Ricerca personalizzata

domenica 31 maggio 2009

Copia gratuita dei programmi per il pc La tribù del software libero va in fiera

Una fiera del software libero all'interno di un mercatino dell'elettronica. Si chiama Memobyte, è in programma il 6 giugno al Centro Pertini, a Mottella di San Giorgio di Mantova.



di Francesco Abiuso
Sarà un momento di condivisione di saperi, di scambio di programmi gratuiti, ma soprattutto un'occasione di ritrovo per quella «tribù» che si raccoglie attorno ai celebri nomi di Linux, Mozilla Firefox, Thunderbird, i più noti programmi di software libero. A fare da cornice, Memo: mercatino dell'elettronica di Mantova nord. Esiste da quattro anni, l'organizza il Club virgiliano, protezione civile specializzata nelle radiocomunicazioni. Quest?anno raccoglierà più di cento espositori pronti a condividere hardware (cioè componenti del computer) al motto di «non si spende più di quello che si prende». A parlare di software libero, invece, sarà Arco (associazioni reti civiche on line) insieme con il Lugman, cioé il gruppo di utenti di Linux, il sistema operativo che non prevede pagamento o divieti di riproduzione.

Facciamo un passo indietro, vocabolario alla mano. Chi usa un computer ha ormai fatto propria la distinzione tra hardware, cioè la parte fisica del computer, l'insieme dei componenti e delle periferiche che lo costituiscono, e il software, cioè i programmi che funzionano sul pc.
Quando si acquista un computer, in dotazione si ottiene dal rivenditore anche un pacchetto di programmi, fra cui il sistema operativo. Poi ci sono i programmi base: quello di videoscrittura, l'elaboratore di calcolo, l'anti virus etc...
Nulla, però, si ottiene in regalo: nel prezzo è compresa anche la licenza cioè il pagamento dei diritti per l'utilizzo dei programmi.

Il software libero stravolge questa filosofia: si tratta di programmi la cui licenza d'uso prevede un utilizzo libero e gratuito e permette allo stesso utente di modificare il programma e adattarlo alle proprie esigenze. Dunque, risparmio e possibilità di utilizzare programmi che meglio si adattano alle necessità del proprio hobby e della propria professione. Ma attorno al software libero è nato anche un movimento. Dedicato alla divulgazione di tutto quello che la libera circolazione di programmi consente: l'alfabetizzazione informatica di chi non potrebbe permettersi un computer, il risparmio ambientale ed economico determinato dalla possibilità - legata alla capacità di Linux e simili di «girare» su pc più obsoleti - anche di non cambiare continuamente computer, adattandovi i programmi. In particolare attorno al sistema operativo libero Linux (si chiama così dalla contrazione tra le parole Linus e Unix, come il nome dell?informatico che lo ha creato, Linus Torvalds, e il tipo di sistema operativo da cui è stato sviluppato, cioé Unix) è nata una comunità di utenti che condivide una vera e propria filosofia di libera circolazione di sapere. Esistono i Lug, cioè Linux user group, gruppi di utenti di Linux. Si occupano della diffusione di programmi e delle diverse applicazioni collegate. Il Lugman è, appunto, il gruppo degli utenti di Linux mantovani. Oltre a organizzare una volta all'anno il Linux day (il prossimo sarà il 24 ottobre all'Itis Fermi) è tra gli organizzatori di Memobyte. Nello specifico, il 6 giugno organizzerà alcuni laboratori (workshop) dedicati alla divulgazione della filosofia del software libero e al suo utilizzo. Uno di questi, ad esempio, sarà dedicato a «come costruire un sistema Linux formato firmware per il nostro router di casa».
Una giornata dedicata insomma a tutto ciò che è gratuito scambio di informatica.
Anche l'ingresso a Memobyte come al mercatino sarà gratuito.

Chrome cresce: ecco la versione 2.0

Google ha presentato la nuova evoluzione del browser Chrome per sfidare Internet Explorer e Firefox. Più stabile e veloce rispetto al precedente, ma le sue funzionalità sono ancora un po’ deludenti rispetto ai rivali. E a fine anno arriveranno le versioni per Linux e Mac



A otto mesi dalla prima versione, Google ha rilasciato Chrome 2.0, il browser per Windows che mostra i muscoli (ancora piccoli a dir la verità) ai rivali Internet Explorer, Firefox e Safari. Annunciato con alcune preview già a marzo 2009, il nuovo Chrome è diventato più stabile e più veloce rispetto alla release precedente.

In questi mesi gli sviluppatori di Mountain View hanno corretto oltre 300 bachi presenti nella versione beta che potevano causare crash del programma. Il motore di rendering Web Kit, inoltre, è stato ottimizzato per ridurre i tempi di caricamento delle pagine contenenti JavaScript pesanti con prestazioni superiori del 30% rispetto a Chrome 1.0.

Il nuovo browser di Google si affaccia sul mercato tecnologico a poche settimane dal lancio di Internet Explorer 8 da parte di Microsoft e precede di poco quello di Firefox 3.5 che Mozilla dovrebbe rilasciare a breve.

Tre nuove funzionalità
Dal punto di vista operativo Chrome 2.0 non apporta grandi modifiche e si limita a ricalcare i browser suoi concorrenti. Nella nuova release c’è un’opzione per visualizzare i contenuti a tutto schermo funzionalità che, nascondendo la barra del titolo e la parte restante del browser (comandi inclusi), consente di guadagnare spazio. Il Full Screen Mode (attivabile tramite menu Tools oppure con il tasto F11) si rivela particolarmente utile durante la visualizzazione di presentazioni e filmati.

Un’altra funzione inserita nella nuova versione è quella chiamata Form autofill cioè l’autocompletamento dei testi all’interno dei moduli compilabili direttamente sul web. Come altri prima di lui, Chrome memorizza i dati immessi nei moduli online per riproporli quando vi si accede nuovamente evitando così di doverli reinserire. Naturalmente questa funzione può essere disabilitata, oppure si può chiedere al browser di rimuovere definitivamente i dati memorizzati selezionando la relativa voce dal menu Strumenti.

Google ha apportato delle modifiche anche a livello di schede. Ha reso personalizzabile la schermata che appare quando si attiva un nuovo tab e che contiene, di default, le miniature dei siti visitati più spesso, di quelli inseriti di recente nei preferiti o visitati nella precedente sessione. Se, ad esempio, ci sono miniature “imbarazzanti” o che, semplicemente, non si vogliono mostrare, Chrome offre la possibilità di eliminarle. Ognuna di esse è infatti accompagnata da un pulsante che ne permette la rimozione con un semplice clic.

sabato 30 maggio 2009

Bill Gates: tecnologia aiuterà gli Usa a uscire dalla crisi

SEATTLE, 22 maggio (Reuters) - La tecnologia può aiutare gli Stati Uniti e i mercati finanziari a uscire dalla recessione. Parola di Bill Gates, presidente e co-fondatore di Microsoft (MSFT.O: Quotazione).


Bryan Corliss

"Le società farmaceutiche torneranno presto a un alto tasso di produttività. Per quanto riguarda i software e la rivoluzione dell'information technology, siamo solo all'inizio", ha detto Gates durante l'annuale Ceo Summit nel campus vicino alla sede di Microsoft a Seattle.

"Siamo solo agli inizi per quanto riguarda le misure per l'educazione, la comunicazione e l'efficienza dei mercati mondiali".

Gates - che si è concentrato sui temi dell'educazione e della salute con la sua Fondazione Bill & Melinda Gates, da quando ha smesso, lo scorso anno, di lavorare quotidianamente per la più grande azienda di software al mondo -- ha fatto queste osservazioni all'evento privato di mercoledì, poi rendendole pubbliche il giorno dopo.

"Oggi, più che mai, ci sono forti opportunità per l'innovazione", ha detto Gates ai presenti, tra i quali vi erano il miliardario Warren Buffett -- il secondo uomo più ricco del mondo dopo Gates -- insieme al presidente di News Corp (NWSA.O: Quotazione) Rupert Murdoch e all'amministratore delegato di Amazon.com (AMZN.O: Quotazione) Jeff Bezos.

Nonostante Microsoft abbia licenziato 5.000 impiegati, l'AD Steve Ballmer ha mostrato ottimismo, affermando che il mondo degli affari è solo "a metà strada" della rivoluzione di Internet.

Ballmer ha anche escluso che la recessione possa limitare gli investimenti sulla tecnologia da parte delle aziende con capitale a rischio, anzi ha assicurato che le spese per quel che riguarda ricerca e sviluppo continuano a essere consistenti.

"Non mi risulta che qualcuno nella nostra industria stia tagliando il budget per la ricerca e lo sviluppo", ha detto Ballmer. "So di persone che stanno facendo molte cose, ma non tagliando le risorse a questi due settori".

