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venerdì 31 luglio 2009

Bill Gates: Facebook è una perdita di tempo

Il padre di Microsoft si scaglia contro i social network: 'bisogna stare attenti alla tecnologia'. Ma lamentarsi del fenomeno ormai è una moda. Di Viaro

Lo sapete no? Durante una conferenza a Nuova Delhi, dove si trovava per ritirare il Premio Indira Gandhi per la pace, Bill Gates ha annunciato di essersi cancellato da Facebook a causa delle troppe richieste d'amicizia, oltre 10.000.

Al di là della risonanza che una notizia del genere acquisisce immediatamente - il padre di Windows, ovvero il padre dell'informatica accessibile a tutti, che abbandona un social network -, le ragioni della decisione lasciano perplessi. Sarebbe un po' come smettere di utilizzare il telefono perché arrivano troppe chiamate, invece di cambiare numero o utilizzare una segreteria telefonica. Insomma, qual è il problema esattamente?

Ora, non vorrei sembrarvi arrogante, specie dal basso dei miei 168 amici, ma questa moda degli annunci di divorzio da Facebook mi sembra incomprensibile.
Cos'è che stressava tanto il povero Bill? Se fate parte della rete lo sapete: una richiesta di amicizia si traduce in una riga di avviso in un angolo della vostra pagina personale e in una e-mail. 10.000 richieste significano la stessa riga di avviso, e 10.000 e-mail. Supponendo che la riga non sia un gran problema, per le mail è sufficiente utilizzare un filtro anti-spam.

Tra l'altro Bill, a quanto pare, di amici confermati ne aveva poco più di un centinaio (quindi meno di me, non so se mi spiego), il che fa supporre che nella prima fase di diffusione del network, quando tutti si domandavano «sarà più fico avere molti contatti per sembrare popolare, o avere pochi contatti per sembrare selettivo?», lui si fosse schierato con i secondi.

Ovviamente ci sono anche i bulimici dell'intimità informatica. Ma se molti nomi prestigiosi utilizzano la vetrina che il web gli fornisce gratuitamente, per diffondere campagne di sensibilizzazione, lanciare messaggi politici, pubblicizzare iniziative editoriali o semplicemente condividere le proprie passioni (alcuni numeri: Gad Lerner conta 4740 amici, Stefano Disegni 4703, Sabina Guzzanti 4268, Antonio Di Pietro 3639), altri, dopo aver accumulato contatti come fossero patatine al formaggio, dimostrano un'improvvisa insofferenza.

Sono ormai celebri i casi di Daria Bignardi o Monica Guerritore, esuli da Facebook per esubero di richieste. Ma perchè darla via a tutti e poi iniziare a lamentarsi? Perché non fare dello strumento un uso realmente privato ed evitare poi le dichiarazioni ai giornali? Il dubbio è che si tema l'impopolarità: «Se non concedo l'amicizia farò mica la figura dello stronzo? E in quel caso compreranno comunque il mio libro/guarderanno comunque il mio programma/verranno comunque a teatro?».

Il fondatore di Microsoft ha concluso «la rivoluzione informatica è stata di enorme beneficio, ma se non stiamo attenti le tecnologie possono trasformarsi in una perdita di tempo». Ma insomma Bill, di che parli? Perché allora che dovremmo dire dei videogames? O, che ne so, della televisione? E in ogni caso, una volta per tutte, cosa c'è di male nel perdere un po' di tempo?
Insomma, se vogliamo allargare lo sguardo e affrontare un dibattito sulle conseguenze antropologiche della rivoluzione informatica negli ultimi due decenni, è un conto. Se invece vogliamo accusare i social network di improbabili guasti sociali, rischiamo seriamente il ridicolo.

E tuttavia, vedrete. In barba a tutte le altre cause informatiche di dipendenza (tipo la pornografia, il poker o le scommesse), si comincerà a parlare di Sindrome da Facebook, di persone vittime di nevrosi nuove di zecca, di gruppi di supporto, di cliniche specializzate. In parte ne avevamo già parlato su mentelocale.it. Ora sono sorti, proprio sul network, i primi gruppi: Delusi da Facebook, Facebook Addio, e simili.
Un po' come quelli che minacciano ai quattro venti di voler mollare la fidanzata e poi si ritrovano a supplicare di non essere scaricati.

PS: ve l'ho detto. Ho solo 168 amici. E ora sono frustrato. È vero, sì, ho fatto un po' lo stronzo. Qualche richiesta, qua e là, l'ho rimandata al mittente.
Ma ora basta. Ora lo darò via a tutti il mio profilo.
Contattatemi, vi supplico. Voglio arrivare a 4000 amici, dichiarare la mia incapacità di gestirli, e poi sparire in una nuvola di stelle.

giovedì 30 luglio 2009

«L’errore delle aziende? Proibire facebook»

Il futuro dell’information technology, dell’innovazione e soprattutto delle imprese che dovrebbero servirsene per puntare al rilancio.
Ma anche il senso dei fenomeni che hanno fatto di Internet la più grande tribù nella storia dell’uomo.
Di questo e altro abbiamo parlato con Umberto Paolucci, classe 1944, laurea in ingegneria all’Università di Bologna, vicepresidente di Microsoft Corporation. A lui si deve l’apertura nel 1985 della filiale italiana della società.
A un quarto di secolo la corazzata di Redmond è il numero uno incontrastato al mondo nel software e come accade a tutti i primi della classe viene invidiata e spesso odiata.
«È stato un periodo ricco di cambiamenti.
L’informatica ha trasformato sia il modo di lavorare sia quello di percepire la propria identità in rapporto agli altri.
Che sono diventati più vicini. Tutti a portata di mano
.
Se ventiquattro anni fa la necessità era quella di conoscere, di avere accesso alle fonti di informazione, ora c’è il problema inverso: scegliere fra l’immensa quantità di nozioni quelle attendibili.
Ma forse avrei dovuto capirlo subito che saremmo arrivati qui...».
In che senso?
«Quando iniziai a lavorare alla Microsoft mi dissero che avrei dovuto farlo assieme al altre persone con le quali condividere le informazioni. Scambiandoci delle email:
io non immaginavo nemmeno cosa fossero le email, allora si usava la posta cartacea e il fax.
Ma non è solo una questione di scambio di conoscenze.
Il mondo digitale in cui viviamo, ha cambiato il modo in cui ci rapportiamo all’esistenza»... Così rischiamo di sconfinare sul terreno delle foilosofia, però...

Microsoft e Yahoo insieme per 'fare le scarpe' a Google

Roma, 29 lug. (Adnkronos) - Accordo strategico fra Microsoft e Yahoo per contrastare lo strapotere di Google.
L'intesa, che avrà durata decennale, punta a sviluppare una partnership nel campo dei motori di ricerca e della pubblicità online.
In base all'accordo, Microsoft acquisterà una licenza esclusiva della durata di 10 anni per le tecnologie di ricerca di Yahoo.
Il nuovo motore di ricerca di Microsoft, chiamato Bing, sarà il provider di Yahoo. L'accordo dovrebbe essere concluso nei primi mesi del 2010.

mercoledì 29 luglio 2009

Messaggi dall'aldilà con Deathbook

Dopo Facebook arriva Deathbook. Per mandare messaggi dopo la morte. L'idea arriva dalla Gran Bretagna, dove diversi siti internet hanno già organizzato i cosiddetti servizi «deathbook». Chi si iscrive avrà la possibilità di inviare, dopo la morte, messaggi e informazioni importanti: auguri di compleanno, anniversari di nozze ma anche un vero e proprio «testamento digitale». Anche se non hanno alcun valore legale, questi servizi servono a fare in modo che i parenti del defunto possano accedere alle email, ai blog e alle pagine Facebook del loro caro, oltre che ottenere le password per i conti bancari online e altri documenti importanti.

Uno degli utenti di questo servizio è Simon Gilligan, un 63enne di Littleport, nel Cambridgeshire, che ha creato un testamento online su www.lastmessagesclub.co.uk, un sito lanciato in Gran Bretagna questo mese. Intervistato dal Times, Gilligan ha detto: «Ho impostato messaggi per mia moglie e i miei figli e vari dettagli dei miei conti bancari, della mia email e della mia pagina Facebook. L'ho fatto perché ho sentito di alcuni casi in cui la gente è morta e c'è voluto molto perché i parenti risalissero a queste informazioni. Renderà le cose più semplici per la mia moglie e i miei figli.

