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mercoledì 6 aprile 2011

"Le connessioni invisibili"

La pagina BookFace continua a raccogliere consensi tra gli utenti del social network
ad oggi conta 1.421 fan: nello specifico il 60% degli utenti sono donne con una prevalenza della fascia d’età 25 / 32 anni (22%).
Page BookFace continues to gather support among social network users
now has 1,421 fans: specifically, 60% of users are women with a prevalence of the age group 25 / 32 years (22%).

 
Prevalenza confermata anche dal restante 40% degli uomini che hanno aderito al progetto (12%).
Prevalence also confirmed by the remaining 40% of men who have joined the project (12%).


Da un punto di vista geografico la città che vanta maggiori adesioni è Roma con 549 utenti, seguita da Milano con 247 fan.
From a geographical point of view the city with Rome is more accessions with 549 users, followed by Milan with 247 fans.
 
Quasi 1.500 i fan hanno sostenuto l’iniziativa e circa 70 gli autori che hanno partecipato attivamente alla creazione di un romanzo che in 18 capitoli, passando dal giallo al fantascientifico, senza rinunciare a tormentati intrecci sentimentali, è riuscito a mantenere una struttura narrativa equilibrata che accompagna il lettore dal primo all’ultimo post scritto.
Almost 1,500 fans have supported the initiative and about 70 authors who participated actively in the creation of a novel in 18 chapters, from yellow to science fiction, without sacrificing the tormented romantic plots, managed to maintain a balanced narrative that takes the reader from first to last post wrote.
 
source Quotidiano.net

sabato 12 giugno 2010

The Tyranny of E-Mail

Io, succube dell'email
Lo spreco di tempo maggiore però avviene per leggere e smistare i messaggi sopravvissuti al cestino: quelli a cui rispondere subito, rischiando di scrivere sciocchezze per la fretta; quelli da conservare dopo aver scaricato (o buttato) i pesanti documenti allegati; quelli da inoltrare ad altri, e quelli da buttare senza indugio nella spazzatura.
Insomma, la posta elettronica è un lavoro a tempo pieno.
In inglese è stata addirittura coniata la frase: «I’m working my email», letteralmente «sto lavorandomi la posta».
Una schiavitù, come sostiene John Freeman, autore del libro «La tirannia dell’email» (Codice Edizioni).
Che ha stilato un decalogo per liberarsi dalla tirannia che voglio memorizzare:
n.1 non inviare, perchè meno messaggi inviamo e meno ne riceviamo;
n.2 non controllare l’email come prima cosa del mattino e ultima della sera;
n.3 controllare l’email non più di due volte al giorno (questa mi sembra impossibile, con il lavoro che faccio: ma già ridurre a un controllo ogni ora sarebbe un bel successo, visto che attualmente l’occhio cade sull’email in tutti i momenti);
n.4 scrivere una lista delle cose da fare e inserirvi le email, per avere un’agenda che ricordi le priorità;
n.5 fare buon uso dell’email: per esempio utilizzare l’«oggetto», inviare solo messaggi brevi (quelli lunghi sono lettere: meglio spedirli come tali), non mitragliare i destinatari, firmare con i recapiti per non generare ulteriori email, creare cartelle per archiviare i messaggi in modo sensato;
n.6 leggere tutta l’email in arrivo prima di rispondere;
n.7 non affrontare argomenti complessi o delicati nelle email;
n.8 se si deve lavorare in gruppo per email, incontrare i collaboratori di persona;
n.9 impostare la scrivania per fare qualcos’altro oltre a spedire email;
n.10 programmare una porzione di tempo quotidiano senza computer.