Il capo della ricerca Microsoft, Craig Mundie, ha dichiarato a febbraio che la società non ha intenzione di rivedere a ribasso il budget di 9 miliardi di dollari, destinato alla ricerca e allo sviluppo, per quest'anno fiscale.

venerdì 29 maggio 2009

Usa, allarme per la rete Gps "Tra poco navigatori a rischio"

Dal Congresso accuse all'Air Force statunitense per la cattiva gestione dei satelliti
e il ritardo negli investimenti. "Rischio interruzioni a operazioni militari e utenza civile"




di Giovanni Gagliardi

Mosca sta per rafforzare il suo Glonass. L'europeo Galileo ancora in fase di lancio

WASHINGTON - Tra 12 mesi milioni di navigatori satellitari potrebbero smettere di indicare la retta via. L'ormai ventennale sistema Gps (Global positioning system), infatti, su cui si basano i navigatori, i telefoni e tutte le apparecchiature con questo tipo di tecnologia, rischia di smettere di funzionare, a meno di massicci investimenti.
A lanciare l'allarme è il General accounting office (Gao), l'ufficio del Congresso che verifica le spese dell'amministrazione Usa (simile alla nostra corte dei Conti) che ha accusato l'aeronautica Usa per la cattiva gestione del sistema e il ritardo negli investimenti, malgrado un budget, per il solo 2009, di ben 2 miliardi di dollari.

Nel rapporto il Gao sottolinea che "se la Us Air Force non rispetterà il suo programma di sviluppo del sistema, c'è la concreta possibilità che nel 2010 i vecchi satelliti Gps inizino a non funzionarie più e la costellazione dei satelliti Gps scenda sotto il numero minimo necessario di 28 per fornire il servizio".

Service Pack 2 disponibile a breve per Windows Vista e Server 2008: ecco le migliorie

Dopo essere stato annunciato lo scorso 28 aprile, il Service Pack 2 per Windows Vista e Windows Server 2008 si appresta adesso ad approdare pubblicamente nei PC degli utenti.
Oltre a tutte le patch ed agli aggiornamenti rilasciati fino ad oggi, questi Service Pack aggiungono il supporto a nuovi tipi di hardware ed a diversi standard e protocolli emergenti.
Le reti senza fili si gioveranno, in particolare, di numerose migliorie. Il ripristino di una connessione Wi-Fi dopo il ritorno dalla modalità sleep risulta adesso più reattivo.
Inoltre la certificazione del supporto di Bluetooth 2.1 rende Windows Vista e Windows Server 2008 compatibili con l’ultima versione della specifica.
Relativamente a Windows Search 4.0 (uno strumento che permette di ricercare documenti, e-mail, file multimediali o comunque visualizzarne un’anteprima) è stato potenziato il suo motore di indicizzazione. I risultati prodotti in output sono adesso più veloci ed accurati.
E' stata poi migliorata anche l’implementazione per il Power Management. Sia sui sistemi desktop che sui server le relative impostazioni possono essere definite attraverso policy di gruppo.
Un occhio particolare è stato rivolto anche alla compatibilità con alcune applicazioni individuali come Spysweeper e Zone Alarm che sono adesso in grado di proteggere efficacemente gli account di posta elettronica POP3.
Il Service Pack 2 può essere installato sul sistema scaricando il pacchetto stand alone oppure aggiornando direttamente da Windows Update. La dimensione del download varia a seconda del tipo di installer e del supporto delle lingue. La differenza è comunque notevole fra le due modalità. In un sistema pienamente patchato e con SP1 installato in media l’installazione attraverso Windows Update occupa 43 MB, mentre il download di un’installer stand alone può arrivare ad occupare anche 622 MB per piattaforma hardware x64 con la localizzazione in 36 lingue.
La versione stand-alone è inoltre capace di identificare possibili incompatibilità nei driver e bloccare l’installazione del service pack per evitare la perdita di dati importanti.
I requisiti per installare questo SP2 sono semplicemente la disponibilità di una precedente installazione di Windows Vista equipaggiata già con SP1.
Per gli utenti che si aggiornano attraverso i servizi Windows Update o WSUS è importante invece assicurarsi di aver seguito le indicazioni contenute nell’articolo 955430 reperibile direttamente dal sito Microsoft.
Questa in realtà è la prima raccolta di pacchetti disponibile per Windows Server 2008. Solitamente la numerazione dei Service Pack è sempre cominciata da uno per ogni sistema operativo Microsoft. Nel caso di Windows Server 2008 non vi è stata in origine alcuna versione RTM. Il sistema operativo server è, infatti, approdato a suo tempo sul mercato direttamente con il Service Pack 1 pre-installato.

N.B. per il momento solo in 5 lingue

Get ready for Vista and Win2k8 SP2!

giovedì 28 maggio 2009

WolframAlpha, il motore di ricerca che non "scava" nel web

Il sito sarà accessibile dalla prossima settimana. È in grado di rispondere a domande complesse, ma senza cercare su Internet: per soddisfare le richieste degli utenti sonda un mega archivio compilato dai suoi programmatori

di Luca Bolognini

New York, 11 maggio 2009. Il nome non è semplice da memorizzare come Google, ma WolframAlpha.com cercherà di scalzare il motore di ricerca più usato del mondo dal suo trono. Una sfida che in molti hanno già intrapreso in passato, senza successo.

La carta che uno dei prodotti web più attesi dell’anno - e che sarà accessibile a tutti dalla prossima settimana - si giocherà in questa partita è la sua capacità di rispondere a domande complesse. Il sito progettato da Stephen Wolfram non vi aiuterà a cercare quale sala proietta il film che volete vedere, ma è in grado di rispondere esattamente se gli chiedete quanto dista la Luna dalla Terra.

A differenza dei grandi motori di ricerca, che eccellono nello scovare informazioni già esistenti, la creatura di Wolfram (che a 15 anni pubblicò la sua prima ricerca sulla fisica delle particelle) processa i dati in suo possesso ed elabora una risposta nuova. Circa 100 programmatori hanno compilato una serie di archivi, da cui l’algoritmo va a pescare le informazioni: il sito, infatti, non cerca di capire il reale significato di una domanda, né cerca una risposta sul Web, ma semplicemente stabilisce la materia a cui si fa riferimento e prova a formulare una risposta. “Nonostante il chiacchiericcio - ha precisato il progettatore al New York Times - il mio servizio non intende scalzare la leadership di Google. Tuttavia intravedo un potenziale significativo”.

La prima versione del nuovo “search engine” ha richiesto anni prima di essere sviluppata e non è un prodotto finito. Secondo Wolfram, potrebbero volerci anni, se non decenni per la release definitiva. Al momento, il sito può dirci “la media dell’indice di massa corporea degli uomini di 40 anni”, ma non è in grado di stabilire “i prezzi degli affitti a New York”.

Secondo gli esperti, WolframAlpha.com ha tutte le caratteristiche per diventare uno dei siti più consultati. “Questo motore di ricerca - spiega Doug Lenat, che ha speso gli ultimi 15 anni a sviluppare un computer in grado di ragionare come un uomo - è capace di dare una risposta a un astronomico numero di domande. Potrebbe diventare un serio concorrente di Mountain View”.

mercoledì 27 maggio 2009

Social networking: identità è a rischio?

Il numero totale di utenti del sito di social networking Facebook è cresciuto oltre i 200 milioni. Vediamo la cosa in questa prospettiva: se Facebook fosse un paese, sarebbe il quinto più grande al mondo dopo Cina, India, Stati uniti e Indonesia. Secondo uno studio recente, condotto da ComScore, gli utenti della social network Facebook sono aumentati del 314% rispetto all'anno scorso raggiungendo i 100 milioni.

Grazie alla popolarità del sito, molte organizzazioni, compresa HP, hanno riconosciuto il valore di Facebook nella promozione dei propri prodotti e servizi. Chiunque, dall'attore britannico Stephen Fry al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, dispone di una pagina su Facebook. Purtroppo, molti degli aspetti che rendono Facebook e altri siti di social networking così popolari li rendono anche un terreno fertile per ladri di identità, truffatori online e criminali. Tuttavia, sono disponibili alcuni provvedimenti che potete, anzi dovete, intraprendere per proteggervi.

1. Fate attenzione a divulgare informazioni personali sul vostro profilo utente. Molti utenti non pensano due volte prima di immettere miriadi di informazioni personali nei loro profili utente, dall'indirizzo alla data di nascita e al numero di telefono di casa. Questo è esattamente il tipo di informazioni che i truffatori cercano, dunque, assicuratevi di non pubblicare dati che non volete fornire ad estranei.

2. Utilizzate le impostazioni sulla privacy del sito. La maggior parte dei siti di social networking offrono diversi livelli di impostazioni sulla privacy. È possibile selezionare o limitare le persone autorizzate alla visualizzazione delle vostre informazioni del profilo e bloccare il vostro nome o profilo dall'indicizzazione all'interno di motori di ricerca su Internet come Google. L'opzione migliore è impostare il profilo su “privato”, in modo che possano visualizzarlo solo le persone selezionate.

3. Utilizzate gli aggiornamenti sullo stato con cautela. La tentazione di far sapere a tutti che siete in vacanza per due settimane senza accesso alla posta elettronica potrebbe essere un modo di informare tutti che la vostra casa o il vostro appartamento rimarrà probabilmente vuoto e potrebbe far scattare ai ladri di identità l'idea di abusare delle vostre informazioni mentre siete fuori. Analogamente, fate attenzione agli aggiornamenti di stato inusuali dei vostri amici e confermate sempre personalmente qualsiasi tipo di richiesta di soldi, in quanto l'account del vostro amico potrebbe essere stato violato!