E riguardo al carattere un pò macabro del servizio, l'uomo ha commentato: «Sto davvero pensando di impostarlo per mandare ai miei famigliari gli auguri di compleanno. Certamente farebbe prendere loro un colpo».

Quanto costa l'iPhone dopo 2 anni?

Il prezzo più basso punto-e-basta
Vodafone Telefono Facile per iPhone con abbonamento Stile Libero: con 605 euro spalmati in due anni ci si porta a casa l’iPhone 3GS 16 GB con collegamento dati con uno sconto del 30%.

Il miglior compromesso

Anche alla luce del recente ritocco dell’offerta (70 euro in meno su iPhone 3G S 16 GB, connessione dati gratis fino a gennaio), l’offerta di Vodafone è al momento quella che mostra il miglior rapporto tra prezzo e caratteristiche.
Con un utilizzo limitato di chiamate e SMS, il prezzo è allineato a quello di Tre, ma in più offre anche la possibilità di collegarsi in GPRS nelle zone non coperte da UMTS.
Chi fa un uso appena più intenso del telefono, però, farebbe bene a guardare altrove: il contributo minimo di 44 euro per avere, oltre a internet, anche 200 miseri minuti e niente SMS ci sembra davvero troppo elevato come scalino di ingresso per un abbonamento con traffico incluso.

martedì 28 luglio 2009

Cisco: cresce la pericolosità degli attacchi informatici

Il Cisco 2009 Midyear Security Report conferma l’evoluzione della criminalità informatica, che adotta ormai strategie professionali e vede la collaborazione tra gruppi diversi.
Tra i nuovi trend spiccano gli attacchi sui dispositivi mobili e lospamdexing

di Alberto Grisoni

Non si arresta l’azione della criminalità informatica: il Cisco 2009 Midyear Security Report registra infatti una crescita della pericolosità degli attacchi, dovuta allo studio, da parte dei criminali, delle migliori strategie aziendali e alla creazione di partnership per lo sfruttamento delle attività illecite.

Continua la diffusione sui computer del worm Conficker, comparso nel 2008, che sfrutta la vulnerabilità di Windows: dal giugno del 2009 alcuni milioni di pc sono stati messi sotto controllo per contenere il problema. Lo spam continua a prediligere il settore dei farmaci e quello dell’attualità: comprensibile quindi l’elevato numero di messaggi che si sono concentrati sulla febbre suina, promuovendo farmaci preventivi in e-mail contenenti link a false farmacie. Alcuni spammer continuano a utilizzare iniziative di forte impatto, mentre altri sono passati ad attacchi più contenuti nelle dimensioni, ma che avvengono con una maggiore frequenza.

L’ultimo semestre ha anche visto un forte impegno del presidente degli Stati Uniti sulla sicurezza informatica: Obama ha dichiarato di puntare su sinergie con la comunità internazionale e il settore privato per fare leva sull’innovazione tecnologica, migliorando la sicurezza informatica e riducendo i crimini via web.

Diversi i nuovi trend segnalati dal report. L’ormai ampio utilizzo dei motori di ricerca anche all’interno delle aziende ha portato alla diffusione dello spamdexing: i siti vengono invasi con parole chiave che permettono di contraffare malware, proponendolo come software legale. Gli utenti tengono infatti a fidarsi e a non sospettare delle classifiche presenti sui principali motori di ricerca. Dall’inizio dell’anno si sono poi verificate alcune campagne propagatesi sui dispositivi mobili. Infine la crisi, secondo il rapporto, porterà all’aumento di frodi da parte di insider, dipendenti o ex dipendenti.

“La sicurezza su Internet, commenta Patrick Peterson, socio di Cisco e Chief Security Research, è da tempo un nostro obiettivo poiché i criminali sviluppano sempre di più nuove modalità per violare le reti delle aziende con il fine di sottrarre dati personali preziosi. Ciò che più colpisce nelle nostre ricerche è che questi criminali dimostrano una forte predisposizione per il business: collaborano gli uni con gli altri, scavalcando ogni timore e interesse individuale e utilizzando spesso strumenti internet legali, come motori di ricerca e software as-a-service. Alcuni ricorrono ancora a metodi documentati, la cui pericolosità negli ultimi anni è stata ridimensionata vista la diffusione di nuove strategie. Essendo i criminali così veloci ad individuare la vulnerabilità delle reti e le debolezze del consumatore, le aziende hanno bisogno di adottare soluzioni più avanzate per combattere il cybercrimine e mantenere alta l’attenzione sui vettori di attacco”.

Telefoni, decisione dell'Agcom più veloce il cambio di operatore

La decisione dell'Autorità per la telefonia fissa: Da 2 a 5 giorni.
Contrari Fastweb e Wind

Sarà possibile cambiare operatore fisso in tempi più rapidi: in massimo dieci giorni, a partire dal primo novembre e poi in cinque dal primo marzo 2010, contro gli attuali 20 giorni.
È il frutto di una delibera varata oggi dall'Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) e fortemente voluta dalle associazioni dei consumatori. Lo scopo è semplificare la vita degli utenti che vogliono cambiare linea alla ricerca di servizi o tariffe migliori.

In particolare i consumatori lamentavano un problema che ora la delibera affronta: abbandonare Telecom Italia è semplice e veloce (bastano 8 giorni), mentre il percorso inverso è molto più lungo e macchinoso, durando fino a 20 giorni. Fastweb e Wind hanno chiesto ad Agcom di mantenere quest'asimmetria, per favorire la concorrenza, visto che adesso il mercato è concentrato nelle mani di Telecom Italia.
Ha una quota di mercato record in Europa, sulla telefonia fissa. Tempi lunghi di migrazione di fatto scoraggiano il ritorno a Telecom Italia e inoltre consentono all'operatore di fare "retention", cioè di chiamare l'utente per convincerlo a restare.
Agcom però ha deciso di mettere in secondo piano queste considerazioni e abbracciare le richieste dei consumatori. Il taglio dei tempi- che vale per i passaggi a/da qualsiasi operatore fisso/Adsl- inaugura la seconda fase della battaglia per semplificare le migrazioni.

lunedì 27 luglio 2009

Microsoft, accordo raggiunto con la Ue: Su Windows 7 'libertà di browser'

L’intesa dovrebbe porre fine ad una lunga battaglia tra la società di Redmond e l’autorità antitrust di Bruxelles, che finora ha inflitto alla società americana multe per 1,68 miliardi di euro

Bruxelles, 24 luglio 2009 - Pace fatta tra Microsoft e la Commissione Europea.
Il colosso di Redmond ha ceduto alle richieste di Bruxelles e si è offerto di consentire agli utenti di Windows di utilizzare anche browser diversi da Internet Explorer, il programma per navigare sul web presente nel sistema operativo del colosso di Redmond.
Ad annunciarlo è una nota dell’esecutivo comunitario, che ha accolto la proposta con soddisfazione. «Gli utenti potranno installare facilmente browser concorrenti, utilizzarne uno come predefinito e disinistallare Internet Explorer» spiega il comunicato.
L’intesa dovrebbe così porre fine ad una lunga battaglia tra Microsoft e l’autorità antitrust di Bruxelles, che finora ha inflitto alla società americana multe per 1,68 miliardi di euro.

Internet Explorer non farà quindi più parte del pacchetto Windows, e chi acquisterà il sistema operativo di Microsoft sarà così libero di scegliere il browser da installare sul proprio pc. La società Usa si è poi impegnata a concedere maggiori informazioni a parti terze sulla compatibilità del proprio sistema con applicazioni concorrenti, risolvendo così un secondo contenzioso con le autorità comunitarie.

