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sabato 28 febbraio 2009

Gabriel, l'hacker romeno dal carcere all'intelligence

Il suo prossimo datore di lavoro non ha paura a definirlo «un genio». Il professore che gli ha appena dato trenta e lode in «Elementi di informatica» dice che «è tra i migliori dieci studenti» che abbia mai avuto. I complimenti per Gabriel Bogdan Ionescu, giovane romeno di 22 anni, oggi si sprecano. Eppure dal 25 gennaio dell'anno scorso vive tra le mura del carcere Bassone di Como. Proprio perchè è un genio, ma il software con cui diversi mesi fa è riuscito a prosciugare i risparmi di diversi correntisti delle Poste Italiane gli è costata una condanna di tre anni e un mese per associazione a delinquere con l'aggravante della transnazionalità del reato.

Gabriel quattro mesi fa si è iscritto alla facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. E' arrivato primo. Pochi giorni fa i primi esami, nella sede di Como. «Elementi di informatica»: trenta e lode. «Analisi matematica»: trenta. «E' andata peggio - scherza l'avvocato del giovane, Pierpaolo Livio - non ha preso la lode perchè ha risolto un algoritmo a mente saltando tutti i passaggi intermedi». «Ha svolto l'esame con grande brillantezza - sottolinea Pierluigi Della Vigna, il docente di Informatica del Politecnico di Milano che gli ha dato la lode -. Risponde con grande tranquillità. Si ferma, pensa e scrive. E' certamente nell'1% dei migliori studenti che ho avuto. Forse nell'1 per mille». E pensare che «è arrivato in Italia per caso, come conseguenza delle sue qualità, che non sempre ha utilizzato in maniera lecita».

Come nelle migliori storie il lieto fine sembra vicino. Dopo i brillanti risultati all'università e il passaparola delle Forze dell'Ordine hanno iniziato a farsi avanti le aziende. «Continuano ad arrivarmi richieste» continua l'avvocato. Su tutte ha però avuto la precedenza Waylog Intelligence. «Lavoriamo a stretto contatto con le Forze dell'Ordine perchè la nostra attività è realizzare soluzioni hardware e software che contrastino i crimini informatici - spiega Luca Ganzetti, direttore di Waylog - ci è arrivata voce di questo ragazzo. E' un autentico genio, non vogliamo farcelo sfuggire». Il ragazzo sarà impegnato su due fronti: da un lato aiuterà l'azienda a contrastare la pedopornografia online, dall'altro combatterà contro il phising online e la clonazione di carte di credito.

Gli hacker nell'Europa dell'Est sono una figura piuttosto diffusa. «Sono i primi della classe in questo tipo di crimini», aggiunge Ganzetti. Bulgaria, Romania e i paesi dell'ex Unione Sovietica combinano infatti una scolarità piuttosto intensa con pochi sbocchi professionali. I ragazzi studiano, si laureano e per far soldi trovano una scorciatoia nella criminalità informatica. Non solo. In questi Paesi c'è una carenza di norme in materia. Quando vanno a toccare le leggi di altri Paesi, come nel caso di Gabriel e della truffa a Poste Italiane, viene chiesta l'estradizione. Che però non sempre è facile da ottenere.

Il ragazzo nel suo Paese sta diventando una sorta di eroe nazionale. Solo che è in carcere. Deve scontare ancora due anni di pena. Deciderà il magistrato di sorveglianza, il prossimo 5 maggio, se farlo uscire concedendogli l'affidamento in prova. I padri comaschi hanno già offerto la loro accoglienza. E i tecnici di Waylog non vedono l'ora di celebrare il lieto fine della storia del giovane hacker che finì per combatterli.

Mappe online: tre servizi a confronto

Una delle prime applicazioni pratiche della tecnologia AJAX (tecnologia che permette di creare contenuti web più interattivi rispetto alle possibilità offerte dalla classica tecnologia client-server) è stata la visualizzazione di mappe geografiche online. Capostipite dei servizi dedicati alla cartografia online è stato Google Maps.

Francesco Napoletano | Napolux dello staff di Uni-Fi Srl

Facile da programmare e da includere in ogni pagina web (trovate qui alcuni tutorial su come cominciare a sviluppare pagine che integrano il servizio Google Maps), precisissimo, è stato seguito a ruota da servizi simili creati dalla concorrenza.

Metteremo di seguito a confronto i tre principali player di questo settore: Yahoo! Maps, Microsoft Maps e appunto Google Maps.

Cominciamo dal primo: Yahoo! Maps (in Italia viaggia a braccetto con il caro vecchio TuttoCittà) permette di calcolare percorsi, trovare alberghi, ristoranti, taxi e altri punti di interesse, nonché di ottenere informazioni in tempo reale sul traffico.

Il servizio è semplice, completo e offre tutto quel che ci si aspetta. Se però avete bisogno di una vista “satellitare” della zona in cui vi dovete recare, beh, vi toccherà andare sul fratellone Yahoo! Maps.

A dir la verità il grandissimo vantaggio di Yahoo! Maps è l’integrazione con flickr che permette, direttamente dallla più grande piattaforma dedicata allo sharing di fotografie, di posizionare le foto con precisione millimetrica e di navigare in un mappamondo tutto fatto di immagini.

C’è da perderci ore intere!

Microsoft ovviamente non è stata a guardare e ha lanciato sin dal 2005 Live Maps. Peculiarità del sistema sono la visualizzazione 3D e la vista aerea. La prima è utilizzabile attraverso un plugin da installare nel browser (Firefox o Internet Explorer) mentre la seconda è utilizzabile senza “software accessori”.

Ovviamente non tutte le città sono coperte da queste viste, ma immagini di Milano come questa sono impareggiabili. Oltre che su http://maps.live.it potete accedere alle mappe di Microsoft anche da http://mappe.virgilio.it/ infatti il portale ha scelto di appoggiarsi a Live Maps per il suo servizio di mapping online.

Google, per finire, la fa da padrone anche in questo settore. Mappe 3D (con Google Earth, che nella sua quinta versione si spinge anche nelle profondità degli oceani), indicazioni stradali, punti di interesse (ristoranti attività commerciali, ecc...), mash-up sviluppati da società esterne (di local social-network come MyBrianza.it e MySalento.com abbiamo già parlato qui) e Google Street View.

Quest’ultimo servizio è impressionante. Decine di automobili dotate di fotocamera a 360° percorrono in lungo e in largo le città di mezzo mondo fornendo un punto di vista “ad altezza uomo” sulle maggiori città.

In Italia possiamo utilizzare Google Street View a Milano, Roma, Firenze e su tutto il lago di Como. Personalmente trovo Street View il servizio più utile del lotto: ad esempio mi capita spessissimo di controllare, quando mi reco a Milano per lavoro, la disponibilità di parcheggi non a pagamento proprio attraverso le fotografie fornite da Google.

Le mappe online, che siano quelle di Microsoft, Google o Yahoo! Ci hanno cambiato la vita. Possiamo calcolare percorsi, tracciare la nostra posizione (vedi il nuovissimo Google latitude) direttamente dal nostro PC, telefonino o mini-computer.

Ogni tanto viene da chiedersi come facevamo senza di esse e senza i vari navigatori satellitari oggi in commercio ;)

venerdì 27 febbraio 2009

Apple annuncia Safari 4, "il browser più veloce del mondo"

Mentre Firefox rinvia l'uscita di Firefox 3.1 per Mac e Chrome di Google non è ancora disponibile per Mac, da Cupertino arriva la versione beta di Safari 4, presentato come "il web browser più veloce e innovativo del mondo".

“Apple ha creato Safari per portare innovazione, velocità e gli standard open nei browser internet e oggi fa un ulteriore passo in avanti", afferma Philip Schiller, il vice presidente senior del Product Marketing globale di Apple. Safari 4 (per Mac e Windows PC) è basato sulle più avanzate tecnologie di navigazione del mondo compreso il nuovo motore Nitro JavaScript che esegue JavaScript fino a 30 volte più velocemente di IE 7 e almeno tre volte più velocemente di Firefox 3.

