Conserva anche quello che abbiamo cancellato e vorremmo dimenticare
Quattrocentoquattro megabyte.
La mia vita digitale su Facebook — 9 anni, 6 mesi e 20 giorni — è tutta qui. In questo file compresso inviato da Menlo Park, California, poche ore dopo aver inoltrato la richiesta.
Recuperando le informazioni, anche le più sensibili, anche quelle che avevo dimenticato o voluto dimenticare.
Perché dentro c’è di tutto.
Gli amici.
I post.
I messaggi privati.
I film che ho voluto raccontare agli altri.
Le canzoni ascoltate.
I programmi e le serie seguiti.
Le foto, tante foto.
E i video.
Persino quelli inviati in privato.
Persino quelli rimossi.
Amicizie nate e morte.
Richieste inviate, ricevute, respinte o pendenti.
Profili non più attivi.
Persone non più in questo mondo.
È bene precisarlo.
Non c’è nulla d’illegale nell’archivio di Facebook: siamo noi ad aver dato il consenso, preferendo un «sì» veloce e non leggersi le «Condizioni d’uso»: 4.025 parole, 27.066 caratteri.
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