I governi britannico e olandese puntano il dito contro la Russia come
artefice di numerosi attacchi informatici, supportato dal Segretario
Generale della NATO
Lo scorso ottobre, a sostegno delle accuse mosse dal governo britannico e da quello olandese, il Segretario Generale della NATO
Jens Stoltenberg ha esortato la Russia a “smettere di agire in maniera
irresponsabile”. Oltre a Stati Uniti e Canada, le due nazioni europee
puntano il dito contro la Russia, ritenendola l’artefice di numerosi
attacchi informatici. Dopo terra, mare, aria e spazio, il clima di
tensione internazionale ora si estende anche al cyberspazio. Ma in che
misura?
Una storia di “guerra informatica”: 4 capitoli importanti
“Più parlo con le persone, più pensano che la prossima Pearl Harbour sarà un attacco informatico”, questa l’affermazione di Tarah Wheeler,
esperta di sicurezza informatica in occasione dell’incontro annuale
dell’OCSE a Parigi lo scorso giugno. In effetti, alcuni eventi
suggerirebbero che ci si possa aspettare prima o poi un attacco su larga
scala dalle conseguenze devastanti per l’ordine politico ed economico.
Quattro recenti “capitoli” lasciano intuire gli sviluppi di quella che
oggi possiamo definire una vera e propria “guerra cyber” tra Paesi.
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