Apple adotta innovativi standard web come HTML 5 e CSS 3 per una nuova classe di applicazioni internet caratterizzate da ricchi formati di comunicazione, grafica e caratteri. Safari 4 include il supporto HTML 5 per le tecnologie offline in modo che le applicazioni web-based possano immagazzinare le informazioni localmente senza una connessione internet, inoltre è il primo browser che supporta gli effetti avanzati CSS che abilitano una grafica web altamente raffinata utilizzando riflessioni, gradienti e maschere di precisione. Safari 4 è il primo browser a superare il test Web Standard Project di Acid3, che esamina quanto un browser si attiene agli standard CSS, JavaScript, XML e SVG, progettati specificatamente per le applicazioni web dinamiche.

Safari per Mac, Windows, iPhone e iPod touch sono sviluppati su Apple WebKit, il più veloce e avanzato engine browser. Apple ha sviluppato WebKit come un progetto open source per creare il motore browser migliore al mondo e per anticipare l’adozione di moderni standard web. Più recentemente, WebKit ha portato all’introduzione degli standard HTML 5 e CSS 3 oltre ad essere conosciuto per il suo veloce e moderno codice base. I più recenti browser come Google Chrome, Google Android , il browser di Nokia Series 60 e Palm webOS sono basati su WebKit.

Le nuove e innovative funzionalità di Safari 4 includono:

Top Sites, che visualizza le pagine visitate più frequentemente in una sorprendente pagina di anteprima in modo da permettere il passaggio al sito web favorito con un semplice clic;

Full History Search, dove l’utente può cercare tra i titoli, gli indirizzi web e nel testo completo delle pagine visitate di recente per recuperare con facilità i siti visti precedentemente;

Cover Flow per rendere la ricerca nella cronologia web o tra i bookmark divertente e facile come sfogliare gli album di iTunes;

Tabs on Top per una più facile e migliore navigazione tra i pannelli con strumenti di gestione drag-and-drop e un pulsante intuitivo per aprirne di nuovi;

Smart Address Field, che completa automaticamente gli indirizzi web disponendoli in una lista di facile lettura di suggerimenti presi dai Top Sites, dai segnalibri e dalla cronologia;

Smart Search Field dove gli utenti possono affinare le ricerche con i suggerimenti di Google o dalla lista delle ricerche recenti;

Full Page Zoom, per uno sguardo ravvicinato ad ogni sito web senza degradare la qualità del lay-out del sito e del testo; tools integrati per sviluppatori web per il debug, le modifiche e l’ottimizzazione dei siti per maggiori performance e compatibilità; un nuovo aspetto nativo nella versione di Safari per Windows, che utilizza i caratteri standard, la barra del titolo, i profili e la toolbar di Windows, in modo che Safari si adatti all’aspetto e allo stile delle applicazioni di Windows XP e Windows Vista.

giovedì 26 febbraio 2009

Nokia N86 con fotocamera da 8 megapixel

Lo smartphone Nokia che al momento dispone della fotocamera più potente si chiama N86. Questo nuovo dispositivo, presentato al Mobile World Congress 2009 di Barcellona, è capace infatti di realizzare foto a una risoluzione di ben 8.0 MegaPixel con una qualità paragonabile, sostiene Nokia, a quella di una normale macchina fotografica digitale.
Sarà venduto nel secondo trimestre del 2009 a circa 399 euro.



Scheda tecnica

Rete:
Quadri Band (850/900/1800/1900)
Umts: si
Edge: si
Gprs: si
Hsdpa: si
Wcdma: si
Gps: si
Sistema operativo: Symbian OS v9.3 - Serie 60 3rd Edition, Feature Pack 2
Dimensioni: 103.4 x 51.4 x 16.5 mm
Peso: 149 gr.
Display: 2.6" Active Matrix OLED - 240 x 320 pixel - 16 milioni di colori, 24 bit
Memoria interna: 8 GB
Memoria esterna: Micro SD Card
Fotocamera: 8 Megapixel, zoom 20X, dual LED flash, grandangolo
Risoluzione foto: max 3280 x 2464
Risoluzione video: 640x480 30 frame al sec.
Suonerie: True Tone, toni polifonici
Autonomia: 360 ore in standby, 300 minuti in conversazione
Batteria: 1200mAH (BL-5K)
Radio: si con RDS
Vivavoce: si
Bloetooth: si
Wi-fi: si, 802.11b/g
Push to talk: si
Lettore: AAC, AAC+, AMR-NB, AMR-WB, eAAC+, MIDI Tones (poly 64), MP3, MP4, RealAudio 7,8,10, SP-MIDI, True tones, WAV, WMA
Altro: CPU Clock Rate: 434 MHz - ARM11, Flash Video, WCDMA 2100/1900/900/850, Accelerometer Sensor, Ambient Light Sensor, Flight Mode, FM Transmitter (88.1 - 107.9 MHz), USB Charging, Bluetooth 2.0 +EDR, USB 2.0 High-Speed, Flash Lite 3.1

Collo bloccato, mal di mouse La mappa dei "tecno malanni"

Una ricerca dimostra che l'uso prolungato del computer provoca danni fin dall'adolescenza. Prevenirli non è impossibile ma la regola d'oro è sempre la stessa: fare una pausa ogni tanto



di Sara Ficocelli

Trascorrere dalle 10 alle 12 ore davanti al computer è qualcosa che accade a moltissime persone, dato che spesso lo si usa sia a lavoro che a casa. Secondo una ricerca della Stellenbosch University di Tygerberg, in Sud Africa, uno stile di vita di questo tipo provoca dolore al collo e alla testa, e l'aspetto più inquietante è che il disturbo non colpisce solo gli adulti ma anche i giovanissimi. Il team di ricerca sudafricano ha preso in esame 1073 studenti del liceo dell'età di circa 16 anni: il 48% di questi frequenta scuole dove si usa regolarmente il computer e di questi il 43% utilizza il computer per 8,5 ore a settimana o più. Stando ai dati raccolti, solo il 16% di chi passa meno di cinque ore davanti al pc soffre di disturbi al collo, contro il 48% di quelli che stanno al computer dalle 25 alle 30 ore a settimana, che invece lamentano dolori forti e mal di testa.

Ma questo non è l'unico danno provocato da una vita in gran parte trascorsa davanti al videoterminale (VDT). Secondo uno studio dell'Istituto italiano di medicina sociale, quasi il 46% dei lavoratori dell'Unione europea lavora in posizioni dolorose o stancanti. Secondo i risultati preliminari di una ricerca realizzata dal dipartimento di Medicina del Lavoro dell'università degli studi di Bari e dal Centro Europeo Colonna Vertebrale (CECV), la postura lavorativa fissa al pc potrebbe provocare ipercifosi dorsale e l'uso prolungato del mouse l'epicondilite, un'infiammazione dei tendini dovuta a movimenti eccessivamente ripetuti o effettuati con troppa intensità (tanto che in Danimarca quattro casi di malattia del gomito del tennista sono stati recentemente dichiarati malattie professionali). C'è poi la sindrome del tunnel carpale, un dolore al polso che si irradia fino alla mano a causa dell'uso sbagliato del mouse.