4. Non fate clic sui collegamenti incorporati delle notifiche e-mail. Un tecnica comune di truffa consiste nell'invio di una notifica e-mail apparentemente autentica che vi invita ad aprire un collegamento che richiede informazioni personali quali nome utente e password. Per proteggervi, aprite sempre il browser e immettete il collegamento manualmente.

5. Evitate i sondaggi online. Benché possano sembrare innocui, alcune catene di sondaggi sono state progettate per richiedere informazioni spesso utilizzate come domande di sicurezza per banche o altre istituzioni. Diffidate dal rispondere a domande quali "Qual era il nome del vostro primo cucciolo?" o "Qual è il cognome di vostra madre da nubile?" e chiedetevi se queste sono informazioni realmente necessarie e che desiderate rendere disponibili pubblicamente.

Poiché le politiche di sicurezza dei siti di social networking possono variare, assicuratevi di essere sempre informati, verificate di aver letto le informazioni sulla sicurezza per i siti che utilizzate, sia che si tratti di Facebook, Twitter, Orkut, Bebo o MySpace. Inoltre, tenetevi costantemente aggiornati sulle truffe in Internet più recenti per evitare di esserne vittima.

Per ulteriori informazioni sulle soluzioni per la sicurezza dei vostri dati, consultate il sito Web HP Total Care. Inoltre, potete consultare il sito HP per piccole e medie imprese di Twitter!


Read by HP

martedì 26 maggio 2009

Il Paese dei resistenti a internet Elogio dell’Italia a banda lenta

Una decina di anni fa, quando per Il Giornale feci un’inchiesta su «L’idea anticonformista e la modernità», la geografia dei siti Internet era under quaranta, spalmata sulle grandi zone urbane e sulle regioni dotate di una consolidata struttura industriale, fenomeno e strumento elitario di relativa incidenza sociale e politica.
Da allora a oggi le cose non sono molto cambiate e il fatto che metà degli italiani, come appare ora dai dati resi noti, non sia un popolo di «navigatori della Rete» lo dice con la fredda realtà dei numeri. Sul perché si potrebbero dare molte spiegazioni, alcune tecniche, altre economiche e sociali, altre ancora generazionali, tutte plausibili e condivisibili, nonché sul persistere di un’Italia sotterranea e profonda, più provinciale che internazionale, moderna nella facciata, ma arcaica nei sentimenti, di cui spesso noi giornalisti tendiamo a dimenticarci persi e presi a inseguire l’attimo fuggente dell’attualità.
Apparentemente, dunque, in questo decennio il panorama non è mutato, eppure, se si va più a fondo mi sembra che per molti versi Internet sia stata un’occasione perduta, oppure un’occasione sprecata, la trasformazione di uno straordinario elemento di libertà in un qualcosa che sta fra il business, l’elettrodomestico e il passatempo...

A lungo mi sono illuso che questo strumento sarebbe piaciuto a Ernst Jünger, lo scrittore tedesco che nel secolo scorso ha meglio incarnato le pericolose seduzioni dell’anima faustiana occidentale, l’ascesa e il dominio della civiltà delle macchine, i rischi di un anti-umanismo. Lo pensavo perché mi sembrava la tecnica portata alla sofisticazione più estrema, la libertà elevata alla massima potenza. Strumento individuale, era un moltiplicatore aristocratico di democrazia, anarchico, rimandava a quella figura dell’Anarca, da lui teorizzata in un romanzo che si chiamava Eumeswill: il signore della forma, ostile alla demonia dell’economia, alla tirannia della scienza e della maggioranza. Gli adepti della «rete», insomma, come «gentiluomini telematici e vagabondi digitali. Hanno di fronte a loro la foresta ma non possono non dirsi mondani», secondo la bella definizione del sociologo Rino Germano.

La rivoluzione di Internet consisteva nel mettere sullo stesso piano, al più basso costo, tutte le idee come fosse un agorà telematica, una piazza della democrazia elettronica. Oppure, in una visione «rinascimentale», il massimo della modernità al servizio dell’intelligenza e della volontà di conoscenza umana, il massimo della libertà individuale in alternativa ai dogmi e alle chiese ricevute, il massimo del trasversalismo in un’epoca e in una società che vorrebbero cristallizzare le scelte e negare le opzioni.

Nel tempo queste possibilità sono andate sbiadendosi, da un lato in un accumulo illimitato di informazioni e di comunicazione dove navigando senza poter selezionare ciò che veramente interessava, si perdeva la rotta, dall’altro nella sua trasformazione in mezzo di servizio, utile, certo, ma non fondamentale e persino farraginoso. In più la «rete» si è fatta sfogatoio, mugugno, frustrazione, dove il confronto è quasi sempre scontro, lo scambio di opinioni è spesso scambio di insulti, più che dialoghi ci sono monologhi che si fronteggiano, più che democrazia c’è demagogia.

lunedì 25 maggio 2009

Creato un disco ottico che può contenere oltre 300 film o 250.000 canzoni

Il «super Dvd» contiene così tante informazioni grazie a una tecnologia di registrazione a 5 dimensioni

Valentina Tubino

MILANO - I ricercatori australiani hanno messo a punto una nuova tipologia di dischi ottici (come i Dvd) con una capienza da 300 a 10mila volte superiore rispetto agli attuali supporti. Ogni disco può contenere oltre 300 film o 250mila file compressi in formato mp3. Per sapere se avranno successo però bisognerà aspettare 5-10 anni, tempo stimato dagli scienziati per la messa in commercio del prodotto.

TERABYTE IN 5 DIMENSIONI - I «super Dvd» sono in grado di raggiungere da 1,6 a 10 terabyte grazie ad una nuova tecnologia di registrazione ottica definita dagli scienziati “a cinque dimensioni”, in quanto sono state aggiunte tre ulteriori dimensioni rispetto alle due già presenti nei Dvd e Cd comuni. In particolare sarà possibile registrare le informazioni su diverse lunghezze d’onda della luce (mentre fino ad oggi si registrava solo su una singola lunghezza d’onda). Questa innovazione fondamentale è stata possibile grazie all’utilizzo di nano-particelle di oro come mezzo di registrazione. Un altro passo fondamentale, che ha permesso di incrementare lo spazio registrabile, è stato sfruttare la polarizzazione del laser di registrazione: variando l’angolo del raggio i ricercatori sono stati in grado di registrare diversi strati di informazioni.

DISCHI A CONFRONTO - Lo studio, presentato sull'ultimo numero di Nature, lascia aperte ancora nuove possibilità per ulteriori implementazioni possibili grazie alle caratteristiche peculiari di questa tipologia di disco ottico, mai sperimentate in precedenza. Infatti anche se sono già stati prodotti vari supporti ottici di grande capienza (ad esempio gli ultimi dischi olografici della Sony, in grado di contenere 500GB di dati - 100 volte più di un Dvd normale -, e gli stessi Blu-ray Disc in grado di raggiungere fino a 200 GB di memoria), nessuno si era mai spinto così avanti.

COSTI E FRUIBILITÀ - A differenza dei dischi olografici, il processo di registrazione dei «Super Dvd» a cinque dimensioni non è molto diverso dai sistemi utilizzati per Dvd e Cd comuni, perciò non dovrebbe essere difficile integrarlo con le tecnologie già esistenti. «La produzione su scala industriale del sistema in versione compatta è possibile», conferma James Chon, co-autore della ricerca. E il team australiano sta già collaborando con il colosso Samsung per sviluppare un lettore compatibile. I costi del materiale necessario per un disco non sono alti (circa 30 centesimi) e potrebbero essere ulteriormente abbattuti se al posto dell’oro si riuscisse a usare l’argento, più economico. I problemi sono legati piuttosto all’apparecchiatura necessaria per la registrazione, ancora un po’ troppo cara per poter conquistare un’ampia fetta di mercato.

PREVISIONI DI MERCATO - Come detto, secondo i ricercatori i «super Dvd» non saranno in commercio prima di 5-10 anni. I loro utilizzi potrebbero essere svariati: non solo per film e musica, ma anche per contenere file medici estremamente pesanti, come risonanze magnetiche, o informazioni finanziarie e militari che richiedono molto spazio. Tuttavia anche se tra dieci anni i produttori saranno pronti per lanciarli come il nuovo Blu-ray, non sappiamo però come si sarà evoluto allora il settore dell’home entertainment, in cui probabilmente, con il progressivo aumento della banda larga, prenderanno sempre più piede i film scaricabili via internet e la fruizione dell’intrattenimento via web. Senza contare che i supporti ottici potrebbero per quell'epoca aver perso mercato sul fronte della registrazione dati a favore di altre tecnologie meno costose, impedendo così che questi «super Dvd» abbiano mai modo di diffondersi.

Facebook sotto attacco, password nel mirino dei pirati informatici

Sono 200 milioni gli utenti di Facebook e tutti sotto attacco dei pirati informatici.
Il team del social network più popolato al mondo ha dato l’allarme ufficiale e ha reso noto che la divisione sicurezza informatica si sta dando da fare, anche se non è chiaro quanti membri del network siano già stati colpiti.

