come le icone del desktop, gli effetti visivi, le opzioni di Internet Explorer e molto altro ancora.
Non vi resta allora che provare questo software utile anche per il downgrade, semplice da usare e molto efficace.
Questo software si chiama nLite.

Se avete Windows Vista non disperate...
vLite personalizza la vostra personale installazione di Vista e crea un'immagine iso masterizzabile contenente con il vostro Vista, i driver del nostro computer, gli aggiornamenti, ma escludendo tutto quello che, appesantisce l’hdd, non ci serve e rallenta le normali procedure, il tutto in soli scarsi 800mb.
Per mezzo di questo programma possiamo rimuovere i componenti tutto quello indesiderato che si trova all’interno di Vista, infatti sono diverse le applicazioni che vengono installate di default e che occupando molto spazio.
Effettuate le scelte di rimozione con attenzione, dato che alcuni componenti critici possono compromettere il funzionamento del sistema operativo e della routine d'installazione.

lunedì 29 giugno 2009

Ovunque Android è sfida a Microsoft

Il sistema operativo di Google open source sui computer di Acer, e presto anche sugli smartphone e sui pc low cost di altre aziende

I servizi e la filosofia di Google stanno mettendo radici ovunque, nell'informatica e nell'elettronica di consumo, e il prossimo passo sarà conquistare il cuore stesso dei pc: il sistema operativo. La sfida a Windows di Microsoft arriva così all'estremo.

Acer ha annunciato il primo computer di massa che utilizza Android, il sistema operativo open source ideato da Google. Uscirà entro settembre e sarà un netbook, un pc molto economico e leggero, della gamma Aspire One. Acer non ha ancora annunciato il prezzo, ma aggiunge che sarà più economico degli attuali Aspire One. Secondo alcuni analisti di settore (come quelli di Ovum), dovrebbe costare intorno ai 200 dollari.

Monterà sia Android sia Windows Xp, permettendo agli utenti di passare da uno all'altro. Acer non è la sola a puntare su Android nei pc, anche se questo è il primo annuncio ufficiale da parte di uno dei principali produttori di pc. Secondo voci di corridoio, anche Dell si sta preparando a lanciare un pc con Android, mentre HP sta facendo test su alcuni modelli. Un pc basato solo su Android è in arrivo anche da Skytone, un produttore cinese.

Del resto, Android è gratis, mentre un produttore deve pagare a Microsoft 20 dollari ogni volta che monta Windows Xp su un pc. "Ci aspettiamo che Android occupi un mercato di netbook molto economici, a circa 200 euro; non quelli di livello più alto, a 400 euro, dove per ora Windows Xp domina e dopo sarà terra di conquista di Windows 7, successore di Vista", spiega a Repubblica. it Laurent Lachal, analista di Ovum.

Il “virus Berlusconi” blocca il Pc

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi usato dagli spammer ?
Le recentissime notizie dei giornali sui presunti scandali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sembrano interessare gli autori dello spam internazionale.
Proprio così: in questi giorni sta circolando un’e-mail nelle caselle di posta elettronica degli Italiani che invita gli utenti a scaricare un ipotetico video in cui viene ripreso il Presidente Silvio Berlusconi alle prese con una escort, ossia una squillo.

domenica 28 giugno 2009

Sistemi operativi quale scegliere?


Finestre, mela o pinguino?
O anche, un nuovo computer, o un nuovo ambiente di lavoro?
Nel primo caso si può scegliere se mantenere le proprie abitudini o al limite, aggiornare il sistema operativo all'ultima versione.
Nel secondo, si fa il salto, abbandonando Windows per Mac Os o Linux, o viceversa. Oppure ancora, si possono avere diversi ambienti contemporaneamente. Una guida al "panorama" degli ambienti desktop disponibili oggi, caratteristiche, peculiarità e difetti di ciascuno. Per non smarrirsi tra le piattaforme disponibili sul mercato

sabato 27 giugno 2009

Chi digita "gratis" trova guai

Ci sono parole che possono indirizzare gli utenti verso pagine Web infette. Ecco i termini più pericolosi secondo McAfee

Una recente ricerca condotta dalla compagnia di antivirus informatici americana McAfee ha individuato le parole e le definizioni più pericolose di Internet.

Si tratta di termini molto comuni, come "free" (gratis), "ringtones" (suonerie) o "free music downloads" (scaricare musica gratis), che rischiano di causare seri danni al pc.

Perchè chi li digita su un qualsiasi motore di ricerca può essere indirizzato verso pagine Web dove è alta la probabilità di attacchi informatici da parte di hacker.

I vocaboli più rischiosi per McAfee sono: "word unscrambler" (decifratore di parole), "music lyrics" (testi di canzoni), MySpace, "free music downloads", "phelps"(il celebre nuotatore), "game cheats" (trucchi per videogiochi), "printable fill-in-puzzles" (puzzle da completare stampabili), "solitaire" (solitario con le carte), free ringtones.

L’analisi è stata realizzata esaminando 413.000 pagine Web e 2.600 parole chiave digitate frequentemente su cinque importanti motori di ricerca: Google, Yahoo, Live, Aol e Ask.

venerdì 26 giugno 2009

Intel e Nokia alleate sui supercellulari. Arriva anche il netbook

Smartphone e internet device Nokia con tecnologia Intel?
E persino un netbook alla finlandese?
No, non è più un'ipotesi. Il gigante di Santa Clara ha siglato con il colosso dei cellulari un accordo di collaborazione a lungo termine, teso allo sviluppo di una nuova generazione di dispositivi mobili basati su tecnologia Intel.
L'obiettivo è offrire la potenza dei pc anche nei device portatili.
Nel mirino dunque non solo smartphone, netbook e netbook, ma anche la definizione di un'inedita piattaforma mobile più avanzata delle attuali e la creazione di hardware, software e servizi Internet mobili innovativi.
In pratica Intel e Nokia hanno deciso di disegnare insieme il futuro del mobile.

Il cellulare indistruttibile che sta due mesi in standby

Debutta il primo cellulare al mondo con l'omologazione "IP-67", uno standard che indica che il telefono resiste perfettamente all'acqua, polvere, sporco, urti e cadute.





E che regala prestazioni mai viste prima: può essere immerso fino a una profondità di un metro per 30 minuti e resiste alla pressione di 75kg/cm2 e a temperature variabili da -20 a 55 gradi.

giovedì 25 giugno 2009

I film d'essai sbarcano nel web

Il sito nato negli Usa offre in streaming (gratis e a pagamento) lavori da tutto il mondo

Perché non posso vedermi il film "In the mood for love" nella sala d'attesa di un aeroporto?
Perché è così complicato procurarsi la filmografia completa di Antonioni? Non sarebbe fantastico inviare "Playtime" di Jacques Tati a un amico se pensi che ne abbia bisogno?
E infine: perché i film su Internet si vedono così male?


Sono le sacrosante domande da cui è partito un giovane e brillante finanziere americano di origini turche, Efe Cakarel, per fondare il sito che tutti i cinefili del mondo aspettavano forse senza saperlo, The Auteurs. Che segna la rinascita del cinema d'essai sotto altre spoglie, e all'ennesima potenza, del cineclub anni 70 (genere in via di estinzione se non definitivamente estinto sotto l'invasione dei multiplex) trasferito sulla rete con tanto di spazio lasciato alla discussione: una riedizione del cineforum di lontana memoria (no, il dibattito nooo!) aggiornato ai tempi di Facebook.

Tutto quello che bisogna sapere per "gestire" la nuova tecnologia

I risparmiatori hanno fiducia nelle banche nel Lazio depositi più su del 14% in un anno
Si apre un nuovo capitolo nella storia del piccolo schermo.
Il passaggio al digitale comporta anche una
serie di migliorie tecniche, di importanti risparmi, di vantaggi derivanti dalla liberazione delle frequenze e dal loro utilizzo per sicurezza e sanità. Ma quello che coglieranno i cittadini sarà un'offerta più ricca e una qualità video e audio superiori. La transizione sarà completata a novembre quando i ripetitori smetteranno di inviare il segnale analogico di tutti i canali. Per esplorare l'offerta del digitale bisogna munirsi di un decoder esterno, uno per ogni tv, o integrato, se si acquista un apparecchio nuovo. Non più 9 canali nazionali, ora sono 28, oltre a quelli locali. Alcuni pensati per il digitale come Iris, Rai4, Rai storia e tanti altri. Saranno possibili più approfondimenti e servizi interattivi, e inoltre orientare un programma in diretta esprimendo le proprie opinioni col telecomando.
Lo switch over è una sorta di "campanello d'allarme" per i ritardatari che non si sono attrezzati per il passaggio definitivo al digitale, oltre che un test per le infrastrutture per verificare se sono in grado di coprire il territorio.