La prevenzione più efficace contro questi disturbi è la stessa indicata nel DM 2 ottobre 2000 che prevede le "Linee guida d'uso dei videoterminali". Importante è assumere la postura corretta di fronte al video, con piedi ben poggiati al pavimento e schiena allo schienale della sedia nel tratto lombare, regolando l'altezza della sedia e l'inclinazione dello schienale. Lo schermo deve essere posizionato di fronte in maniera che, anche agendo su eventuali meccanismi di regolazione, lo spigolo superiore si trovi un po' più in basso dell'orizzontale che passa per gli occhi dell'operatore e a una distanza di circa 50-70 cm. La tastiera deve stare davanti allo schermo e il mouse vicino a questa, in modo che entrambi siano facilmente raggiungibili; gli avambracci vanno tenuti appoggiati sulla scrivania così da alleggerire la tensione dei muscoli del collo e delle spalle. Infine occorre evitare posizioni fisse per tempi prolungati e nel caso in cui ciò sia impossibile gli esperti raccomandano di fare frequenti esercizi di rilassamento a collo, schiena, braccia e gambe. Per curare la sindrome del tunnel carpale esistono trattamenti antinfiammatori generali, iniezioni locali di antinfiammatori e, in ultima istanza, l'intervento chirurgico.

L'uso prolungato del video può anche provocare danni alla pelle: uno studio recente eseguito su 3000 lavoratori svedesi, selezionati casualmente e di età compresa tra i 18 e i 64 anni, ha dimostrato che chi lavora al computer è più soggetto di altri a disturbi come la rosacea, la dermatite seborroica, l'eritema aspecifico e l'acne.
Provocate dall'esposizione ai campi elettromagnetici dei videoterminali, le "screen dermatitis" sono caratterizzate da sensazioni di prurito, bruciore, tensione cutanea e dolore. Ma il dottor Roberto Moccaldi, coordinatore di medicina del lavoro e radioprotezione del CNR, nel corso di un convegno dedicato a questi temi ha rassicurato: "Quando un organismo interagisce con un campo elettromagnetico, il suo equilibrio viene perturbato, ma ciò non si traduce automaticamente in un danno. I dati scientifici finora disponibili non forniscono un'adeguata dimostrazione di un rapporto causa-effetto tra campi elettromagnetici e comparsa di "electricity hypersensitivity"".

Per quanto riguarda la vista, gli oculisti ricordano che l'utilizzo del computer non provoca un peggioramento delle nostre capacità visive ma, semplicemente, affatica gli occhi e fa perdere al nervo ottico elasticità. Per combattere questi disturbi bisogna utilizzare un coprischermo anabbagliante, tenere la stanza ben illuminata e, se necessario, far uso di occhiali riposanti, consigliati dall'oculista. Chi ha il portatile farebbe bene a lavorare con una tastiera esterna e un mouse separato e se i caratteri sullo schermo del notebook sono inferiori a 3 mm gli esperti consigliano l'utilizzo di uno schermo esterno. Buona norma è anche quella di spegnere il pc o distogliere lo sguardo almeno ogni due ore, dando un po' di sollievo agli occhi con il cosiddetto palming: appoggiare i gomiti sulla scrivania a 10-15 centimetri di distanza l'uno dall'altro, chiudere le mani a conchiglia e appoggiarle sopra gli occhi, sostenendo leggermente la fronte con le dita. O, altrimenti, uscire fuori casa o dall'ufficio con una scusa qualsiasi e fare una passeggiata.

mercoledì 25 febbraio 2009

Amministratori di sistema proroga al 30 giugno 2009

Il Garante privacy ha prorogato al 30 giugno 2009 i termini per l'adozione da parte di enti, amministrazioni pubbliche, società private delle misure tecniche e organizzative che riguardano la figura degli "amministratori di sistema".
Le regole erano state fissate dal Garante con il provvedimento del 27 novembre 2008.

L'opportunità di unificare le scadenze previste per l'adozione di tali misure e prorogare quindi tutti i termini, è stata valutata dall'Autorità tenuto conto anche dell'ampia platea dei soggetti interessati e dei quesiti pervenuti relativi all'esatta interpretazione degli adempimenti.

Il provvedimento è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Gli "amministratori di sistema" sono figure essenziali per la sicurezza delle banche dati e la corretta gestione delle reti telematiche. Sono esperti chiamati a svolgere delicate funzioni che comportano la concreta capacità di accedere a tutti i dati che transitano sulle reti aziendali ed istituzionali. Ad essi viene affidato spesso anche il compito di vigilare sul corretto utilizzo dei sistemi informatici di un'azienda o di una pubblica amministrazione.

Per questo il Garante ha deciso di richiamare l'attenzione di enti, amministrazioni, società private sulla figura professionale dell' amministratore di sistema e ha prescritto l'adozione di specifiche misure tecniche ed organizzative che agevolino la verifica sulla sua attività da parte di chi ha la titolarità delle banche dati e dei sistemi informatici.

Le ispezioni effettuate in questi anni dall'Autorità hanno permesso di mettere in luce in diversi casi una scarsa consapevolezza da parte di organizzazioni grandi e piccole del ruolo svolto dagli amministratori di sistema. I gravi casi verificatisi negli ultimi anni hanno evidenziato una preoccupante sottovalutazione dei rischi che possono derivare quando l'attività di questi esperti sia svolta senza il necessario controllo.

Le misure e le cautele dovranno essere messe in atto entro quattro mesi da parte di tutte le aziende private e da tutti i soggetti pubblici, compresi gli uffici giudiziari, le forze di polizia, i servizi di sicurezza. Sono esclusi invece i trattamenti di dati, sia in ambito pubblico che privato, effettuati a fini amministrativo contabile, che pongono minori rischi per gli interessati.

Registrazione degli accessi
Adozione di sistemi di controllo che consentano la registrazione degli accessi effettuate dagli amministratori di sistema ai sistemi di elaborazione e agli archivi elettronici.

Le registrazioni devono comprendere i riferimenti temporali e la descrizione dell'evento che le ha generate e devono essere conservate per un congruo periodo, non inferiore a sei mesi.

Verifica della attività
Verifica almeno annuale da parte dei titolari del trattamento sulla rispondenza dell'operato degli amministratori di sistema alle misure organizzative, tecniche e di sicurezza previste dalla legge per i trattamenti di dati personali.

Elenco degli amministratori di sistema e loro caratteristiche
Ciascuna azienda o soggetto pubblico dovrà inserire nel documento programmatico della sicurezza o in un documento interno (disponibile in caso di accertamenti da parte del Garante) gli estremi identificativi degli amministratori di sistema e l'elenco delle funzioni loro attribuite.

Dovranno infine essere valutate con attenzione esperienza, capacità, e affidabilità della persona chiamata a ricoprire il ruolo di amministratore di sistema, che deve essere in grado di garantire il pieno rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, compreso il profilo della sicurezza.

martedì 24 febbraio 2009

Gmail in tilt, gli utenti protestano

Il servizio di posta elettronica non va. Naviganti nel panico: «Che fare?» Google ammette il guasto: «Stiamo lavorando per risolvere il problema»

ROMA
Dopo tre ore di buio, Gmail - il servizio di posta elettronica di Google -, ha ripreso a funzionare. «Molti dei nostri utenti hanno avuto difficoltà ad accedere oggi a Gmail. Il problema è ora risolto e il servizio è disponibile», fanno sapere in un comunicato.

Secondo alcune fonti, non si conoscono al momento i motivi del blocco che ha gettato nel panico oltre 100 milioni di internauti in tutto il mondo: gli utenti che tentavano di accedere alla loro e-mail di posta elettronica si vedevano recapitare un avviso secondo il quale era impossibile realizzare la connessione. In un comunicato, i responsabili del servizio hanno chiesto scusa per i disagi: «Sappiamo quanto importante è Gmail per i nostri utenti, per questo ora cercheremo di affrontarli». Un incidente analogo accadde il 31 gennaio scorso: l’accesso a Google come motore di ricerca, fu per parecchie ore indisponibile.