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domenica 26 luglio 2009

Attenti a registrare un sito web è carcere se vìola un marchio

Secondo alcuni giuristi sarà questa una delle conseguenze del Decreto Sviluppo appena approvato: rallenterà l'attività internet delle aziende e scoraggerà gli utenti

ATTENZIONE, prima di registrare un sito web, con un nome a dominio: in Italia ora si rischiano fino a tre anni di carcere o una mega multa se il sito vìola un marchio, anche se poco conosciuto. Secondo alcuni giuristi sarà questa una delle conseguenza del Decreto Sviluppo, da qualche giorno diventato legge dopo il sì del Senato. Contiene misure contro la pirateria e la contraffazione, in teoria pensate per sostenere lo sviluppo delle aziende; "in pratica, tutto il contrario: ed è proprio questo l'assurdo, che il decreto si chiami "sviluppo". Invece rallenterà l'attività internet delle aziende e scoraggerà gli utenti che, con una buona idea commerciale, vogliano aprire il proprio sito web", accusa Fulvio Sarzana, avvocato esperto di internet e il primo a lanciare l'allarme.

sabato 25 luglio 2009

Sexy Space, il trojan-bot per Symbian

Un’applicazione maligna, chiamata Sexy Space, attacca sistemi Symbian-based e riesce ad installarsi in essi, si tratta di un trojan-bot tramite il quale, il malintenzionato, può realizzare una rete di smartphone-bot, sfruttando i telefoni compromessi per i proprio fini.

Il codice è stato scoperto ben due settimane fa, ma a causa di un errore, benchè l’applicazione sia schedata tra i malware, ne è stato permesso il download fino alla scorsa settimana.
Ora che Symbian stessa ha ammesso l’errore, il download è stato bloccato e l’azienda sta lavorando per migliorare il processo di scansione utilizzato per scoprire le applicazioni malevoli, ma sembra che il lavoro sia lungo.

Per approfondimenti

Sfida per il WiFi sugli aerei Cade l’ultima oasi «sconnessa»

Il New York Times «Le implicazioni del WiFi a bordo sono più culturali che tecnologiche»

NEW YORK — Su Gizmo­do. com Mark Wilson è invipe­rito. «La copertura WiFi sugli aerei entusiasma solo il mio capo — tuona il blogger infor­matico — che in questo mo­do mi costringerà a lavorare 24 ore su 24 e da ogni angolo del pianeta.
Grazie alle linee aeree non riuscirò mai più a schivare il lavoro».

Se viaggiando quest’estate vedrete il vostro vicino di pol­trona in aereo navigare in In­ternet, non date insomma per scontato che lo faccia per sva­go o passione. La maggior par­te delle persone che in Ameri­ca usano le nuove tecnologi­che per accedere al WiFi ad al­ta quota sui voli di linee aeree quali Delta, American Airlines e United, lo fanno per lavoro, non per ricreazione. Non è dunque strano se, a un anno e mezzo dal suo de­butto ufficiale negli States, i detrattori della connettività in flight superano i fan. «Le implicazioni del WiFi a bordo sono più culturali che tecnolo­giche », mette in guardia il New York Times che celebra le esequie dell’era in cui «un lungo viaggio in aereo era l’ul­tima oasi di pace e silenzio a prova di BlackBerry e di e-mail».

venerdì 24 luglio 2009

Storm 9550 il BlackBerry che verrà

Sarà l'innovativa tecnologia "SurePress" a fare del BlackBerry prossimo venturo una vera novità.

Potremo letteralmente "cliccare" sul display, implementando così un'ulteriore e innovativa azione attraverso il touchscreen oltre a quelle tradizionali legate allo sfioramento al panning e allo scrolling.

Windows 7 e Windows Server 2008 R2: RTM – Release to Manufacturing

Sono queste le date relative alla disponibilità della versione finale di Windows 7 e Windows Server 2008 R2 per le differenti tipologie di clienti e sui differenti canali di distribuzione:
  • 2/3 giorni dopo l’RTM: distribuzione agli OEM delle ISO;
  • 6 agosto: disponibilità delle ISO – Versione Inglese su: TechNet Plus Direct, Subscription MSDN e Microsoft Connect per i Professionisti IT, gli Sviluppatori, i partner ISV (Independent Software Vendor) e i partner IHV (Independend Hardware Vendor);
  • 7 agosto: disponibilità delle ISO – Versione Inglese nel Volume License Service Center per tutti i clienti con contratti Volume License con attiva la Software Assurance;
  • 16 agosto: disponibilità delle ISO – Versione Inglese su Microsoft Partner Network Portal per i Microsoft Certified Partner Gold e per i Certified Members;
  • 23 agosto: disponibilità delle ISO – Versione Inglese per i Microsoft Action Pack Subscribers;
  • 1 settembre: i clienti Volume License senza Software Assurance possono iniziare ad acquistare Windows 7 e Windows Server 2008 R2;
  • 1 ottobre: disponibilità delle ISO in tutte le lingue su tutti i canali di distribuzione citati e per tutte le tipologie di clienti citate;
  • 22 ottobre: disponibilità sul mercato di Windows 7 e dei pc con preinstallato Windows 7.

E’ stato confermata inoltre l’esistenza del Family Pack per Windows 7 che sarà disponibile solo su alcuni mercati e darà la possibilità di installare Windows 7 su tre differenti PC. Al momento non esistono ulteriori informazioni a proposito.

Come annunciato a fine giugno, vi ricordo che:

  • Windows Upgrade Option è attiva per chi acquista un pacchetto Windows Vista (Home Premium, Business, Ultimate) o un pc con una di queste versioni installate dal 26 giugno 2009 al 31 dicembre 2010 e consente di avere la versione corrispondente di Windows 7 ad un costo pari circa alle spese di spedizione e di gestione dell’ordine;
  • In Europa Windows 7 sarà disponibile solo senza Internet Explorer 8.0 – la versione europea è caratterizzata dalla E alla fine del nome;
  • In Europa non sarà disponibile la versione aggiornamento di Windows 7, ma solo la versione completa/full – proprio per la disponibilità della sola versione senza browser;
  • In Europa per ovviare alla mancanza della versione/licenza di aggiornamento di Windows 7, dal 22 ottobre 2009 al 31 dicembre 2009 la versione full avrà lo stesso costo della versione aggiornamento.

Per chi sta ancora usando la Release Candidate di Windows 7, ricordo queste date:

  • 20 agosto 2009: dal 20 agosto non sarà più possibile scaricare la RC di Windows 7 e Windows Server 2008 R2 dal download pubblico;
  • 1° marzo 2010: inizia la scadenza della RC, le macchine fisiche e virtuali con installato Windows 7 / 2008 R2 RC si riavvieranno ogni due ore di utilizzo;
  • 1° giugno 2010: scadenza definitiva della RC, non sarà più possibile fare logon e utilizzare le macchine con la RC di Windows 7 / 2008 R2.


Potete verificare la scadenza definitiva della vostra copia di valutazione di Windows 7 e Windows Server 2008 R2 lanciando dal prompt dei comandi il comando: slmgr /dlv

giovedì 23 luglio 2009

Etica Hacker

Un hacker è colui che non si accontenta di essere un semplice utente, bensi’ e’ un individuo che tende ad una conoscenza ed una comprensione più profonda degli strumenti che utilizza per un loro uso più consapevole o anche solo per pura curiosità.

Il concetto più caro agli hacker è quello della condivisione del sapere: in un mondo sempre più dominato da logiche di business, l’hacker è convinto che i prodotti dell’ingegno umano debbano essere a disposizione di tutti.

Lo scopo principale di un hacker e’ affrontare sfide intellettuali, risolvere problemi, divertendosi, stando insieme, sfuggendo a logiche gerarchiche, condividendo onori, oneri e conoscenze, superando collaborativamente i limiti personali.

In sostanza l’hacker è colui che vuole capire cos’è e come funziona qualsiasi cosa e che accetta una soluzione solo se questa è la migliore, anche se poi continua a cercare alternative diverse e più interessanti. Per ottenere questo usa le proprie conoscenze, quelle degli altri e rende tutto ciò che scopre ed inventa liberamente disponibile ed utilizzabile da altri.

Detto questo, possiamo meglio soffermarci sulla cosiddetta “etica Hacker”; prendendo spunto dal “Jargon file” [vocabolario del 'gergo' usato dagli hacker, che contiene anche definizioni e regole di buona educazione da rispettare in rete (netiquette)] troviamo che in realtà la “cultura hacker” è un insieme, scollegato dalla rete, di sottoculture, tuttavia cosciente di radici, valori, ed alcune importanti esperienze comuni.

