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venerdì 27 luglio 2018

Così gli hacker russi sono entrati nella rete elettrica Usa

Varie intrusioni hanno permesso ai criminali di prendere il controllo delle griglie lungo il paese. Nessun blackout almeno fino ad ora
Manca poco, davvero poco, perché gli hacker mettano al tappeto le centrali di energia elettrica, negli Stati Uniti come in Europa. Anzi se le violazioni riescono ad andare a buon fine negli Usa, dove la sensibilizzazione per certi temi e forse maggiore che altrove, allora il mondo della sicurezza informatica ha ben poco da stare tranquillo.

La fonte Usa
Stando a un recente articolo
del Wall Street Journal, che ha ottenuto le indiscrezioni di alcuni agenti federali, due gruppi di hacker, in maniera coordinata, hanno avuto accesso alle griglie di comando delle principali compagnie di fornitura elettrica negli States dalla primavera del 2016 a tutto il 2017.

Gruppi hacker conosciuti
Citando fonti anonime del Dipartimento di Sicurezza Nazionale
(DHS), dietro le attività di hacking ci sarebbero i Dragonfly e gli Energetic Bear, due team attivi principalmente dal territorio russo, in passato legati a operazioni sponsorizzate dal governo di Mosca. Il lato peggiore della vicenda è che gli ufficiali, dopo aver individuato l’ingresso non autorizzato nei centri di controllo, sono arrivati alla conclusione che le campagne, divise o coordinate, potrebbero essere ancora in corso, e colpire non solo gli Stati Uniti.

Vittime inconsapevoli
Il report ricorda
che, come non di rado accade per le vittime di hacking, il numero di aziende colpite può essere molto più alto di quanto comunicato, visto che non è così semplice rintracciare le orme dei cybercriminali nei propri sistemi, non senza un supporto adeguato, cioè agenzie di sicurezza che monitorano le piattaforme, spulciano gli accessi e le sottrazioni di documenti e archivi. Non a caso, il Dipartimento è già giunto ad alcune conclusioni, ad esempio l’utilizzo, da parte degli hacker, delle identità digitali dei dipendenti per intrufolarsi nei computer di gestione, il che rende ancora più difficile riconoscere le intrusioni.

La notizia arriva in un periodo difficile per i rapporti tra Usa e Russia. All’inizio del 2018, il DHS e l'FBI hanno pubblicato un documento in cui si accusano gli hacker russi, pagati dal Cremlino, di vari attacchi ai danni delle reti di organizzazioni governative statunitensi e del tentativo, spesso riuscito, di valicare la protezione di strutture critiche per il paese, come le centrali che forniscono elettricità a milioni di persone.

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