Lamentele in tempo reale sono arrivate su Twitter e sui blog di tecnologia da utenti di molte nazioni, che hanno segnalato malfunzionamenti. Per Google è la seconda grossa debacle recente, dopo il 31 gennaio scorso, quando mezz'ora di black out nelle ricerche del motore hanno gettato nel panico milioni di utenti. L'azienda ha ammesso l'errore: «Siamo a conoscenza del problema che riguarda Gmail e che sta interessando numerosi utenti». «Il problema - scriveva Google in un avviso apparso sul proprio sito durante il black out - si è presentato intorno all'1:30 (ora negli Usa, ndr.). Ci scusiamo». Difficile stabilire cosa sia successo. Sta di fatto che a partire dalle 11 italiane Gmail aveva cessato di funzionare: impossibile accedere alla casella di posta via browser, l'unico servizio attivo è stato l'IMAP.

La sorpresa per gli utenti non è stata piacevole. Tentando di connettersi a gmail, si dovevano attendere diversi minuti per il caricamento della pagina e all'utente veniva solo dato come feedback la scritta "Loading...". Ma l'attesa era vana, visto che il sistema dava un generico messaggio di errore informando che era impossibile accedere ai servizi. Come spiega Punto Informatico, l'unico metodo per accedere alla propria posta durante le ore critiche è stato tramite protocollo IMAP. Per quanti avessero già un client con Outlook o Mail configurato è stato così possibile dare comunque un'occhiata alla propria corrispondenza. Alcuni utenti hanno tentato la via della sincronizzazione impostando un nuovo account nel proprio client: tuttavia, la velocità con la quale i server di BigG comunicavano era piuttosto ridotta, pertanto è voluto molto tempo per trasferire grossi volumi di email.

Sui blog tecnologici è subito rimbalzata la notizia. «Se anche loro cominciano a perdere colpi allora siamo davvero alla frutta»; «Non è il primo caso di blackout del servizio, da cui ormai dipendono numerosissime attività. Già negli ultimi giorni ha fatto registrare un andamento singhiozzante». Josh su Techcrunch scrive: «Il mio account è ancora off-line ed è un po' fastidioso per il mio lavoro dato che sono fuori sede. Ero così eccitato quando hanno lanciato offline di Gmail, è vero, è molto utile in questo tipo di situazione». Questi non sono che alcuni commenti degli utenti infastiditi dal disagio subito e che perdurerà non si sa ancora per quanto. Sul blog Lucadefelice.com Stefania è incredula: «Uso GMail da circa 3 anni… e non si erano mai verificati problemi tecnici… incredibile, anche Google sbaglia».

"Tu giochi, i pirati web no" Xbox Live è sotto attacco

La rete per l'ultima console Microsoft diventa preda dei criminali informatici, ora capaci di trasformarla in una base di attacco per devastare siti web
Jaime D'Alessandro

"Nel nostro continuo impegno a fornire un servizio sicuro ai 17 milioni di utenti di Xbox Live, stiamo investigando sull'uso di software impropri capaci di disturbare la connessione Internet dei giocatori".

Breve e asettico, in puro stile Microsoft. Eppure questo comunicato, in risposta alla notizia che il network per Xbox 360 è diventato preda pirati informatici, non serve certo a tranquillizzare i giocatori. Anzi, conferma che il problema c'è e potrebbe essere anche bello grosso. "Ma non riguarda Xbox Live in senso stretto", tengono a precisare da Redmond, "solo chi la frequenta". Ed è proprio per questo che la cosa si sta facendo seria, perché di fatto rende insicuro un terreno giudicato fino ad oggi libero da ogni pericolo.

Sembra che tutto sia cominciato poco meno di tre settimane, quando le connessioni Web di diversi utenti iscritti a Xbox Live sono state utilizzate per attaccare vari siti su Internet. "La cosa davvero intelligente", ha spiegato alla Bbc Chris Boyd, direttore della Malware Research alla Facetime Communications, "risiede nel non aver aggredito direttamente la rete Microsoft, ma solo di averla sfruttata come base di partenza". Il tutto grazie a una procedura che su pc è ben nota, ma che non aveva mai infettato il mondo delle console di ultima generazione.

Molte persone che frequentano Xbox Live, si divertono con altri utenti ospitando sulla propria console le varie partite di gioco. E perché questo accada, ovvero affinché sia possibile inviare e ricevere il flusso di dati necessario, c'è bisogno di un indirizzo Ip. Ebbene ora c'è chi riesce a intercettare questo indirizzo Ip e a usarlo per condurre attacchi informatico grazie alle porte adoperate dall'Xbox 360. Il possessore della console, ignaro di tutto, non riesce più a collegarsi e se prova ad entrare in una partita viene immediatamente cacciato. In realtà la sua connessione è stata "rapita" e sfruttata per scopi molto poco nobili.

La parte complicata sta nel riuscire a rintracciare gli indirizzi Ip. Ma connettendo la console attraverso un computer e utilizzando gli strumenti adeguati è possibile riuscirci. E ora online per una manciata di euro si può ottenere l'accesso a una Xbox 360 da sfruttare come meglio si crede. "Queste attività violano i termini di utilizzo di Xbox Live e come risultato porteranno alla chiusura dell'account incriminato e ad altre azioni legali", minaccia la Microsoft.
Minaccia che però rischia di non spaventare nessuno, essendo parecchio difficile rintracciare gli autori degli attacchi.

lunedì 23 febbraio 2009

Antitrust multa Tim e Vodafone di 500mila euro

Roma - L’Antitrust ha sanzionato Tim e Vodafone con una multa di 500 mila euro ciascuno per modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore. A dare l'annuncio è stato Altroconsumo, che aveva denunciato l’agosto scorso all’Autorità i due operatori per pratiche commerciali scorrette sui rincari delle tariffe di telefonia mobile.

La multa dell'Antitrust L’Antitrust ha comminato a Tim e Vodafone una multa da 500 mila euro ciascuno per la modifica unilaterale e sistematica dei piani tariffari senza fornire adeguate informative al consumatore. L’associazione ricorda di aver denunciato l’agosto scorso all’Authority i due operatori per pratiche commerciali scorrette sui rincari delle tariffe di telefonia mobile. La mancanza di informazione e trasparenza, si legge in una nota, ha impedito agli utenti di conoscere le caratteristiche delle nuove tariffe, le modalità di attuare la portabilità del numero da un operatore all’altro e le modalità di rimborso del credito residuo. I rincari, calcolati dall’associazione a tutela dei consumatori, sono stati per profili medi in un anno da 49 sino a 83 euro, con picchi d’aumento sulle singole telefonate di oltre il 100%.

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Download gratuiti: 5 antivirus free

Tra i prodotti per la sicurezza gratuiti non potevano mancare gli antivirus. Protagonisti nel passato di performance non sempre all'altezza, da qualche mese gli antivirus gratuiti possono competere a testa alta con i loro pari a pagamento. In più, considerando che molti antivirus propongono licenze costose e limitate nel tempo, la scelta di un antivirus gratuito può rivelarsi anche un ottimo "acquisto".




Francesco Caccavella
Avast! - Alwil Software

Giunto alla versione 4.8, rilasciata lo scorso 8 Febbraio, Avast! è rimasto uno dei software per la protezione dai virus più diffusi ed apprezzati del settore. Rispetto alle versioni precedenti introduce nuove funzionalità e strumenti per ottenere una navigazione sempre più sicura, quali un antispyware, per proteggere i dati personali, un anti rootkit per difendersi dalle intrusioni dall'esterno di eventuali malintenzionati, ed è stato migliorato l'intero sistema di scansione, bloccando i virus durante i loro tentativi di disattivare la protezione dell'antivirus. La licenza con cui è rilasciato è rimasta la stessa: basta registrarsi entro 60 giorni dall'installazione della versione di prova per ricevere un codice seriale gratuito valido per 14 mesi.

Scarica Avast da download.html.it.