Poiché gli hackers, come gruppo, sono persone particolarmente creative che in parte si distinguono per il rifiuto dei ‘normali’ valori e consuetudini lavorative, la loro cultura ha tradizioni insolitamente ricche e consapevoli.

Se qualcuno si riconosce in questo pensiero nobile ricordatevi che non siete soli...

mercoledì 22 luglio 2009

Utenti felici: il nuovo motore Bing ed il servizio di posta Hotmail s’intendono a meraviglia

La scorsa settimana Microsoft ha integrato nuove funzionalità nel suo servizio gratuito di posta elettronica Hotmail. Queste permettono agli utenti di inserire, in modo rapido e veloce, attraverso il motore di ricerca Bing, più elementi all’interno delle e-mail come foto dal satellite, mappe ed informazioni sui film, in aggiunta ad immagini, video o riferimenti su contatti di persone ed aziende che potevano già essere inseriti in passato.
Per gli utenti che utilizzano le caselle Hotmail questa può essere considerata una valida occasione per cominciare a muovere i primi passi con il nuovo motore di ricerca Bing.
A partire dalla scorsa settimana, inoltre, gli utenti Hotmail di Stati Uniti, Canada e Brasile possono consultare direttamente dal loro account web i messaggi di posta elettronica che arrivano su altri account posseduti (inclusi Yahoo! e Gmail).
La funzionalità può essere utilizzata solo con quei servizi che permettono di scaricare la posta elettronica attraverso il protocollo POP3 ed è stata introdotta da tempo in Italia, Francia, Olanda, Spagna, Giappone e Germania, riscuotendo un enorme successo.
Secondo statistiche diffuse da Comscore, Hotmail è il più grande servizio di posta elettronica gratuita online con oltre 384 milioni di utenti che vi accedono mensilmente. Fanno seguito Yahoo! e Gmail rispettivamente con 285 e 146 milioni di utenti.
Questi giorni sono stati importanti per Microsoft anche per quanto riguarda la riorganizzazione degli organici interni: Steven Sinofsky è stato promosso a presidente della divisione Windows, una delle più importanti in casa Microsoft. Alle dipendenze della compagnia di Redmond da circa venti anni, Sinofsky assume ora la responsabilità delle operazioni di produzione e marketing del sistema operativo Windows, dei servizi Windows Live e del browser Internet Explorer.
Sinofsky ha dimostrato di essere capace di coordinare ed organizzare contemporaneamente il lavoro di molte persone. Fin dal 1989 ha ricoperto svariate posizioni nel gruppo e siamo più che convinti che sia l’uomo giusto per ricoprire il ruolo che gli è stato assegnato” – ha dichiarato sotto intervista l’amministratore delegato Microsoft Steve Ballmer.

Bing Comes To Hotmail

MSI annuncia la tecnologia OC Genie

MSI lancia una delle caratteristiche della serie Easy OC che ‘rivoluzionerà’ l’overclocking: OC Genie.

Combinando la pressione di un pulsante e un processore overclocking dedicato, non saranno più richiesti settaggi complicati del BIOS e particolari conoscenze di overclocking. Durante le Finali Europee del Master Overclocking Arena in Germania il 17 e 18 di Luglio, MSI ha dimostrato l’incredibile potenziale in overclocking di OC Genie su una motherboard MSI P55.

Le mainboards MSI P55 sono caratterizzate dalla tecnologia unica nel suo genere OC Genie, che per la prima volta cambierà totalmente le impressioni degli utenti sull’overclocking. Con l’OC Genie Processor e OC Genie Button, nessuna modifica hardware e setup del BIOS saranno più richiesti. Attraverso solo la pressione dell’ OC Genie button, l’ OC Genie Processor rileverà automaticamente il migliore settaggio per l’overclock. I BIOS complicati e cavillosi e i danni all’hardware saranno così evitati. Rispetto ai 10-30 minuti di prova e di possibili errori con i metodi tradizionali di overclocking, l’utente ora avrà bisogno solo di 1 secondo per ottenere un incredibile aumento di performance istantaneamente con OC Genie.

La maggior parte delle tecnologie di overclocking è focalizzata su modifiche del clock di base della CPU. MSI OC Genie non solo interviene sul clock della CPU, ma ottimizza anche i voltaggi della CPU, memory clock e memory voltage per incrementare la stabilità di overclocking e sostanzialmente aumentare i margini. L’ ottimizzazione della memoria può evitare l’instabilità del sistema a causa di inappropriati settaggi di memoria; invece questa tecnologia ricerca il miglior settaggio per incrementare le performance del sistema.

Attraverso la tecnologia MSI OC Genie, gli utenti possono incrementare le performance della loro CPU e memoria senza costi aggiuntivi. Questa tecnologia overclocking non sarà solo implementata nella serie di prodotti MSI P55, ma anche sulle schede madri con piattaforma AMD per assicurare agli utenti MSI divertimento, performance e convenienza con la tecnologia OC Genie.

martedì 21 luglio 2009

Navigazione GPS gratuita per il tuo telefono cellulare!

Un navigatore satellitare nel nostro telefonino senza spendere un centesimo ?
«amAze», lo lascia fare, completamente gratis ed è compatibile per molti modelli di cellulari, smartphone e pda compresi.

Andate sul sito di «amAze» e scaricate l'applicazione dedicata al vostro modello di cellulare, seguendo le istruzioni in italiano.

Interfaccia in lingua italiana. Se non avete un ricevitore gps incorporato nel telefono ne potete utilizzare uno esterno collegato anche con il bluetooth.

Unico neo non ci sono mappe scaricabili, il programma si connette a internet ogni qualvolta deve trovare una destinazione: potrete scegliere la classica mappa stradale, la vista aerea in stile GoogleMaps e inoltre potrete cercare un locale e perfino una destinazione sulle Pagine Gialle.

Le mappe sono quelle collaudatissime di TeleAtlas e Navteq usate ormai dai navigatori più famosi.

Fate attenzione perché le mappe non sono scaricabili e il programma le cerca su internet ed è quindi necessario dotarsi di un abbonamento o di traffico prepagato a sufficienza.
Consigliato attrezzarsi con una tariffa flat per le connessioni dati perché per un percorso di media distanza «amAze» potrebbe scaricare anche 10 megabyte di dati.

Software ficcanaso su Facebook per vedere gli amici degli amici

Si chiamano "Seegugio" e "Photo Stalker", si trovano sul popolare social network e consentono di vedere le foto delle persone con cui non abbiamo stretto amicizia. Ma con un po' di attenzione ci si può difendere

Sbirciare le foto dell'ex, controllare gli amici dei figli adolescenti, curiosare tra gli album del vicino di casa, ma non solo, guardare gli scatti privati delle letterine, dei calciatori o dei politici. Poter vedere i profili di Facebook delle persone che non fanno parte della nostra rete di amici fino a oggi era praticamente impossibile. Ma i ficcanaso adesso hanno delle armi in più: si chiamano "Seegugio" e "Photo Stalker".

Queste due applicazioni consentono di vedere le foto di tutti gli utenti del social network più famoso del web, incluse quelle delle persone che non conosciamo e senza che queste lo vengano a sapere. Fino a oggi gli unici modi per aver accesso agli album fotografici degli utenti che non rientrano nella nostra lista era perdere intere ore su Facebook alla ricerca di amici in comune o essere aggiunto come amico.
Questi due programmi sono ideati per semplificare la vita dei curiosoni del web. Bisogna solo installarli (si trovano su Facebook), dopodiché attraverso un motore di ricerca interno si dà il via alla "caccia all'utente": si inserisce il nome e il cognome della vittima da "spiare" e in pochi istanti si avrà la lista dei suoi album e delle sue foto.

Con 850 milioni di foto caricate ogni mese, Facebook rappresenta uno dei siti più importanti dove poter condividere immagini. Queste due applicazioni, che rappresentano la nuova frontiera del voyeurismo digitale, non sono opera dell'azienda di Palo Alto, ma della rete: "Photo Stalker" è stato sviluppato dall'americano Josh Carcione, mentre "Seegugio" è completamente made in Italy. Il primo, da quando è entrato in funzione a febbraio, ha collezionato più di 2.500 fan, mentre gli utenti che lo utilizzano mensilmente superano quota 81mila. Cifre più modeste per l'applicazione italiana: gli utenti attivi mensilmente su "Seegugio" sono circa 34mila.

