L’occasione sembra ghiotta: portarsi a casa un iPhone X 256 GB, il cui prezzo di listino supera i 1.300 euro, a 429 euro, oppure un Samsung Galaxy S9+, che ancora deve uscire, ad appena 459 euro. Sono solo due esempi di quel che si può fare sul sito Sytshare.it.
Peccato soltanto che dietro a questo meccanismo di vendite si celi uno dei più classici schemi Ponzi o piramidali (divenuti famosi tra le altre cose per il caso statunitense di Bernie Madoff), in odore di truffa e fregatura: in pratica, si riescono a fare affari – in questo caso comprare cellulari smartphone a prezzi molto più bassi rispetto a quelli sul mercato – a patto di scaricare sugli utenti successivi il rischio della transazione.
Ecco perché Emmanuela Bertucci, legale, consulente dell’associazione dei consumatori Aduc, ha appena denunciato all’Antitrust per pratiche commerciali scorrette Sytshare.it, domandando che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato intervenga “con urgenza a sospendere l’operatività del sito”.
Nei giorni scorsi, Bertucci aveva fatto lo stesso con un altro sito, Dueamici.it, che funziona in maniera analoga, a dimostrazione del fatto che questi portali, cosiddetti di “buy and share” (acquisto e condivisione), stanno cominciando a proliferare.
“Esiste una miriade di siti simili – fa sapere Bertucci – che hanno cominciato a diffondersi in maniera massiccia dallo scorso settembre.
Addirittura, c’è un portale ad hoc che segnala i siti di prossima apertura. Nella maggior parte dei casi, questi portali aprono sotto forma di srl (società a responsabilità limitata, ndr) semplificate con un capitale sociale di appena mille euro. E in alcuni casi raccolgono una marea di soldi.
Occorre prestare molta attenzione – mette in guardia Bertucci – al nuovo ‘modello di business’ che si autodefinisce buy and share. Il nome è accattivante, anglofono e richiama la sharing economy (l’economia della condivisione, come per esempio quella di Uber e Airbnb, ndr) ma in realtà si condivide ben poco”.
Si tratta, infatti, “di schemi piramidali, e i siti di buy and share non ne fanno segreto: è chiaramente scritto nelle condizioni contrattuali e messo bene in evidenza in home page.
E, come tutti i meccanismi piramidali, si fondano sullo scaricare sul prossimo acquirente la palla che scotta, cioè il rischio di perdere i propri soldi.
Sotto questo aspetto, ogni cliente diventa complice del meccanismo. Così si spiega anche, a nostro avviso, perché questi siti non hanno mai recensioni negative, almeno in una prima fase, ma solo commenti entusiastici e ‘unboxing’ (video che gli stessi clienti mandano alla pagina Facebook dei siti share and buy per dimostrare di aver davvero ricevuto il prodotto acquistato) promozionali”.
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