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venerdì 20 settembre 2019

Sicurezza informatica, che succede se gli hacker prendono di mira il contatore di casa?

Tra i bersagli prossimi venturi, accanto alle pompe di benzina, spiccano i moderni contatori “intelligenti” impiegati per la misurazione dei consumi di energia elettrica, acqua e gas. Tra i più turbolenti animatori dei ritrovi virtuali underground ci sono numerosi pirati informatici della Grande Madre Russia, solleticati dal provvedimento legislativo che da quelle parti (analogamente al resto del mondo) ha stabilito la sostituzione dei contatori tradizionali con “smart meters” collegati a Internet e controllabili da remoto per esigenze sia tecniche sia amministrative.
Il contesto di sfida non è certo nuovo, perché da anni gli hacker “giocano” con questi dispositivi, modificandone il firmware (ossia le istruzioni basiche di funzionamento contenute nel processore al loro interno) per alterare la rilevazione dei consumi dell’utente… e alleggerire la bolletta.

Se l’accesso indebito e l’intervento fraudolento sui contatori fosse mirato all’interruzione dell’erogazione del servizio, le conseguenze si rivelerebbero a dir poco drammatiche. Il pensiero che gli hacker abbiano la possibilità di interferire con le nostre più elementari caratteristiche del vivere quotidiano: cosa succede se qualcuno “stacca la luce” ad una utenza cui sono collegati apparati medicali che anche a casa svolgono indispensabili funzioni vitali per “chi sta attaccato ad una macchina” per sopravvivere?

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