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lunedì 31 agosto 2020

Breve fenomenologia dell'hashtag: 13 anni a cercare l'onda sui social

È stata una po' come la fine dell'innocenza, il momento in cui si prendeva atto che la totale orizzontalità della comunicazione su internet andava a scapito della reperibilità dell'informazione stessa. E che, anzi, la costruzione di una leadership digitale era necessaria alla costruzione di un vero e proprio ecosistema digitale, un’infosfera in cui trovarsi e veder riconosciuta la propria identità: con buona pace delle ammirevoli intenzioni di formare una democrazia digitale non verticistica. La nascita dell'hashtag, 13 anni fa, ha impresso una svolta nella comunicazione digitale (solo pochi mesi prima Steve Jobs aveva presentato l'iphone) determinando il successo dei social network, Twitter in primis. Tutto nacque, infatti, con un tweet.

martedì 27 agosto 2019

Buon compleanno hashtag: 12 anni di cancelletti su Twitter

Inventato nel 2007 dal guru dell'open source Chris Messina, all'inizio etichettato dalla piattaforma come "roba da nerd", è diventato negli anni il grimaldello dei dibattiti (e spesso della propaganda) sui social. I più usati dei primi sette mesi dell'anno fra tv e politica, da #TemptationIsland a #Salvini

Utili, inutili, abusati, fuori contesto, finiti nel vortice degli equilibri di marketing, insensati eppure efficaci, perfetti per le situazioni di crisi (basti pensare al trend "PrayFor" che si innesca da anni in occasione di tutte le tragedie ambientali o terroristiche), strumentali e violenti o ironici e beffardi. Oltre che soggiogati all'attualità politica, che ne fa spesso il proprio grimaldello per scompaginare l'agenda quotidiana delle notizie e tentare di piegare il dibattito a vantaggio dell'una o dell'altra parte. Gli hashtag compiono 12 anni e, seppure tracimati su praticamente tutte le piattaforme social e nella comunicazione tradizionale nel suo complesso - arrivarono su Facebook nel giugno del 2013 per non parlare di Instagram o delle campagne pubblicitarie che ne fanno uso - rimangono creatura specifica di Twitter. Dove servono non solo a evitare che un post naufraghi nel mare dell'anonimato ma anche a dargli un senso lievemente differente, a segnare un'appartenenza o - come la macchina dell'odio ha spesso testimoniato - a scatenare un'offensiva su temi o fatti che spesso subiscono una manipolazione mediatica proprio a causa dell'etichetta a cui sono associati.

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mercoledì 3 luglio 2019

Come trovare i migliori hashtag per Instagram

Per avere successo su Instagram è necessario scegliere i giusti hashtag
Partiamo dalle regole base: non puoi usare più di 30 hashtag in un solo post. Poi devi usare solo hashtag attinenti al tuo post, o il post rischia di essere filtrato come spam. Infine, è bene usare hashtag che abbiano la giusta popolarità: né troppa, né troppo poca. Se usi l’hashtag #gaming, ad esempio, i tuoi post si perderanno nel mare dei 29 milioni di altri post taggati allo stesso modo. Se usi #videogiochianni90, che ha appena 77 post, ti rivolgerai a una nicchia.
Tre soglie per i tuoi hashtag

Un buon metodo per scegliere gli hashtag giusti è usarne 8 che hanno al massimo 100 mila post, 8 che hanno fino a 500 post e 8 fino a 5 milioni di post. In questo modo spalmerai i tuoi contenuti in tre “fasce” di audience e te ne resteranno ancora 6 di rifinitura a disposizione.

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