Il problema a questo punto è la privacy. "Seegugio" e "Photo Stalker" violano il privato degli utenti?
Come si legge nella bacheca FB di Seegugio, l'applicazione "non ti fa vedere tutte le foto presenti, ma solo quelle possibili" inoltre "non fa nulla che non si possa già fare su Facebook e quindi rispetta le policies di privacy del social network". Josh Carcione, ideatore di "Photo Stalker", spiega che il suo programma "mostra solo gli album che gli utenti consentono di vedere. Se qualcuno sceglie di riservarli solo agli amici Photo Stalker non funziona".

Infatti, quando si crea un album, Facebook dà la possibilità agli utenti di proteggere le proprie foto: nelle impostazioni c'è un area riservata alla privacy dove si possono bloccare le informazioni e renderle inaccessibili agli sconosciuti. Le impostazioni standard, però, consentono l'accesso a tutti. E' qui che entrano in gioco le due applicazioni ficcanaso. "Seegugio" e "Photo Stalker" giocano sulla disattenzione degli utenti che dimenticano di proteggere i propri dati. Le restrizioni sulla privacy, quando sono impostate, infatti creano un muro anche per i due programmi.

"Le due applicazioni non violano la policy di Fecebook sulla privacy. Questa però non corrisponde alle norme di legge", commenta l'avv. Antonino Polimeni, esperto di diritto di Internet. "E' il sistema del noto social network a consentire ripetute e continue violazioni del nostro ordinamento. La legge italiana, in relazione alla pubblicazione di fotografie che ritraggono una persona, prevede nella maggior parte dei casi che questa autorizzi espressamente la diffusione della propria immagine.
Pensiamo a tutte le persone ritratte in foto insieme all'utente che le pubblica, magari anche non iscritte a Facebook: qualcuno ha mai chiesto loro l'autorizzazione alla diffusione?"

lunedì 20 luglio 2009

In arrivo per Windows 7 (ed XP) un software anti-malware gratuito per proteggere i PC


Quando Microsoft lanciò Windows Live OneCare ed il resto della gamma di prodotti per la sicurezza del PC oltre cinque anni or sono, Symantec, McAfee ed altri security vendor reagirono con vigore accusando il gigante software di voler spezzare gli equilibri di mercato.
Fino allora, infatti, Microsoft aveva tenuta nascosta l’intenzione di sviluppare una propria soluzione per la security anche se l’acquisizione d’alcune società operanti nel settore nei mesi precedenti, aveva già sortito l’effetto di mettere in allarme i principali player.
Al tempo del lancio di OneCare, l’amministratore delegato di Symantec, John Thompson, virgolettò il prodotto con un lapidario “tanto rumore per nulla”.
Di fatto però sia Symantec che McAfee intervennero prontamente da lì a poco per allineare le rispettive soluzioni alla rivoluzione portata dalla suite Microsoft in termini di funzionalità integrate, in quanto la nuova suite fungeva non solo da semplice antivirus, ma anche da antispyware, firewall, filtro antiphishing, servizio di aggiornamento, di backup e molto altro ancora. L’ingresso in scena di suite integrate come Norton 360 e McAfee Family Protection riuscì in ogni modo a frenare le speranze del colosso di Redmond.
In effetti, da allora lo share di Microsoft nell’area sicurezza non è mai cresciuto oltre il singolo numero in termini di percentuale, rispetto a Symantec e McAfee che al contrario hanno concluso il 2008 controllando rispettivamente il 22 e l’11 percento del mercato.
Dagli errori si può in ogni modo imparare. Devono aver pensato questo nei laboratori di Redmond, quando hanno deciso di rimescolare le carte in tavola maturando l’intenzione di dedicare meno attenzioni allo sviluppo di OneCare per focalizzarsi sul lancio di un prodotto anti-malware completamente gratuito.
Inizialmente denominato Morro e più recentemente presentato come Microsoft Security Essentials, il software farà il suo debutto in versione definitiva in concomitanza con il lancio di Windows 7, ma potrà essere installato anche sulle precedenti edizioni del sistema operativo a partire da Windows XP.
Attualmente in versione beta, il responso del pubblico è apparso molto favorevole. Il download di MSE non supera i 6 MB, l’applicazione appare leggera, veloce e cosa più importane non appesantisce il PC durante le fasi di scansione da parte della protezione residente in memoria come accade con altri software antivirus di fascia commerciale. In più è gratuito.
Come potranno i vendor delle soluzioni anti-malware competere con un prodotto gratuito?” – s’interrogano ora gli esperti.
La battaglia si preannuncia, come in precedenza, assai vivace. I big del settore sicurezza intanto sembrano trincerarsi quasi tutti dietro le affermazioni del product manager di Symantec, David Hall. Il suo messaggio è forte e chiaro:“Non si può pensare di proteggere adeguatamente un PC facendo unicamente affidamento su una soluzione gratuita”.
C’è anche da dire che in tempi difficili come questo, molte aziende potrebbero decidere di accontentarsi.

Anti-Virus Vendors Prepare for War with Microsoft ... Again

domenica 19 luglio 2009

Siti internet lenti e poco chiari Quanto stress per i clienti web

Il commercio elettronico in difficoltà a causa di utenti sempre più esigenti ed impazienti.
La velocità è fondamentale
per non far fuggire i potenziali clienti che vogliono informazioni o fare acquisti nel giro di pochi secondi

"Il server ha impiegato troppo tempo a rispondere".
Adsl, Umts, banda larga. Capita di navigare alla massima velocità per poi arenarsi di fronte a un messaggio come questo. La frustrazione provata di fronte a siti internet particolarmente lenti accomuna tutti, indipendentemente dalla classe sociale e dal titolo di studio. Insomma, vogliamo informazioni subito e non intendiamo aspettare.
Una situazione che rischia di danneggiare l'economia, spiega una ricerca condotta dalla Redshift Research per conto della Computer Associates. La frustrazione del cliente da una parte, quella del venditore dall'altra. Una cosa certa: lo stress da web lento produce seri problemi soprattutto alle aziende che puntano molto, se non tutto, sull'e-commerce.

Dopo aver intervistato 2.500 utenti nei cinque principali paesi dell'Unione Europea (Francia, Germania, Italia, Gran Bretagna e Spagna) emerge che il 34% degli interpellati concede a un sito non più di 10 secondi per rispondere e caricare la pagina, prima di abbandonarlo a favore di un altro. Un danno consistente per le imprese che utilizzano il web per attirare clienti e soprattutto per le aziende che vendono i propri prodotti direttamente su internet.

sabato 18 luglio 2009

Aggiornamenti per la protezione Microsoft - Luglio 2009

Sono stati rilasciati 6 bollettini sulla sicurezza per Microsoft Windows, Microsoft Office, Microsoft Internet Explorer, Microsoft ISA Server e Microsoft Virtual PC. Questo mese è caratterizzato dal rilascio di 6 bollettini, che risolvono ben 9 vulnerabilità, di cui 8 caratterizzate da un elevato indice di incidenza, come indicato dall’exploitability index, anche se è bene considerare il livello di severity per valutare il reale livello di rischio (solo 3 bollettini sono Critical e gli altri 3 sono Important). Questa emissione di bollettini ha indirizzato 2 dei 3 security advisory recentemente pubblicati, e in particolare:

Nella pagina Microsoft riepilogativa per i bollettini del mese di luglio, una descrizione sintetica ed esaustiva (che trovate negli Executive Summaries), che per i puntatori ai singoli bollettini tecnici.