Obiettivo dei criminali sono le password degli utenti e la tecnica utilizzata è la più tradizionale: phishing. Tale stratagemma, ormai tristemente noto, si basa su di un link esca dove cliccandoci sopra si viene dirottati in siti web falsi. Il trucco sta nel fatto che le home page di questi web site fasulli sono in tutto e per tutto uguali alla schermata di Facebook e gli inconsapevoli utenti vi inseriscono le credenziali per accedervi, senza immaginare di fare il gioco di sconsiderati criminali informatici.

domenica 24 maggio 2009

Per le ricerche è in arrivo Kumo

Microsoft dovrebbe presentare a breve il suo nuovo motore

New York -Microsoft dovrebbe presentare la prossima settimana il suo nuovo motore di ricerca.

Lo riporta il Wall Street Journal, secondo il quale la mossa rappresenta l’ennesimo sforzo del colosso di Redmond per competere con Google.

Il nome in codice del nuovo motore di ricerca è Kumo ed è stato ideato per aiutare gli utilizzatori a ricerche online più mirate ed efficaci.

"Allergici" alle tv e ai cellulari L'elettrosensibilità è un fatto

Secondo l'Oms ne soffre fino al 3% della popolazione, ma la patologia non è riconosciuta. Tra i sintomi di chi soffre le onde elettromagnetiche: cefalea, vertigini, rossore e tachicardia. L'intensità varia a seconda dei casi

Riuscireste a vivere una vita intera lontani da tv, cellulare, pc e altri apparecchi elettronici?
Questa è una condizione che oggi viene scelta da milioni di persone, e non per scoprire romanticamente se stessi come nel film "Into the wild" ma per fuggire a una malattia, la cosiddetta "elettrosensibilità". Secondo una stima dell'Organizzazione Mondiale della Sanità questo disturbo interessa dall'1 al 3% della popolazione mondiale, ma fino ad oggi non è mai stato riconosciuto come una patologia vera e propria.

Troppe richieste di amicizia? Creare un’efficace strategia di social marketing

Quante volte riceviamo richieste di amicizia su Facebook o troviamo nuovi followers su Twitter che si rivelano immediatamente come spammers fastidiosi che ci bersagliano con messaggi insistenti?

Andiamo ad approfondire il tema partendo dal contributo di Fabio Sutto, consulente di web marketing (www.online-marketing.it), il quale afferma che:

le agenzie di comunicazione, sia quelle di impostazione tradizionale che quelle da sempre ‘web oriented’, offrono sempre più spesso servizi di Social Media Marketing (SMM) e Social Media Optimization (SMO), ma è bene chiarire subito che essere iscritti a Facebook, Flickr, Badoo o pubblicare occasionalmente post e commenti su forum e blog non significa fare social media marketing.

Molto spesso a fare le spese di questi tentativi maldestri sono da un lato gli utenti, dall’altro aziende importanti che si sono affidate ad agenzie di comunicazione che hanno come unica strategia quella di “entrare a gamba tesa” in tutti i Social Network che capitano loro a tiro.

L’assenza di una strategia di approccio ai Social Media (differenziata per ognuno dei canali disponibili) porta soltanto a cocenti delusioni: purtroppo l’uso disorganizzato e occasionale dei social network è quanto si verifica nella maggior parte dei casi, ed è per questo che molti clienti oggi mostrano diffidenza quando sentono parlare di marketing sui social network.

Siamo avvezzi a definire obiettivi molto precisi e strategie dettagliate per ogni altro aspetto dei nostri investimenti in promozione: se ad esempio optiamo per una campagna di search engine marketing, siamo soliti individuate per prima cosa il segmento target, analizzare ed individuare le keyword, impegnare i nostri collaboratori nello scrivere contenuti e codice ottimizzati e, infine, misurate i risultati.

Perché quindi non facciamo esattamente lo stesso per le campagne sui social media?

I Social Network presi nel loro insieme sono un’entità complessa, eterogenea, in continua evoluzione e otto volte su dieci fare SMM equivale ad essere dei pionieri che percorrono sentieri mai battuti in precedenza.

Prima di poter parlare di strategia, è necessario individuare quali siano i risultati da raggiungere con una campagna di social media marketing. Ecco qualche esempio:

• Educare e informare la clientela
• Migliorare il servizio al consumatore
• Monitorare la reputazione del brand
• Aumentare la brand awareness
• Dare forma all’autorevolezza
• Acquisire maggiori informazioni sul proprio target
• Ottenere link verso il proprio sito

Non si tratta di una lista esaustiva ma è sufficiente a rendere l’idea: dare il via a una campagna di social media marketing, senza avere chiaramente stabilito quali tra questi ne debbano essere gli obiettivi, significa partire con il piede sbagliato.

Per poter raggiungere i risultati sperati è essenziale investire tempo e risorse in attività di ricerca dettagliata e nella creazione di strategie solide. Il processo di ricerca include necessariamente alcuni passaggi:

• Determinare se il proprio target audience è online (fatto spesso trascurato… incredibilmente)
• Scoprire in quali contesti si trova e agisce
• Esaminare successi e fallimenti di altre campagne sui medesimi social media

sabato 23 maggio 2009

Il telefonino che si carica col Sole

Presentato in Giappone un nuovo modello «ibrido» che sfrutta anche piccoli pannelli solari

TOKYO - Il cellulare ora sfrutta l'energia solare: il terzo operatore mobile del Giappone, Softbank, ha presentato a Tokyo il primo telefonino ibrido in grado di ricaricare la batteria per mezzo di speciali pannelli solari, oltre che con la tradizionale alimentazione a corrente elettrica. Il nuovo modello, battezzato Solar Hybrid 936SH e prodotto da Sharp, tra i leader mondiali del fotovoltaico, sarà commercializzato sul mercato nipponico in estate al prezzo di circa 40 mila yen (300 euro al cambio attuale).

DIECI MINUTI PER UN MINUTO - La principale caratteristica del terminale è rappresentata dalla possibilità di ricaricare la batteria con l'energia solare grazie ai minuscoli pannelli fotovoltaici che sono montati sul coperchio del telefonino, e che permettono, secondo quanto dichiarato dal gestore, di accumulare con dieci minuti di esposizione al sole una carica sufficiente per due ore in standby o un minuto di conversazione. Degna di nota, inoltre, è la possibilità di ricaricare il telefonino automaticamente durante l'uso all'aperto, mentre la vocazione estiva e solare del terminale è ulteriormente sottolineata da uno speciale rivestimento che ne garantisce la totale impermeabilità all'acqua...

Microsoft Windows 7 e il Virtual Wi-Fi

Negli ultimi giorni sono circolate in rete alcune interessanti informazioni relative all'implementazione in Microsoft Windows 7 del supporto nativo al Virtual Wi-Fi. Come presentato al WinHEC 2008 (documentazione disponibile qui) con Virtual Wi-Fi sarà possibile virtualizzare la scheda di rete wireless e il sistema operativo avrà a disposizione più di un dispositivo wireless virtuale, anche se la scheda Wi-Fi installata sarà solo una.

Le tecnologie per la virtualizzazione dei sistemi operativi sono ormai abbastanza conosciute e diffuse, in particolar modo in ambito data center e sviluppo. La notorietà di queste tecnologie permette di capire concettualmente l'approccio usato da Microsoft per implementare Virtual Wi-Fi.

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venerdì 22 maggio 2009

Banda larga, Belpaese in ritardo "Un sogno per 12 italiani su 100"

Lo studio del superconsulente del governo, Francesco Caio, descrive una situazione difficile (adsl lentissime o non conformi ai valori dichiarati) e indica la via per colmare il gap col resto dell'Europa. Servono investimenti

di Alessandro Longo

Gli italiani esclusi dall'internet veloce sono il 12 per cento, ben più numerosi di quanto dicano le stime ufficiali (l'Adsl copre il 98 per cento della popolazione, secondo Telecom Italia). Sono infatti una finta banda larga quelle connessioni che vanno sotto il megabit al secondo. Ma non solo: le cosiddette Adsl velocissime, a 20 megabit, sono in molti casi un bluff visto che di rado superano i 10 megabit. Perciò bisogna intervenire subito, con un piano nazionale, altrimenti la situazione peggiorerà: servono 1,2-1,3 miliardi di euro per dare al 99 per cento della popolazione una banda larga almeno di 2 megabit, entro il 2011.

Queste e altre analisi, e dita puntate contro i problemi della banda larga italiana, sono presenti nel "Rapporto Caio": 105 pagine di slide pubblicate su Wikileaks. Un documento fino a pochi giorni fa riservato, letto solo da pochi addetti ai lavori vicini alle stanze del potere, ora è diventato disponibile a tutti gli utenti internet.
Com'è noto, è un rapporto commissionato dal ministero dello Sviluppo Economico al superconsulente del governo, Francesco Caio. L'obiettivo è duplice: fotografare lo stato della banda larga italiana e proporre soluzioni per recuperare il divario con il resto d'Europa; o, almeno, per non farci accumulare ulteriore ritardo.

