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mercoledì 21 gennaio 2026

Guida alla Sopravvivenza Digitale 2026: Come Smascherare le Truffe AI

L'epoca in cui un video o un audio erano "prove schiaccianti" è finita. Oggi, con pochi secondi di campionamento, l'intelligenza artificiale può clonare volti e voci con una precisione spaventosa. Ecco come difenderti.

​1. Come riconoscere i Deepfake (Video e Audio)
​Anche l'AI più sofisticata lascia delle "tracce". Impara a cercarle:
​Il test dello sguardo: Gli occhi sono difficili da replicare. Controlla se il soggetto sbatte le palpebre in modo naturale o se lo sguardo sembra fisso o "vitreo".
​Sincronia labiale e audio: Presta attenzione ai movimenti della bocca. Spesso nei deepfake c'è un micro-ritardo o una leggera sbavatura nei bordi delle labbra durante le consonanti esplosive (come P, B, M).
​Illuminazione e ombre: Guarda se le ombre sul viso cambiano coerentemente con i movimenti. L'AI fatica a gestire i riflessi sugli occhiali o i gioielli.
​La "grana" della voce: Negli audio clonati, la voce può sembrare piatta, priva di quelle micro-esitazioni, respiri o variazioni emotive tipiche di un essere umano.

​2. Le Nuove Frontiere delle Truffe nel 2026
​Non sono più solo email scritte male. Fai attenzione a:
Il "falso colloquio" su Zoom: Truffatori che usano avatar AI per simulare colloqui di lavoro al solo scopo di registrarti mentre parli e muovi il viso, ottenendo i tuoi dati biometrici.
​L'emergenza familiare: Chiamate che simulano la voce di un parente in difficoltà. Consiglio d'oro: Stabilisci una "parola d'ordine" segreta con i tuoi familiari per le emergenze.
3. Strumenti Essenziali di Protezione
​Oltre all'istinto, oggi servono strumenti tecnologici:
4. Checklist per proteggere la tua Identità Digitale
​Riduci la tua "impronta vocale": Evita di pubblicare sui social video lunghi in cui parli da solo; sono miniere d'oro per chi vuole clonare la tua voce.
​Usa l'autenticazione a due fattori (2FA) NON via SMS: Usa app come Google Authenticator o chiavi fisiche (Yubikey). Gli SMS possono essere intercettati tramite SIM swapping.
​Applica il "Zero Trust": Se ricevi una richiesta insolita (soldi, dati, accesso a file) da un superiore o un parente via videochiamata, chiudi e richiama tu su un canale diverso.
​Regola d'oro del 2026: Se la tua vista e il tuo udito ti dicono "sì", ma il tuo istinto ti dice "forse", allora la risposta è "no".

giovedì 8 gennaio 2026

La fine del "Software": Se il computer inizia a ragionare, a cosa servono i programmi?

​Per decenni, su Computermente, abbiamo esplorato il codice. Righe di istruzioni logiche, if-then-else, cicli for e database strutturati. 
Ma oggi sta succedendo qualcosa di strano: stiamo passando dall'era della programmazione a quella dell'addestramento.
​Se un tempo eravamo noi a dire al computer come pensare, oggi gli diamo degli esempi e lo lasciamo "intuire". Questo cambia tutto. Ecco perché il software, per come lo conosciamo, sta per morire.

​1. Il passaggio dal codice deterministico al codice probabilistico
​Un programma tradizionale è come una ricetta: se segui i passi, il risultato è sempre lo stesso. I nuovi sistemi basati su reti neurali profonde, invece, operano in uno spazio di probabilità.
​Non c'è più un programmatore che scrive la regola per riconoscere un volto o tradurre una lingua; c'è una "mente" digitale che ha appreso quelle regole analizzando miliardi di dati. Questo significa che il computer può risolvere problemi che noi stessi non sappiamo come spiegare a parole.
2. L'interfaccia invisibile: La fine dei tasti?
​Siamo abituati a interagire con i computer tramite menu e icone. Ma se il computer "capisce" il nostro intento, l'interfaccia diventa il linguaggio naturale.
​Non cercherai più una funzione su Photoshop.
​Dirai al computer: "Rendi questa foto più malinconica".
​La sfida tecnica si sposta dalla UI (User Interface) alla Semantica. Il computer non legge più i nostri clic, ma i nostri pensieri tradotti in parole.
3. Il rischio del "Black Box"
​C'è un lato oscuro in questa evoluzione che su ComputerMente vogliamo monitorare: la perdita di controllo. Se il software non è più scritto riga per riga, come facciamo a fare il debugging?
Quando un'IA prende una decisione sbagliata, non c'è un errore di sintassi da correggere, ma un intero "processo mentale" da ri-orientare. Siamo pronti a fidarci di una macchina di cui non capiamo al 100% il ragionamento?
​Verso un'Informatica Umanistica
​Il futuro di Computermente non sarà fatto solo di silicio e bit, ma di psicologia delle macchine e filosofia del codice. Il computer sta smettendo di essere un attrezzo per diventare un collaboratore.
​La domanda non è più "cosa può fare il computer", ma "chi diventeremo noi" quando non dovremo più spiegargli come fare il suo lavoro.