Per quanto riguarda il Malicious Software Removal Tool (MSRT), viene mensilmente rilasciato a luglio aggiunge la seguente famiglia di malware alla lista di rilevamento:

  • Win32/FakeSpypro: è un altro trojan di tipo Scareware/Rogueware che tenta di spaventare l’utente con la segnalazione di infezioni per indurlo ad acquistare un prodotto antivirus.
Si consiglia di attivare l'opzione che consente di scaricare automaticamente gli aggiornamenti sul PC. Quando il computer è acceso e connesso a Internet, gli aggiornamenti per la protezione più recenti vengono scaricati e installati automaticamente.
• Aggiorna automaticamente il tuo sistema con Microsoft Update

La crisi sfiora appena i chip Intel, risultati che non t'aspetti

Il gigante che domina il mercato dei microprocessori, cuore di ogni macchina digitale, ha annunciato numeri migliori delle previsioni. Grazie al successo di netbook e dei notebook

SORPRESA: il mercato dei chip, il cuore di ogni macchina digitale e soprattutto dei nostri computer, non sembra soffrire troppo della crisi.
Giusto ieri la Intel ha annunciato risultati migliori delle attese.
"I risultati Intel del secondo trimestre riflettono le condizioni di ripresa del segmento di mercato dei Pc, e hanno registrato la maggiore crescita trimestrale Intel tra il primo e il secondo trimestre dal 1988", ha spiegato Paul Otellini, Presidente e Amministratore Delegato di Intel, "Forniscono dunque una chiara aspettativa per una seconda metà dell'anno più solida, con il ritorno al normale andamento stagionale della domanda.
La strategia Intel di investire in nuove tecnologie e in prodotti innovativi, unita alla costante ricerca di efficienze operative, continua inoltre a produrre benefici evidenti nel rafforzamento delle nostre performance finanziarie".

Isolata per quattro euro fa condannare Telecom

“Pagavo servizi non richiesti”. Avrà un maxi-risarcimento

Questa è la storia di Davide contro Golia. Una storia riadattata ai nostri giorni, certo, ma sempre quella rimane.
Il nostro «Davide» è una ragazza come tante. La chiameremo Federica, perché lei di essere «Davide» ne avrebbe fatto volentieri a meno e dunque rispettiamo la sua privacy. Il Golia è invece la Telecom, un colosso economico.
Che di Federiche ne incontra tante sulla sua strada, ma le tratta tutte alla stessa maniera perché una vale l’altra. Perché la nostra è diversa?
Perché lei ha avuto il coraggio di mettersi contro il gigante, ha combattuto e ha vinto.
Federica ha incontrato Golia un giorno del 2004 quando, incinta e già con un bambino di 18 mesi, ha deciso di andare a vivere con i genitori in una casa isolata.
Federica aveva un contratto telefonico con la Telecom. Un giorno l’azienda l’ha chiamata e le ha offerto due servizi: Alice Sport e Alice Grande Fratello.
Lei ha rifiutato e ha continuato la sua vita.

Poi, dopo un mese, le è arrivata una bolletta nella quale le avevano conteggiato anche l’attivazione dei due servizi: quattro euro. Lei ha chiamato, ha passato ore del suo tempo a essere rimbalzata tra i vari call center e ha cercato di spiegare che non aveva attivato niente. Da Golia, però, neanche una piega. Ogni mese, in bolletta, la voce per i due servizi compariva inesorabile. Sono partite lettere, sono tornate risposte. Solo dopo mesi la Telecom ha riconosciuto che Federica non aveva mai attivato il servizio, ha chiesto scusa e ha stornato quella somma. Federica pensava fosse finita. Si è trasferita nella nuova casa isolata e la Telecom le ha staccato il telefono. Si erano dimenticati di togliere anche quei quattro euro iniziali.
Ora, voi immaginate una donna incinta che ha un bambino di 18 mesi che lascia, per andare al lavoro, alle cure di una madre cardiopatica. Immaginate che questa donna non possa né contattare casa dei genitori per sapere come sta il figlio, né chiamare un ospedale quando lei è in casa e c’è un problema. Non è un bel vivere.

Ricomincia il carteggio. Con la stessa assenza di risposte. Di solito le altre Federica, a questo punto della storia, hanno già abbandonato. Chi s’impelaga in un delirio del genere per quattro euro? Chi fa causa a un colosso come la Telecom per due spiccioli, sobbarcandosi spese legali, stress, contrattazioni infinite?
Ma a volte Davide trova una fionda sul suo cammino e quindi anche Golia rischia di essere ferito. La «fionda» di Federica si chiama Acu, l’associazione consumatori utenti di piazza Gran Madre 3. La quale decide che no, non esiste che anche «questa» Federica soccomba di fronte al gigante. E così, prendendosi a cuore il caso, propone a Federica: «Facciamo causa, chiediamo i danni. Le spese legali le sosteniamo noi. Se vinciamo, ottieni il risarcimento. Se perdiamo, non paghi niente». Federica e Acu si accordano e parte la causa.

All’inizio Golia contesta. Poi, quando capisce che dall’altra parte non c’è l’intenzione di mollare, offre il risarcimento previsto dalla carta dei servizi Telecom che - dicono dall’Acu - è una miseria. Davide non accetta. Allora Telecom offre 1000 euro. Niente da fare. Davide è andato avanti e ha avuto ragione. Alla fine il giudice di pace ha condannato la Telecom al risarcimento del danno: 2500 euro. Più le spese legali.
Ma quante Federica non hanno una fionda a portata di mano?

venerdì 17 luglio 2009

Legal Bay, la Siae sfida i pirati

Nel progetto musica e film scaricabili senza violare il copyright

La Società Italiana Autori Editori (Siae) promuove "Legal Bay" per fornire musica e cinema digitale legali alla portata di tutti, in contrapposizione al famoso sito di file sharing Pirate Bay, finito sotto accusa in Svezia.

Il progetto è destinato a tutti gli utenti italiani e consentirà di scaricare contenuti digitali audio video in modo sicuro e di grande qualità, offrendo un’alternativa legale ed economicamente sostenibile al downloading illegale.

La Siae, che fa parte del Comitato tecnico contro la Pirateria Digitale e Multimediale costituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha assunto l’iniziativa di coinvolgere e coordinare tutti gli operatori del mercato audio video attivi in Italia (oltre agli autori e editori rappresentati dalla Siae, i produttori musicali e cinematografici) e i principali operatori telefonici, in un innovativo accordo volto a promuovere lo sviluppo del mercato legale digitale.

Facebook, un'insalata russa che vale 6,5 miliardi di dollari

Il popolare sito di social network ha ricevuto un'offerta da Mosca, dalla Digital Sky Technologies:
14.77 dollari ad azione.
Il valore di mercato di Facebook sarebbe quindi 13 volte superiore al suo giro d'affari: Google "solo" sei volte

Qual è il valore di Facebook? Secondo la società russa Digital Sky Technologies, che ha offerto ai dipendenti del popolare sito di social network 14.77 dollari ad azione per comprare i titoli della compagnia che hanno in loro possesso, l'azienda di Mark Zuckerberg vale la bellezza di 6,5 miliardi di dollari.
Si tratta di una cifra decisamente più alta di quella fino ad oggi stimata attraverso le quotazioni del titolo sui mercati secondari, dove Facebook veniva valutata attorno 4.7 miliardi di dollari.

giovedì 16 luglio 2009

Bing non è certo Google ma lo insidia da vicino


Abbiamo provato insieme i due motori di ricerca: velocità di esecuzione, completezza nelle risposte, margine di errore, feedback con gli utenti. Scoprendo che...

Schermo, schermo, delle mie brame, chi è il motore di ricerca migliore del reame?
Il gigante Google o il neonato Bing?
Sono infatti molti gli utenti che, a poco più di un mese dal lancio del nuovo gioiello Microsoft, hanno cercato di scoprirlo, in parte incuriositi da Bing, e in parte stanchi della supremazia di Google.

I primi numeri offerti dalla società di marketing ComScore sembrano confermarlo: nella seconda settimana di giugno il motore di ricerca di casa Redmond è stato scelto dal 16,7 per cento di coloro che effettuano ricerca sul web, e ha fornito il 12,1 per cento di risposte sul totale delle interrogazioni fatte online. Raddoppiando di fatto i numeri rispetto ala mese precedente, e portandosi alle spalle di Yahoo! (20,1 per cento del mercato).
Ma è tutto oro quello che luccica?
Per capire quello che sta succedendo nell'eterna lotta fra i big dell'informatica, e in particolar modo tra i motori di ricerca, abbiamo fatto qualche test.

Velocità e precisione. Abbiamo verificato ad esempio la velocità di scaricamento della homepage di entrambi i siti. Un test indicativo, ma che alla prova dell'utenza media può fornire qualche informazioni in più.
E qui è la prima sorpresa: secondo WebSiteOptimization.com
Bing batte Google: 0.91 a 1.71 (con una connessione a 128K).
Risultando più veloce di quasi un secondo. Una differenza, tuttavia, pressoché impercettibile all'utente.

