Secondo l’indagine, il 75% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni nell’Unione europea ha usato uno smartphone per scopi privati ma meno della metà di loro ha dotato il device di un un sistema di sicurezza: solo un 15% degli intervistati ne ha installato uno.
Altra nota dolente sono le app, molto diffuse ma poco controllate. Al momento del download, gli utenti (il 28%, del totale, il 30% degli italiani) spesso non si curano di limitare o rifiutare l’accesso alle proprie informazioni e un 7% non sa nemmeno che sia possibile farlo. Il record negativo è della Repubblica Ceca: i due terzi degli utenti (67%) non ha mai limitato o rifiutato l’accesso alle app ai propri dati personali; seguono Bulgaria (49%), Cipro e Regno Unito (entrambi al 43%).
Gli errori più comuni quali sono?
Non aggiornare i software, non curarsi delle restrizioni di privacy sui social media, non fare i backup, soprattutto sul lavoro, e usare la stessa password: la più usata rimane la vecchia e cara 123456. Fantasia al potere.