mercoledì 31 dicembre 2025

​Samsung Galaxy S26 Ultra: L’innovazione è ufficialmente andata in pensione?

C’era una volta il lancio di un nuovo Galaxy S Ultra. Era il momento in cui Samsung sbatteva la porta in faccia alla concorrenza, mostrando tecnologie che gli altri avrebbero visto solo anni dopo. 
Oggi, con l’imminente arrivo del Galaxy S26 Ultra, quella magia sembra essersi trasformata in un pigro esercizio di stile e fogli di calcolo.

​Se speravate in una rivoluzione, sedetevi. Se speravate in un motivo valido per permutare il vostro S25 Ultra (o persino l'S24), potreste rimanere molto delusi.

​Il gioco del "Trova le differenze"
​Guardando i primi leak e i dummy unit che circolano, il design dell'S26 Ultra sembra gridare una sola cosa: "Non avevamo voglia di cambiare".
Sì, i bordi saranno leggermente più arrotondati per evitare che il telefono vi scavi un buco nel palmo della mano (finalmente, dopo tre anni), e sì, pare ci sia un nuovo "camera island" che richiama il design dello Z Fold 7. Il risultato? Un telefono che probabilmente traballerà ancora di più quando appoggiato sul tavolo. Innovazione? No, solo un nuovo modo per renderci nervosi.
Hardware: Il solito compitino
​Sotto il cofano troveremo lo Snapdragon 8 Elite Gen 5. Sorpresi? Certo che no. È il naturale ciclo della natura tech. Ma oltre alla solita potenza bruta che useremo per scorrere i Reel più velocemente, cosa resta?
Fotocamera: Si parla ancora del sensore da 200MP. Certo, pare ci saranno aperture più ampie e nuovi rivestimenti per le lenti per gestire i riflessi, ma siamo onestamente stanchi di sentire parlare di "miglioramenti software" e "AI processing". Dove sono i sensori da 1 pollice che la concorrenza cinese monta ormai da tempo?

​Batteria e Ricarica: Qui entriamo nel ridicolo. Mentre i competitor caricano a 100W o 120W, Samsung sembra voler celebrare i 60W (rumoreggiati) come se avessero scoperto il fuoco. Nel 2026, ricaricare un top di gamma da oltre 1.400€ in più di mezz'ora è quasi un insulto.
RAM: 16GB di serie. Utili? Forse per l'AI. Entusiasmanti? No.

​L’elefante nella stanza: Il prezzo
​Il vero problema non è che l'S26 Ultra sia un brutto telefono — sarà probabilmente il miglior Android sul mercato per supporto e completezza — ma il fatto che Samsung continui a chiedere cifre astronomiche per aggiornamenti incrementali.
Si parla di un possibile ulteriore aumento di prezzo dovuto ai costi dei chip. Pagare di più per avere un design riciclato, la solita batteria (forse una 5.500 mAh se siamo fortunati) e un’intelligenza artificiale che, ammettiamolo, molti di noi disattivano dopo la prima settimana, è una pillola difficile da ingoiare.
Conclusione: A chi serve davvero?
​Il Galaxy S26 Ultra sembra essere il dispositivo perfetto per chi non cambia smartphone dal 2021. Per tutti gli altri, è la conferma che il mercato degli smartphone ha raggiunto un plateau noioso e costoso.
Samsung sta diventando la nuova Apple? Forse peggio, perché Apple almeno non finge che un nuovo modulo fotocamera sia una rivoluzione copernicana. Se queste sono le premesse, il "re" degli Android farebbe meglio a guardarsi le spalle: i brand emergenti non sono più così distanti, e la pazienza degli utenti ha un limite.

