Niente grandi numeri, bastano pochi follower ma buoni: i segreti di chi sta veramente conquistando i social e le aziende.
Come si diventa influencer è una delle chiavi di ricerca (e delle aspirazioni) più googlate nella fascia di età 11-16 anni, secondo uno studio di Awin. E non perché il mercato del lavoro non offra alternative: ma l’idea di vivere di social, ricevendo omaggi (e soldi) dai brand per postare contenuti creativi su Instagram, è decisamente seducente per molti. Non solo i giovanissimi a dire la verità, ma anche in età più avanzata.
E sempre più frequentemente i brand deviano consistenti fette del budget marketing verso gli influencer in grado di offrire conversioni interessanti, aka acquisti sicuri, spesso tracciati da codici sconto appositi. Di fronte all’offerta di tanti social media influencer in grado di spostare pareri e soldi grazie alla loro influenza (appunto) sulla community dei fan, le aziende cercano di essere il più capillari possibili e optano per chi magari a una fan base più ristretta, ma decisamente più fedele.
1. Rendersi conto di essere un marchio a propria volta
Fatevi alcune domande: che tipo di social media influencer volete essere? Cosa volete raccontare ai vostri follower, quali parti della vostra vita? E che tipo di stile di vita volete promuovere, prima di tutto? Questo va racchiuso in ciascuno dei post che farete.
2. Essere veri, autentici, reali
Lavorare di fino con i filtri o con Photoshop non vi aiuterà molto: l’Instagram-verità ormai è una tendenza (positiva) che va per la maggiore. Meglio mostrare un’imperfezione, che essere così precisi da sembrare insopportabili. Ok la cura, ma senza esagerare.
3. Sforzarsi di produrre contenuti di valore
Essere entusiasti, coinvolti, aderire completamente alla promozione (perché quella è) che si sta facendo, fa davvero la differenza. Se vi piace davvero quel prodotto, fatelo emergere. Sarà fondamentale.
4. Conoscere il proprio pubblico
Scrivere ai propri follower, mantenere un rapporto chiaro e pulito, interagire, parlarci spesso in pubblico, confrontarsi: tutto questo può produrre engagement, e le aziende lo sanno.
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