Un nuovo studio condotto su quasi seimila app per famiglie e ragazzini più popolari del Play Store ha rivelato pratiche di profilazione selvaggia dei dati dei minori, un’operazione proibita da una specifica legge USA
A differenza dell’Europa, gli Stati Uniti non hanno leggi particolarmente stringenti sulla privacy e la gestione dei dati personali. Una delle poche eccezioni è il Children’s Online Privacy Protection Act, noto con l’acronimo di COPPA, che offre una regolamentazione stringente sulla profilazione e l’uso dei dati dei minori di 13 anni. Una legge ben fatta, secondo gli esperti, che tuttavia ha un problema di fondo: è difficile da applicare e far rispettare.
Un gruppo di ricercatori legati all’International Computer Science Institute ha ideato un sistema per verificare rapidamente quante e quali applicazioni Android destinate ai più piccoli e alle famiglie rispettassero la normativa, con un risultato sorprendente.
Su 5855 applicazioni analizzate nel periodo che va da novembre 2016 a marzo 2018, gli studiosi hanno scoperto che più della metà violano una o più parti della legge.
Nel 5% dei casi le app raccolgono informazioni sulla posizione o un numero di telefono senza previa approvazione da parte di un genitore o di un tutore.
1100 applicazioni (circa il 19% del campione) condividono informazioni sensibili con servizi esterni che non possono essere implementati in app per i minori, perché collegati a sistemi di analisi comportamentale a fini pubblicitari.
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