​Cosa ne pensate? È davvero il momento di smettere di aggiornare ogni anno o c'è qualcosa in questo S26 Ultra che vi convince? Scrivetelo nei commenti

martedì 30 dicembre 2025

Auto Elettriche: Guida Pratica ai Consumi. Sai quanto consumi davvero?

​Se stai pensando di passare a un'auto elettrica, una delle prime cose che noterai è che il linguaggio cambia. Non si parla più di "litri per 100 chilometri", ma di kWh/100 km. Ma cosa significa concretamente per il tuo portafoglio e per i tuoi viaggi quotidiani?
​In questo articolo faremo chiarezza sui numeri, prendendo come riferimento un consumo standard di 16 kWh/100 km.

​1. Capire l'Efficienza: Il Calcolo Matematico
​Mentre nelle auto termiche cerchiamo di capire quanti chilometri facciamo con un litro, nell'elettrico ragioniamo sulla capacità della batteria.
​Prendiamo il valore medio di un'auto compatta moderna: 16 kWh ogni 100 km.
​Quanto consumi per ogni chilometro? Basta dividere 16 per 100. Il risultato è 0,16 kWh/km.
​Quanta strada fai con 1 kWh? Facendo l'operazione inversa (1 / 0,16), scopriamo che con un singolo kWh percorri 6,25 chilometri.

​2. Tradurre i kWh in Euro
​La domanda che tutti si pongono è: "Quanto mi costa?". Il prezzo dell'energia varia molto tra la ricarica domestica e le colonnine pubbliche ultra-fast.
3. Cosa influenza questi numeri?
​Non tutti i chilometri sono uguali. Proprio come un'auto a benzina consuma di più in città o a pieno carico, l'auto elettrica risente di alcuni fattori chiave:
​La Temperatura: In inverno, le batterie al litio sono meno efficienti e il riscaldamento dell'abitacolo può aumentare il consumo del 20-30%.
​La Velocità: Sopra i 110 km/h, la resistenza aerodinamica aumenta esponenzialmente. Viaggiare a 130 km/h in autostrada potrebbe far salire il tuo consumo da 16 a 20-22 kWh/100 km.
​La Frenata Rigenerativa: Questo è il "superpotere" dell'elettrico. In città, grazie ai continui rallentamenti, l'auto recupera energia, permettendoti spesso di scendere sotto i 16 kWh/100 km.
​Conclusione
​Comprendere il rapporto tra kWh e chilometri è il primo passo per guidare in modo consapevole. Con un consumo di 16 kWh/100 km, un'auto elettrica media con una batteria da 60 kWh può percorrere circa 375 chilometri reali.
​Il futuro della mobilità è nei dati: imparare a leggere il proprio "computer di bordo" è il modo migliore per ottimizzare i costi e godersi il viaggio.

lunedì 22 dicembre 2025

Sicurezza Smartphone 2026: Guida Tecnica alle Nuove Minacce e Strategie di Difesa

Nel panorama mobile del 2025, la sicurezza non è più solo una questione di "non cliccare sui link sospetti". Con l'esplosione dei malware polimorfici guidati dall'IA e l'aumento degli attacchi mirati ai pagamenti digitali (+67% nell'ultimo anno), proteggere il proprio smartphone richiede un approccio tecnico e stratificato.
​Ecco l'analisi delle minacce più pericolose e i passaggi fondamentali per blindare i tuoi dispositivi Android e iOS.
1. Le Nuove Minacce: Oltre il Phishing
​Il 2025 ha visto l'emergere di vettori d'attacco estremamente sofisticati:
​Clipper Malware Evoluti: Questi software monitorano gli appunti (clipboard). Se copi un indirizzo di un portafoglio crypto o un IBAN, il malware lo sostituisce istantaneamente con quello dell'attaccante. Se non verifichi ogni cifra prima di incollare, i tuoi fondi andranno persi.
​App "Fantasmi" sul Play Store: Nonostante i controlli, sono state rimosse oltre 230 app che utilizzavano l'offuscamento dinamico: scaricano il payload malevolo solo dopo l'installazione, eludendo la scansione iniziale di Google.
​Deepfake Voice & Video: Tramite chiamate WhatsApp generate dall'IA, i criminali possono simulare la voce di conoscenti per spingerti a autorizzare transazioni o condividere codici 2FA.

