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mercoledì 18 aprile 2018

App Android che consumano più batteria

Da sempre la batteria è uno dei parametri fondamentali nella scelta di uno smartphone. 2500, 3000, 3700, 4000 e addirittura 10000 mAh, il mercato, ormai affollato, offre un’ampia gamma di dispositivi che puntano sull’autonomia senza però rinunciare, in alcuni casi, alla “sottigliezza” dei device.
C’è un’importante premessa da fare: non sempre una batteria da 4000mAh si comporterà meglio di una 3000mAh, sembra assurdo ma è così.

Nonostante i numeri dicano il contrario, un device con 400mAh poco ottimizzato, con un processore energivoro (un Mediatek o, magari, uno Snapdragon “nato male” come l’801), un display esagerato (2k o 4k) e perennemente in Dual-Sim mette a dura prova l’autonomia che, per forza di cose, ne risente.

Oltre alle caratteristiche hardware, però, importante è anche il software che deve sfruttare in tutto e per tutto le caratteristiche fisiche dei dispositivi.
Avast, da sempre attenta alle ottimizzazioni software dei dispositivi (per di più da quando ha acquisito AVG) ogni anno stila una classifica di app che, in base alla loro attività, incidono negativamente sull’autonomia degli smartphone.

Avast ha stilato varie liste che differiscono nel modo in cui lavorano le applicazioni. Lo studio è stato fatto raccogliendo dati da dispositivi che utilizzavano la suite Avast: 9 dispositivi Samsung (addirittura un S3) e un Huawei, il P8 Lite.

App che si aprono all’avvio
Al primo posto troviamo Samsung All Share che da qualche mese è stato sostituito da Samsung Smart View: un’applicazione che estende i contenuti degli smartphone sui televisori Samsung.

Al secondo posto troviamo Samsung Security Policy Update, applicazione ormai non più utilizzata negli smartphone recenti e che si trova in questa lista poiché è ancora attiva in dispositivi più vecchi (quali sono l’S5, l’S4 o addirittura l’S3);

Al terzo posto troviamo un’altra applicazione Samsung, ChatON, anch’essa non più disponibile sul Play Store ma che continua a drenare le batterie dei vecchi dispositivi.

La prima applicazione “comune” che troviamo è Google Maps. Maps, ovviamente, deve utilizzare una connessione ad internet, la bussola, il giroscopio (se presente) e il GPS.

Il motivo per cui tanti utenti si sono convertiti allo smartphone è WhatsApp, l’applicazione di messaggistica istantanea più utilizzata e scaricata della storia. WhatsApp, per forza di cose, rimane sempre in background ed è normale che consumi più batterie di altre applicazioni.

In sesta posizione troviamo Facebook, un’applicazione che non solo è pesante, non solo consuma un’elevata quantità di dati mobili, ma drena in maniera abbastanza importante le batterie, che esse si riferiscano a top di gamma o a base di gamma

Applicazioni avviate dagli utenti
Al primo e al secondo posto troviamo di nuovo due applicazioni made in Samsung che sono preinstallate nei dispositivi della casa Koreana che non esistono più.

Netflix è entrato ormai nella nostra quotidianità ma ovviamente, essendo un servizio di streaming video in alta qualità, quando avviato incide decisamente sulla durata della batteria del dispositivo.

Snapchat è la diretta concorrente dei social network più famosi, primo su tutti Instagram. Il fantasmino giallo è famoso soprattutto per la grande mole di innovazioni che riesce a implementare (battendo sul tempo i concorrenti) ma ogni qualvolta l’applicazione subisce un aggiornmento, diventa sempre più pesante soprattutto per i dispositivi più vecchi;

Line è un software di messaggistica istantanea che ha introdotto, come su Skype, la possibilità di chiamare, di fare videoconferenze e, appunto, di messaggiare. Da quando WhatApp ha introdotto questa funzionalità Line ha avuto un netto calo di download ma rimane comunque una delle migliori app a fare questo lavoro.

Vuoi velocizzare il tuo smartphone? Grazie alla nostra applicazione peggiorerà!“. Potrei fare un copia e incolla di quello che ho scritto di Du Battery Saver in quanto i risultati sono i medesimi.

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