Per orientarsi tra le tipologie di decoder (la maggior parte dei quali andrà risintonizzato), si può guardare i bollini che certificano la compatibilità con il segnale e i servizi. Il bollino blu di DGTVi segnala che un decoder riceve canali in chiaro, consente servizi interattivi ed è compatibile con le offerte della tv a pagamento (costa dai 60 euro in su). A metà prezzo lo Zapper, che riceve i canali televisivi in chiaro e non è garantito da alcun bollino. I decoder di fascia alta (da 120 euro in su) sono compatibili con l'alta definizione e possono avere un hard disk per videoregistrare i programmi. Le tv con decoder integrato (con il bollino bianco di DGTVi) permettono di inserire le smart card delle tv a pagamento.

Un canale digitale occupa meno banda: dove ne passava uno analogico oggi viaggiano fino a otto, e quindi l'offerta di canali sarà più ampia.
Nel 2009 dovrebbero partire i canali HD (alta definizione) di Rai e Mediaset. Intanto oltre a RaiUno, RaiDue, RaiTre, Canale 5, Italia 1, Rete 4, La7, MTV e All Music, è possibile vedere canali per bambini come RaiGulp; Boing prodotto in collaborazione da Mediaset e Turner Broadcasting che trasmette 24 ore, e K2 Kids Tv da settembre. Ci sono poi canali come Rai SportPiù che copre le discipline che non trovano spazio nei palinsesti principali, Sport Italia e Sport Italia 24. Ancora: canali di informazione, come Rai News 24, Bbc World, Repubblica tv e France24, di musica, culturali (Rai Storia, Sat 2000) e di intrattenimento come Rai4, Iris, Coming Soon. Infine MediaShopping dedicato allo shopping fatto da casa. E aumenteranno le emittenti locali e regionali.

mercoledì 24 giugno 2009

Tecnologia/ Addio GPS, con il sistema Skyhook ci si orienta con il wireless

di Riccardo Panzetta (Scuola superiore Giornalismo Luiss)

Se il vostro telefonino o un’altra strumentazioni dotata di GPS non funziona, nessun problema. I fondatori della “Skyhook Wireless” hanno messo a punto una soluzione alternativa: i segnali, per permettervi di orientarvi nello spazio, arriveranno non più dal satellite ma dalla rete wireless più vicina.

Un sistema rivoluzionario facilitato dalla diffusione dei dispositivi Wi-Fi. La Skyhook, negli anni scorsi, ha creato mappe dettagliate di aree degli Stati Uniti che coprono il 70 per cento della popolazione del paese. Sono mappe che prendono in considerazione le coordinate geografiche di tutti gli hotspot 802.11 sparsi per i quartieri.

Ma come opera il sistema WPS? Uno speciale client aggancia il segnale dei router wireless più vicini, precedentemente registrati nel database Skyhook. Dalla comparazione tra la distanza dei vari hotspot, cui corrisponde un preciso codice, il WPS (Wireless Positioning System) riesce a “triangolare” la posizione geografica dell’utente.

L’invenzione di Skyhook offre una precisione maggiore del GPS, che va in difficoltà dove c’è un’alta densità di edifici. Il segnale Wi-Fi è molto più denso di quello satellitare e dovrebbe garantire un margine di precisione pari a circa 20 metri.

Realizzare la mappatura del paese è stata la parte più complicata. Quando Ted Morgan e Michael Shean hanno deciso di sviluppare la loro idea, hanno dovuto iniziare costruendo un database di tutti i punti Wi-Fi più potenti. Poi dovettero pagare alcuni tassisti per portare in giro, durante le ore di lavoro, la strumentazione in grado di registrare la posizione delle reti. Successivamente hanno assunto full-time altri autisti per andare in giro sistematicamente con gli stessi macchinari, così come fa Google per offrire il servizio “Street View”. In questo modo “Skyhook” ha scannerizzato moltissime aree del paese.

Skyhook dà oggi lavoro a 500 autisti per avere un database che spazia dal Nord America all’Asia fino all’Europa. L’orizzonte dei segnali cambia costantemente. Ogni macchina-Skyhook contiene un pc con antenne e strumentazione che invia piccole esplosioni di onde radio per individuare, nelle vicinanze, ripetitori telefonici e reti wireless.

Questo sistema calcola la fonte del segnale, basato sulla sua forza e sulla posizione dell’auto. L’informazione viene registrata nel database Skyhook, che comprende più di 100 milioni di postazioni Wi-Fi e 700 mila ripetitori telefonici.

La Apple ha venduto in tutto il mondo 37 milioni di iPhones e iPod Touch dotati del sistema Skyhook. Quando si attiva sull’iPhone un software di ricerca locazione - come “Urbanspoon” per trovare un ristorante - il telefono calcola se è più facile trovare le informazioni richieste tramite GPS o tramite sistema Skyhook, che ripesca da una lista gli access point più vicini.

Importante anche la collaborazione con la AOL, per permettere di localizzare la persona con cui si sta chattando, e con Navteq, produttore di navigatori per auto. La Skyhook, che ha avuto un aumento di capitale di 16,8 milioni di dollari grazie agli investimenti come la Bain Capital Ventures e la Intel, ha inserito il proprio programma anche nelle memory card “Eye-Fi”, per macchine fotografiche digitali, per permettere di localizzare il punto in cui è stata scattata una foto.

Kaspersky Lab: programmi maligni a quota 25 milioni

Il numero delle minacce informatiche cresce in maniera esponenziale. Kaspersky Lab aveva previsto, per il 2008, circa 20 milioni di programmi maligni, un numero dieci volte superiore rispetto ai 2,2 milioni del 2007; con la nuova variante di Koobface, però, sono state superate anche le previsioni più pessimistiche.
Con la nuova variante di Koobface, rilevata da Kaspersky Lab il 9 giugno 2009, il numero di minacce informatiche è arrivato a 25 milioni.
Net-Worm.Win32.Koobface, questo il nome completo della minaccia, attacca gli utenti dei social network Facebook e Myspace.
Si è rivelata esatta la previsione di Kaspersky Lab sull’aumento delle minacce informatiche, dovuto all’incremento nell’uso dei social network da parte degli utenti.
Il metodo di diffusione del worm è abbastanza semplice: gli utenti di Facebook e Myspace ricevono un messaggio, all’apparenza proveniente da un amico, con un link ad un video o ad un sito Internet. Non appena si prova a visualizzare il video o ad aprire il link, viene notificato un falso aggiornamento di Flash Player. Al posto dell’aggiornamento, infatti, viene installato il worm Koobface; grazie alle funzioni di backdoor che possiede, il worm è in grado di permettere ai cybercriminali di gestire da remoto il computer infetto.
Meglio una protezione multi-livello
La diffusione della famiglia di worm Koobface, conferma ciò che Kaspersky Lab ha più volte ribadito, ossia che le minacce informatiche si stanno evolvendo, e utilizzano tecnologie sempre più complesse. Per poter fronteggiare un tale livello tecnico, è indispensabile, per le aziende di sicurezza, realizzare prodotti in grado di offrire livelli di protezione multipli e tecnologie all’avanguardia.
Gli utenti che utilizzano le soluzioni Kaspersky Lab, sia a casa che in azienda, sono protetti da tutte le nuove versioni di Net-Worm.Win32.Koobface

martedì 23 giugno 2009

Blogger: nessun diritto all'anonimato

INTERNET E PRIVACY. IL CASO «NIGHTJACK»
Lo ha stabilito un giudice inglese: chi fa informazione non può pretendere di mantenere segreta la propria identità



Alessandra Carboni

MILANO - Il diritto all'anonimato in rete subisce un duro colpo nel Regno Unito.
Con quella che potrebbe essere una storica sentenza per tutto il web, la Corte Suprema britannica ha rifiutato di proteggere l'identità di un ufficiale di polizia, attivo online come blogger in modo anonimo.IL

CASO – Come spiega il Times Online, il poliziotto 45enne Richard Horton era infatti autore del blog NightJack (ora sospeso), incentrato essenzialmente sulle indagini svolte dalla polizia, di cui Horton rivelava aneddoti e particolari che solo un insider conosce, talvolta anche criticandone aspramente l’attività. Talmente famoso nel Regno Unito (arrivava a collezionare oltre mezzo milione di visite a settimana), da essersi guadagnato, lo scorso aprile, l’Orwell Prize per la scrittura politica. Quando un giornalista del Times ha scoperto la vera identità dell’autore, il blogger ha immediatamente diffidato il giornale dal renderla nota, sottolineando come per lui fosse importante mantenere l’anonimato al fine di non incorrere in sanzioni disciplinari sul lavoro.