​2. Check-up Tecnico: Blindare il Sistema Operativo
​Per utenti Android:
​Attiva il "Rilevamento App Dannose" migliorato: Vai su Play Store > Profilo > Play Protect > Impostazioni. Assicurati che sia attiva la voce "Migliora il rilevamento delle app dannose". Questa funzione invia ad Google i metadati delle app sconosciute per un'analisi in tempo reale.
​Accesso Speciale alle App: Controlla periodicamente il menu Impostazioni > App > Accesso speciale. Disattiva "Visualizza sopra altre app" per tutte quelle che non sono strettamente necessarie: è il metodo preferito dai trojan bancari per sovrapporre finte schermate di login alle tue app ufficiali.
​Per utenti iOS:
​Lockdown Mode (Modalità Isolamento): Se pensi di essere un bersaglio sensibile (per lavoro o patrimonio crypto), attiva questa modalità in Privacy e sicurezza. Limita drasticamente le funzioni di iMessage e del browser, bloccando la maggior parte degli exploit "zero-click".
​Verifica Chiavi Contatti: Attiva la "Verifica chiavi contatti iMessage" per essere certo di comunicare solo con i dispositivi certificati dei tuoi contatti.
3. La Difesa Proattiva: Strumenti Indispensabili
​Passkeys invece di Password: Abbandona le password tradizionali. Le Passkey utilizzano la crittografia a chiave pubblica e la biometria del dispositivo, rendendo il phishing tecnicamente impossibile.
​DNS over HTTPS (DoH): Configura sul tuo smartphone un DNS sicuro (come Cloudflare 1.1.1.1 o NextDNS). Questo impedisce ai malintenzionati di intercettare le tue richieste di navigazione o di indirizzarti verso siti clone tramite attacchi di DNS Poisoning.
​VPN per il Wi-Fi pubblico: Se utilizzi reti pubbliche, una VPN con protocollo WireGuard è l'unico modo per garantire che il tunnel dei dati sia cifrato e resistente alle intercettazioni.
Considerazioni Finali
​Nel 2026, la sicurezza smartphone si sposta verso il modello Zero-Trust: non fidarti di nessuna app, connessione o messaggio per default. La tua prima linea di difesa resta l'aggiornamento costante: un sistema operativo non aggiornato è una porta aperta verso i tuoi dati personali e finanziari.

giovedì 18 dicembre 2025

Guida alla Sicurezza Digitale 2025: Dì addio alle password e difenditi dalle truffe IA

Fino a poco tempo fa, sentirsi al sicuro online era una questione di buone abitudini: bastava scegliere una password con qualche numero e un simbolo, evitare di cliccare su link sospetti nelle email e avere un antivirus aggiornato sul PC. Era un’epoca in cui il "nemico" era riconoscibile, spesso tradito da un italiano incerto o da una grafica amatoriale.
​Oggi, nel 2025, le regole del gioco sono radicalmente cambiate.
​L’esplosione dell’intelligenza artificiale ha trasformato il panorama della sicurezza informatica, mettendo nelle mani dei truffatori strumenti capaci di clonare voci, generare video realistici e scrivere messaggi di phishing personalizzati e impeccabili. Al tempo stesso, però, la tecnologia ci ha offerto una via d’uscita: stiamo finalmente entrando nell’era delle Passkey, dove l’identità digitale non è più legata a una stringa di testo che possiamo dimenticare o farci rubare, ma alla nostra stessa essenza biometrica.
​Proteggere il proprio smartphone e il proprio computer oggi non è più solo una necessità tecnica, ma un atto di consapevolezza. In questo articolo, esploreremo come navigare con sicurezza in questo nuovo scenario, analizzando perché le password sono ormai un ricordo del passato e come imparare a riconoscere le insidie della nuova "ingegneria sociale" potenziata dall'IA.
​La tecnologia corre veloce, ma con gli strumenti giusti, possiamo correre più veloci di chi cerca di violare la nostra privacy.