È il classico bilancio impietoso. Per Telecom Italia, saremmo a un passo dal completare la copertura banda larga nazionale. Per Caio, la percentuale ufficiale è gonfiata dalla presenza delle "Adsl anti digital divide", che vanno solo a 640 Kbps. Velocità che, secondo il consulente, è ormai inadeguata per apprezzare i servizi internet, da quelli dell'intrattenimento e della (video) comunicazione digitale a quelli utili della pubblica amministrazione. Il problema è che Telecom può offrire solo questo tipo di Adsl mignon nelle aree sprovviste di fibra ottica. E Telecom, al momento, non ha nessun piano di espansione per coprire queste zone con fibra ottica.

A ridurre la percentuale di chi è veramente coperto da banda larga, inoltre, ci sono anche quei casi di utenti dove in teoria arriva l'Adsl, ma in pratica funziona male, perché le risorse sono carenti o i doppini telefonici sono troppo lunghi o fatiscenti. È il caso, per esempio, del comune di Randazzo (Catania), che ha fatto un comitato di protesta per la lentezza Adsl, con cortei nelle strade e ora ha aperto anche un gruppo su Facebook.

Ecco perché Caio propone un piano per portare quasi ovunque i 2 megabit (velocità invece considerata adeguata), con finanziamenti pubblici, e un misto di tecnologie: non solo l'Adsl, che in certe zone è troppo costosa portarla o funziona male a causa dei doppini; ma anche il wireless: Hiperlan, Umts/Hspa, WiMax (e, per l'appunto, l'operatore siciliano Mandarin sta ora parlando con i cittadini di Randazzo per eventualmente coprire il comune con il segnale WiMax). Caio stima che degli 1,2-1,3 miliardi di euro, circa il 45 per cento sarebbero concentrati nelle regioni del Nord-Italia, circa 35 per cento nel Centro Italia e il restante 20 per cento nel Sud e Isole.

Deludenti anche le Adsl 20 Megabit che, a quanto si legge nel rapporto, in molti casi sono una falsa promessa: solo il 15-20 per cento ha davvero i 20 Megabit come velocità massima. Nel 60 per cento dei casi non supera i 10 Megabit. Il motivo è sempre nei doppini, troppo lunghi, perché l'utente è troppo lontano dalla centrale telefonica, il che incide sulla velocità della linea.

Ma, soprattutto in prospettiva, si pone anche un problema di saturazione delle risorse. La vecchia rete in rame ha bisogno insomma di un aggiornamento e infatti in tutta Europa ci sono piani per portare, almeno nelle principali città, la fibra ottica più vicina alle case o addirittura al loro interno. Il rapporto Caio esorta l'Italia a fare altrettanto, auspicando una sinergia di risorse pubbliche e private (gli investimenti Telecom in fibra sono stati rivisti al ribasso e non bastano a farci tenere il passo con l'Europa). Questa sfida per il futuro viene in un momento di congiuntura molto sfortunato, però; soprattutto per l'Italia: a causa dell'emergenza terremoto in Abruzzo, non sono stati ancora stanziati gli 800 milioni di euro di fondi che il governo aveva previsto di assegnare per la lotta al digital divide.

Plagio sul New York Times, il mea culpa di Maureen Dowd

La giornalista si giustifica per aver riportato, nel suo articolo di domenica, un testo tratto da un noto blog senza citarne l'autore, Josh Marshall: “Non sapevo che quelle parole fossero sue”

Si chiude con un’e-mail di scuse il caso di plagio che ha scosso il New York Times: Maureen Dowd, curatrice della rubrica “On Washington”, ha scritto al blog d’informazione politica The Huffington Post per spiegare come mai, nell’articolo pubblicato domenica sul prestigioso quotidiano della Grande Mela, abbia citato parola per parola il blog Talking Points Memo di Josh Marshall, senza segnalare la fonte di quanto riportato.

Dowd, premio Pulitzer nel 1999 e firma fra le più note del NY Times, sostiene di non aver mai letto direttamente il testo di Marshall, il cui blog - nato come centro di “informazione collaborativa” dal basso - è stato nominato dalla rivista Time “miglior blog” del 2009: sarebbe stato un amico a riportarle un’opinione del blogger, che lei avrebbe deciso di inserire nell’articolo incriminato, senza sapere chi fosse il reale autore di quel pensiero.
“Chiaramente, il mio amico deve aver letto Josh Marshall, ma non me lo ha detto”, si è giustificata Dowd: dichiarazione che però non spiega perché il pensiero di Marshall sia stato riportato dalla giornalista esattamente con le stesse parole utilizzate nel post originale.

Nel contributo per il Times - una dura critica all’amministrazione Bush, accusata di aver utilizzato sistemi di interrogatorio al limite della tortura per giustificare e sostenere la guerra contro l’Iraq -, è contenuto questo breve paragrafo: “La sequenza degli eventi (della guerra in Iraq) solleva sempre più una domanda: perchè, se la tortura doveva servire a prevenire gli attacchi terroristici, è stata applicata soprattutto durante il periodo in cui la combriccola di Bush era in cerca, essenzialmente, di informazioni politiche che giustificassero l’invasione dell’Iraq?”.
Delle 45 parole che, in lingua originale, costituiscono la versione di Dowd, ben 42 sono identiche a quelle utilizzate da Marshall nel suo post: identica la scelta dei termini, identica la sequenza in cui sono stati utilizzati, identica anche la punteggiatura. I due paragrafi differiscono solo nel riferimento alla “combriccola di Bush”, assente nello scritto di Marshall, che usa, al posto dell’espressione accusatoria verso l’ex presidente e i suoi, un “noi” che sembra piuttosto convolgere tutti gli americani.

“Stiamo correggendo l’errore sul web, per segnalare correttamente la paternità di Josh, e domani aggiungeremo una nota, oltre che una correzione formale”, ha concluso Dowd: la rettifica è effettivamente comparsa ieri sul New York Times, ma l’ombra di un poco onorevole “copia-incolla” rimane.

giovedì 21 maggio 2009

Allarme social network: solo un quinto conosce i contatti presenti

Attenzione alle amicizie in rete. Gli adolescenti si confermano i principali abitanti dei social network, ma solo uno su due è in grado di usare la grande rete in modo consapevole.
Solo un utente su 5 (esattamente il 22%) fra gli iscritti ai social network conosce bene tutti i contatti presenti nella propria lista di amici: nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di persone «poco» o «per nulla» conosciute. I dati emergono dal sondaggio on line condotto nell'ambito della seconda "Settimana nazionale della sicurezza in rete" organizzata da SicuramenteWeb, il progetto di responsabilità sociale di Microsoft, in collaborazione con la Polizia di Stato e il patrocinio dei ministeri della Gioventù e dello Sviluppo economico.

Nasce il centro anti-cybercrime un attacco può bloccare il Paese

Si chiamerà Cnaipic la struttura pensata per proteggere i centri vitali dell'Italia - acqua, luce gas, trasporto su strada, rotaia e aereo - da attacchi di pirati informatici. Dopo 4 anni di preparativi sarà operativo entro questa estate, con sede a Roma



di Valerio Maccari

Fra problemi burocratici e logistici ci sono voluti quasi 4 anni, ma alla fine è arrivato. Entro l'estate sarà finalmente inaugurato lo Cnaipic, il Centro anticrimini informatici per la protezione di infrastrutture critiche, la struttura nazionale pensata per proteggere dai cyber crimini tutte le reti e i servizi informatici che erogano servizi essenziali per la nazione. Il Centro sarà gestito dalla Polizia postale e delle Comunicazioni, e avrà sede a Roma, vicino a Cinecittà.

Le attività del centro, ha spiegato Antonello Novellino, il vice questore aggiunto della Polizia postale, consisteranno nel fornire "servizi di intelligence alle infrastrutture reputate di importanza nazionali, attraverso il monitoraggio dei siti, e la raccolta e analisi dei dati. L'obiettivo è essere presenti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per portare aiuto a queste infrastrutture in caso di attacchi".

Attacchi che possono avere effetti devastanti. Oggi, infatti, i servizi essenziali - come acqua, luce gas, trasporto su strada, rotaia e aereo - sono erogati attraverso reti telematiche. E un attacco informatico, di matrice criminale o terroristica, diretto a colpire un singolo nodo della rete infrastrutturale, potenzialmente è in grado di azzerare l'intero sistema paese.

Per questo l'idea di un centro per la protezione delle "infrastrutture critiche" era stata introdotta per la prima volta dal decreto legge 144/2005, il famoso pacchetto antiterrorismo Pisanu, che assicurava, da parte del Ministero dell'Interno, "i servizi di protezione informatica delle infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale".

Quali siano le strutture critiche da proteggere è stato stabilito, nel gennaio 2008, da un decreto del ministero dell'Interno. All'interno dell'area di protezione dello Cnaipic rientreranno Ministeri, agenzie ed enti che operano nei settori dei rapporti internazionali, della sicurezza, della giustizia, della difesa, della finanza, delle comunicazioni, dei trasporti, dell'energia, dell'ambiente, della salute; ma anche la Banca d'Italia e tutte le società partecipate dallo Stato, dalle regioni e dai comuni con più di 500mila abitanti che operano nelle comunicazioni, nei trasporti, nell'energia, nella salute e delle acque.