Sesso, denaro e tradimenti un libro fa tremare Facebook

Esce in Italia il 14 luglio, in America è già diventato un caso. Sotto accusa il fondatore del social network più famoso nel mondo. Presto diventerà un film diretto da David Fincher, prodotto da Kevin Spacey

Sesso, bugie e Facebook. L'uomo che sta facendo tremare il social network più famoso del mondo ha la faccia di un ragazzone, i capelli biondi impomatati, l'occhialino che fa intellettuale e un contratto da un milione di dollari.
Ma non fidatevi delle apparenze: Ben Mezrich, 40 anni, da Boston, laurea ad Harvard e una decina di bestseller, è un mostro. E non solo di bravura. Sarah Lacy del Washington Post: "La sua deontologia è disgustosa".
Brad Stone del New York Times: "Sotto una patina romanzesca maschera la completa insulsaggine del suo reportage".
Eppure il suo libro, "The Accidental Billionaires", 227 pagine in uscita il 14 luglio negli Usa per Doubleday, è un successo annunciato.
Non bastava il sottotitolo: "La nascita di Facebook: una storia di sesso, denaro, genio e tradimento". Ci s'è messo pure Kevin Spacey: "Forse pensavate di conoscere la storia di Facebook, ma non potete mai aver sentito questa storia".
Un vero e proprio lancio per il libro già pronto a diventare film prodotto dallo stesso Spacey e diretto dal David Fincher di "Fight Club" e "Benjamin Button".

Dalla Svizzera arriva il Poken biglietto da visita elettronico

Un biglietto da visita aggiornabile via Internet e che si trasmette attraverso un semplice contatto: è il “Poken”, un nuovo marchingegno elettronico che serve per tenere in contatto le persone scambiando la propria identità digitale.
Progettato da una società svizzera di Losanna e distribuito in tutto il mondo, il Poken ha l'aspetto di un “pupazzetto” dotato di una memoria USB capace di contenere numero di telefono, indirizzo di posta elettronica ed eventuali dati dei Social Network a cui si è iscritti.
Collegandolo al computer, il Poken apre un sito doyoupoken.com al quale ci si registra, si aggiornano i propri dati e si conservano quelli degli amici con cui si è collegati grazie a un “poken”, accostando i rispettivi pupazzetti: una lucetta verde testimonia l'avvenuto collegamento e lo scambio del “biglietto da visita”.

mercoledì 15 luglio 2009

Il pacchetto Office gratis sul Web

Storica svolta di Microsoft: «Disponibile dal 2010 e senza l'installazione»
Gli analisti: «Risposta a Google, tramonta l'era del copyright ad ogni costo»

BOSTON
Il pacchetto Office sbarca sul Web, e lo fa in formato gratuito. Un’arma potentissima da usare contro l’arcirivale Google, che meno di una settimana fa ha lanciato la sua sfida al monopolio Microsoft dei sistemi operativi con Chrome OS.

Quello che la casa madre di Windows propone è versione completamente free dei classici del lavoro d’ufficio: Word, Excel, Powerpoint, e l’ancor più antico Wordpad, da utilizzare durante le connessioni internet e senza installazione.
Il passo era già stato fatto, tre anni fa, da Google, che aveva lanciato i primi software basati sul web: ma trovare in rete la copia fedele del programma più familiare potrebbe fare la differenza per milioni di utenti.

La scommessa della società fondata da Bill Gates ha un vago sapore di roulette russa.
I ricavi della vendita del pacchetto Office rappresentano il nucleo centrale del fatturato di Microsoft: ben 9,3 miliardi di dollari dei 14,3 miliardi di ricavi dei primi nove mesi dell’anno fiscale in corso. Proprio questi utili potrebbero volatilizzarsi con la liberalizzazione del prodotto più pregiato. L’apparente contraddizione dovrebbe essere risolta dalla pubblicità. Milioni di utenti che lavoreranno sul web con i software di casa Microsoft però potrebbero trovarsi davanti siti pieni di pubblicità, una visibilità per cui molte aziende sarebbero felici di sborsare milioni di dollari sull’unghia.

Per alcuni analisti, quindi, questa potrebbe essere proprio l’occasione di rilanciare il comparto internet dei creatori di Windows, da anni in declino. La Microsoft lancerà il prodotto Web insieme alla nuova versione del pacchetto Office 2010, nella prima metà del prossimo anno.
Le versioni beta dei due software sono state presentate alla conferenza per i partners commerciali a New Orleans, per essere poi distribuite a decine di migliaia di testers per il perfezionamento.
La guerra Google-Microsoft arriva quindi ad una svolta: la Microsoft abbandona (almeno in parte) la politica del copyright ad ogni costo e accetta di diventare free, per combattere sullo stesso terreno l’ultimissimo rivale firmato Google, il Chrome Operating System. Ma le sorprese non accennano a finire.

I primi quarant'anni di Unix

La tradizione del sistema operativo nato nell'estate del 1969 è diventata anche quella degli utenti Mac con i sistemi operativi mutuati all'inizio del secolo da NeXT. Ma Unix ha una storia più importante e profonda, che ha determinato un cambio epocale nel modo in cui è concepita l'informatica stessa.
Più di Linux, più del Ms-Dos e più di Windows, nelle sue varie versioni.

I quarant'anni sono un momento importante nella vita, perché - stante l'attuale attesa di sopravvivenza - si collocano circa alla metà.
E sono quindi tempi di bilancio, così come al cinema ci si avventurava nelle prime riflessioni a caldo durante l'intervallo tra il primo e li secondo tempo.
Per Unix, si tratta di una riflessione che è celebrativa, vista la ricorrenza di questa estate, sia di un pensiero su quanto profondo, sottotraccia ma pervasivo sia stato il ruolo di questo sistema operativo nel modo in cui concepiamo l'informatica...
Unix, raccontano gli informatici che insegnano nelle università e in rete la storia e l'uso del sistema operativo, è nato come un sistema portabile (cioè trasferibile da una macchina all'altra, a differenza di quanto accadeva con i mainframe), multitasking, multi-utente e time-sharing.
Con Unix arrivano una serie di idee: l'uso del puro testo per l'archiviazione dei dati, il file system gerarchico, sistemi di comunicazione tra processi, una galassia di strumenti software piccoli, compatti, invocabili e collegabili tra loro grazie a un interprete di linea di comando e al mitico "pipe", cioè la funzione che trasforma l'output di un programma nell'input di un altro. Questo è, secondo i docenti e la stessa Wikipedia, il cuore della "filosofia Unix".
Un cuore che adesso è diventato la base dell'informatica.


Mini guida alle tariffe dell'estate


Tim ha carta vacanze messaggi e carta vacanze parole. La prima, in 6 euro, include messaggi per un cent verso tutti, per un mese. La seconda invece costa 7 euro e per un mese fa chiamare a 1 cent al minuto (senza limiti verso Tim; massimo 60 minuti verso gli altri). È attivabile al massimo due volte.

"È la carta di Tim la più interessante. Wind e Vodafone invece quest'anno hanno formule diverse: a chi sottoscrive le carte, offrono un rimborso di quanto speso e lo restituiscono in forma di credito telefonico", spiega Alessandro Bruzzi, fondatore di SosTariffe.it, recente portale dedicato alla comparazione delle tariffe telefoniche.
Lo svantaggio è che l'utente così deve anticipare la spesa, con soldi che comunque riavrà solo come credito da usare con quello stesso operatore.
"È un modo con cui gli operatori spingono gli utenti a spendere di più", continua.

In particolare, la summer card di Vodafone dà 10 euro in omaggio ogni 10 euro di ricarica, fino a 250 euro al mese. Costa 5 euro. Stesso costo per Special Card di Wind, che riaccredita tutto il traffico fatto nei 30 giorni successivi all'attivazione, fino a 3 mila euro. Il credito bonus così ottenuto va consumato entro 30 giorni. Queste due carte sono riattivabili fino al 15 e al 20 settembre, rispettivamente.

martedì 14 luglio 2009

Diritto di rete

Computermente appoggia la giornata di "rumoroso silenzio", promossa dai blogger per il prossimo 14 luglio, contro le norme lesive della libertà di informazione in rete contenute nel disegno di legge Alfano.

