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venerdì 28 giugno 2024

Temu, l'e-commerce cinese, accusato di essere un malware pericoloso che ruba i dati degli utenti

• Temu, il popolare shop cinese che offre prodotti a prezzi scontati, è stato accusato di essere un malware pericoloso dal procuratore generale dell'Arkansas, Tim Griffin.

• Griffin sostiene che Temu viola la legge statale contro le pratiche commerciali ingannevoli e che si spaccia per una piattaforma di shopping online, ma in realtà è un malware che accede furtivamente a tutti i dati presenti sullo smartphone dell'utente.

• La causa legale è simile a quella intentata contro Pinduoduo, un'altra applicazione gestita dalla stessa società di Temu, che è stata sospesa dal Google Play Store nel 2023 per problemi di sicurezza.

• Secondo il procuratore, Temu è stata sviluppata sulla base di Pinduoduo e ha ereditato le sue condotte pericolose, tra cui lo sfruttamento delle vulnerabilità nei sistemi operativi dei telefoni degli utenti per ottenere l'accesso non rilevato ai dati e la possibilità di ricompilarsi e modificare le sue proprietà una volta installata.

• La causa sostiene inoltre che Temu potrebbe essere addirittura più pericolosa di Pinduoduo e che ha la capacità di hackerare i telefoni degli utenti e ignorare le impostazioni sulla privacy dei dati.

sabato 17 giugno 2023

Cybercrime, perché in Europa sono in aumento gli attacchi ai siti di e-commerce

Secondo l’ultimo report diffuso da Akamai, società che si occupa anche di monitorare le attività dei criminali online, la zona Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) è la parte del mondo più colpita dagli attacchi informatici ai danni delle piattaforme di e-commerce. E per quanto riguarda l’Europa, in pole position c’è la Germania.

venerdì 4 marzo 2022

Adobe: il modo giusto di fare e-commerce, oggi

Qualcosa è cambiato, se non tutto: il rapporto tra gli italiani e l’e-commerce ha subito una forte accelerazione nel corso del biennio della pandemia, forzando alcune dinamiche che probabilmente avrebbero avuto corso soltanto nel giro di un decennio. Il tutto è conseguenza di una convivenza forzata, la cui ricaduta è stata una mutazione delle abitudini, una maturazione rapida delle conoscenze e un incontro tra domanda ed offerta che altrimenti sarebbe probabilmente mai avvenuta. Una indagine Adobe su 9.565 clienti dell’area EMEA ha misurato la magnitudo di questo impatto dimostrando come indietro ormai non si tornerà sicuramente più: quel che è accaduto ha segnato in modo indelebile il rapporto tra utenti e negozi online, anche e soprattutto in Italia.
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mercoledì 2 giugno 2021

Consigli per un e-commerce al passo con i tempi

La pandemia globale ha profondamente cambiato il mondo del commercio e delle vendite online. Nel 2020 il settore dell’e-commerce ha registrato una crescita senza precedenti ed il processo di trasformazione, di fatto, è ancora in corso.

Alla base di questa “evoluzione digitale” c’è ovviamente la mutazione del comportamento umano che, a cascata, influisce su vari aspetti della vita in generale. Questi cambiamenti sono destinati a stabilizzarsi e diventare permanenti per cui occorre partire da un assunto: il digitale è destinato a diventare la normalità!

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venerdì 6 novembre 2020

Tassare l'e-commerce per aiutare il commercio?

Tassare le multinazionali dell’ecommerce per donare alle piccole aziende in lockdown. Più concretamente: tassare Amazon per aiutare il negozio sotto casa. La proposta potrebbe arrivare sul tavolo delle trattative pre-lockdown già fin dalle prossime ore e sarebbe firmata Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte. Una proposta vaga e forse contraddittoria, ma che si ispira ad un’idea di “Italia first” che potrebbe attecchire, soprattutto in un momento di emergenza come quello attuale. Una proposta, insomma, che potrebbe mettere radici proprio in ottica emergenziale e provvisoria, ma che al momento sembra essere più provocatoria che non orientata ad una reale attuazione.

venerdì 13 settembre 2019

Ecommerce, eBay tra i siti meno affidabili d’Italia: "Tutela solo chi paga con PayPal"

Sorpresa, eBay è tra i siti ecommerce meno d’affidabili d’Italia
Per la precisione nella classifica che nessuno vorrebbe guidare segue da vicino wish.com (il meno affidabile in assoluto) e banggood.it. E’ quanto emerge da una ricerca di Altroconsumo che ha analizzato un centinaio di siti ecommerce verificando aspetti che vanno ad incidere sull'affidabilità, come ad esempio la completezza delle informazioni sull'azienda, e sul prodotto; informazioni legali relative a diritto di recesso, foro competente, privacy, uso dei cookies; servizi post-vendita e il funzionamento dei rimborsi.
Il sito peggiore per affidabilità risulta quindi essere Wish.com: per contattare il servizio clienti bisogna effettuare una chiamata internazionale a un numero statunitense. Male anche banggood.it che non applica il diritto di recesso e la garanzia legale di conformità previsti dal codice del consumo. Sull'infelice podio dei meno affidabili anche ebay.it perché se ci sono problemi viene tutelato solo chi ha pagato con PayPal: un cavillo per spingere i clienti verso il sistema di pagamento preferito.