​1. Il Futuro è Senza Password: Cosa sono le Passkey
​Le password sono il "tallone d'Achille" del web: sono difficili da ricordare, facili da rubare e spesso le riutilizziamo su troppi siti. Le Passkey nascono per eliminare questo problema alla radice.
​Invece di digitare una parola segreta, il sito web e il tuo dispositivo (smartphone o computer) si scambiano una "chiave digitale" crittografata. Per autorizzare l'accesso, non devi far altro che usare il riconoscimento facciale, l'impronta digitale o il PIN del tuo dispositivo.
​Perché sono sicure? A differenza della password, una Passkey non esiste fisicamente sui server del sito: quindi, anche se il sito venisse hackerato, i tuoi dati rimarrebbero al sicuro. Inoltre, sono immuni al phishing: non puoi "consegnare" la tua impronta digitale a un sito truffaldino per errore.

​2. La Nuova Minaccia: Il Phishing potenziato dall'IA
​Dimentica le email scritte in un italiano stentato. Oggi i cybercriminali usano l'Intelligenza Artificiale per creare truffe quasi perfette.
​Deepfake Audio e Video: Potresti ricevere una nota vocale o addirittura una videochiamata che sembra provenire da un familiare o dal tuo capo, chiedendoti un bonifico urgente. L'IA può clonare una voce con soli 3 secondi di registrazione.
​Email personalizzate: L'IA analizza i tuoi profili social per scrivere messaggi che sembrano conoscere i tuoi interessi o i tuoi recenti acquisti, rendendo il "clic" sul link maligno molto più probabile.
​Consiglio: Se una richiesta ti sembra strana o urgente, non agire d’istinto. Chiudi la comunicazione e contatta la persona su un altro canale (es. telefona direttamente sul numero salvato in rubrica) per verificare.

​3. Sicurezza Smartphone e Computer: I fondamentali
​Il tuo hardware è la tua prima linea di difesa. Nel 2025, non basta più "stare attenti", serve una configurazione solida.
​Aggiornamenti automatici: Non rimandare mai l'installazione delle patch di sicurezza. Ogni aggiornamento chiude una "porta" che gli hacker hanno appena scoperto.
​Igiene delle App: Su smartphone, controlla periodicamente quali app hanno accesso a microfono, posizione e contatti. Se non usi un'app da mesi, disinstallala.
​Chiavi Fisiche: Per i tuoi account più preziosi (come la banca o l'email principale), valuta l'acquisto di una chiavetta USB di sicurezza (come la YubiKey). È un oggetto fisico: senza quello inserito nel PC, nessuno al mondo può entrare nel tuo account, anche se conoscesse la tua password.

​4. Checklist Finale: 5 minuti per la tua sicurezza
​Per concludere, ecco un piano d'azione rapido che puoi attuare subito dopo aver letto questo post:
​Verifica il 2FA: Assicurati di avere l'autenticazione a due fattori attiva su Amazon, Google, Facebook e Account Bancari.
​Passa alle Passkey: Controlla nelle impostazioni di sicurezza dei tuoi account principali se è già possibile attivare una Passkey.
​Gestore Password: Se usi ancora password scritte su carta o file Excel, installa un Password Manager (come Bitwarden o 1Password) per generare chiavi uniche e robuste.
​Backup dei Ricordi: Non dimenticare che la sicurezza è anche protezione contro la perdita dei dati. Assicurati che le tue foto e documenti siano salvati su un cloud protetto o un hard disk esterno crittografato.

mercoledì 10 dicembre 2025

Ritorno dello Slot MicroSD: Una Risposta alla Crisi dei Prezzi delle Memorie

La drastica escalation dei prezzi delle memorie DRAM e dello storage sta spingendo i produttori di smartphone a riconsiderare l'integrazione dello slot per schede microSD, una funzionalità precedentemente abbandonata per massimizzare i profitti.

L'aumento esponenziale dei costi dei componenti, come un chip LPDDR5X da 12 GB che ora costa circa 70 dollari, sta rendendo i dispositivi più costosi e potrebbe frenare le vendite, spingendo verso soluzioni di storage più economiche per i consumatori.

Sebbene l'adozione dello standard più recente microSD Express offrirebbe prestazioni elevate a un costo significativamente inferiore rispetto all'aggiornamento dello storage interno, è probabile che questa tendenza si concretizzi nei modelli previsti per la seconda metà del 2026.