AVG Free Edition - Grisoft

AVG nella sua versione Free è diventato col tempo uno strumento sempre migliore, garantendo livello di protezione ottimi e strumenti sempre aggiornati per navigare in piena sicurezza. L'ultima versione disponibile, la 8.0, offre uno strumento per la scansione dei file più raffinato ed efficace, un antispyware integrato all'interno del motore dell'antivirus, ed un comodo sistema di identificazione di link potenzialmente pericolosi durante la navigazione web, all'interno del browser utilizzato, dopo aver effettuato una ricerca con i motori di ricerca di Google, Yahoo! e MSN. L'interfaccia grafica si presenta molto semplice ed intuitiva, ed in pochi click è possibile garantire la sicurezza del proprio sistema in maniera completa ed efficace, oppure effettuare scansioni dell'intero disco alla ricerca di eventuali minacce.

Scarica AVG Free Edition da download.html.it.

Antivir - Avira

Anvir è un antivirus disponibile sia in versione professionale a pagamento, sia in una versione
ridotta gratuita. Quest'ultima è giunta alla versione 8.2, con alcuni miglioramenti sotto il punto di vista dell'efficacia e delle funzionalità.Tra le sue principali caratteristiche presenta un sistema per la protezione contro virus, trojan, backdoor, hoaxes, worm e dialer, un motore euristico per la scansione in tempo reale e un buon livello di protezione offerto ai propri utenti. L'applicazione, però, risulta ancora troppo fragile in alcune occasioni rispetto agli altri antivirus recensiti in questo articolo, soprattutto se si considerano le ottime prestazioni offerte dalla versione a pagamento dello stesso.

Scarica Antivir da download.html.it.

BitDefender Free Edition - Softwin

Anche BitDefender è uno degli antivirus più longevi dell'intera categoria che dispone di una versione gratuita ed una a pagamento. Quella disponibile gratuitamente per il download è arrivata alla versione 10, che non ha portato notevoli giovamenti all'intera applicazione, ancora priva di strumenti di prima necessità e ormai diffusi largamente in ogni altro antivirus. Le risorse che richiede per il suo funzionamento non sono moltissime, ma se sul piatto della bilancia mettiamo anche le funzionalità presenti e l'efficacia generale dell'antivirus, allora possiamo notare di essere di fronte ad un software non ancora capace di competere con altre soluzioni gratuite e sicuramente più sicure.

Scarica BitDefender da download.html.it.

ClamWin

L'unico antivirus rilasciato con licenza GPL e dunque sinonimo di piena libertà è giunto alla versione 0.94.1, introducendo il supporto a Windows Vista e migliorando la solida struttura su cui è basato l'intero strumento per la difesa dai virus e dalle minacce che costantemente incontriamo nel web. I bug corretti in questa release sono principalmente due, e riguardano la programmazione di scansioni a determinati intervalli di tempo e il riconoscimento dei virus. Tra le pecche di questo antivirus troviamo l'assenza di un sistema di scansione in tempo reale, ma presenta un addin per Microsoft Outlook, così da poter ricevere in piena tranquillità la propria posta elettronica. Nonostante il costante sviluppo da parte degli sviluppatori, non rappresenta ancora una delle soluzioni di vertice del settore.

Scarica ClamWin da download.html.it.

domenica 22 febbraio 2009

Internet svela il nuovo album degli U2

Con una settimana d'anticipo sulla data ufficiale d'uscita, il disco della band irlandese è già scappato sul Web.

E' successo di nuovo: uno degli album più attesi dell'anno, blindatissimo dalla casa discografica in vista dell'uscita ufficiale del 3 marzo (venerdì 27 febbraio in Italia), è fuoriuscito in anticipo su Internet, moltiplicandosi alla velocità della luce. L'anno scorso era toccato ai Coldplay e a Lil Wayne, adesso è la volta di No Line on the Horizon, la dodicesima fatica in studio degli U2.

L'origine del "leak" sembra essere già stata individuata: il negozio online australiano GetMusic, controllato direttamente dal ramo locale della Universal (l'etichetta discografica degli U2), avrebbe messo in vendita il disco per errore. Sono bastati pochi minuti perchè qualcuno se ne accorgesse, lo acquistasse e diffondesse notizia e canzoni sui forum online dedicati alla band irlandese. I successivi sviluppi sono facili da indovinare. Qualunque sia la causa, qualsiasi disco sembra ormai in grado di trovare un pertugio attraverso cui tuffarsi nell'oceano della Rete. E quando ciò accade, non si può far più niente per bloccarne la proliferazione. Se ne possono però studiare gli effetti, che sono quantomeno interessanti.

In più o meno ventiquattro ore dalla sua diffusione anticipata, No Line on the Horizon è già stato vivisezionato in tutti i modi dai fan degli U2. In modo tutt'altro che carbonaro. I forum dedicati alla band sono più affollati di un centro commerciale il sabato pomeriggio: migliaia di utenti che sorridono, si abbracciano virtualmente, chiacchierano, discutono, pubblicano le proprie scalette di canzoni preferite, le proprie interpretazioni dei testi. In poche ore, su ogni brano dell'album è già stata scritta una collettiva Divina Commedia, con tanto di note a margine. E un'altra viene scritta proprio mentre leggete questo articolo.

Un esempio in inglese è il forum di U2Start, uno in italiano quello di U2Place (con registrazione obbligatoria). Ma si tratta solo di due piccoli crocchi nel gigantesco suk della Rete. Il discorso vale per centinaia di altre community e social networks, non tutte necessariamente legate agli U2. Tutto questo, mentre "ufficialmente" No Line on the Horizon non dovrebbe ancora esistere. Neanche per i giornalisti professionisti a cui non è stata distribuita alcuna copia promozionale, ma solo un invito a un ascolto collettivo la prossima settimana, e che sono dovuti dunque subito correre anche loro ad attingere alla fonte proibita della Rete (guarda caso, proprio oggi hanno iniziato a uscire in fretta e furia le prime recensioni sui grandi giornali internazionali).

Addio, "numero privato" mai più chiamate nascoste

Un'azienda americana ha allestito un servizio che permette ai cellulari dei suoi utenti di identificare il numero celato e all'occorrenza anche l'identita del titolare. Per ora solo negli Usa



Marco Pasqua

Chi non ha mai amato ricevere sul proprio cellulare le classiche telefonate anonime, in cui il numero del chiamante è oscurato, potrà adesso contare su un alleato che promette di smascherarle tutte.
Si chiama Trapcall (o "chiamata in trappola"), il nuovo servizio lanciato in questi giorni dalla TelTech Systems, un'azienda del New Jersey. Servizio "unico al mondo", secondo quanto dichiarato dai suoi creatori, ma, per adesso, ad uso e consumo esclusivo degli americani.

Altre opzioni offerte sono la possibilità di creare una lista nera di numeri dai quali non si vuole più essere raggiunti, e di ottenere nome, cognome e persino l'indirizzo del chiamante. La stessa azienda aveva già fatto discutere nel 2005, quando aveva presentato un altro controverso servizio in abbonamento e ancora sul mercato: la "Spoof Card" che, nell'effettuare una chiamata, permette di camuffare il proprio numero, inviandone dunque al ricevente uno totalmente falso.

Partiamo dalla trovata più recente: la TrapCall.
Il funzionamento è estremamente semplice: quando si riceve una telefonata anonima sul proprio cellulare, basterà premere il bottone attraverso il quale normalmente si sceglie di rifiutarla. Mentre chi vi chiama continuerà a sentire la linea libera, la telefonata sarà inoltrata ad una apposita centrale predisposta dalla TelTech Systems, che provvederà a smascherare quel numero, e a reinoltrarlo sul vostro cellulare. L'intera operazione dura pochi secondi.