In vacanza intendo staccare la spina. Ma prima avverto tutti via email.
source LA STAMPA.it

sabato 3 aprile 2010

Il dono al tempo di Internet

Se tu dai una cosa @ me
Tutti al tempo stesso informati e informatori: un libro spiega come il Web rimette in gioco la logica del dono
Dove trovare il pezzo rotto della vecchia Kawasaki? L’antibiotico consigliato dal medico farà bene o male? Come far sì che Word non si chiuda all’improvviso?
Sono mille ogni giorno le ricerche che le persone compiono in Internet, per oggetti da reperire, consigli da ottenere, pratiche da espletare.
A tutto risponde il Web. Meglio, le persone che lo frequentano: esperti e maniaci, professionisti e dilettanti rispondono ai quesiti in modo rapido e preciso, e soprattutto totalmente gratuito, come se si trattasse di vecchi amici o vicini di casa disponibili e cortesi che recano doni.
Perché tante persone dedicano una parte rilevante del proprio tempo a diffondere saperi ed esperienze per il beneficio di altri? Una forma di altruismo?
La risposta a questo interrogativo non è semplice, come ci fanno capire Marco Aime e Anna Cossetta in Il dono al tempo di Internet (Einaudi, pp. 121, euro 10)
source LA STAMPA.it

martedì 16 febbraio 2010

Nel mondo di "Hacker Republic"

Nel mondo di "Hacker Republic"
buoni e cattivi della tecnologia
Essere un mago dell'informatica può essere esaltante, ma anche fonte di prevedibili guai. Lisbeth Salander, l'eroina della trilogia di Stieg Larsson, insegna.
E Fabio Ghioni, riconosciuto uno dei massimi esperti a livello mondiale ed ex capo della sicurezza informatica per Telecom, divenuto "l'hacker più famoso d'Italia" nell'ambito dell'inchiesta sulle intercettazioni, ne è testimone.
Lui ha inciampato nel suo talento senza rete: accusato di associazione a delinquere finalizzata alle incursioni informatiche, è rimasto in carcere quasi otto mesi. Infine, uscito dal processo con il patteggiamento, ha messo a frutto la sua esperienza in un romanzo che va al di là della fantascienza, La nona emanazione (Adea edizioni 2009).
E ora ha appena mandato in libreria Hacker Republic (Sperling&Kupfer), manuale d'immediato successo dedicato a tutti coloro che navigano nel web ignari delle tante insidie che non sanno vedere.
Un contributo prezioso per conoscere il nostro mondo ipertecnologico e per apprendere i trucchi e i segreti idonei a difendersi dai ladri di privacy che popolano l'universo dell'hacking.
source la Repubblica.it

lunedì 1 febbraio 2010

Intervista a fabio ghioni, l’hacker più famoso d’italia: "Tecnologia, nuovo oppio dei popoli"

“Hacker Republic. Dal tecnoterrore alla trilogia Millennium: i nuovi pirati di Cyberworld”, il nuovo libro di Fabio Ghioni (Sperling & Kupfer, pagg. 176 euro 12,00) prendendo spunto dalla trilogia “Millennium” di Stieg Larsson e dalla sua eroina Lisbeth Salander, spiega al grande pubblico i segreti dell’underground telematico.


Un viaggio in quel “paese senza confini” - qui battezzato cyberworld - che si nasconde dietro gli schermi degli ignari utenti e scavalca le regole e le giurisdizioni nazionali del mondo ‘reale’. Un paese alimentato dal rovescio della medaglia - o meglio il “lato oscuro” - della tecnologia, da cui siamo sempre più e irreversibilmente dipendenti e a cui stiamo pagando un prezzo altissimo, in cambio degli innegabili vantaggi in termini di benessere e progresso. Infatti, “quanto di nostro otteniamo dalla tecnologia, da essa ci può essere tolto, a cominciare dal denaro per finire con la nostra identità”, afferma l’hacker nostrano più famoso.

È davvero irreversibile questa nostra web-dipendenza?

Ogni giorno ci viene presentato un nuovo giocattolo per fare tante cose come il telefonino, il portatile, i social network, videogiochi online, terminali mobili multiservizi: se non ce l’hai sei un minorato, un poveraccio: ti collega direttamente con il mondo. Così siamo sempre raggiungibili e tutti sanno i nostri fatti. I sistemi non sono testati con il software e possono risultare bacati.
source il CLANDESTINO web

lunedì 21 dicembre 2009

Upgrade your life

Risparmiare tempo e soldi usando il computer in modo sempre più intelligente e rapido, evitando errori, perdite di dati, ripetizioni inutili e tutti i guai più comuni.