Insomma, se da un lato l’ecommerce continua la sua crescita (lo scorso anno sono stati 23,5 milioni gli italiani a fare acquisti online), dall'altro è fondamentale continuare prestare attenzione a diversi aspetti cruciali per tutelarsi: “Purtroppo – spiega Altroconsumo – fare attenzione solamente alla variabile del prezzo non è corretto perché ci sono una serie di altri aspetti fondamentali che fanno la differenza in termini di qualità del servizio”.

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giovedì 24 gennaio 2019

E-commerce? 11 regole per un negozio di successo

Il commercio elettronico è in costante crescita anche in Italia
Secondo molti esperti, nei prossimi anni sarà ancora più diffuso, e probabilmente occuperà una parte sostanziale nella vita dei consumatori.
Esistono cose che è essenziale capire per portare il business a grandi livelli e per non scomparire rapidamente sotto la marea dei competitor online.

Ecco le 11 tattiche per un negozio online di grande successo:

Priorità al traffico mobile
Il “mobile” è la principale categoria di dispositivi in quanto a traffico.

Ottimizza per il Mobile-First Index
Concentrarsi sugli utenti mobile
del tuo sito e-commerce è un’ottima strategia per il 2019. Il traffico da smartphone è in costante crescita

Utilizza le SERP Feature
Le SERP Feature
(recensioni, site link, caroselli, immagini, etc.) stanno diventando molto importanti. Grazie a esse si possono aumentare parecchio la visibilità, l’autorità e, di conseguenza, le vendite di un ecommerce.

Diversifica il tuo profilo Backlink
Presta attenzione al tuo profilo backlink
perché Google sta cercando dei segnali della tua credibilità.

Investi nella SEO
La SEO è senza dubbio il più importante aspetto
nella “vita” di un e-shop.
Implementa AMP sulle pagine chiave
Una versione AMP di un sito e-commerce
è più mirata alla velocità piuttosto che a rendere facile la conversione all’utente.
Ottimizza le immagini per la ricerca e le conversioni
É particolarmente complicato
che l’utente di un sito e-commerce compri qualcosa online non visualizzando un’immagine di alta qualità.
Implementa i dati strutturati
I dati strutturati ti consentono di comunicare a Google
e ai clienti esattamente ciò che vuoi che sappiano sul tuo prodotto e sul tuo sito
Shopping d’impulso Vs shopping pianificato
Per aumentare le vendite
è giusto ottimizzare il sito sia per quegli utenti che fanno acquisti pianificati sia per chi compra d’impulso.
Scegli i giusti modelli di attribuzione
Un’altra raccomandazione
è quella di utilizzare, nelle analisi delle prestazioni del traffico, un modello di attribuzione che supporti più punti di contatto invece di uno solo.

sabato 12 maggio 2018

E-commerce: acquistare su siti esteri fa risparmiare, ma pochi lo sanno

L’e-commerce in Italia avanza a grandi passi ma il suo livello di diffusione è ancora distante da quello di altri Paesi europei.

C’è però un ambito in cui tutta Europa è ancora indietro, con danno di tutti i consumatori: l’e-commerce transfrontaliero, con il quale si potrebbero risparmiare diversi soldi. 
Secondo un’indagine di Idealo, uno dei maggiori comparatori di prezzi online, sono ancora pochi infatti i consumatori che acquistano su siti di e-commerce stranieri
Questo, nonostante i siti esteri propongano spesso offerte molto convenienti.

Da un confronto con le versioni inglese e spagnola di Idealo è emerso ad esempio che:

  • un paio di sneakers costa il 15,7% in meno se acquistato nel Regno Unito e il 13,9% in meno in Spagna. Più conveniente anche la Spagna (-7%) mentre la differenza con l’Austria è minima: -1%;
  • le asciugatrici sono in media più convenienti del 19,8% sui siti spagnoli, del 15% su quelli britannici e del 6,8% sui siti francesi;
  • una lavastoviglie costa quasi il 9% in meno se acquistata online su un sito britannico;
  • chi compra un notebook su un sito spagnolo risparmia in media il 14,9%.
Meno ancora sono gli esercenti italiani che si sono aperti ai clienti stranieri: solo il 22% vende all’estero e solo l’8% ha un sito in doppia lingua.
Molto sparuti anche quelli che propongono pagamenti in valuta diversa dall’euro.