IL RIFIUTO – Ma per il giudice che ha seguito il caso “non c'è nessun valido motivo per restare anonimi”, poiché il postare messaggi su un blog è da considerarsi un’attività tutt’altro che privata. E comunque sia – ha spiegato ancora il giudice – la necessità di rivelare le generalità del blogger risponde in questo caso anche al diritto dei cittadini di conoscere l’identità di chi ha scelto di criticare pubblicamente l’attività della polizia. Quindi, in base a quanto stabilito dalla Corte, il semplice fatto che Horton avesse espresso il desiderio di restare nell’anonimità non rappresentava un obbligo per il quotidiano inglese a rispettarne la volontà. Perché in questo caso l’interesse pubblico ha la precedenza.

Usa, scarica 24 mp3 Maximulta da 2 milioni

Minneapolis - Scaricare musica da internet è una pratica molto diffusa nel mondo, anche se illegale. Si violano, infatti, le norme sui diritti d'autore. Fino a ora la linea di contrasto del fenomeno è stata quella di punire chi si "arricchiva" traendo profitto da un'attività illecita, o vendendo cd e dvd pirata, oppure mettendo in piedi una struttura (sito web o rete) atta a permettere il download illegale. Ultimamente, però, la battaglia contro la pirateria si sta intensificando anche contro chi scarica musica e film. Negli Stati Uniti una donna è stata condannata a un pesante risarcimento - 1,92 milioni di dollari - perché aveva scaricato 24 canzoni in mp3.

Per ogni canzone 80mila dollari Si è chiusa con una condanna e una risarcimento record una delle battaglie simbolo della lotta alla pirateria musicale. Jammie Thomas-Rasset, disoccupata e madre di quattro figli, accusata di aver scaricato 24 canzoni dal sistema peer-to-peer "Kazaa", dovrà risarcire le case discografiche con 1,92 milioni di dollari, oppure 80.000 dollari per ogni mp3. La Thomas-Rasset ha cercato di difendersi, dicendo che l’ex marito o i figli avrebbero potuto scaricare illegalmente i brani, ma le sue scuse non hanno influenzato la giuria.

Una battaglia simbolica La donna è diventata suo malgrado la protagonista di una battaglia simbolica: citata dalla Recording Industry Association of America (Riaa), nell’ottobre 2007 era già stata condannata da una giuria del Minnesota al risarcimento di 220.000 dollari di danni, ma il giudice aveva ritenuito "spoporzionata" e "oppressiva" la decisione. Si era così andati al nuovo processo che si è concluso con una condanna ancora più pesante.

Accordi extragiudiziali Mentre tanti altri pirati del web avevano raggiunto accordi extra giudiziali che prevedevano risarcimenti compresi tra 3.000 e 5.000 dollari, la signora Thomas-Rasset decise di rifiutare l’accordo e di proseguire la propria battaglia fino al processo.

lunedì 22 giugno 2009

Sms più veloce d'America, vince Kate


Con una media di 500 sms al giorno è Kate Moore, 15enne dell'Iowa, a portarsi a casa il titolo di campionessa nazionale di scrittura di messaggi (sms) sul telefono cellulare.
La vittoria le è stata assegnata dopo una lunga ed estenuante due giorni di prove che hanno testato la velocità di scrittura, la destrezza, l'abilità e le qualità atletiche dei numerosi partecipanti.
Alla finale, che si è tenuta a New York, hanno avuto accesso solamente 22 degli oltre 250mila iscritti al concorso.

Hunch, il motore dei dubbiosi

Un algoritmo aiuta a prendere la decisione giusta, sui temi più svariati.


Dove dovrei andare in vacanza questa estate? Sono troppo stressato?

È bene che io inviti a cena quel mio collega? Potrei diventare vegetariano?
Per qualsiasi domanda esiste una risposta, che anche se non è proprio quella giusta, è senz’altro quella che più si avvicina ai nostri desideri.
E se non abbiamo amici o sfere di cristallo a cui chiedere consiglio, ci resta pur sempre il web. Hunch è un nuovo servizio nato per toglierci i dubbi da cui non riusciamo a uscire. Lanciato da Caterina Fake, la co-fondatrice di Flickr (il sito di Yahoo! per la pubblicazione di foto da parte degli utenti), Hunch è un motore di ricerca motivazionale.
L’esempio online che più gli si avvicina è Yahoo Answers, dove si possono porre dei quesiti e aspettare che siano gli altri utenti a darci la risposta migliore. Hunch però, lascia che sia l’algoritmo stesso a rispondere. E per arrivare alla soluzione raccoglie prima alcune informazioni sui dubbiosi; mediamente, la risposta si avvicina ai desideri di chi la pone. Anzi, è più precisa e consona se le domande personali cui si risponde sono molte.

domenica 21 giugno 2009

Mouse e tastiera per battere la depressione

In Australia il male oscuro si combatte anche su Internet, e l’efficacia del metodo online è paragonabile a quella di un trattamento "faccia a faccia".
Almeno nei casi lievi. Lo rivela uno studio pubblicato su Australian and New Zealand Journal of Psychiatry. Non solo, le cure via Internet richiedono meno di due ore di contatto clinico, rispetto alle 12-15 ore dei programmi tradizionali.

Secondo lo psichiatra Gavin Andrews dell’University of New South Wales, che ha messo a punto il sistema, in alcuni casi può essere complicato e costoso raggiungere un medico per visite regolari. Specie in una zona vasta come l’Australia. «Il trattamento via Internet può essere fatto in casa ed è molto più economico», assicura l’esperto.

Il suo team ha monitorato 45 pazienti con forme da lievi a moderate di depressione, sottoposti a un programma virtuale di cura forte di sei lezioni online, denominato Sadness. Un metodo che prevede anche una serie di compiti a casa, contatti settimanali via e-mail con uno specialista e la partecipazione a un forum virtuale.

Al termine del trattamento più di un terzo dei soggetti coinvolti non presentava più sintomi di depressione. Un risultato simile a quello dei sistemi tradizionali. «Il trattamento costringe i pazienti a pensare, e a contare su se stessi, visto che devono documentare i loro progressi sul web» commenta Andrews sulla Abc Online.

MySpace piace meno di prima e licenzia il 30% dei dipendenti

Superato da Facebook nel numero di utenti anche negli Usa, l'ex gioiello di Murdoch fa i conti con la crisi

La fortuna ha voltato le spalle a MySpace, ormai ex fiore all'occhiello della strategia multimediale di News Corporation (proprietari anche di Sky).
Licenzierà il 30 per cento dei propri dipendenti (con tagli per ora tutti negli Usa), portandoli a mille.
E stavolta non basta la crisi economica globale a giustificare la caduta. È da un po' infatti che MySpace perde terreno e favore del pubblico. Nei giorni scorsi, Facebook ha superato MySpace (per numero di utenti) anche negli Stati Uniti, secondo i dati comScore di maggio.