Messsaggio e concetto del Blog Lifehacker.com diventano un libro scritto da Gina Trapani la fondatrice di Lifehacker.com attualmente uno dei blog più cliccati negli USA.

Programmatrice web indipendente e scrittrice citata a pieni titoli su Wired, Time e New York Times.
Arrivato alla seconda edizione intitolato “Upgrade your life” ora tradotto recentemente in italiano da Hoeply.

Il libro dell'anno eletto da computermente è un anche ottimo regalo, indispensabile per tutti quelli che trascorrono parte della loro vita di fronte ad un pc.
Scorciatoie utili per fare della tecnologia una vostra alleata e non un'avversaria.

mercoledì 28 ottobre 2009

La guerra di Internet diventa un romanzo

"X" di Cory Doctorow è stato definito «una rilettura in chiave moderna di 1984 di George Orwell»

S’intitola "X" il libro del guru dei new media Cory Doctorow, classe 1971, in uscita per Newton Compton, proprio mentre la rete è in fermento per il duello tra i colossi Microsoft e Google, che nel giro di poche ore hanno siglato lo stesso accordo con Twitter



L'autore è stato nominato da Forbes tra i venticinque personaggi più influenti del web e dal World Economic Forum come giovane leader globale ed il suo lavoro editoriale è stato definito «una rilettura in chiave moderna di 1984 di George Orwell», in un periodo in cui «Internet acquista progressivamente sempre più spazio e importanza nell’ambito delle nostre vite, diventato ormai luogo di battaglie commerciali, di esperienze di socialità, di confronti professionali, di traffico illecito di merce contraffatta, di adescamento di minorenni».

"X" è la storia di Marcus, noto sul web come w1n5t0n: conosce tutti i segreti di Internet ed è in grado di neutralizzare qualsiasi dispositivo di sorveglianza. Durante un efferato attacco terroristico che distrugge il centro di San Francisco insieme con i suoi tre amici viene arrestato perchè ritenuto coinvolto nella strage.
Chiusi in carcere, i ragazzi sperimenteranno sulla loro pelle la violenza della polizia. Una volta libero, w1n5t0n darà vita ad una comunità di ribelli non violenti, intenzionati a combattere e arginare lo strapotere del Dipartimento di Pubblica Sicurezza.

LA STAMPA.it

sabato 19 settembre 2009

Twitter, le istruzioni per l'uso piccolo libro per i cinguettii


Formato minimo, linguaggio rapido e semplice, i testi brevi e chiari. In sintonia con ciò che predica, Il piccolo libro di Twitter (Sperling& Kupfer), è un piccolo manuale che insegna a impadronirsi di regole e trucchi per usare al meglio Twitter, il nuovo fenomeno di microblogging della Rete, il social network la cui corsa non si arresta e che ha ormai messo in ombra i più tradizionali (si fa per dire) Facebook e MySpace, ormai ritenuti creature superate e perfino un po' vetuste.
La miniguida al network che diffonde messaggi telegrafici sotto forma di twit, in non più di 140, caratteri e che già collega tra loro decine di milioni di utenti nel mondo, l'ha scritta Tim Collins , un pubblicitario che vive e lavora a Londra e che vanta al suo attivo vari libri di successo.
Mentre l'edizione italiana è curata da Antonio Incorvaia a cui va il merito di averlo adattato alla blogosfera di casa nostra.

giovedì 16 luglio 2009

Sesso, denaro e tradimenti un libro fa tremare Facebook

Esce in Italia il 14 luglio, in America è già diventato un caso. Sotto accusa il fondatore del social network più famoso nel mondo. Presto diventerà un film diretto da David Fincher, prodotto da Kevin Spacey

