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martedì 1 maggio 2018

Perché in questi giorni siti e app vi perseguitano coi messaggi sulla privacy

Succede perché il 25 maggio entrerà in vigore in modo definitivo il Regolamento generale sulla protezione dei dati (General Data Protection Regulation, GDPR), voluto dall’Unione Europea per mettere ordine nella gestione dei dati personali e tutelare meglio la privacy dei cittadini europei.
Il GDPR in realtà è già in vigore da tempo, ma diventerà a breve obbligatorio: per questo Facebook e gli altri si stanno mettendo in regola entro la scadenza ormai molto vicina.

Che cos’è il GDPR
Il nuovo regolamento è stato approvato nel 2016 ed estende le norme sulla privacy che erano già in vigore negli anni passati. Il GDPR è considerato uno dei più completi ed estesi provvedimenti sulla tutela dei dati personali che ci siano, tanto da essere diventato il modello o la fonte d’ispirazione anche in continenti diversi dal nostro. La natura globale di Internet comporta inoltre che si debbano adattare alle nuove regole tutte le aziende che hanno a che fare con i cittadini europei, anche se la loro sede principale è all’estero, come negli Stati Uniti.

L’idea di base del GDPR è: ogni cittadino europeo deve essere avvisato sulla raccolta dei suoi dati personali, e deve dare la propria esplicita autorizzazione. Facebook, Google, Apple, Twitter e gli altri devono inoltre dare la possibilità a ogni utente europeo di revocare l’autorizzazione alla raccolta dei dati. Non solo: ogni cittadino europeo con il GDPR ha il diritto a chiedere e ottenere una copia di tutti i propri dati in possesso dell’azienda che gli ha fornito un servizio. È per questo motivo che molti siti e app hanno iniziato a offrire servizi di download dei propri archivi, come ha fatto di recente Instagram.

Il GDPR ha inoltre l’intento di tutelare i cittadini europei ovunque si trovino, quindi anche nel caso in cui siano all’estero e forniscano per qualche motivo i loro dati personali a un servizio. Questa è la parte più controversa e confusa del regolamento, più che altro per quanto riguarda la sua applicazione. Non è infatti chiaro come potrà essere assicurata né quali saranno le competenze, nell’ambito del diritto internazionale.

Sanzioni
Le aziende, soprattutto le più grandi, stanno prendendo molto sul serio il GDPR perché una mancata applicazione potrebbe avere gravi e costose conseguenze. Per chi non rispetta le regole sono previste multe che possono arrivare fino a 16 milioni di euro. Le multe si applicano per ogni singola violazione e il loro importo deve equivalere al 4 per cento del fatturato dell’azienda coinvolta, fino al massimo di circa 16 milioni di euro.

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mercoledì 18 aprile 2018

Stretta Facebook su under 15

Gli adolescenti tra i 13 e i 15 anni in alcuni paesi dell'Ue hanno bisogno del permesso di un genitore o di un tutore per compiere alcune azioni specifiche su Facebook - vedere inserzioni sulla base dei dati dei partner e includere nel loro profilo le opinioni religiose e politiche o "interessati a".

Ad annunciarlo è Facebook in una nota in adeguamento alle norme del Gdpr, il regolamento europeo sulla privacy.

"Quando il GDPR è stato finalizzato, ci siamo resi conto che si trattava di un'opportunità per investire ancora di più nella privacy - spiega la societù in una nota - vogliamo non solo rispettare la legge, ma anche andare oltre i nostri obblighi per costruire nuove e migliori esperienze di privacy per tutti su Facebook", aggiunge, riferendo di aver riunito "centinaia di dipendenti dei team di prodotto, ingegneri, legali, persone dei team di policy, design e ricerca" e aver raccolto "il contributo di persone esterne a Facebook con diverse prospettive sulla privacy, tra cui utenti, regolatori e funzionari governativi, esperti di privacy e designer".

NUOVE TUTELE
"Nelle ultime settimane abbiamo annunciato diverse misure per dare alle persone un maggiore controllo sulla loro privacy e spiegare come usiamo i dati - spiega la società in una nota - oggi annunciamo una nuova esperienza legata alla privacy per tutti su Facebook, come parte del regolamento generale sulla protezione dei dati della UE (Gdpr), inclusi gli aggiornamenti delle nostre Condizioni d'uso e della Normativa sui dati".