Gli Usa erano l'ultimo bastione dove si difendeva MySpace,
da tempo battuto da Facebook per numero di utenti mondiali (307 contro 123 milioni).
MySpace occupa un secondo posto traballante, nella classifica: già ha il fiato sul collo di Twitter, un altro social media che, come Facebook, sta correndo tantissimo in questo periodo. "È un tracollo sostanziale: secondo i dati Nielsen, diminuisce anche il tempo medio che gli utenti trascorrono sulle pagine di MySpace, mentre cresce per Facebook", spiega a Repubblica.it Debrah Williamson, analista di eMarketer, uno dei più autorevoli osservatori di ricerca (con sede a New York) specializzati nel settore new media. Il tempo speso dagli utenti è un parametro sempre più importante per orientare la raccolta pubblicitaria sui siti. Tanto che "stimiamo anche che i ricavi di MySpace siano in calo. Saranno 520 milioni di dollari nel 2009, contro i 605 del 2008", aggiunge.

sabato 20 giugno 2009

Cavi sparsi e monitor "killer" Quando il computer fa male

In aumento i casi di incidenti fisici seri provocati dall'uso del pc, tra fili in cui si inciampa e video pesanti che rischiano di cadere addosso. E la maggior parte delle volte succede a casa, ai più piccoli

Un tempo erano il tunnel carpale o i disturbi alla vista.
O quel fastidioso male al collo e alla schiena, dopo ore passate davanti al monitor
. Dimenticateveli. Il computer può fare davvero molto male. Gli incidenti fisici seri provocati dall'uso del fedele aiutante domestico e insostituibile partner lavorativo sono in rapido aumento e negli ultimi anni sono cresciuti in maniera esponenziale.

La "contabilità" la comunica uno studio in uscita sul numero di luglio della rivista American Journal of Preventive Medicine, curato dal Center for Injury Research and Policy, insieme al Research Institute at Nationwide Children's Hospital e all'Ohio State University College of Medicine, a Columbus. Cifre fanno impressione: oltre 78mila persone, tra il 1994 e il 2006, negli Stati Uniti, sono finite al pronto soccorso dopo un incontro, un po' troppo ravvicinato, con la macchina. Nella top ten degli incidenti-tipo figurano l'inciampare nei cavi o in qualche altra componente del computer e il monitor che cade e colpisce alla testa; ma non mancano stiramenti muscolari o danni alle articolazioni, proprio come quando si esagera con la palestra. E non si può neppure dare la colpa al duro lavoro: nel 93 per cento dei casi, si tratta di incidenti domestici, nella quiete dello studio o del salotto di casa.

Nell'arco dei 13 anni analizzati dallo studio americano, il numero degli incidenti con conseguenze fisiche serie, per colpa del computer, è cresciuto del 732 per cento, dicono i ricercatori. E solo in parte si può spiegare con l'aumento del numero dei computer domestici (+309 per cento).

Sbadataggine? Amore/odio inconscio? Forse un po' di tutte e due le cose. Di certo, la parte che fa più male, da cui ci si deve guardare di più, è il monitor. Anche se negli ultimi anni, con la diffusione degli schermi a cristalli liquidi, più sottili e molto meno pesanti del tubo catodico, il rischio di incidenti è diminuito: si è passati dall'11,6 per cento del 1994 al picco del 2003, 37,1 per cento, per poi scendere nel 2006 al 25,1 per cento.

Nessuna fascia d'età è al sicuro: né figli o nipoti, né nonni, anche se il numero più alto di "vittime" domestiche riguarda i minori di cinque anni, che nel 43,5 per cento dei casi inciampano fra fili e cavi, facendosi male. Rischio che non risparmia neppure gli altri, costituendo l'incidente più comune nel 36,9 dei casi, sia che si abbiano 20 anni o 65. E se è vero che in generale è più facile farsi male a piedi e mani, i bambini, invece, battono più spesso la testa: succede nel 75,8 per cento dei casi per i minori di 5 anni, nel 61,8 per cento, per chi ha qualche anno in più. Insomma, il messaggio pare chiaro: quando si pensa a rendere sicura una casa per i bambini, non basta più considerare tavoli spigolosi, prese di corrente o finestre pericolosamente a portata di bimbo: alla lista va aggiunto anche il falsamente "innocuo" pc. E un po' più di attenzione non guasta neppure a mamma e papà.

Il Futuro è Ultrasottile: i Nuovi Chip Intel Ridefiniscono Stile, Prestazioni e Durata della Batteria dei Notebook

Al Computex, Intel ha presentato quattro nuovi processori, tra cui una versione a basso consumo e un chipset a costi contenuti, pensati per favorire il passaggio dei notebook "ultrasottili" alla fascia più ampia del mercato.
I processori Intel® a basso consumo (ULV) renderanno possibili nuovi formati accattivanti per i notebook, con spessore inferiore a 2,5 cm e pesi compresi tra poco meno di 1 e poco più di 2 kg, e - soprattutto - a prezzi accessibili. Questi processori consumano meno energia per prolungare la durata della batteria, offrendo il tipo di esperienza che i consumatori si aspettano dai notebook basati su tecnologia Intel. Inoltre, Intel ha annunciato l'integrazione di nuovi dispositivi che possono collegarsi in modalità wireless grazie alla tecnologia opzionale Intel® My WiFi.

"Grazie ai notebook ultrasottili potenziati da processori Intel® a basso consumo, gli utenti possono sperimentare un mix unico tra prestazioni e consumo di energia che non ha eguali nel mercato attuale, il tutto in formato sottile e attraente", ha dichiarato Mooly Eden, Vice President e General Manager del Mobile Platforms Group di Intel. "Siamo orgogliosi di poter offrire a tutti i consumatori i vantaggi dei formati ultrasottili, grazie a fasce di prezzo accessibili al grande pubblico".

Sul versante dei processori Intel® Core 2 Duo a voltaggio standard (SV), Intel estende ulteriormente la propria leadership, con modelli fino a 3,06 GHz. Questi processori con efficienza energetica offrono prestazioni mobili rivoluzionarie e tempi di risposta ottimizzati per gli utenti business e consumer più esigenti. Gli utenti riscontreranno un aumento drastico delle prestazioni con l'esecuzione di più applicazioni complesse simultaneamente e con l'esecuzione di applicazioni ottimizzate per il dual-core.

Intel ha inoltre presentato il chipset Intel® GS40 Express per PC portatili destinato ai notebook basati sui nuovi processori a basso consumo (ULV). Questo chipset a costi contenuti permette ai notebook basati su processori ULV di supportare caratteristiche che gli utenti sono abituati a trovare sui notebook tradizionali, come riproduzione video HD, supporto per Windows® Vista™ Premium e supporto nativo HDMI integrato.

Per quanto riguarda le opzioni wireless disponibili, i consumatori possono scegliere tra WiMAX integrato o tecnologia Intel® My WiFi.

Con la tecnologia Intel My WiFi è ora possibile collegare un maggior numero di dispositivi in modo wireless ai notebook basati sulla tecnologia di processore Intel® Centrino® 2. La tecnologia My WiFi trasforma il notebook in una Personal Area Network WiFi, collegando direttamente e senza cavi fino a otto dispositivi WiFi, tra cui videocamere, stampanti, HDTV e lettori MP3, per stampare, condividere, visualizzare e sincronizzare documenti in modalità wireless sia a casa che in movimento. In sincronia con le reti WiMAX a banda larga ad alta velocità che si rendono disponibili in nuove città in tutto il mondo, anche il WiMAX integrato è un'ulteriore opzione per gli utenti, che si trovano in prima linea del wireless 4G con un'intera città a disposizione come hotspot personale.

comunicato stampa del 2 giugno

venerdì 19 giugno 2009

Non sottovalutate mai la potenza (e i rischi) di…. AutoPlay

Autoplay mai dire mai...Leggete cosa è capace di fare questa semplice funzionalità in ogni versione di Windows compresa quella della futura release di 7even. Da oggi in poi prima di cliccare pensate a quello che vi può succedere...

Dal mese di giugno il Blog Security si evolve e diventa
Security e Virtualization Blog di Feliciano Intini e il suo team PCfSV2

Cos’è l’Autoplay o Autorun?
È quella una funzionalità software che risponde ad un azione hardware, quando viene collegato un media al computer o quando si accede ad una share di rete. L’Autoplay legge il contenuto del file autorun.inf e ne esegue i comandi.

Questa comodissima funzionalità così innocua e nata per semplificare la user experience (utilizzata ad esempio da chi distribuisce il proprio software tramite CD per lanciare in automatico l’installazione del programma) nel tempo è diventato anche un ottimo mezzo per veicolare worm e virus.

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Relazioni pericolose e web-dipendenti Nasce il partito dei nemici di Facebook

Il fenomeno Contestata la superficialità dei rapporti. E in molti decidono di cancellare il proprio profilo dalla Rete.