Dietro a questo meccanismo c'è un espediente in realtà abbastanza banale, relativo alla gestione delle telefonate anonime da parte dei numeri verdi. In America, infatti, quando si effettua questo genere di chiamata, tutti i numeri vengono automaticamente resi visibili (fondamentalmente perché è il ricevente a pagare per quella chiamata e deve sapere da dove proviene). Trapcall non fa altro che indirizzare la telefonata diretta al vostro cellulare ad un numero verde interno, che può dunque effettuare l'operazione di "rivelazione". Per far funzionare il tutto, bisogna registrarsi tramite il sito: a quel punto si riceverà un codice, col quale reimpostare il proprio cellulare.

Attualmente il servizio è disponibile su buona parte degli operatori telefonici americani, e su ogni genere di dispositivo portatile. Abbonandosi è anche possibile ricevere i dati anagrafici del chiamante (nome, cognome e la residenza). Dati, dicono dalla TelTech, che sono stati reperiti attraverso dei comuni database commerciali. Il servizio di abbonamento basic, definito "trappola per mosche", è gratuito, e richiede solo la registrazione on-line: offre il riconoscimento delle chiamate anonime, e la possibilità di creare una blacklist di numeri dai quali non si vuole essere raggiunti (il chiamante riceverà una comunicazione generica di telefono non raggiungibile).

Con circa 10 dollari al mese, invece, si aderisce al piano "trappola per topi": in questo caso si ha anche la possibilità di conoscere il nome e il cognome del chiamante. L'opzione tariffaria più dispendiosa è quella da 25 dollari al mese e si chiama "trappola per orsi": oltre ai servizi precedenti, dà la possibilità di registrare le telefonate in entrata e di ricevere tutte le coordinate anagrafiche, inclusa la residenza, di chi vi sta chiamando.

C'è un unico caso in cui questo sistema di smascheramento del numero non funziona: è proprio quando si utilizza la carta telefonica "SpoofCard", lanciata sul mercato nel 2005, guardacaso dalla stessa azienda, e acquistata già da centinaia di migliaia di utenti. Con questo servizio è possibile inventarsi di sana pianta il proprio numero prima di effettuare una chiamata. Ma non sono mancate le polemiche, visto che in America ha generato la cosiddetta moda dello "swatting". Si chiama la polizia, facendo apparire il numero della vittima dello scherzo, e si simula un rapimento. E, ovviamente, la polizia invierà sul posto una squadra d'assalto.

La TelTech Systems prende naturalmente le distanze dagli usi illeciti delle sue "creature", e fa notare di aver sempre collaborato con le forze dell'ordine, permettendo di far arrestare molte persone, inclusi alcuni hacker che erano riusciti ad accedere alle caselle vocali di gente famosa o a far riattivare delle carte di credito. L'abbonamento, in questo caso, prevede l'acquisto di minuti di chiamate: si parte da 60 (per 10 dollari) e si arriva a 480 minuti (per 80 dollari). Sul sito ufficiale della SpoofCard si promette che "a breve sarà disponibile anche per effettuare chiamate internazionali", dall'America verso altri Paesi.

Facebook fa un passo indietro sui contenuti degli utenti

Un'inversione di rotta in tempi record. Facebook, pochi giorni fa, ha modificato le condizioni del servizio. Tra le novità, la possibilità di appropriarsi dei contenuti degli utenti per sempre. Particolare che ha sollevando diverse proteste e perplessità in Rete.
Conclusione: Mark Zuckerberg, dopo aver provato a spiegare le finalità delle modifiche, ha deciso di tornare sui suoi passi.
«Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto diverse domande e commenti circa le modifiche e cosa questi possano significare per le persone e le loro informazioni», ha spiegato.

Le modifiche. Le novità alle condizioni del servizio sono state introdotte il 4 febbraio. La parte che ha preoccupato gli iscritti più attenti è la possibilità di appropriarsi dei loro contenuti in maniera indefinita. Un tema su cui Facebook partiva già in difetto d'immagine, viste le critiche dei mesi passati. Zuckerberg non ha lasciato molto tempo all'onda di proteste del web, intervenendo tempestivamente con alcune spiegazioni. In sostanza ha spiegato che le modifiche servivano a tutelare la conservazione dei contenuti condivisi con i propri amici sul servizio. Non tutti i contenuti. Il fondatore del social network spiega che il funzionamento è un po' come quello delle mail. Una volta che hai mandato un messaggio, questo rimane nella casella dell'utente anche se cancelli l'account. Quello che voleva fare il sito con le nuove condizioni.

Tutto come prima dunque, almeno per il momento. Le condizioni del servizio verranno comunque modificate, ma «in termini comprensibili a tutti». Facebook ha fatto un errore di comunicazione potenzialmente molto dannoso. La privacy, sul web, è un tema spinoso. Le novità che verranno introdotte nasceranno dalla conversazione con utenti su un nuovo gruppo. Chiamato, non a caso, «Facebook Bill of Rights and Responsibilities».

sabato 21 febbraio 2009

Guida all'uso di Google in 10 passi

Ogni giorno sei utenti su dieci trovano informazioni online grazie al suo aiuto.


Nicola Bruno
Tanto per i navigatori più esperti, quanto per quelli che muovono i primi passi, Google viene ormai percepito come una sorta di lampada di Aladino in grado di rispondere a tutti i nostri desideri e di orientarci nei meandri più oscuri della rete.
Se il motore di Brin e Page è riuscito a imporsi su decine di concorrenti agguerriti è proprio grazie alla sua estrema semplicità e velocità di utilizzo.
Eppure capita spesso di lanciare ricerche su ricerche senza arrivare al risultato sperato: questo perché il supermotore di Google ragiona pur sempre con la lingua - certo intelligente, ma a volte anche ottusa - degli algoritmi matematici.

I «TRUCCHI» - Esiste però tutta una serie di trucchi e suggerimenti, spesso sconosciuti ai più, che possono aiutare a farci comprendere meglio e a velocizzare le operazioni compiute più di frequente. È per questo che abbiamo deciso di raccogliere dieci consigli, individuati a partire dalle varie guide realizzate da Google , ma anche dai tanti «trucchi» condivisi in rete dagli utenti più esperti. Per semplificare il tutto ci siamo immedesimati in un utente che sta per acquistare un nuovo televisore, ma prima vuole informarsi sui vari modelli e prezzi in circolazione. Per caiscuno dei suggerimenti che seguono è possibile trovare un esempio grafico nella gallery di foto qui sotto

Guida all'uso di Google
Guida all'uso di Google Guida all'uso di Google Guida all'uso di Google Guida all'uso di Google Guida all'uso di Google Guida all'uso di Google Guida all'uso di Google

1- IDEE CHIARE – Il successo di una ricerca dipende in larga parte dalla parola chiave inserita. È per questo che conviene evitare del tutto interrogazioni generiche come [televisore] per poi ritrovarsi con milioni di risultati non pertinenti. È sempre meglio utilizzare subito le parole chiave, aggiungendo termini che esplicitano il contesto di riferimento (ad esempio [televisore plasma]). Se poi conoscete già l'espressione esatta di ciò che state cercando, conviene sempre metterla tra virgolette [“televisore al plasma 32 pollici”] in modo da sfoltire i risultati non pertinenti. Questa regola vale a maggior ragione se state cercando una persona (["mario rossi"] rispetto a [mario rossi] dà 400 mila risultati in meno). Le frasi esatte possono tornare utili anche per interrogazioni più complesse: digitando tra virgolette ["meglio plasma o lcd"] potrete trovare le risposte ricevute dagli utenti che avevano il vostro stesso dubbio. Ad ogni modo, non esagerate con frasi troppo lunghe: il motore considera fino a un massimo di 32 caratteri. Per quanto riguarda la scrittura e la punteggiatura, mettete pure da parte le principali regole ortografiche imparate a scuola. Per Google non c'è alcuna differenza tra maiuscolo e minuscolo: le ricerche [Televisore LCD] e [televisore lcd] danno un numero identico di risultati. Stesso discorso per la punteggiatura (l'algoritmo ignora del tutto punti, virgole e due punti) così come le espressioni comuni (congiunzioni, articoli).