Inoltre lo Cnaipic proteggerà anche ogni altra istituzione, amministrazione, ente, persona giuridica pubblica o privata la cui attività, per ragioni di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, sia riconosciuta di interesse nazionale dal Ministro dell'interno, anche su proposta dei prefetti e delle autorità provinciali di pubblica sicurezza.

"Il decreto, nato per contrastare il terrorismo internazionale, poneva anche nel nostro ordinamento una specifica attenzione al problema della protezione delle infrastrutture critiche nazionali, Non solo in quanto assets strategici, ma quali elementi costituenti la spina dorsale del Paese", spiega Roberto Setola, segretario dell'Aiic, l'associazione degli esperti di infrastrutture critiche. "Per questo è importante che si sia giunti a costituire una struttura come lo Cnaipic, che ha il potere di monitorare e prevenire gli attacchi alle infrastrutture, senza dover aspettare di una denuncia per agire".

Lo Cnaipic, infatti, beneficerà degli strumenti investigativi previsti per le attività di contrasto al terrorismo. Il che vuol dire, in parole povere, che il centro potrà - ad esempio - utilizzare intercettazioni di comunicazioni, anche telematiche ed informatiche, con finalità preventive. Ovvero, prima che l'attacco sia commesso.

E le possibilità che ci si possa trovare di fronte a una simile eventualità non sono poche. Attacchi alle infrastrutture critiche informatizzate sono già avvenuti: ne sono un esempio i Titan Rains, nome in codice con cui si indicano gli attacchi che colpirono i computer di tutti gli Stati Uniti nel 2003. O l'ondata di assalti cibernetici su grande scala che subì l'Estonia nel 2007. E nel prossimo futuro episodi del genere potrebbero aumentare. Secondo il World Economic Forum, anzi, esiste una probabilità del 20% che le infrastrutture critiche subiscano attacchi terroristici nei prossimi 10 anni, con un costo economico globale di 250 miliardi di dollari.

mercoledì 20 maggio 2009

Mai dire cancellato

Se non troviamo più un file, proprio quello che avevamo memorizzato con cura e che conteneva informazioni molto importanti per noi...
Se il nostro cestino è irrimediabilmente vuoto, non è detto che non sia più possibile recuperarlo...
Abbiamo buone probabilità di ritrovarlo sia che si tratti di un documento word, di una foto, di un brano mp3...
Un buon programma di recupero dati è quello che fa a caso nostro.
Parlo di Recuva della Piriform.
Senza mettere mano al portafoglio l'utility è gratuita, svolge abbastanza bene il suo compito ed è anche in italiano.
Si installa sul vostro pc in pochi attimi e seguendo il semplice wizard sarete in grado di ripristinare i vostri file cancellati accidentalmente.

martedì 19 maggio 2009

Facebook: ecco tutti i modi per accedere con il telefonino

Facebook: Più lo usi e più lo vorresti avere sempre sotto mano.
Entra di soppiatto nella tua giornata, ti fa ritrovare i vecchi amici e conoscenti, oltre a tenerti in contatto con quelli attuali, con i colleghi e con i parenti.
E poi, in men che non si dica, diventa una consuetudine, una prassi quotidiana che porta assuefazione.
Per anni ci si è chiesti quale fosse la killer application che avrebbe fatto evolvere Internet. Eccola: il Web 2.0 ha fatto nascere la rivoluzione dei network sociali.
Che ora si apprestano a fare decollare la Mobile Internet tra il grande pubblico.
E infatti tutti i gestori e i produttori di telefonini ci puntano con prodotti dedicati, nati appositamente per questo tipo di applicazioni.
Un vero traino per un mondo, quello della telefonia, che aveva bisogno del Web per rinnovarsi. E l'ha trovato.

lunedì 18 maggio 2009

Solo un italiano su due usa Internet

Il 46% non ha le competenze, agli altri non interessa

Tre italiani su quattro (73,7%) hanno un computer a casa mentre un italiano solo su due (58,5%) utilizza internet, quasi tutti i giorni, soprattutto da casa con la connessione veloce adsl (84,5%), per cercare informazioni e utilizzare la posta elettronica.

È quanto emerso da un’indagine conoscitiva su un campione di 2.400 persone sull’assetto e sulle prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni elettroniche, commissionata dalla IX commissione permanente della Camera dei deputati (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) e svolta dall’istituto Mides (Forum Pa).

Fra chi ancora non ha il pc (26,3%) la maggior parte (82,2%) non lo comprerebbe anche se ci fossero incentivi economici e comunque, anche se lo avesse, non navigherebbe sul web (74,2%). Chi non utilizza internet lo fa perchè non ha le competenze (46%) o perchè non gli interessa, non sa cosa sia e cosa offre (43%).

L’identikit di chi non va on line (41,5%): donna, oltre 50 anni, con titolo di studio elementare o di scuola media inferiore, casalinga o pensionata o coppia senza figli che vive in famiglia. Di questa fascia di persone, l’indagine indica come «irrecuperabili», che cioè non sono affatto interessati ad internet il 18,8%.

È ancora molto bassa (20,6%) anche la percentuale di coloro che usufruiscono di un servizio pubblico utilizzando internet: fra questi il 24% è rimasto molto soddisfatto, il 65,4% abbastanza soddisfatto, mentre l’8,9% lo è stato poco e l’1,6% per niente. Sono indicazioni del rapporto «Gli italiani e le nuove tecnologie» basato sull’indagine conoscitiva sull’assetto e sulle prospettive delle nuove reti del sistema delle comunicazioni elettroniche, richiesta dalla IX Commissione permanente della Camera dei deputati (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) e svolta dall’istituto Mides (Forum Pa).

L’indagine - si legge nel rapporto - mette «in evidenza la necessità di un importante sforzo del sistema Paese per un deciso sviluppo delle comunicazioni elettroniche». Fra chi usa il web per i servizi della pubblica amministrazione, il 54,5% afferma che il servizio è rimasto invariato; per il 22,4% è migliorato mentre per il 14,6% è peggiorato. Chi non utilizza questi servizi spiega di non essere abituato (47,7%), di preferire il contatto diretto (31,6%), di non fidarsi (7,6%), di averci provato ma di non esserci riuscito (5,5%).

Facebook nel mirino: sempre più cause per diffamazione

Facebook nuovamente sotto tiro. Dopo i filtri delle aziende per bloccare l'accesso ai dipendenti durante l'orario di lavoro, gli appelli del Ministro Brunetta e le accuse di violazione della privacy della Ue, arrivano anche in Italia le prime querele e richieste di risarcimento danni a carico degli utenti del più popolare social network del mondo.
«Facebook non può sottrarsi alle regole del diritto comune – spiega Giuseppe Conte, professore di diritto privato e avvocato esperto di privacy e comunicazioni elettroniche - e gli utenti dei social network non possono invocare la spazialità virtuale quale esimente per le loro affermazioni e i loro comportamenti.
La tutela dei beni morali e, più in generale, dei diritti della personalità non viene sospesa nello spazio telematico». Il messaggio è chiaro e le conseguenze non si sono fatte attendere.

domenica 17 maggio 2009

La pirateria informatica aumenta la popolarità delle star musicali

Un nuovo studio conferma che gli artisti vittima del file-sharing sono anche quelli che vendono di più

MILANO - La battaglia delle major del disco contro la pirateria online non sembra conoscere sosta, come dimostra l'ultimo processo contro i fondatori di Pirate Bay in Svezia e l'approvazione della legge «tre errori e sei disconnesso» in Francia.
Ma un nuovo studio realizzato in Inghilterra arriva a mettere in discussione alcune convinzioni che stanno alla base di questa crociata: davvero il file-sharing illegale sta danneggiando il mercato della musica?
O, piuttosto, sta creando nuove possibilità di promozione per gli artisti?
E, cioè, funziona per lo più come la vecchia radio e i videoclip in tv: maggiori passaggi equivalgono anche a più vendite?

sabato 16 maggio 2009

Irak, è l’iPhone la nuova "arma segreta" degli Usa

Il nemico? È a tiro di iPhone. Non è un modo dire, ma il presente e il futuro dei campi di battaglia, dall'Afghanistan all'Irak. Per capirlo, come racconta il quotidiano inglese Independent, basta seguire una pattuglia americana nelle strade di Hayaniyah, il quartiere più caldo di Bassora nell'Irak meridionale. Là, in una stradina calcinata dal sole si fronteggiano una pattuglia americana con i fucili puntati e due uomini con le mani dietro la testa. Mentre i soldati tengono i mitragliatori spianati e il dito sul grilletto, un sergente armeggia con il suo iPhone alla ricerca della miglior ricezione. I sospetti sbraitano, si agitano, giurano di non aver fatto nulla di male. I militari che li tengono sotto tiro indicano l'iPod e fanno segno di pazientare: due minuti, dicono, e lo sapremo. La risposta arriva puntuale. Sullo schermo del telefono vicino ai volti dei due fermati compaiono scritte e informazioni. Il sergente le legge, telefona per conferma, poi fa abbassare le armi: «Tutto a posto, potete andare».