Sesso, bugie e Facebook. L'uomo che sta facendo tremare il social network più famoso del mondo ha la faccia di un ragazzone, i capelli biondi impomatati, l'occhialino che fa intellettuale e un contratto da un milione di dollari.
Ma non fidatevi delle apparenze: Ben Mezrich, 40 anni, da Boston, laurea ad Harvard e una decina di bestseller, è un mostro. E non solo di bravura. Sarah Lacy del Washington Post: "La sua deontologia è disgustosa".
Brad Stone del New York Times: "Sotto una patina romanzesca maschera la completa insulsaggine del suo reportage".
Eppure il suo libro, "The Accidental Billionaires", 227 pagine in uscita il 14 luglio negli Usa per Doubleday, è un successo annunciato.
Non bastava il sottotitolo: "La nascita di Facebook: una storia di sesso, denaro, genio e tradimento". Ci s'è messo pure Kevin Spacey: "Forse pensavate di conoscere la storia di Facebook, ma non potete mai aver sentito questa storia".
Un vero e proprio lancio per il libro già pronto a diventare film prodotto dallo stesso Spacey e diretto dal David Fincher di "Fight Club" e "Benjamin Button".

sabato 14 febbraio 2009

Luca Neri: "Scaricare gratis è giusto"

Ovunque nel mondo, nonostante norme sempre più severe, denunce legali e contromisure tecniche, la pirateria casalinga dilaga. Scaricare musica, film, videogame, libri, software, senza pagare sembra essere l’attività più popolare in rete. E mentre l’industria discografica implode e Hollywood comincia a tremare, anche in Italia il download dalle reti peer-to-peer è ormai un’abitudine quasi banale per migliaia di persone.
La scorsa estate le autorità italiane hanno scelto di oscurare uno dei cartelli di ’saccheggiatori' più famoso al mondo: Pirate Bay. 'La baia dei pirati' (ed. The Cooper Files) è un libro-inchiesta di Luca Neri, giornalista e consulente informatico, che spaziando tra Stati Uniti, Italia e Svezia, patria proprio del motore di ricerca 'corsaro', racconta le ragioni tecniche, sociali e politiche, e gli interessi, che impediscono la repressione di un fenomeno tanto eversivo.

«Segui qualche link e scopri che The Pirate Bay è solo la punta di un iceberg - scrive Luca Neri - Continua a saltare di post in post, di forum in forum, ed è difficile resistere al risucchio di questa ondata corsara. I blog ti indirizzano verso le tesi di un numero crescente di giovani accademici (giuristi, (economisti, storici, sociologi), che hanno scelto proprio il copyright come oggetto di studio critico. La logica pacata dei loro paper si mescola ai proclami strillati dagli ’hacktivisti', e il risultato è un ribollire incontrollato di idee, pratiche, passioni, provocazioni - qualcosa che assomiglia all’embrione ideologico di una nuova rivolta generazionale».

Oltre a far parlare chi col copyright ci lavora, il libro di Luca Neri fa dunque luce su una nuova tendenza che inneggia al download gratuito come atto di disobbedienza civile e alla pirateria come esigenza insopprimibile in epoca di libera comunicazione elettronica: «La novità radicale, rispetto a tutto il dibattito precedente è che qui non senti parlare della necessità di riformare, emendare, migliorare le norme esistenti Questa è una folla di saccheggiatori senza alcun rimorso... E ci ritroviamo davanti addirittura Johann Gutenberg. Il denominatore comune di tutte queste voci è infatti la convinzione che l’avvento delle reti digitali segni un momento di rottura, una rivoluzione non meno radicale dell’invenzione nel Quattrocento della stampa a caratteri mobili».

Secondo gli esperti, come ci riferisce Neri, queste sarebbero illusioni infantili: «La verità - dicono - è che il digitale può essere usato altrettanto bene come strumento di controllo». E il giornalista osserva: «A me un dubbio rimane, che dietro tutto questo buon senso si nasconde un bag, un baco, una di quelle disfunzioni di programma capaci di mandare in tilt anche il programma più sofisticato...Non potrebbero essere gli esperti a soffrire di miopia? - si chiede Luca Neri - Tanto indaffarati con la routine quotidiana del business da aver smarrito la visione d’insieme, la consapevolezza che l’avvento delle reti apre davvero una nuova prospettiva nella trasmissione del sapere? In altre parole: cosa succederebbe se avessero ragione i ragazzini?». (Ansa)