Una parola molto semplice, che i truffatori sanno come tirarti fuori di bocca.
Ti chiamano, si spacciano per addetti di gestori telefonici, banche o fornitori di energia e usano delle rodate strategie per manipolarti. Risultato: ti svuotano il portafoglio.
Abituati, o almeno non sorpresi, dalle telefonate continue dei call center, abbassiamo la guardia.
Questo perché arrivano in diversi momenti della giornata, quando lavoriamo in ufficio, stiamo facendo la spesa o siamo indaffarati nel mezzo della routine quotidiana. Stanchi o stressati, cerchiamo di tagliare corto il prima possibile.
Ma non ci rendiamo conto che tra gli operatori reali si possono annidare dei criminali.
Questo perché arrivano in diversi momenti della giornata, quando lavoriamo in ufficio, stiamo facendo la spesa o siamo indaffarati nel mezzo della routine quotidiana. Stanchi o stressati, cerchiamo di tagliare corto il prima possibile.
Ma non ci rendiamo conto che tra gli operatori reali si possono annidare dei criminali.
Che sfruttano il momento giusto per tenderci un agguato.
“Con domande semplici e mirate riescono a ottenere quanti più dati personali possibili”, ci spiegano gli esperti di GData, azienda tedesca specializzata in sicurezza informatica.
Non solo.
“Cercano di porti domande semplici in modo da farti rispondere con un ‘sì’o un ‘no'”, continuano: questo perché quella parola potrà poi essere utilizzata contro di noi con un po’ di montaggio audio per farci iscrivere a servizi mai richiesti.
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Non solo.
“Cercano di porti domande semplici in modo da farti rispondere con un ‘sì’o un ‘no'”, continuano: questo perché quella parola potrà poi essere utilizzata contro di noi con un po’ di montaggio audio per farci iscrivere a servizi mai richiesti.
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