I «no» ai social network. Scaparro: solo una vetrina per mettersi in mostra

Elvira Serra

MILANO — «Qual è il vantaggio di mettersi in mostra su una piazza virtuale con il pretesto di fare incontri interessanti?», chiede Fulvio Scaparro. L'amore ai tempi di Facebook è malato, se un comico finisce in carcere con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una tredicenne conosciuta sul social network. E lo psicologo insiste: «Amicizia e amore acquisiscono valore con la riservatezza. La loro prova è nel quotidiano, nel frequentarsi, nel litigare: sono qualcosa di prezioso che presuppone lentezza. Ricevo molte lettere di genitori e insegnanti preoccupati».

L'entusiasmo, però, sta scemando. E i fanatici della prima ora cominciano a ricredersi. Perché trovato l'ex fidanzato, rintracciato quello che non ti filava al liceo e che adesso ha la pancia (ben gli sta), fatta «amicizia» con il cantante preferito, cosa resta di Facebook? Noia, direbbe il Califfo. Cioè: persone che non sentivi prima e che continui a non sentire dopo; presunti «amici» ai quali non hai mai mandato nemmeno un messaggio, ma che sono lì a mostrare a tutto il «Facebookmondo» che la tua rete sociale è ricchissima. Fino all'assurdo: i gruppi «Io non sono su Facebook» e «Io odio Facebook», cliccatissimi in inglese, che qualcosa vogliono dire, al di là dell'ossimoro, visto che si trovano sul «Librofaccia».

Nicola Savino non scherza. «Sottotitolo di Facebook: ci sarà un motivo se non ci vediamo da 30 anni, caro ex compagno di scuola...». E quando parla della sua esperienza con il social network ammette: «La scimmia dura tre settimane. Poi ti rimane quella sensazione strana: sì, hai trovato chi non sentivi dalle elementari, ma scambiate le domande di rito cos'altro gli dici? E poi non vorrei fare il brunettista, però Facebook è l'apoteosi del fannullone».

Il risultato è che sempre più utenti decidono di «suicidarsi», come si dice in gergo, cancellando il proprio profilo dalla Rete. Oppure sospendono l'attività, come Daria Bignardi, che su Vanity Fair ha scritto: «Non sono fatta per amare a metà... Ma con 4.959 amici e 7.096 in attesa di essere accettati, capite che mi sta venendo l'angoscia?».

Il partito dei detrattori cresce. «Ho provato a farci un giro sotto le mentite spoglie di mio fratello. Ma quando ho visto l'ex fidanzata del mio fidanzato "amica" del mio ex migliore amico, che a sua volta era "amico" del mio ex psicologo, sono rimasta sconvolta da quanto fosse facile il concetto di amicizia», racconta la scrittrice Chiara Gamberale.

Scoraggia anche il fenomeno del furto di identità. Lo spiega il Premio Campiello Opera Prima 2006. «Su Facebook ci sono quattro Marco Missiroli e nessuno di quelli sono io. Così sono diventato lo scrittore stronzo che non risponde ai messaggi. Non è solo un discorso di privacy. Non mi piace forzare i legami, accelerare le mie emozioni. Facebook è un illusionista: è una vetrina sociale di rapporti falsi. Ha fatto aumentare tradimenti, divorzi, violenze. Sono l'unico a scrivere le lettere come una volta?». Ha in mente relazioni autentiche la iena Paolo Kessisoglu, antidivo della tv generalista: «Ci ho provato, ma non mi ha preso: Facebook è un mezzo che assicura la quantità e non la qualità. Per me il progresso è tornare indietro, a un modo di vivere più semplice, che ha a che fare con i rapporti umani e con il sentirsi parte della natura».

E mentre parla al telefono, l'autore barbaricino Salvatore Niffoi è davanti a una montagna di lettere scritte a mano. «Rispondo a tutte, per email. Ma Facebook no, è una forma di guardonismo micidiale: è come imparare a fare l'amore leggendo i giornaletti porno».

Alla Fornace di Rho il raduno degli hacker

Tre giorni di rave party tecnologico nel centro sociale, all'insegna del «niente paura» e contro le censure

Una festa a base di tecnologie, una sorta di rave party dell’informatica: l’Hackmeeting, incontro annuale degli «smanettoni» italiani, è una delle poche manifestazioni autenticamente underground rimaste sulla scena della contro-cultura. Dal 19 al 21 giugno l'evento (it.hackmeeting.org), alla dodicesima edizione, sarà ospitato come da tradizione in un centro sociale: stavolta i «pirati» hanno scelto la Fornace di Rho. Sarà possibile pernottare con tenda e sacco a pelo, e pranzo e cena sono garantiti anche per i vegetariani: per tre giorni si susseguiranno infatti seminari e workshop no stop, facendo pausa solo per qualche momento di sonno.

giovedì 18 giugno 2009

L’imminente arrivo di Windows 7 ripropone il dilemma: migrare, rinviare o cambiare?

Negli ultimi tre anni, nell’era di Windows Vista, il team di sviluppo di Microsoft ha lavorato duramente per trasformarlo, rispetto alla versione iniziale, in un sistema operativo un po’ meno problematico sotto il profilo della compatibilità e delle performance.
Come noto, a suo tempo, molte aziende si sono messe in una posizione d’attesa ed è molto probabile che – a furia di rinvii - ora guardino con interesse a Windows 7 che, in effetti, è ormai “quasi pianificabile” come progetto IT di migrazione visto che il suo iter di completamento definitivo ormai richiede (tolte le ferie) solo poche settimane d’attesa visto che la data del rilascio finale è stata fissata al prossimo 22 Ottobre.
Almeno un beta tester su tre fra coloro hanno avuto modo di provare a fondo l’attuale versione preliminare RC (Release Candidate) è dell’opinione che il sistema operativo potrebbe addirittura essere rilasciato senza dover apportare altre migliorie, anche se è naturale attendersi qualche piccola variazione da qui al momento del lancio dell’edizione finale (denominata stable).
Per chi si pone il problema di trovare una giustificazione economica ad un progetto di questo genere i conti (ed anche i confronti con la concorrenza) non sono facili dipendendo molto dalle esigenze interne di ciascuna realtà aziendale.
Chi non avesse grossi problemi di migrazione in termini di conoscenze tecniche, dovrebbe anche valutare che le varie distribuzioni Linux negli ultimi anni sono cresciute in termini di funzionalità, mantenendo inalterato il loro punto di forza principale, ciò che da sempre le contraddistingue dalle soluzioni rivali, ovvero la capacità di girare su hardware PC dai requisiti modesti per cui, in qualche caso, si potrebbero ottenere dei miglioramenti di performance senza nemmeno dover cambiare l’hardware.
Il dilemma che si pone, soprattutto nelle aziende colpite dalla crisi e che non hanno budget per ipotizzare un passaggio a Windows 7, è il seguente: nel medio termine è meglio prepararsi ad un graduale passaggio ad un sistema operativo più leggero come Linux oppure conviene attendere tempi migliori per passare poi al più “pesante” Windows 7? Se non ci sono i budget per passare a Windows è però probabile che non ci siano nemmeno quelli per sostenere i costi di migrazione fra due ambienti così diversi.
Indubbiamente ogni soluzione ha i suoi pregi ed i suoi difetti. Bisogna anche considerare che gli utenti non vedono assolutamente di buon occhio i cambiamenti, in particolare quelli drastici, come si configurerebbe un passaggio al mondo open source. L’esperienza dei netbook, dove l’utente vuole tassativamente l’ambiente Windows lo sta chiaramente dimostrando.
Il problema principale di molti IT manager è comunque quello di stabilire dei criteri di valutazione di due ambienti così eterogenei in relazione alle esigenze aziendali.
Considerata l’enorme base d’installazione di Windows, il fatto che la beta pubblica di Seven sia già stata scaricata e testata (senza problemi d’incompatibilità) da centinaia di migliaia di utenti, rappresenta di per sé un buon indice del prevedibile successo del prodotto, per cui, è facile pensare che chi ha fretta e non ha problemi di budget probabilmente opterà per questa strada per cui Seven potrebbe essere, come spera Microsoft, l’”XP killer”.
E’ più controverso il problema per chi non prevede di avere un budget a disposizione ed inoltre non è facile fare un confronto tecnico con Linux per effetto delle differenze fra le varie distribuzioni.
Nel tentare un confronto delle funzionalità complessive, Linux potrebbe essere valutato in base a quelle offerte dalle più note distribuzioni.
Non basta esaminare quelle del kernel, il cuore di ogni distribuzione, perché contiene indicazioni solo sulle migliorie apportate al basso livello (compatibilità, nuovi driver, nuove funzionalità di virtualizzazione, etc..) e non sul fronte applicativo, laddove solo osservando le caratteristiche delle singole distribuzioni si può determinare il grado di efficacia e le funzionalità offerte da ciascun fornitore. Scegliere una distribuzione poco nota di un fornitore che poi sparisce potrebbe essere un problema per un’azienda che si troverebbe poi a dover migrare ad un’altra distribuzione.
Sempre più spesso, infine, le innovazioni più interessanti di una distribuzione Linux sono strettamente legate al fornitore della distribuzione. E’ il caso, ad esempio, dei tool di sicurezza e di configurazione di Novell SuSE e Fedora/Red Hat che sono stati sviluppati internamente dalle due società. Nel mondo del pinguino va, inoltre, valutato l’ambito che più interessa. Mentre Red Hat si è creata una buona fama nel mondo delle soluzioni server, Novell SuSE è invece più orientata all’integrazione con le reti eterogenee ed, infine,Ubuntu è un ambiente molto adottato da chi opera principalmente sui desktop.

