Per il ministro degli Esteri britannico Hunt l'intelligence di russa è
responsabile di hackeraggi informatici "indiscriminati".
La risposta
russa, ironica sul caso degli avvelenamenti:
"Una miscela di accuse in
boccetta, come un profumo di Nina Ricci"
Il ministro degli Esteri britannico, Jeremy Hunt,
accusa l'intelligence di Mosca di portare avanti una campagna mondiale
di attacchi informatici "indiscriminati e irresponsabili" contro
istituzioni politiche, aziende, media e entità sportive.
"Questo
comportamento seriale dimostra il loro desiderio di operare senza il
rispetto delle leggi internazionali o delle norme stabilite, per poterlo
fare con un senso di impunità e senza conseguenze", ha dichiarato il
ministro in una nota.
La risposta di Mosca è arrivata dal ministro degli
Esteri russo, che alla Tass ha detto che la Gran Bretagna ha una
"vivida immaginazione" e ha parlato di "cocktail diabolico" di accuse.
La notizia è ripresa nei titoli di apertura di The Independent.
"L'agenzia di intelligence militare russa accusata del tentato omicidio
della ex spia Sergei Skripal - scrive il giornale
inglese - ha compiuto una serie di attacchi all'estero.
Questa cyberwar
segreta internazionale (secondo un nuovo rapporto del National Cyber
Security Center in collaborazione con altre agenzie di intelligence
britanniche ed europee, e con la NSA e l'FBI negli Stati Uniti), ha
preso di mira anche le elezioni presidenziali americane che hanno
portato Donald Trump al potere".
Il rapporto segue la dichiarazione di Theresa May secondo cui la Gran Bretagna e le nazioni alleate lavoreranno insieme per esporre il lavoro del GRU (il servizio segreto militare russo) e i metodi che usa.
Le nuove accuse della Gran Bretagna alla
Russia sono state fatte "senza alcuna analisi" a giustificarle, ha
affermato la portavoce del ministero degli esteri di Mosca, Maria
Zakharova. Si tratta di accuse miscelate "in un unico contenitore,
magari una boccetta di un profumo di Nina Ricci", ha aggiunto,
riferendosi al contenitore con cui, secondo gli inquirenti britannici,
sarebbe stato portato a Salisbury il Novichok. "È stata messa insieme
ogni cosa, il Gru, il cyberspionaggio, gli hacker del Cremlino, la Wada.
E' un potpourri", ha aggiunto Zakharova.
Alcune settimane fa era emersa la prima prova di un legame tra i due uomini che Londra vorrebbe arrestare, Aleksandr Petrov e Ruslan Boshirov, e la Difesa russa a cui fanno capo i servizi segreti Gru. Dopo
sei mesi di meticolose indagini, Scotland Yard aveva infatti
identificato gli autori dell'attacco con il gas nervino Noviciok contro
l'ex-spia russa doppiogiochista Sergej Skripal. E come più volte
affermato dal governo di Theresa May i nomi degli accusati portavano a
Mosca.
E proprio oggi dall'Olanda arriva la conferma di un altro piano sventato nell'aprile scorso: un cyberattacco russo
contro l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac)
dell'Aja, cui è seguita l'espulsione di quattro agenti russi.Anche
l'Italia è un obiettivo del cyber-spionaggio russo. "Attenti ai Cavalli
di Troia russi". Mosca vuole "destabilizzare sempre di più l'Occidente"
e a rischio è anche l'Italia. Era stato questo l'allarme lanciato nel
novembre dello scorso anno da uno studio, "I cavalli di Troia del
Cremlino 2.0", pubblicato dal think tank americano Atlantic Council (qui l'integrale), che ha analizzato l'offensiva russa negli ultimi anni.
Sempre in agosto è emersa la rete italiana della Internet Research Agency (Ira),
l'agenzia di San Pietroburgo legata agli apparati del presidente Putin e
nata per inquinare l'opinione pubblica occidentale, compresa quella
italiana (in particolare l'allora governo Renzi). I dati erano spuntati
dall'analisi dei 3 milioni di tweet allegata all'indagine dell'Fbi sul
Russiagate.
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