Ora la libertà di informazione in rete corre di nuovo grossi e imminenti rischi a causa della cosiddetta disciplina sulle rettifiche, applicabile anche ai blog, contenuta al comma 28 dell'art. 1 del disegno di legge Alfano, già approvato alla Camera e all'esame del Senato, la cui infelice formulazione rischierebbe di assoggettare il responsabile di qualsiasi "sito informatico" allo stesso obbligo di rettifica che la legge sulla stampa pone a carico del direttore responsabile delle testate giornalistiche. Il mancato adempimento dell'obbligo di rettifica entro 48 ore comporterebbe per il responsabile del sito la condanna a una multa fino a 25 milioni di vecchie lire.



È evidente che non si può pretendere da chi fa informazione online in modo non professionistico l'adempimento di un obbligo tanto stringente. Ci sono difficoltà di ordine tecnico, organizzativo ed economico che ostacolano al puntuale adempimento di un simile obbligo. L'effetto prevedibile del disegno di legge, se approvato, sarà pertanto quello di indurre i responsabili di "siti informatici" (blog ma anche social network come Facebook, Twitter…) a non pubblicare più o pubblicare molto meno.

lunedì 13 luglio 2009

La giornata online dura 36 ore

Calcolando le operazioni compiute simultaneamente, il tempo della Rete risulta più lungo di quello reale

MILANO
- La giornata digitale è un concetto a cui non siamo ancora abituati, una nuova unità di misura per calcolare la vita che, parallelamente a quella del mondo fisico, pulsa in Rete. Viene calcolata sommando tutte le operazioni compiute simultaneamente online. Quindi se mentre navigo in rete per un'ora, ascolto contemporaneamente della musica su LastFm, le "ore rete" sono due, quelle "vita" una.
Lo stesso avviene se parlo al cellulare mentre aspetto che si carichi un video su YouTube.
Oggi la giornata digitale dura 36 ore, mentre nel 2013 sarà lunga il doppio di quella analogica.
Benché il sistema di misurazione sia poco noto, rende molto bene l'idea di quanti dati transitino su internet. È questo uno di risultati della ricerca Visual Networking Index realizzata da CiscoSystems elaborando dati di analisti indipendenti. Il traffico IP globale, che oggi equivale a 9 exabyte al mese (un exabyte – EB - è un miliardo di gigabyte), tra cinque anni arriverà a 56 EB mensili, quasi uno Zettabyte all'anno.
Crescita costante e indifferente alla crisi. O meglio con la crisi, come spiega al corriere.it Stefano Venturi, amministratore delegato di Cisco Italia, il traffico una relazione ce l'ha: «La crisi ha ridotto tutti i consumi tranne il traffico Ip, che cresce costantemente, e dalla crisi la vita digitale può avere un accelerazione se solo riusciamo a trasformare le magnifiche possibilità che oggi sono per pochi in applicazioni di massa».

La stampante senza cartucce


EC-01 Epson sarà destinata come ogni novità a far parlare molto di sé, perché la sua caratteristica principale è infatti l'assenza totale di cartucce d'inchiostro da sostituire periodicamente.
Sarà in grado di stampare fino a 8.000 pagine in bianco/nero o colore, circa tre anni di lavoro in un piccolo e medio ufficio.
Al termine del suo ciclo di vita la stampante andrà sostituita con una completamente nuova.
Ed acquistate una nuova EC-01 ricevendo anche un incentivo di € 50 (IVA incl.).
La stampante che avete reso viene restituita a Epson per essere rigenerata e immessa nuovamente sul mercato.
La Ec-01 è in grado di far risparmiare fino al 60% dei costi e fino al 90% dei consumi energetici rispetto a una normale stampante laser di pari prestazioni.
Con un costo copia di € 0,05* per la stampa di 8.000 pagine A4 (calcolato secondo gli standard ISO di riferimento**) o di € 0,13* per la stampa di 3.000 foto in formato 10x15 cm.
Assicura consumi energetici molto contenuti circa 26 W in stampa.
Per compensare le sue emissioni di C02 basta piantare 2 alberi.
Prezzo IVA incl.: 379,01 €
Maggiori informazioni.


domenica 12 luglio 2009

Francia, nuovo affondo al p2p lo stop arriverà dal giudice


Hadopi 2 è passata al Senato, il 21 sarà all'Assemblea. E' la seconda versione della severissima legge per proteggere il diritto d'autore online. Recepisce e tenta di aggirare la bocciatura che la prima Hadopi ha incassato dal Consiglio Costituzionale

La guerra dura al peer to peer continua, non si lascia certo intimorire dall'accusa di essere anticostituzionale. Il ministro della giustizia francese ha presentato infatti l'Hadopi II, la seconda versione della severissima legge per proteggere il diritto d'autore online. Recepisce e tenta di aggirare la bocciatura che la prima Hadopi ha incassato dal Consiglio costituzionale. Una novità sostanziale è che deve essere un giudice a stabilire la pena per gli utenti colti a fare peer to peer pirata. La prima Hadopi invece dava questo potere a un'autorità amministrativa, calpestando così - come ribadito dal Consiglio Costituzionale - il diritto dell'utente a eque indagini e a difendersi in un processo.

La pena, a discrezione del giudice, potrà essere un anno di sospensione dell'accesso a internet, multa fino a 300 mila euro o due anni di galera. Il che farebbe comunque dell'Hadopi una delle più severe leggi anti-peer to peer al mondo. Resta il meccanismo dei tre colpi: l'utente riceve un primo e un secondo avviso, dal proprio provider (del tenore: "ti abbiamo scoperto a fare peer to peer, smetti immediatamente"). Al terzo sgarro, si procede con l'iter giudiziario (mentre secondo la precedente Hadopi, a questo punto scattava subito la sanzione).

«Troppo tardi per le news a pagamento»

Layla Pavone, presidente Iab Italia: «L’autorevolezza è nella qualità e nel valore dei contenuti che offriamo»

MILANO - La crisi economica, congiunturale, e la crisi dell’editoria, che alcuni analisti indicano come strutturale, sono al centro di un ampio dibattito sul futuro dell’informazione, sui nuovi modelli di business e più in generale sul ruolo dei media nell’era del digitale.
La flessione delle vendite e della pubblicità ha messo in crisi i quotidiani un po’ in tutto il mondo. Alcuni hanno chiuso l’edizione cartacea. Anche le versioni digitali, per quanto in costante crescita di utenza, risentono, seppur in modo meno evidente, della crisi economica.
Secondo Iab Italia (Interactive Advertising Bureau), che raggruppa i più importanti operatori della pubblicità online, nel 2009 la crescita stimata del settore rispetto al 2008 sarà del 13,7%, pari a un valore complessivo del mercato di 931,35 milioni di euro.
Un incremento importante, ma lontano dal 40% che il settore ha fatto registrare negli anni d’oro. Il fatto è che la sola pubblicità non è sufficiente a garantire la qualità dell’informazione online, ragione per cui alcuni editori, Rupert Murdoch in testa, stanno pensando di introdurre sistemi di pagamento per le news. Uno scenario che non entusiasma il presidente di Iab Italia Layla Pavone, che il 15 luglio affronterà questi temi in occasione dello Iab Forum ’99 di Roma.

sabato 11 luglio 2009

Virus su smartphone e telefonini: come difendersi

Non solo computer. Con la diffusione degli smartphone anche il mondo mobile è diventato un vero bersaglio del cybercrime a colpi di virus, software maligni e furti di identità.
Se qualche tempo fa l'antivirus per il telefonino non era indispensabile, data la scarsa possibilità di essere colpiti da qualche minaccia peraltro di scarsa rilevanza, ora con la nuova generazione di smarphone nati per la rete e il social networking in mobilità il pericolo è concreto.
I cyber-criminali hanno trovato il modo per guadagnare infettando tutte le piattaforme più diffuse per cellulari. Symbian, Windows Mobile e Java sono quelle a rischio.
Si salvano, ma solo per il momento, l'iPhone (in virtù dei lucchetti software previsti da Apple) e l'Android (il sistema operativo di Google è ancora poco diffuso per interessare).