Windows 7 Vs. Linux: OS Face-Off

Report McAfee sulla criminologia virtuale: CYBERCRIME e CYBERLAW

Il report annuale McAfee sulla criminologia virtuale ha tradizionalmente evidenziato le tendenze emergenti e più minacciose del cybercrimine, illustrando come sia diventato sempre più organizzato, sofisticato e globale nelle sue strategie e modalità di attacco.

Quest'anno, il quarto report annuale McAfee sulla criminologia virtuale, redatto in collaborazione con i migliori esperti del settore di tutto il mondo, rivela in quale misura il crimine cibernetico stia avendo la meglio sulle leggi contro il cybercrimine e sollecita un impegno massiccio e coordinato a livello globale per correggere tale squilibrio.

mercoledì 17 giugno 2009

Wi-Fi gratis in tutta la provincia di Milano. Si inizia dall'Idroscalo

"E' il primo passo concreto nell'ambito di un grande progetto", cioè quello di portare Internet e Wi-Fi gratis in tutta la provincia di Milano.
Così lo ha presentato al Sole 24 Ore il presidente della provincia lombarda Filippo Penati, durante l'inaugurazione all'Idrosacalo del primo nodo wireless. Sì, perché il progetto di cui parla Penati è molto vasto: l'obiettivo è di coprire con il wireless il 25 per cento del territorio entro l'Expo 2015.

"Free download" e "wallpaper" Le parole trappola della rete

Un'indagine della McAfee elenca le ricerche che rischiano di infettare il computer o di farci finire nelle mani dei truffatori

Come un predatore in agguato nei pressi di una pozza nella savana in attesa che le sue vittime vengano a bere, anche chi mira a colpire il nostro computer è pronto a sfruttare i nostri momenti di vulnerabilità. Debolezze che nel caso di chi naviga in rete sono prevalentemente la bulimia per i file da scaricare gratuitamente. L'ultima conferma arriva da una ricerca della McAfee, azienda leader nella produzione di antivirus.

La società americana ha stilato un vera e propria classifica delle parole che, una volta inserite nella stringa di un motore di ricerca, hanno maggiori possibilità di condurci ad una pagina web dove ad attenderci c'è un agguato informatico. In testa alla lista c'è la frase "free music downloads". Dopo averla digitata, le possibilità che la navigazione ci conduca ad un'imboscata per infettare il nostro computer con qualche forma di malware oppure per attirarci in una truffa online sono del 20 per cento. A seguire ci sono le espressioni "wallpapers" (17,8%) e "game cheats" (16,3%).

Questo almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti. Secondo quanto stabilito dall'indagine, il grado di rischio e le parole più pericolose cambiano infatti a seconda del paese dove avviene la ricerca. Per l'Italia lo studio non fornisce il dettaglio dei termini, ma abbassa la percentuale media di rischio massimo al 9,7%. Una posizione intermedia tra la pericolosa navigazione nella Repubblica ceca (14,2%) e la tranquilla Svizzera (7%).

Nel complesso lo studio ha perso in esame le 2.600 parole chiave più utilizzate su cinque dei principali motori di ricerca: Google, Yahoo, Live, Aol e Ask e ha analizzato il contenuto di 413.000 pagine web. I risultati sono stati divisi anche per "aggregazioni" di temi, visto che spesso si possono ricondurre allo stesso argomento ricerche fatte con piccole sfumature lessicali. In questo caso la categoria che raccoglie i pericoli maggiori è quella degli "screensavers", dei "free games" e del "work from home".

La McAfee mette però in guardia i lettori dal fatto che la situazione fotografata nell'indagine non è destinata a restare tale a lungo perché i "predatori" della rete sono sempre pronti a piazzare nuove trappole lì dove sanno che le vittime accorreranno più numerose.
Difficile pensare, ad esempio, che "Viva la vida lyrics", ovvero la ricerca per i testi dell'ultimo cd dei Coldplay, sia destinata a restare ancora a lungo nella top 50 delle parole chiave più pericolose. Più probabile che venga presto sostituita da qualche nuova star del momento.

In Europa sms meno cari

Tenersi in contatto con parenti, amici o colleghi quando si è all'estero presto costerà meno che farlo stando in Italia: dal 1° luglio, infatti, per inviare un sms da un paese all'altro all'interno dell'Unione europea si pagheranno al massimo 11 centesimi (più l'Iva al 20%).
In tutto 13,2 eurocent, mentre sul territorio nazionale – secondo l'ultima indagine conoscitiva realizzata da Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) e Antitrust – il prezzo medio si aggira sui 15 centesimi (al netto, ovviamente, delle molteplici e continue promozioni varate dagli operatori) e in alcuni paesi europei raggiunge anche i 35 centesimi.

martedì 16 giugno 2009

KOffice diventa multipiattaforma e potrebbe diventare un’alternativa ad OpenOffice

Il team che ha sviluppato la suite KOffice ha annunciato la scorsa settimana la disponibilità della versione 2.0.0 della soluzione open source per l’ufficio utilizzata soprattutto dagli utenti dell’ambiente grafico KDE.
Si tratta di un release molto importante in quanto sarà il primo ad essere in grado di funzionare
su piattaforme diverse da quella nativa sotto Linux, grazie all’utilizzo delle librerie Qt4 che permettono, come noto, di far girare le applicazioni originariamente pensate solo per KDE, anche sui principali sistemi operativi compreso Windows e Mac OS X (il supporto per Solaris è invece previsto più avanti nel tempo).
In realtà questa versione preliminare del prodotto anticipa una lunga serie di rilasci che nelle intenzioni del team del progetto dovrà rendere KOffice una soluzione completamente multi-piattaforma e ma
tura per un vasto pubblico.
Gli stessi sviluppatori non ne consigliano comunque, al momento, l’utilizzo in produzione on ambiente aziendale in quanto è principalmente indicata per i beta tester e per gli utenti privati.
Per raggiungere effettivamente l’obiettivo dell’interoperabilità, il motore interno di KOffice è stato completamente riscritto.
Ciò incidentalmente ha permesso di raggiungere una maggiore integrazione tra le varie componenti della suite, diminuendo il numero di funzionalità ridondanti presenti nei diversi programmi che compongono la soluzione ed assicurando, al contempo, ai programmatori interessati la capacità di aggiungere con più semplicità funzionalità ulteriori oltre a quelle già previste.
In questo momento la suite si compone dei moduli seguenti: KWord per l’elaborazione di testi, KSpread come foglio di calcolo, KPresenter per la creazione di presentazioni multimediali e KPlato per la gestione dei progetti.
I programmi di grafica (inclusi) sono invece due: Karbon per la vettoriale e Krita per quella Raster. All’appello mancano ancora Kexi (per la creazione di applicazioni che si basano su database desktop tipo Access) e Kivio (un editor per diagrammi di flusso) che saranno disponibili in ambiente multi-piattaforma solo a partire dalla versione 2.1 del prodotto.