2 – QUESTIONE DI LOGICA – Eppure anche Google ha una sua grammatica e punteggiatura: comprende cioè benissimo la lingua degli operatori logici [AND], [OR], [NOT], [+], [-], [..]. Il primo serve per legare tra loro due parole chiave: se ad esempio vi interessano solo gli schermi Lcd e lanciate la ricerca [televisore AND lcd] verranno restituiti solo i risultati in cui sono presenti entrambi i termini. Ultimamente Google ha inserito l’operatore [AND] di default su tutte le interrogazioni con più parole chiave: potete quindi evitare di utilizzarlo. Se invece volete escludere del tutto una parola chiave (come plasma) e includere tutto il resto (quelli Lcd, a tubo catodico, etc.), conviene digitare [televisore NOT plasma]: in questo modo saranno scartate tutte le pagine in cui compare la parola [plasma]. Se invece scrivete [televisore OR plasma] verranno visualizzate tutte le pagine in cui si parla di televisore e di plasma. A cosa serve? Può tornare utile per trovare [plasma] abbinato alla parola [schermo]. Gli operatori possono essere sostituiti anche con i simboli [+] (al posto di AND) e [-] (al posto di NOT). Altro operatore utile è [..]: nel caso in cui vi interessano solo gli schermi tra 32 e 50 pollici, potete inserire la query [lcd 32..50 pollici] e compariranno anche le pagine che parlano di televisori da 40 o 46 pollici. Questo operatore può essere utilizzato anche per ricerche limitate a un arco temporale (ad esempio [1980..1998]). Se proprio non avete voglia di ricordarvi tutti questi operatori, utilizzate il modulo di «Ricerca avanzata» in cui potrete definire le parole da includere/eliminare, il periodo di riferimento, la tipologia di file (solo .pdf o .ppt). Può capitare, inoltre, di voler restringere una ricerca ad alcuni domini particolari. Ad esempio, volete visualizzare tutte le recensioni del vostro modello di televisore preferito pubblicate su una rivista tecnica. In questo caso conviene ricorrere all’operatore [site]. Digitando [lcd site:punto-informatico.it] verranno forniti solo i risultati trovati sul sito di Punto Informatico. L’operatore [site] può essere utilizzato anche per limitare le ricerche ai singoli domini: [site:.edu] per i soli risultati delle università statunitensi; oppure [site:.it] per quelli italiani.

3– LINK PUBBLICITARI – In pochi ci fanno attenzione, ma spesso i primi risultati restituiti da Google non sono necessariamente i migliori: può capitare che siano invece collegamenti sponsorizzati. Cliccateli, quindi, solo se effettivamente vi interessano, altrimenti conviene arrivare al primo risultato «ufficiale» più in basso. Per riconoscere un collegamento sponsorizzato, oltre alla dicitura in grigio chiarissimo che compare in alto, basta dare un’occhiata al colore dello sfondo che è rosa invece di bianco.

4– RICERCHE SICURE Safe Search è un altro strumento poco noto che può essere attivato dalla pagina di Ricerche Avanzate. Se selezionato, elimina tutti i risultati considerati «a luci rosse», secondo diversi livelli: [medio] non visualizza le immagini esplicite, ma non filtra i normali risultati web; [massimo] esclude tutti i risultati.

5 - DEFINIZIONI AL VOLO - Avete fatto ricerche in lungo e in largo per il web e ancora siete tormentati da dubbi atroci su quale sia la differenza tra un Plasma e un Lcd? Provate a usare la funzionalità [define]. In pochi la conoscono, ma può essere davvero un valido alleato. Basta lanciare una ricerca del tipo [define:lcd] per trovare tutte le definizioni disponibili online (su dizionari, enciclopedie e siti specializzati), con tanto di link diretto alla fonte. Da utilizzare come valida alternativa a Wikipedia per definizioni veloci di un acronimo o di un termine straniero.

6 - CALCOLI E CONVERSIONI – Google funziona anche da calcolatrice e convertitore di valuta. Se finalmente avete trovato il modello di schermo che più vi piace su un sito di e-commerce inglese e scoprite che costa 500 sterline, basta scrivere [500 pound in euro] per sapere subito a quanti euro corrisponde. Il convertitore funziona per diverse unità di misura: ad esempio dalle miglia ai metri o dalle ore ai secondi [3 ore in secondi]. Per calcolare la differenza di prezzo tra diversi modelli, potete usare la calcolatrice con simboli [+], [-], [*], [/]. Esempio: [678-643].

7 - COME SI SCRIVE IN INGLESE? - Google tende a dare maggiore visibilità ai risultati che sono nella stessa lingua dell’utente (fate attenzione che sia selezionato l’italiano nelle vostre impostazioni per avere risultati migliori). Se vi capita di trovare un risultato interessante in una lingua che proprio non conoscete, accanto al titolo comparirà [Traduci questa pagina]. Basta cliccare per avere all’istante una traduzione (molto imperfetta, a dir la verità) che aiuta se non altro a comprendere il senso generale. Sempre sul fronte lingue straniere, Google può essere un utile strumento per scoprire se un termine o un'espressione è corretta. Supponiamo che vogliate scrivere una mail (in inglese) al sito di e-commerce per avere maggiori informazioni sui tempi di consegna o la garanzia. Improvvisamente siete assaliti da un dubbio: si scrive [wich] o [which]? Basta dare un’occhiata al numero di risultati restituiti dalle due ricerche, per scoprire che il termine più utilizzato è il secondo. Anche qui, non si tratta di una regola sempre valida, ma può essere un metodo efficace per togliersi una perplessità al volo. Lo stesso vale anche per le espressioni più lunghe, come le formule di cortesia: se non siete sicuri su come si scriva correttamente basta inserirla tra virgolette [“I look forward to hearing from you”] e vedere il numero di risultati o il “Forse intendevi…” suggerito da Google.

8 - GIORNALI E BLOG – Google non è solo il motore di ricerca generico che ogni giorno interroghiamo. Da un po’ di tempo, nella pagina di ricerca (in alto a sinistra) compare un menu con le voci «News», «Blog», «Immagini», etc. Non si tratta di semplici sotto-motori di Google, ma veri e propri strumenti differenziati per ricerche più mirate. «News» ad esempio indicizza tutte le notizie dell’ultimo mese con una velocità di aggiornamento migliore rispetto a quella del motore generale; in più offre la possibilità di ordinare cronologicamente i risultati o di effettuare le ricerche per singole testate (ad esempio [televisore plasma site:corriere.it]). Se dovete acquistare un nuovo dispositivo, conviene sempre dare un’occhiata a quello che dicono i blog specializzati sul modello che più vi piace. Anche qui, basta ciccare sul menù «Blog» per accedere al motore specializzato per blog. Google conta decine di motori verticali, che spesso danno risultati molto più precisi: se cercate un libro meglio passare direttamente da Ricerca Libri (potrete anche leggerne brevi estratti), per un articolo scientifico Google Scholar.

9 - TOOLBAR – Piuttosto che digitare decine di volte al giorno [www.google.it] nella barra del browser o premere sul tasto «Home» (nel caso in cui l’abbiate impostato come pagina iniziale), conviene di gran lunga installare la toolbar di Google. In questo modo si ha sempre il campo di ricerca a portata di schermo. Consiglio: nelle preferenze della toolbar, selezionate la voce «apri in una scheda diversa» per evitare che i risultati vengano aperti nella stessa pagina che si sta visualizzando. La toolbar offre decine di altre funzionalità, come quella utilissima di traduzione. Basta attivarla e quando col mouse passate sopra una parola straniera comparirà al volo la traduzione in italiano.

