Informazioni e dati personali trafugati e pubblicati per due
milioni di utenti che hanno scelto di affidarsi alle funzionalità del
software mSpy.
Leader mondiale nel campo delle soluzioni di monitoraggio, in grado
di soddisfare ogni esigenza del cliente per questioni di sicurezza e di
praticità”, così mSpy si presenta sulla homepage del proprio sito ufficiale.Un’offerta rivolta a chi ha esigenza o desiderio di controllare l’attività e le conversazioni dei propri figli o dei propri partner. Uno spyware commerciale, per dirla in altri termini, protagonista di un leak che espone i dati personali dei suoi utenti.
mSpy, un altro leak
A parlarne è la redazione del sito TechCrunch, che riporta la notizia fornendo dettagli sull’entità e la portata dell’attacco messo a segno tra il 4 e il 5 settembre: due milioni di account interessati dall’hack.Per una bizzarra sorta di boomerang karmico, a rimetterci sono gli stessi utenti che hanno scelto di affidarsi a mSpy per sbirciare gli altri dal buco della serratura.
Qualcosa di molto simile era accaduto nel 2015, con l’azienda che per un’intera settimana aveva negato la violazione, salvo poi doverla ammettere apertamente.
Il primo ad accedere al database è stato il bug hunter Nitish Shah, che immediatamente dopo aver effettuato la scoperta l’ha segnalata ai responsabili della società.
L’archivio è però rimasto accessibile per alcune ore e, nonostante la successiva rimozione, non sembra difficile reperirne una copia online.
Così commenta l’accaduto il ricercatore Brian Krebs:
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