Per quanto riguarda, infine, il formato documentale, quello standard utilizzato da KOffice è OpenDocument. Ciò consente di garantire l’interoperabilità con le più diffuse suite per l’ufficio esistenti, quali OpenOffice e Microsoft Office.

Paese che vai, social network che trovi Non solo Facebook, palma d'oro a QQ

Il sito per amici in Cina supera i 300 milioni di utenti attivi. La mappa messa a punto da un blogger italiano

MILANO
- Non solo Facebook. Il sito di Mark Zuckerberg ha quasi completato l’opera di colonizzazione dell’Occidente, ma non è il social network più cliccato al mondo.
A sorpresa la palma d’oro spetta a QQ, sito per amici che in Cina supera i 300 milioni di utenti attivi, di cui buona parte attirata dalla vendita di beni virtuali per i propri avatar (microcommercio iniziato ben prima che un analogo sistema fosse lanciato su Facebook).

LA MAPPA - È questo uno dei dati più interessanti messi in risalto dalla Mappa dei social network nel mondo, un progetto realizzato dal blogger Vincenzo Cosenza.
Un planisfero tematico in cui ogni nazione viene colorata a seconda del social network più utilizzato. Qualcosa di simile era già stato fatto da Valleywag nel 2007, ma la nuova mappa è andata oltre, associando ai meri dati numerici un’analisi globale e locale, frutto anche dell’esperienza lavorativa dell’autore. Da qui emerge come il verde di Facebook raggiunga il primato nel maggior numero di Stati del globo ma non riesca ad accaparrarsi la leadership assoluta in nessun continente. In Europa, ad esempio, deve fare i conti con la cortina di ferro russa molto più affezionata a prodotti locali come V Kontakte e Odnoklassniki.
Senza considerare altre piccole enclave come HI5 che svetta in Portogallo e Romania, o Nasza-klasa in Polonia e Hyves nei Paesi Bassi. Più netta la supremazia di Zuckerberg nelle Americhe, dove si segnalano però il Brasile con Orkut (che svetta anche in India) e nuovamente Hi5 in Perù, Ecuador, Colombia e America Centrale. E l’Africa? Nel continente nero regna l’incertezza. «In Africa - ci spiega Cosenza che lavora per l’agenzia Digital PR- è difficile riuscire a ottenere i dati direttamente dagli operatori. Inoltre, è molto diffusa la navigazione tramite cellulare e spesso un unico telefono viene utilizzato da tutta la tribù». Da segnalare, infine, il primato di Maktoob nei Paesi arabi. Oltre al planisfero, lo studio riporta una tabella con il podio dei social network più frequentati in alcuni Paesi di particolare interesse. Così, possiamo vedere come in Italia, dietro allo strapotere di Facebook, si collocano Netlog e Badoo.

lunedì 15 giugno 2009

Arriva il "preventivatore" online

Si chiama il «preventivatore» unico RC auto.
Naturalemente è solo online ed è a completa disposizione di tutti noi comuni ortali come un nuovo e serio strumento di scelta innovativo che permette di ricevere in brevissimo tempo e comodamente da casa la migliore offerta assicurativa per il proprio mezzo di trasporto.
Una sorta di vero e proprio motore di ricerca RC auto.
Inserendo i soli dati di assicurato e veicolo, permette di ricevere via e-mail, ordinati in base ovviamente alla convenienza economica, i preventivi di tutte le 65 compagnie operanti sul territorio Italiano.
Basta solo registrarsi al servizio fornendo un indirizzo e-mail valido.
Si consiglia di tenere a portata di mano l’ultimo attestato di rischio rilasciato dalla compagnia ed il libretto di circolazione del veicolo da assicurare.
Si eviterà, così, di fornire dati non corretti che potrebbero distorcere il risultato finale.
Il servizio è gratuito e anonimo, per attivarlo l’utente deve rispondere ad un breve questionario, ma non occorre dichiarare le proprie generalità.
Il preventivatore è raggiungibile all’indirizzo internet www.tuopreventivatore.it

Tutte le regole del trasloco verso il digitale terrestre

Entro fine 2012 il processo di migrazione dalla televisione analogica a quella digitale terrestre sarà completato.
Tutti gli italiani si sintonizzeranno sul canale preferito come oggi, con il telecomando in mano, ma cambierà del tutto la modalità di trasmissione del segnale televisivo verso l'apparecchio di casa. Cambia la tecnologia, da analogica a digitale, con la promessa di grandi passi in avanti per la qualità delle immagini, dell'interattività e della maggiore disponibilità di programmi.

Windows 7 uscirà in cinque diverse versioni (più una): ecco i piani ed i possibili problemi

Microsoft ha confermato che la data del lancio di Windows 7 sarà il prossimo 22 Ottobre. Per raggiungere l’obiettivo la compagnia pianifica di completare lo sviluppo del suo sistema operativo al massimo entro la fine di luglio corrente anno. “I feedback ottenuti dal recente release candidate (RC) sono stati molto buoni” – ha affermato il vice presidente Bill Veghte.
Come noto, il colosso software di redmond ha rilasciato la versione RC (quasi completa) di Windows 7 lo scorso mese. Subito dopo ha confermato l’intenzione di lanciare il sistema operativo in tempo per le campagne di vendita dei PC nelle festività di fine anno, un periodo dell’anno sicuramente da non perdere. Questa strategia era stata ampiamente anticipata da voci di corridoio, ma non vi erano state conferme ufficiali.
Il nuovo ambiente desktop sarà commercializzato in cinque di
fferenti edizioni (Starter, Home Premium, Professional, Enterprise ed Ultimate). A queste si deve aggiungere la versione Basic che sarà venduta solo nei mercati emergenti.
Per non avere un blocco delle vendite fino al momento della disponibilità ufficiale dei nuovi software, alcuni vendor, come ad es. HP, hanno dichiarato, senza però fornire ulteriori dettagli, che a tutti gli utenti che acquisteranno un PC con Windows Vista in prossimi
tà del lancio della versione Seven sarà concessa una copia scontata oppure gratuita del nuovo sistema operativo.
Dal canto suo Microsoft ha confermato che darà a tutti la possibilità di effettuare l’upgrade della copia di Vista attualmente posseduta (dalla Home Premium in su) ad un’installazione di Windows 7 ad un costo inferiore rispetto a quello della licenza normale.
La domanda che in molti si pongono al momento riguarda, però, le modalità di packaging del nuovo sistema operativo, soprattutto in questo momento in cui l’antitrust europeo sta mettendo sotto torchio Microsoft a causa dell’integrazione in bundling di Internet Explorer con Windows, un’operazione che, secondo la concorrenza del settore browser, avrebbe fornito alla compagnia di Redmond un vantaggio competitivo non indifferente rispetto ai rivali.
Alcune aziende sviluppatrici di browser, capitanate dal colosso delle ricerche online Google, hanno avanzato la richiesta che agli utenti dei PC sia data la possibilità di scegliere il browser da installare navigare sul Web attraverso una finestra di scelta rapida all’interno di Windows 7 o mediante il meccanismo di aggiornamento Windows Update.
L’ipotesi di forzare la scelta di un browser alternativo ad Internet Explorer direttamente durante l’installazione o al primo accesso potrebbe non essere tanto campata per aria se si considera che i passati tentativi della Commissione Europea di vedere sul mercato una versione di Windows XP senza il software Media Player sono falliti miseramente, in quanto gli utenti hanno continuato ad acquistare la versione equipaggiata con quest’ultimo, vanificando gli sforzi della Commissione stessa che aveva imposto questa soluzione con la convinzione di garantire una maggiore pluralità nel mercato.
Windows 7 to launch October 22

domenica 14 giugno 2009

Compie 50 anni il primo computer italiano

Una distesa grande quanto un campo da tennis e alta come un frigorifero, un intrico di valvole e transistor in grado di mettere insieme una memoria di 8k e di svolgere 70.000 addizioni al secondo: ecco come si presentava la CEP

Una distesa grande quanto un campo da tennis e alta come un frigorifero, un intrico di valvole e transistor in grado di mettere insieme una memoria di 8k e di svolgere 70.000 addizioni al secondo. Erano queste, in sintesi, le caratteristiche del primo computer italiano, progettato e costruito nel nostro paese.