INSERZIONI
Facebook chiederà a tutti di effettuare delle scelte su inserzioni basate sui dati forniti dai partner pubblicitari, informazioni nel loro profilo e il consenso alla tecnologia di riconoscimento facciale.

PROFILO
Riguardo alle informazioni sul profilo, "se una persona ha scelto di condividere informazioni politiche, religiose e sulla situazione sentimentale sul proprio profilo, le chiederemo di scegliere se vuole continuare a condividerle e lasciarci usare queste informazioni.

RICONOSCIMENTO FACCIALE
L'utilizzo del riconoscimento facciale è completamente facoltativo per chiunque su Facebook. "Le nostre funzioni di riconoscimento facciale - si legge in una nota - aiutano gli utenti a proteggere la propria privacy e a migliorare l'esperienza su Facebook, ad esempio rilevando quando altri potrebbero tentare di utilizzare l'immagine di una persona come immagine del proprio profilo e consentendoci di suggerire amici che si potrebbero voler taggare in foto o video.

ADOLESCENTI
Con l'adeguamento alle nuove norme sulla privacy, Facebook fornirà funzionalità speciali per i giovani. "Il Gdpr - si legge nella nota - riconosce l'importanza di fornire protezioni ed esperienze specifiche per gli adolescenti. Abbiamo integrato in Facebook molte protezioni speciali per tutti gli adolescenti, indipendentemente dalla loro posizione geografica.

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mercoledì 21 marzo 2018

GDPR: sei preparato e pronto a rispondere?

Cos’è il nuovo regolamento per la data protection e quanto riguarda ciascuno di noi?

Tutte le aziende che gestiscono dati di cittadini dell’Unione Europea – che comprendono società in tutto mondo – dovrebbero essere pronte a soddisfare i requisiti del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR) entro il 25 maggio 2018.
Questa regolamentazione ha importanti risvolti operativi, come il miglioramento nel rilevare i rischi e nuovi obblighi di risposta in caso di incidenti con violazioni dei dati; tutto ciò è fonte di preoccupazione e incertezza sugli impatti futuri delle disposizioni legislative.

Il GDPR è destinato a sostituire la direttiva 95/46/EC sulla protezione dei dati personali, adottata nel 1995 per regolamentare il trattamento dei dati personali all’interno dell’UE.

Sebbene in passato molte aziende abbiano adottato procedure e processi di tutela della privacy coerenti con la precedente direttiva sulla protezione dei dati, il GDPR contiene nuove disposizioni per una maggior protezione dei soggetti e dati interessati nell’Unione Europea.

La realtà preoccupante per la maggior parte delle aziende è che, in caso di violazione del regolamento, saranno comminate significative sanzioni pecuniarie.

Le sanzioni saranno comprese tra il 2 e il 4 % del fatturato globale annuo dell’azienda o fino a 20 milioni di euro.

Considerata l’entità di questa potenziale punizione, molti membri del direttivo aziendale stanno da tempo considerando la conformità al GDPR una priorità strategica.

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martedì 20 febbraio 2018

Cosa devi sapere sul GDPR

Quali cambiamenti dovrà fare ogni azienda entro maggio

Il nuovo regolamento in materia di privacy voluto dall'UE che impone regole precise alle aziende

Il nuovo regolamento sulla protezione dei dati voluto dall’UE diventerà pienamente applicabile a partire dal 25 maggio 2018 e, a differenza della cosiddetta “Legge Cookie” del 2014, impone che le aziende mettano a punto dei piani di adeguamento attenti e tempestivi.

Il GDPR, General Data Protection Regulation, fornisce agli utenti della rete internet un metodo per controllare il modo in cui i loro dati vengono raccolti e utilizzati e sarà pienamente applicabile a tutti i proprietari di siti web con visitatori dell’UE a partire dal 25 maggio 2018: ecco perché non farsi trovare impreparati è una priorità.

L’intento dell’UE è quello di rafforzare la tutela dei dati personali dei cittadini dell’Unione di fronte ai rischi, molto più tangibili, di un mondo in forte evoluzione digitale (pensiamo ai social, all’Internet of Things, alla gestione dei Big Data, e via dicendo).

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