La comunicazione di dati, il confronto di foto di sospetti terroristi, l'accertamento dell'identità sono le più semplici delle molteplici applicazioni militari capaci di trasformare Ipod Touch e iPhone in un sistema d'arma fondamentale per sicurezza e collegamenti. Un'arma che, a differenza dei complessi apparecchi progettati dalle aziende militari, è facile da utilizzare e costa al massimo 450 euro. Costi che s'abbasseranno ulteriormente non appena il Pentagono ne ordinerà in grandi quantità per i suoi soldati.
Il primo requisito capace di regalare potenzialità tattiche e strategiche a un iPod Touch, studiato inizialmente come semplice riproduttore di brani musicali, o a un iPhone è la sua capacità di connettersi a una rete telefonica o a una rete internet senza fili. A renderlo ottimale per usi militari sono, però, la sua capacità di immagazzinare programmi e la sua versatilità d'uso. I modelli più ricchi di memoria di iPhone e iPod sono in grado d'incamerare fino a 30mila programmi trasformandosi, all'occorrenza, in traduttori istantanei o in un sistema di puntamento capace di trasmettere a un aereo le coordinate di un bersaglio da immagazzinare su bombe intelligenti o missili. Ma possono servire anche per ricevere i filmati e le foto trasmesse da un aereo senza pilota in volo sopra le posizioni nemiche o a governare i robot utilizzati per disinnescare bombe e trappole esplosive.

«Probabilmente in futuro l'iPod o l'iPhone rappresenteranno tutto ciò di cui ha bisogno il nostro personale, e a renderli particolarmente vantaggiosi - spiega il tenente colonnello Jim Ross, direttore del dipartimento intelligence e guerra elettronica dell'esercito statunitense - contribuisce il fatto che molti dei nostri ragazzi già li possiedono e dunque sanno utilizzarli». L'unica pecca di quest'arma semplice, pratica ed economica è la scarsa sicurezza delle trasmissioni. Al problema stanno lavorando i tecnici del Pentagono, già impegnati a progettare codici di criptazione impenetrabili e abbinabili ai software di iPod e iPhone. Una volta al sicuro dalle intercettazione i due strumenti diventeranno, al pari della leggendaria mini fotocamera Minox degli anni ’50 e ’60, perfetti anche per le spie.

venerdì 15 maggio 2009

Common Vulnerabilities and Exposures

O CVE (in italiano Vulnerabilità ed esposizioni comuni), è un dizionario di vulnerabilità e falle di sicurezza note pubblicamente.
È mantenuto dalla MITRE Corporation ed è finanziato dalla National Cyber Security Division del Dipartimento della Sicurezza interna degli Stati Uniti.

• Un nome per una vulnerabilità o di esposizione
• Uno standard per la descrizione di ogni vulnerabilità o di esposizione
• Un dizionario, piuttosto che una base di dati
• Come disparati strumenti e banche dati "possono" parlare la stessa lingua
• Il modo migliore per l'interoperabilità, e la copertura della sicurezza
• Una base per la valutazione tra strumenti e banche dati
• Gratuito per il download e l'uso pubblico
• Settore-approvato tramite il CVE Editorial Board e CVE-Compatibile Prodotti.

CVE è stato lanciato nel 1999.

Copyright: approvata in Francia la dura legge di Sarkozy

Passata la norma anti-pirateria più severa d'Europa: la "Hadopi" toglie l'accesso a Internet a chi scarica

Alla fine, Nicolas Sarkozy ce l'ha fatta, a far prevalere la linea dura. L’ Assemblea nazionale francese ha approvato oggi la legge "Hadopi" (Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet) o "Olivennes" (dal nome del suo ideatore Denis Olivennes, direttore del Nouvel Observateur ex fondatore della Fnac), che prevede di sanzionare severamente chi scarica film e musica senza pagare i diritti d'autore, fino alla sospensione dell’ accesso a Internet in caso di "recidiva".

La legge, voluta fortemente dal presidente francese, passata con 296 voti contro 233, sarà definitivamente approvata domani al Senato.

La Francia diventa così uno dei paesi più rigorosi nei confronti della cosiddetta pirateria digitale. Gli utenti dal prossimo autunno riceveranno prima una lettera d’avvertimento da parte della nuova authority (Hadopi significa "autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti di Internet") creata dalla legge. Poi in caso di "recidiva", dal 2010 verrà tagliata la connessione a Internet, e i pirati dovranno continuare a pagare il loro abbonamento.

L’opposizione - che ha condotto una dura battaglia per impedire l’approvazione della legge anche a costo di alienarsi simpatie di artisti vicini alla sinistra - ha già annunciato che presenterà ricorso al Consiglio costituzionale.

E il governo francese se la dovrà vedere anche con Bruxelles, dopo che il Parlamento europeo ha indicato - con un emendamento approvato il 6 maggio scorso - che il taglio della connessione può avvenire solo con una decisione della magistratura. Mentre la legge francese affida il compito a una autorità amministrativa.

La ministra della cultura, Christine Albanel, è convinta invece che non ci sia alcun contrasto fra Parigi e Bruxelles: «Quell’emendamento afferma il principio che ogni minaccia ai ’diritti e libertà fondamentali degli internauti non può intervenire che sulla base di una decisione delle autorità giudiziarie. Ma l’accesso a Internet, dal proprio domicilio, non è riconosciuto come "libertà fondamentale"».

La questione di scaricare film e musica illegalmente - che ha portato recentemente alla condanna, a Stoccolma, del sito di file-sharing Pirate Bay - ha diviso a Parigi non solo il mondo della politica, ma anche quello degli artisti. Se alcuni - come l’attrice Catherine Deneuve - avevano chiesto al Governo di abbandonare «un meccanismo di sanzioni dalla dubbia costituzionalità», molti altri - fra i quali il regista Bertrand Tavernier - si erano schierati a favore della legge.

Alcuni artisti di sinistra - come la cantante Juliette Greco e l’attore Michel Piccoli - avevano anche rimproverato al Partito socialista, in una lettera aperta sul quotidiano Le Monde, di «opporsi a che delle regole siano stabilite agli operatori di telecomunicazioni affinchè cessino di rapinare la creazione». Così facendo - avevano scritto la Greco e Piccoli - il Partito socialista «volta le spalle in modo fragoroso alla nostra storia comune», caratterizzata «dal rifiuto di un ordine puramente commerciale, dalla protezione del debole contro il forte». Ma i deputati socialisti - tranne l’ex ministro della cultura Jack Lang - non li hanno ascoltati e anche oggi hanno votato contro la legge: contrari alle sanzioni per i pirati e favorevoli invece ad un «contributo creativo» prelevato sugli abbonamenti Internet per finanziare il diritto d’autore.

giovedì 14 maggio 2009

INFORMATICA Zucchetti cerca 100 esperti in tutta Italia

Un’opportunità per 100 esperti d’informatica, di amministrazione aziendale e di fisco.
A offrirla è il gruppo Zucchetti
, uno dei maggiori in Italia del settore dell’Information & communication technology, con oltre 1.800 addetti, 27 sedi sul territorio nazionale e tre all’estero, e una rete distributiva che supera gli 800 partner.
I prodotti e i servizi offerti dal gruppo Zucchetti vanno dal software per l’elaborazione delle buste paga ai sistemi informativi per le pubbliche amministrazioni, alla gestione degli aspetti fiscali, contabili e del personale per aziende e professionisti. Tra le figure più ricercate attualmente ingegneri informatici, analisti programmatori, sviluppatori software, esperti area paghe e funzionari di vendita software. Ma non mancano richieste per esperti fiscali, di contabilità e consulenti del lavoro. Una quarantina di posizioni sono aperte nella sede principale di Lodi, le altre sono distribuite tra le altre 26 sedi italiane.
Per candidarsi si può compilare il formulario on-line sul sito www.zucchetti.it nella sezione «lavoro», oppure inviare il cv all’indirizzo email: lavoro@zucchetti.it.

mercoledì 13 maggio 2009

L'Antitrust Ue contro Intel: multa da 1,06 miliardi di euro

Multa record dall'antitrust Ue alla Intel per abuso di posizione dominate:
il gigante americano dei chip dovrà pagare la modica cifra di 1,06 miliardi di euro.
E' la sanzione più alta mai inflitta dalla Commissione Ue.
Il record precedente appartiene alla Microsoft che nel 2008 fu costretta a pagare solo 899 milioni di euro.
L'accusa è quella di escludere i concorrenti (quali ?) dal mercato dei personal computer e dei server dall'alto di una quota dominante di mercato del 70%.

