È dal lontano 2016 ormai che le forze dell’ordine statunitensi — prima le agenzie governative, poi la regolare polizia — riescono a fasi alterne ad accedere ai dati contenuti negli smartphone bloccati
pagando aziende specializzate nella produzione di apparecchi appositi.
Da oggi però la stessa tipologia di servizio sembra essere a
disposizione dei privati cittadini — almeno stando a quanto dichiara la società statunitense DriveSavers, che sostiene di avere ideato un metodo di intrusione efficace al 100%
(e per di più relativamente economico) contro smartphone di qualunque
modello e produttore, inclusi dunque i telefoni made in Cupertino da
sempre considerati tra i più difficili da espugnare.
DataSavers è una società specializzata nel recupero dati, e
il suo ultimo servizio — battezzato in modo abbastanza autoesplicativo
Passcode Lockout Data Recovery — è rivolto agli utenti che hanno dimenticato il codice d’accesso al proprio telefono o che per qualche motivo hanno bloccato l’aggeggio erroneamente, ma anche ai congiunti di eventuali ex proprietari passati a miglior vita; decisamente escluse dalla lista, invece, sono proprio le forze dell’ordine.
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