10 - METEO, CINEMA, MUSICA – Volete sapere che tempo fa nella vostra città? Scrivete [weather roma] e Google visualizzerà subito le icone con le previsioni e le temperature dei prossimi tre giorni. Lo stesso vale per i fusi orari (ad esempio [time mumbai]). Altra funzionalità poco conosciuta è quella sulla programmazione dei cinema della vostra città. Scrivete [cinema milano] e comparirà subito la programmazione di tutte le sale cittadine. Se conoscete già il titolo del film che volete vedere, lanciate una ricerca [benjamin button Napoli] e Google vi dirà direttamente le sale e l’orario in cui è programmato. Se volete restringere solo i risultati all’ambito cinematografico, lanciate la ricerca [movie: Casablanca], così vi eviterete tutte le pagine che parlano della città marocchina. E così anche per la musica: digitando [music:U2] verranno visualizzati solo i risultati relativi alla band irlandese, organizzati in Artist, Album, Songs.


venerdì 20 febbraio 2009

Il boom di facebook in Italia: tre su dieci socializzano così

Sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni e quelli tra i 18 e i 24 anni (rispettivamente il 53,7% e il 52,7%) a sperimentare questo nuovo strumento di comunicazione

Roma, 30 gennaio 2009 - Tre italiani su dieci socializzano su Facebook.
Il dato emerge dal «Rapporto Italia 2009» dell’Eurispes che ha tracciato l’identikit del popolo di Facebook, raccogliendo le opinioni dei citadini su questo innovativo canale di comunicazione virtuale. Nonostante il 38,1% degli italiani dichiari di non essere iscritto a Facebook, è significativa la percentuale di quanti utilizzano questa forma di comunicazione (30,7%). Quindi tre italiani su dieci contribuiscono con la loro presenza virtuale ad alimentare quello che da più parti è stato definito il ‘fenomeno del millenniò.

C’è, poi, un 31,2% che non conosce il significato di questo termine e «rimane probabilmente -scrive Eurispes- legato a mezzi di comunicazione e relazione di tipo tradizionale». Sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni e quelli tra i 18 e i 24 anni (rispettivamente il 53,7% e il 52,7%) a sperimentare questo nuovo strumento di comunicazione, che, permettendo la condivisione di interessi, esperienze e desideri, consente loro di coltivare vecchie e nuove amicizie.

Tra i non iscritti a questo social network prevalgono, invece, i 45-64enni (44,6%), mentre non hanno mai sentito parlare di Facebook soprattutto gli ultra 65enni (65%). Il numero più consistente di iscritti a Facebook si rintraccia tra coloro che risiedono nelle Regioni centrali della Penisola (39,3%). Al contrario, tra i non iscritti spiccano gli abitanti del Nord-Est (49,5%). Infine, non sono informati sul «fenomeno Facebook», in prevalenza, gli italiani delle Isole (48,7%). Per il 63,1% degli italiani Facebook è un mezzo utile perchè permette di ritrovare vecchi amici. «Probabilmente, -rileva l’Eurispes- proprio perchè svolge questa importante funzione, Facebook non viene ritenuto una perdita di tempo» , dal 45,8%. Esso, invece, non viene ritenuto un mezzo utile per fare nuove conoscenze (51,9%), per essere informati su eventi di proprio interesse (54,7%) e per passare il tempo (55,3%).

Il 47,9% degli italiani crede però che Facebook metta a rischio la privacy. In particolare, si parla di ‘social risks’, poichè, nel preciso momento in cui si mette in Rete un’informazione personale, se ne perde il controllo, con il rischio che dati delicati finiscano per entrare in possesso di sconosciuti. I giovanissimi (18-24 anni) sono coloro i quali credono, in misura maggiore rispetto agli altri, che Facebook sia uno strumento utile per ritrovare vecchi conoscenti (72,1%) e passare il tempo (49,6%). Al contrario, sono i meno propensi a credere che esso consenta di stringere nuove amicizie (56,6%).

Gli italiani che hanno un’età compresa tra i 25 e i 34 anni sono i più convinti che Facebook non abbia la funzione di informare su eventi di proprio interesse (58,4%) e che rappresenti, pertanto, una perdita di tempo (53,1%), al contrario dei 18-24enni (51,2%), 45-64enni (48,3%), 35-44enni (47,4%) e ultra 65enni (42,9%).

Mobility: Google lancia Sync, Microsoft risponde con MyPhone e Windows Mobile 6.5


Che a Google riuscisse bene il gioco di anticipo rispetto alle rivali di mercato era già una cosa risaputa, ma questa volta BigG ha bruciato le tappe utilizzando allo scopo addirittura una tecnologia proprietaria di Microsoft sotto licenza.
La scorsa settimana è stato, infatti, annunciato il nuovo servizio Google Sync che permette agli utenti mobili, attraverso l’utilizzo di Microsoft
ActiveSync, di sincronizzare la rubrica dei contatti di Gmail e gli eventi di calendario di Calendar con una vasta gamma di smartphone, inclusi i modelli su cui gira Windows Mobile.
Fra gli altri dispostivi supportati da Google Sync è possibile menzionare anche l’iPhone di Apple, Blackberry di RIM, il Nokia S60 e svariati modelli di marche diverse.
Questa vicenda è esempio dell’apertura di Microsoft nel rilasciare sotto licenza le sue proprietà intellettuali tramite termini d’accordo ragionevoli” – ha affermato il responsabile legale della compagnia Horacio Gutierrez.
Nel frattempo però il colosso di Redmond non sta certo a guardare ed ha fornito un’anticipazione di un suo nuovo servizio denominato My Phone che, in modo del tutto simile a quanto offerto da Google, agevolerà la sincronizzazione di contatti, eventi di calendario, foto ed altri dati con i dispositivi che utilizzano il sistema operativo Windows Mobile.
A quanto è dato sapere quindi My Phone potrà essere utilizzato solo negli smartphone basati su piattaforma Microsoft. Ufficialmente il servizio sarà disponibile al pubblico sotto forma di versione beta il prossimo mese.
Le novità Microsoft in ogni modo non si limitano solo a My Phone. In questi giorni si è, infatti, appreso che la compagnia dovrebbe presto aprire uno store online simile a quello di Apple, attraverso il quale distribuire tutto il software destinato ai dispositivi equipaggiati con Windows Mobile. Oltre a questa iniziativa, sempre sulla falsariga di quanto fatto da Apple, è stato annunciato che sarà aperta negli USA una catena di negozi di vendita diretta al pubblico di tipo monomarca, confermando così voci che circolavano dallo scorso anno.
A proposito di Windows Mobile, a Redmond pianificano di lanciare la versione 6.5 dopo l’estate allo scopo di colmare il gap funzionale che attualmente lo separa dall’iPhone. In realtà un aggiornamento ancora più importante è previsto per i primi mesi del 2010 con il rilascio di Windows Mobile 7.0.
Secondo indiscrezioni di ZDNet, la versione RTM (Release to Manufacturing) di Windows Mobile 6.5 sarebbe ad Aprile 2009 con inizio vendite dei produttori a Settembre 2009, mentre per la versione 7.0 ci sarebbe un release ai tester nel Novembre 2009 con inizio vendite dei cellulari ad Aprile 2010.
Lo scorso anno le vendite degli smartphone basati su tecnologia Microsoft sono andate bene ed il colosso software è riuscito a conquistare il 13,3% dello share di mercato, il 2,2 percento in più rispetto all’11 percento dell’anno precedente.
Tuttavia non bisogna sottovalutare la forza delle rivali nel campo della mobility. Oltre alla RIM, produttore di BlackBerry, Apple con l’iPhone e Google con la sua piattaforma Android, Microsoft dovrà fra poco fare i conti anche con il rilancio di Palm che ha fornito anticipazioni interessanti riguardo ai suoi nuovi prodotti durante il Consumer Electronics Show tenutosi lo scorso mese a Las Vegas.