Windows 7 Evaluation Copy Build 7100 in soli 25 minuti e 4 reboot

Vista 2.0 la vendetta. A volte ci riprovano e riesce molto meglio, della serie cosa si sarebbe potuto fare per Vista e perchè non si è fatto prima .?.
Italiani dimentichiamoci l'upgrade con la Build 7100 causa prinicipale la lingua non fa per noi roba solo per tedeschi, francesi, spagnoli etc..
Se proprio volete installare W7 dovete farlo ex novo e la vostra directory contenente il vecchio windows sarà rinominata (meglio così eventuali file di lavoro possono essere recuperati in seguito e con calma).
Come al solito prima di iniziare è raccomandato il backup poi copiate i file di installazione dall'immagine iso e con qualche utility (senza masterizzare il dvd) sul vostro hard disk in una qualsiasi directory.
Da questo momento si inizia la lanciate il setup e lo spettacolo inizia...
In soli 25 minuti potete dare un taglio con il passato e avrete Windows 7 pronto ad essere utilizzato e testato, rammento che è vivamente raccomandato da Microsoft l'uso di hardware non strategico.
Non bestemmiate quindi se qualche programma non funziona come dovrebbe o se perdete tutto, l'unico problema che potreste avere conseguenze serie è un'eventuale interruzione accidentale dell'installazione ...
Per rassicurarvi funziona alla grande, meglio del vostro Vista o XP e senza problemi anche su un notebook, in configurazione Microsoft Virtual PC Vista e da da il meglio di se equipaggiato con questa configurazione :
consigliata e garantita l'installazione da zero il setup pensa a tutto dopo aver copiato i file installazione anche i riavvi (4 vengono eseguiti in soli 9 secondi);
  • processore Intel Core 2 T9300;
  • almeno 2 Gb di Ram con 4 vola;
  • scheda video Nvidia /Ati (vivamente raccomandati i driver nativi non forniti da Microsoft se no addio Areo e compagnia bella);
  • vivamente raccomandato il collegamento ad internet per il download degli ultimi update e del software opzionale aggiuntivo non fornito dall'installazione;
  • nota dolente dopo le ultime scaramuccie tra Microsoft e Symantec per tutte le versioni di Norton Antivirus e Norton Security Internet comprese le ultime 2009 di compatibilità a singhiozzo. Symantec si giustifica dichiarando che se Microsoft continuerà a rilasciare update non verrà mai dichiarata la piena compatibilità; a parte tutto non vi spaventate la pagina di supporto per tutti i software antivirus è questa: Windows 7 security software providers ;
  • Alcune periferiche hardware al primo avvio non vengono riconosciute appena vi collegate ad Internet vengono aggiornati i driver e in seguito riconosciute correttamente;
Novità rilevanti:
  • Nuova linfa per Wordpad e Paint su base Office 2007 diventeranno indispensabili;
  • Nuova Ibernazione più rapida con incrementi dal 60% al 90 % di velocità di riesumazione;
  • Power on più rapida con incrementi dal 30% al 60%;
  • StikyNotes equivalente di Postit sul desktop;
  • Nuovo Windows Firewall con discrete impostazioni avanzate si inizia a fare quasi sul serio si poteva fare di più comunque;
  • Nuova e semplificata gestione delle periferiche;
  • Minore utilizzo del processore in qualsiasi processo attivo e passivo;
  • Nuovo Credential Manager ora lasceremo una traccia indelebile ovunque andremo...;
  • Nuovo Performance Information and Tools per scoprire al meglio cosa dilapida le nostre risorse;
  • Nuovo Remote App and Desktop Connections questo lascia presagire che in futuro il Cloud sarà sempre più presente su i nostri PC: viva il download il software si scaricherà di tutto e di più ma pagando... ;
  • Nuovo Network and Sharing Center più semplice ed immediato l'accesso alla grande rete e nuovo HomeGroup le varie impostazioni di sharing sono ormai alla portata semplificata di tutti;
  • Nuova Taskbar and Start Menu Properties con addirittura il controllo delle impostazioni personalizzate delle icone e delle notifiche;
  • Nuova Personalizazion utility per le impostazioni grafiche con la Desktop Background Slide Show e una Sounds Landscape completa e più varia;
  • Nuova Back up e restore e Task scheduler potenziate.
Conclusioni
Forse un sostanzioso service pack a Vista sarebbe stato meglio e più onesto anche se la differenza sopratutto in velocità è molto notevole.
Tutte le novità viste potrebbero non bastare e poi quanto ci costeranno .?.
Ne varrà veramente la pena economicamente considerato il momento che attraversiamo .?.

martedì 12 maggio 2009

Surface, un passo nel futuro

Si fa tutto le mani, basta mouse e tastiere. «Le interfacce saranno basate sull'interazione naturale: tocco e voce"



MILANO - L'effetto Minority Report è innegabile. Passare la mano sul tavolo-pc Surface e ruotare il globo terrestre cercando un punto sulla mappa. O suonare a quattro mani un pianoforte virtuale. O ancora sparpagliare sullo schermo le foto dell'ultima vacanza (guarda il video della prova di Microsoft Surface). Benché il "touch" - dopo un anno di iPhone - sia diventato per molti cosa banale, Surface impressiona ancora e strappa un sorriso bambinesco di compiacimento.

Sms troppo costosi giro di vite delle Authority

L'Sms italiano finisce sotto accusa. E i "tribunali" che lo bocciano (Autorità Antitrust e Garante delle Comunicazioni) sono arrabbiati e motivati a intervenire.

L'analisi sui messaggini - troppo cari per il 25% degli italiani
, tra cui molti adulti e anziani - è stata approvata martedì sera dal Garante delle Comunicazioni mentre arriva stamattina sul tavolo dell'Antitrust. Trenta pagine cariche di rilievi, frutto anche del lavoro di Sebastiano Sortino, il commissario del Garante che ha seguito lo studio, che ora si limita a dire: "Interverremo".

L'analisi divide gli italiani in due grandi gruppi: il 75% manda gli Sms a condizioni di favore perché aderisce a offerte speciali. Sono soprattutto i giovani a selezionare i pacchetti vantaggiosi. Ma un pezzo importante di società, il 25%, si fa spellare perché paga ancora il messaggino a prezzo pieno: 15 centesimi. Questi "polli" - chiamiamogli così - rappresentano una riserva preziosa per gli operatori della telefonia. Garantiscono il 77% delle entrate di questo mercato.

L'analisi sottolinea, a questo punto, un paradosso. Dal primo luglio, per volontà della Commissione europea, il costo di un Sms tra Parigi e Roma, oppure tra Atene e Berlino non potrà superare gli 11 centesimi. Una beffa, insomma, è alle viste: scambiarsi un messaggino tra Oslo e Marsiglia costerà meno che tra Benevento e Ascoli. Proprio per questo, il Garante delle Comunicazioni propone di intervenire subito perché il prezzo massimo dell'Sms italiano non si riveli superiore rispetto a quello tra nazioni comunitarie.

Altro problema. Le società italiane della telefonia mobile riconoscono che il prezzo massimo dei loro Sms è sempre pari a 15 centesimi di euro. Ma se questo è vero, le società italiane non hanno forse stretto un patto sotterraneo? Non si sono forse accordate per imporre (sempre al 25% di italiani) tutte lo stesso prezzo? Spetta all'Antitrust, nella riunione di oggi, valutare questa criticità concorrenziale.

L'analisi non si ferma qui. Altro punto critico è rappresentato dai cosiddetti operatori virtuali. Sono società di telefonia mobile che mancano di una rete propria di ripetitori. Per lavorare, questi operatori hanno bisogno di noleggiare la rete dei soggetti più forti del mercato (Tim, Vodafone, Wind, Tre). Questi soggetti forti dicono agli operatori virtuali (più deboli): se vuoi che i tuoi clienti mandino un messaggino attraverso la nostra rete devi pagarci in media 5,5 centesimi per ogni Sms. Ma questo pedaggio non costringe poi gli operatori virtuali a imporre ai propri clienti prezzi troppo alti per un messaggino?

lunedì 11 maggio 2009

Il "pinguino" cresce grazie ai netbook

Linux è terzo nel mercato mondiale dei sistemi operativi più usati

Secondo i dati rilevati dalla società di misurazioni Net Applications, che li ha pubblicati sul suo portale MarketShare, ad aprile Linux ha superato per la prima volta la quota dell’1% nel mercato mondiale dei sistemi operativi "client", per personal computer, console e smartphone.

Il sistema operativo open source si è attestato all’1,02%, piazzandosi al terzo posto tra quelli più usati. A far crescere il «pinguino» è stato il successo dei netbook. I piccoli computer portatili low-cost, infatti, fanno spesso affidamento su distribuzioni Linux, meno costose dei software proprietari e con esigenze più contenute in fatto di dotazione hardware.

In testa alla classifica c’è ovviamente Windows, con l’87,9% del mercato. Tra le versioni di Microsoft la più diffusa rimane XP, (62,21%), seguita da Vista (23,9%) e Windows 2000 (poco sopra l’1%). Il nuovo Windows 7, la cui uscita era attesa a fine aprile ed è stata posticipata a domani, sarà rilasciato a tutti gli utenti in versione Release Candidate, è già allo 0,24%. Windows Mobile, la versione per smartphone del sistema, è invece al nono posto con lo 0,05% del mercato.

In casa Apple, il sistema operativo Mac per computer mantiene la seconda posizione con una market share del 9,73%. L’OS dell’iPhone è quarto (0,55%), seguito da quello dell’iPod Touch (0,15%).

Fuori dalla top five Java ME (0,07%), Android (0,07%) e Symbian (0,06%). Tra le console, infine, il sistema operativo della PlayStation di Sony ha lo 0,02% del mercato, mentre quello della Nintendo Wii ha lo 0,01%.