Il nuovo top di gamma dei coreani sfida iPhone X, Galaxy S9 e P20 Pro.
Tra i punti di forza anche l’intelligenza artificiale e lo speaker Boombox: se appoggi il telefono su una scatola il G7 usa una sua cassa di risonanza interna come un woofer per amplificare l’effetto dei bassi
G7 è lo smartphone top di gamma della coreana Lg, che lo ha presentato nel corso di un evento internazionale a New York.
Come diversi rivali 2018 della categoria «flagship», i modelli più costosi e accessoriati (dal Samsung Galaxy S9 al Huawei P20 Pro, dall'iPhone X al Google Pixel 2), punta su fotocamera e intelligenza artificiale.
Ma anche su alcune specificità di Lg, dal display all’audio. G7 raccoglie il testimone del G6 ma anche del V30, i due top di gamma dell’anno scorso.
Promettendo di far meglio per rilanciare Lg nella telefonia, che è uscita da tempo dalla top 5 mondiale dei produttori, scalzata dagli aggressivi concorrenti cinesi.
Gli ingredienti per far bene ci sono, a dispetto di un design pulito ma non troppo originale che, come tanti altri smartphone Android di quest’anno, adotta il «notch», la tacca sullo schermo simile a quella di iPhone X.
Lg ha costruito il suo G7 intorno a tre pilastri.
Il primo è un uso utile per gli utenti dell'intelligenza artificiale.
Il secondo è avere dei solidi «fondamentali»: hardware, software e design di alto livello, quello che la gente cerca in un telefono di fascia lata.
Infine, per il futuro, l'obiettivo è sviluppare upgrade continui del software: non tanto e non solo per le nuove release di Android, ma per aggiungere funzionalità al momento non presenti, come Lg ha già fatto con il suo V30, aggiornato da poco a V30S (gratuitamente) con le nuove funzionalità di fotocamera e intelligenza artificiale.
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