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martedì 27 agosto 2019

Buon compleanno hashtag: 12 anni di cancelletti su Twitter

Inventato nel 2007 dal guru dell'open source Chris Messina, all'inizio etichettato dalla piattaforma come "roba da nerd", è diventato negli anni il grimaldello dei dibattiti (e spesso della propaganda) sui social. I più usati dei primi sette mesi dell'anno fra tv e politica, da #TemptationIsland a #Salvini

Utili, inutili, abusati, fuori contesto, finiti nel vortice degli equilibri di marketing, insensati eppure efficaci, perfetti per le situazioni di crisi (basti pensare al trend "PrayFor" che si innesca da anni in occasione di tutte le tragedie ambientali o terroristiche), strumentali e violenti o ironici e beffardi. Oltre che soggiogati all'attualità politica, che ne fa spesso il proprio grimaldello per scompaginare l'agenda quotidiana delle notizie e tentare di piegare il dibattito a vantaggio dell'una o dell'altra parte. Gli hashtag compiono 12 anni e, seppure tracimati su praticamente tutte le piattaforme social e nella comunicazione tradizionale nel suo complesso - arrivarono su Facebook nel giugno del 2013 per non parlare di Instagram o delle campagne pubblicitarie che ne fanno uso - rimangono creatura specifica di Twitter. Dove servono non solo a evitare che un post naufraghi nel mare dell'anonimato ma anche a dargli un senso lievemente differente, a segnare un'appartenenza o - come la macchina dell'odio ha spesso testimoniato - a scatenare un'offensiva su temi o fatti che spesso subiscono una manipolazione mediatica proprio a causa dell'etichetta a cui sono associati.

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