Il cybercrime ha compiuto un “salto quantico” nel 2017, colpendo oltre un miliardo di persone in tutto il mondo e generando danni complessivi per 500 miliardi di dollari con oltre 1.120 attacchi gravi.
Dal 2011 a oggi, il volume delle offensive è cresciuto del 240% con un aumento del 7% nel corso degli ultimi 12 mesi.
E a preoccupare è soprattutto il “cambiamento di fase” nel livello di cyber-insicurezza globale, con interferenze pesanti nella geopolitica, nella finanza e nella vita dei privati cittadini che sono stati vittime di crimini estorsivi su larghissima scala.
Non ci vuole molto a definire allarmante come mai è stato prima il rapporto 2018 del Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica che annovera tra i soci oltre 500 aziende e organizzazioni e che collabora a livello nazionale con ministeri, authority, istituzioni, Polizia Postale e altri organismi di controllo.
L’avanzata qualitativa e quantitativa del crimine informatico non è certo una novità, ma siamo sempre più in presenza di un fenomeno dagli impatti devastanti.
Lo scorso anno l’insieme di truffe, estorsioni, furti di denaro e di dati personali ha colpito circa un miliardo di persone sparse nel mondo, causando ai singoli utenti una perdita stimata in 180 miliardi di dollari (il 36% dei danni totali).
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