• Un rapporto del Citizen Lab ha svelato l'utilizzo dello spyware Graphite di Paragon Solutions, azienda israeliana, in Italia, colpendo figure come Luca Casarini, Francesco Cancellato e Beppe Caccia.
• L'analisi forense ha confermato la presenza di Graphite su smartphone Android e iPhone, sfruttando vulnerabilità zero-click anche su WhatsApp, come confermato dalla stessa Meta.
• La giurista Vitalba Azzolini sottolinea la violazione del principio di libertà di stampa e la mancanza di una tutela legale specifica per attivisti, nonostante la gravità delle intrusioni.
• Paragon, pur presentandosi come un'alternativa 'etica' a competitor come NSO Group, solleva dubbi sulla reale applicazione di misure di sicurezza per prevenire abusi, con un'infrastruttura globale di server identificata dal Citizen Lab.
• L'indagine ha rivelato potenziali legami tra Paragon e le forze dell'ordine canadesi, suggerendo un ecosistema di sorveglianza integrato nei servizi di polizia.
• Il caso evidenzia l'uso di spyware in paesi democratici, sollevando questioni etiche e legali, e l'importanza per gli utenti di aggiornare i propri dispositivi e monitorare attività sospette.
• Le procure italiane stanno indagando, con Nicola Gratteri che conferma l'uso del software da circa un centinaio di entità in Europa, ponendo l'attenzione sulla tutela dei principi costituzionali della libertà e segretezza della corrispondenza.