Si chiamava CEP, acronimo per “Calcolatrice elettronica pisana”: in questi giorni si festeggia il mezzo secolo dalla storica realizzazione.

Per l'evento, il Consiglio nazionale delle ricerche e l'Università di Pisa hanno organizzato per i giorni 11 e 12 giugno una sessione di dibattiti e convegni intitolata “Pisa, culla dell'Informatica: mezzo secolo dopo la CEP e l'Olivetti di Barbaricina”.

“Fu l’ultimo lascito del Nobel Enrico Fermi, che ne suggerì la progettazione”, rammenta il presidente dell’Area Cnr di Pisa, Claudio Montani, “e il simbolo della creatività e dell’ingegno che alla fine degli anni Cinquanta animava il nostro Paese, rendendolo capace di competere ai massimi livelli sul piano sia scientifico sia tecnologico”.

Dal progetto Cep l’Olivetti attinse infatti le basi progettuali per creare – sempre a Pisa – l’Elea 9003: il primo calcolatore elettronico per uso commerciale mai introdotto sul mercato mondiale, presentato alla Fiera di Milano del 1959. Purtroppo un simile primato mondiale non ebbe seguito in ambito industriale a causa della cessione alla General Electric della divisione calcolatrici elettroniche dell'industria di Ivrea ma fu germinale per l'istituzione del primo corso di laurea in informatica dell’Università pisana, del primo centro studi sulle calcolatrici elettroniche (Csce) e del più importante centro di calcolo elettronico nazionale (Cnuce), come ha ricordato lo stesso Montani.

A loro volta, i due centri hanno poi dato origine a tre istituti di ricerca del Cnr: l'Istituto di informatica e telematica (Iit), l'Istituto di scienza e tecnologie dell’informazione (Isti) e l'Istituto di linguistica computazionale (Ilc).

In occasione delle celebrazioni del cinquantenario, sarà possibile ammirare il CEP al Museo degli strumenti per il calcolo, in via Pisano, 25 a Pisa.

(Ingresso libero previa iscrizione sul sito www.cep.cnr.it)

Brescia, sgominata banda hacker finanziatrice di gruppi terroristici

Sono scattate ordinanze di custodia cautelare nei confronti di cinque pakistani e un filippino

BRESCIA - La Polizia sta effettuando, a Brescia e in altre città del centro-nord Italia, un’importante indagine che ha permesso di smantellare una struttura transnazionale capace di servirsi di una rete di phone center e abili hacker capaci di violare sistemi informatici di colossi multinazionali delle telecomunicazioni. Attraverso la rete erano in grado di acquisire i codici di accesso per effettuare telefonate internazionali, rivenduti successivamente in diversi altri Paesi, tra i quali l’Italia, e con i quali finanziavano formazioni di matrice integralista islamica nel sud-est asiatico.

Il denaro ottenuto illegalmente veniva inviato in Pakistan e Afghanistan, attraverso un meccanismo che avrebbe garantito al gruppo un giro d’affari di oltre 55 milioni di euro e collegamenti strategici con aree di conflitto. E' stato reso noto, inoltre, che più di 400mila euro sarebbero stati versati da uno degli arrestati a una Ong legata a un gruppo islamico. Un quadro che ha portato all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque pakistani, tutti residenti in Italia, e di un hacker che opera nelle Filippine. L’operazione messa a segno dagli uomini della Digos di Brescia, coordinata dall’Ucigos in collaborazione con Fbi americano, ha portato al sequestro di 10 phone center a Brescia, Reggio Emilia, Ancona, Ascoli e Macerata e a 16 perquisizioni domiciliari nei confronti di alcuni pakistani e marocchina ritenuti organici alla struttura smantellata.

L'azione, ribattezzata «Pbx Hacker», ha permesso di ricostruire l’intera struttura organizzativa, all'interno della quale il ruolo principale era ricoperto da un pakistano, gestore di un phone center a Brescia, che garantiva un’importante base logistica al gruppo pronto a estendere la sua attività illegale in tutta Europa. Agli arrestati il gip bresciano ha ipotizzato i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica mediante accesso abusivo a sistemi informatici o telematici e detenzione e diffusione di codici di accesso ai predetti sistemi. Maggiori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà, alle ore 11, in Questura a Brescia.

sabato 13 giugno 2009

iPhone 3GS

In questo video tour esplicativo in mostra il nuovo smartphone made Apple: iPhone 3GS.
Nell' iPhone di 3^ generazione si notano subito la maggiore velocità nell'eseguire le applicazioni rispetto ai modelli precedenti, la nuova fotocamera con autofocus e i video supportati ora da un buon editing.
Da serie indiscrezioni raddoppia mediamente la velocità in tutte le comuni operazioni, si connette in rete con Wifi o via HSDPA a 7.2 Mbps, scatta foto (finalmente) a 3.2 megapixel e cattura video VGA a 30fps e nuova interfaccia ...
Con comandi vocali e bussola integrata...
Il divertimento è assicurato. Il portafoglio in caso di acquisto un pò meno...

Ladri di identità, hackers e spammers: come difendersi davanti al pc

La sicurezza informatica passa anche dalla consapevolezza dei propri diritti e doveri quando ci si muove nella rete. Alcune regole precauzionali potrebbero, invece, aiutare ad evitare di incorrere nei cyber criminali, sempre più diffusi nel web.

Diffamazione a mezzo internet
Le offese divulgate nella rete a più persone configurano il reato di diffamazione aggravata dal mezzo di pubblicità: le pene vanno dalla reclusione da 6 mesi a tre anni o della multa non inferiore a 516 euro. Il reato è integrato anche attraverso i social network o l'invio di messaggi diffamatori a mezzo e-mail. In generale, l'inserimento di frasi offensive, battute pesanti, notizie riservate la cui divulgazione provoca pregiudizi, ma anche foto denigratorie, la cui pubblicazione ha ripercussioni negative, anche potenziali, sulla reputazione della persona ritratta possono integrare gli estremi del reato di diffamazione. Inoltre, il consenso ad essere ritratti non comporta il consenso a utilizzare le foto, soprattutto se tale utilizzo avviene in contesti che espongono il soggetto a lesioni della propria reputazione. Il limite è sempre la continenza: non si possono utilizzare espressioni dotate di alta carica offensiva.

Il delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico
E' punito con la reclusione fino a tre anni e sanziona la condotta di chi si introduce o si mantiene in un sistema informatico o telematico, protetto da misure di sicurezza, contro la volontà (espressa o tacita) di chi ha il diritto di escluderlo. La disposizione ha introdotto per la prima volta il bene giuridico del domicilio informatico, inteso come spazio ideale (ma anche fisico), di pertinenza della persona, al quale estendere la tutela della riservatezza della sfera individuale. Il cyberspazio, l'ambiente virtuale in cui l'individuo opera con le tecnologie informatiche, è assimilato allo spazio domestico fisico, purché dotato di quelle misure di sicurezza, come una semplice password di accesso, che manifestino la volontà del titolare di esercitare il proprio diritto di escludere terzi estranei.

Microsoft: «In Europa senza Explorer»

La società di Redmond distribuirà la nuova versione di Windows senza il browser: «Così la legge è rispettata»

MILANO - Microsoft distribuirà in Europa la nuova versione del sistema operativo Windows senza il browser Internet Explorer. La decisione arriva dopo le preoccupazioni circa una possibile concorrenza sleale verso altri produttori di browser e pochi giorni prima dell'attesa decisione della Commissione europea sulle accuse antitrust presentate contro Microsoft a gennaio, secondo cui il leader mondiale di software abuserebbe della propria posizione dominante includendo nel sistema operativo il browser Internet Explorer, sottraendolo a una giusta competizione con i prodotti rivali.

L'ANNUNCIO - Fino ad oggi, Microsoft ha sostenuto che il browser è parte integrante del sistema operativo e che non può esserne separato, ma adesso progetta di farlo per la versione europea di Windows 7, in arrivo quest'anno. «Per garantire che rispetti la legge europea, Microsoft consegnerà una versione diversa di Windows 7, appositamente creata per la distribuzione europea, che non includerà Internet Explorer» ha annunciato il produttore di software in una nota pubblicata sul sito Cnet. La mossa di Microsoft potrebbe dare un grande aiuto ai browser concorrenti, come Chrome di Google e Firefox di Mozilla.