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lunedì 23 aprile 2018

Geo-blocking negli acquisti online, la posizione della UE

Parlando di geo-blocking (dall'inglese, letteralmente, blocco geografico) si fa riferimento a quel particolare sistema attraverso il quale viene impedito agli utenti di un sito Web di accedere ed acquistare i contenuti, i prodotti o i servizi che vi vengono offerti, nel caso in cui quello specifico sito sia localizzati in uno Stato Europeo diverso da quello di appartenenza del singolo utente.
L'Unione Europea, riconoscendo il geo-blocking come una pratica discriminatoria e penalizzante per i cittadini europei, ha deciso di intervenire attivamente al fine di rimuovere quelli che sono stati interpretati e che di fatto comportano dei gravi ostacoli alla libertà di iniziativa economica e di concorrenza, oltre che all'esercizio concreto dei diritti dei consumatori.

Le difficoltà concrete
Allo stato attuale, solo il 15% dei cittadini europei (stando a quanto riportato sul sito ufficiale del Consiglio Europeo, www.consilium.europa.eu) effettua acquisti online su siti Internet che hanno la propria base in uno Stato diverso dal proprio.

La principale causa di tale situazione, però, non è riconducibile a scelte nazionaliste dei consumatori, ma è connessa proprio alla presenza di forme di blocco geografico che vengono poste nella navigazione online e che impediscono di fatto agli utenti di acquistare beni e servizi tramite siti esteri.

Se si presta attenzione a queste ipotesi, già da una rapida ricerca emerge, infatti, che molti siti di e-commerce consentono, concretamente, l'acquisto dei propri prodotti soltanto ai clienti che si trovano nel loro stesso Stato. E la forma più comune con cui tale limite è realizzato è il reindirizzamento dell'utente estero alla corrispondente piattaforma Web del suo paese di appartenenza.

Si tratta, appunto, di un meccanismo che va a ledere il consumatore finale, in particolare quando oggetto della richiesta sono prodotti autoctoni dello Stato in cui è localizzata la sede operativa del sito. In tali casi, infatti, è molto frequente che l'utente si ritrovi costretto ad acquistare il prodotto di suo interesse ad un prezzo più alto rispetto a quello offerto all'estero, se non direttamente a dovervi rinunciare a causa della mancata disponibilità di quel prodotto sul Sito nazionale verso il quale il consumatore è stato, suo malgrado, reindirizzato.

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lunedì 25 gennaio 2010

Ebay: ogni 4 secondi sul web si compra un prodotto hi-tech

Un capo di abbigliamento ogni 12 e un oggetto per la casa ogni 17 secondi. Gli italiani fanno sempre più affidamento sulla rete per effettuare i propri acquisti, non solo sotto Natale

Milano, 12 gennaio 2010 - Un prodotto tecnologico acquistato ogni 4 secondi, un capo di abbigliamento ogni 12 e un oggetto per la casa ogni 17 secondi.
Gli italiani fanno sempre più affidamento al web per effettuare i propri acquisti, non solo sotto Natale.

Secondo un’indagine realizzata dal sito di e-commerce eBay.it, a fianco dell’intramontabile categoria dei prodotti tecnologici, con un oggetto acquistato ogni 4 secondi, in particolare un cellulare o componente ogni 14 secondi, nel 2009 gli italiani hanno comprato via web soprattutto abbigliamento e accessori, al ritmo di uno ogni 12 secondi, oltre che prodotti per la casa, arredamento e il bricolage, con un oggetto acquistato ogni 17 secondi.

source Quotidiano.net

venerdì 10 luglio 2009

Crescono gli italiani orientati all'e-commerce

Anche in Italia, paese caratterizzato da una bassa penetrazione di Internet e della banda larga, dalla forte diffidenza verso l'utilizzo della carta di credito online ed una scarsa propensione all'acquisto a distanza, l'e-Commerce sta registrando una crescita del 20%, allineata a quella dei principali Paesi europei, nonostante continui a rimanere "indietro" sia in termini di valore assoluto che in termini di penetrazione dell'e-Commerce sul totale delle vendite ai consumatori finali.
Il settore che traina il mercato, si legge in una nota di SMAU, è ancora il Turismo, che cresce con un tasso superiore alla media, ma anche il comparto dell'Abbigliamento sta facendo molto bene. In totale si può stimare un valore dell'acquistato su Internet da parte dei consumatori italiani pari a circa 7 miliardi di euro.
Il mondo consumer dunque mostra comportamenti 'sempre più digitali', che stanno vedendo tra l'altro un incremento dell'utilizzo integrato di altre piattaforme oltre al Web, quali il Mobile e la TV.
In questa prospettiva positiva per lo sviluppo del mercato dell'e-Commerce, anche in Italia stanno emergendo alcune punte di eccellenza nell'offerta: nel confronto con i principali siti di commercio elettronico internazionali, i più importanti siti italiani non hanno nulla da invidiare ai loro competitor.