2,2 miliardi di account compromessi
Le credenziali sono incluse in quelle che possiamo definire come nuove release della Collection, finora rimaste nell’ombra: dalla #2 alla #5, per un numero totale di record che arriva a 25 miliardi. Una volta eliminati i duplicati la cifra scende ai 2,2 miliardi già citati poc’anzi. Una parte delle informazioni raccolte proviene da breach che in passato hanno colpito piattaforme come Yahoo, LinkedIn e Dropbox. Stando a quanto trapelato, è lecito ipotizzare che in giro ci siano altri archivi di questo tipo in attesa di essere portati alla luce.
A scovare il nuovo leak è stato un team di ricercatori del Hasso Plattner Institute tedesco, attivandosi immediatamente al fine di mettere online un tool (HPI Identity Leak Checker) che permette di controllare se i propri account sono a rischio, semplicemente digitando l’indirizzo email associato.
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Le credenziali sono incluse in quelle che possiamo definire come nuove release della Collection, finora rimaste nell’ombra: dalla #2 alla #5, per un numero totale di record che arriva a 25 miliardi. Una volta eliminati i duplicati la cifra scende ai 2,2 miliardi già citati poc’anzi. Una parte delle informazioni raccolte proviene da breach che in passato hanno colpito piattaforme come Yahoo, LinkedIn e Dropbox. Stando a quanto trapelato, è lecito ipotizzare che in giro ci siano altri archivi di questo tipo in attesa di essere portati alla luce.
A scovare il nuovo leak è stato un team di ricercatori del Hasso Plattner Institute tedesco, attivandosi immediatamente al fine di mettere online un tool (HPI Identity Leak Checker) che permette di controllare se i propri account sono a rischio, semplicemente digitando l’indirizzo email associato.
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