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giovedì 3 maggio 2018

Ransomware: finita la corsa all’oro?

Gli attacchi ransomware sono cresciuti in volume di oltre il 400% nel 2017 rispetto all’anno precedente. In un nuovo report F-Secure attribuisce questa crescita al cryptoworm WannaCry, ma sottolinea anche che altri attacchi ransomware sono diventati meno comuni nel corso del 2017, il che evidenzia un cambiamento nel modo in cui i criminali informatici utilizzano il malware.
Il reportThe Changing State of Ransomware” evidenzia che il ransomware è evoluto come minaccia in modo considerevole nel 2017. Le minacce prevalenti durante l’anno hanno incluso famiglie consolidate di ransomware come Locky, Cryptolocker e Cerber. Ma è stata WannaCry la minaccia rilevata con più frequenza nel 2017: sui ransomware rilevati fino alla fine dell’anno, 9 volte su 10 si è trattato del famigerato cryptoworm.

Ma se la famiglia ransomware WannaCry è rimasta prevalente nella seconda metà del 2017, si è registrato un declino nell’uso di altri ransomware da parte dei cyber criminali. Si tratta di un fenomeno che secondo Sean Sullivan, Security Advisor di F-Secure, fa pensare che i cyber criminali dilettanti stiano perdendo interesse nel ransomware.

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