martedì 14 agosto 2018

Digitale terrestre: toccherà rimettere mano al portafoglio

Gli Italiani a partire dal 2022 dovranno dotarsi di un nuovo televisore o un decoder compatibile con lo standard DVBT2 - il digitale terrestre di seconda generazione insomma.

Non c'è fretta ma il cosiddetto switch off inizierà gradualmente a partire da gennaio 2020.

Ciò vuol dire che vi saranno almeno due anni di transizione graduale e che nel frattempo i broadcaster nazionali e locali dovranno abbandonare le frequenze della banda 700 MHz, poiché il loro impiego sarà dedicato alla 5G.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha stabilito il calendario di questo percorso che coinvolgerà nel tempo le regioni.
Nello specifico da gennaio si partirà in Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Sardegna e la transizione proseguirà fino al 31 maggio 2020.
Il motivo di questa tempistica è strettamente correlata al fatto che in Francia a breve "accenderanno" l'LTE sui 700 MHz, poiché l'asta per la sua assegnazione è già avvenuta e si rischierebbero
roadmap frequenzeinterferenze.
Stesso discorso temporale per le altre regioni. Il secondo blocco, legato a Valle d'Aosta, Piemonte e Lombardia, partirà da giugno 2020 e si concluderà il 31 dicembre 2020, mentre il terzo, composto da Sicilia e altre province calabresi, partirà da gennaio 2021 e si concluderà il 30 giugno 2021. Infine tutte le altre regioni e province non coinvolte nelle prime fase, avvieranno la transizione il primo settembre 2021 e concluderanno il 31 dicembre 2021.
Questo passaggio intermedio del DVBT, che culminerà tra il 2020 e il 2021 a seconda dei casi, non richiederà alcuna spesa agli italiani ma solo l'aggiornamento dei canali su TV e decoder, come saltuariamente è già avvenuto nel tempo. Insomma, bisognerà armarsi di telecomando e procedere con la ri-sintonizzazione.
roadmap frequenze

L'unica criticità è legata al primo gennaio 2020, quando i broadbcaster abbandoneranno la codifica MPEG2 per la MPEG4, sempre su DVBT. La maggioranza delle TV e decoder presenti sul mercato e nelle case sono compatibili, ma esiste un numero difficilmente quantificabile che non lo è.
Si tratta di quei modelli che tendenzialmente sono così vecchi da non supportare l'HD del digitale terrestre. Il test più semplice da attuare oggi quindi è quello di sintonizzarsi sui canali televisivi in alta risoluzione (come Rai Uno HD o La 7 HD) e vedere che succede. Uno schermo nero dovrebbe mettere in allerta.

A questo punto la domanda che tutti si porranno è se sarà possibile rendere compatibili le proprie vecchie apparecchiature DVBT (con risoluzione standard) con il formato MPEG4 magari tramite un aggiornamento firmware. Possibile in teoria, ma non su tutti i modelli.

Mentre per quanto riguarda il DVBT2 del 2022 non c'è speranza, bisognerà procedere con l'acquisto di una TV o decoder compatibile e assicurarsi anche che l'antenna sia adeguata.

Rimane il nodo del formato di compressione: per ora il MISE si è limitato a parlare di MPEG2 e non ha fatto alcun accenno all'HEVC che è considerato lo standard di riferimento per il futuro.

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venerdì 10 agosto 2018

Falla su WhatsApp consente di manipolare i messaggi inviati: ecco i pericoli

Ricercatori di sicurezza hanno dimostrato la presenza di una falla, confermata da WhatsApp, che consente di modificare e manipolare messaggi e mittenti sul servizio utilizzando un client modificato.
WhatsApp che potrebbe consentire ad eventuali utenti con client modificati di ingannare altri utenti intercettandone i messaggi, modificando il contenuto. Questo dà la possibilità di eseguire vere e proprie opere di scam, oltre che diffondere informazioni falsificate e "fake news". Secondo Check Point, citata anche dal New York Times, ci sono tre metodi per ingannare gli utenti di WhatsApp.

Il primo è la modifica di una risposta da parte di un utente, con l'aggressore che potrebbe mettere nella bocca di quest'ultimo parole mai pronunciate. L'utente può inoltre citare un messaggio in una risposta all'interno di una conversazione di gruppofacendo in modo che provenga - almeno all'apparenza - da un interlocutore diverso dall'originale. Il terzo consiste nell'inviare un messaggio ad un utente come se fosse un messaggio di gruppo, ma in realtà viene inviato privatamente. La risposta di quest'ultimo, tuttavia, verrà inviata al gruppo.

È chiaro che trucchetti di questo tipo consentono di ingannare con relativa semplicità soprattutto gli utenti meno preparati, in un periodo in cui scam e fake news sono diventate strategie di manipolazione potenzialmente molto pericolose. La società di sicurezza ha già contattato WhatsApp in modo da informarla della gravità della scoperta, e ha già ricevuto risposta. Un fix specifico non arriverà visto che l'azienda non ritiene il problema una vulnerabilità di sicurezza, ma i tecnici sono già al lavoro per rendere più difficoltoso l'uso di client WhatsApp alterati.

Il Galaxy Note9 spiegato per bene

Nove agosto come il numero di serie, 9 appunto. 
Questione di cabala ma non solo: Samsung ha presentato il nuovo Note9 dopo qualche settimana dalle indiscrezioni online che, ancora una volta, hanno anticipato correttamente le più succose novità del telefonino professionale della casa.

Fuori cambia poco

Cominciamo da un dato di fatto: il Note9 non ha un doppio schermo (quello sarà il Galaxy X) e nemmeno una sorta di Face ID (quello sarà il Galaxy S10). L’evoluzione del modello è incrementale, sicuramente migliore del Note8 ma nulla di strabiliante. Non ci aspettavamo fuochi d’artificio, per carità, anche perché era comprensibile che dopo la rivoluzione dell’Infinity Display del Galaxy S8, gli aggiornamenti si sarebbero concentrati su dettagli, aggiustamenti minimi di forme, un’implementazione del software e una più ampia scelta di colori.

galaxy note 9
Note9: design e funzioni – Credits: Samsung Mobile

Il design vincente

Esteticamente, il Note9 è praticamente identico al precedente anche se qui lo schermo acquista un soffio di polliciaggio in più: 6,4 la diagonale contro i 6,3 del Note8. Eppure, la lunghezza totale del dispositivo è minore (161,9 mm contro i 162,50 dell’8), a dimostrazione di una riduzione delle cornici alle estremità e sui lati. Comparabili spessore e larghezza mentre i grammi crescono leggermente, per un motivo tra tutti: la batteria.

Autonomia estrema, che paura

Sembrava impossibile andare oltre il limite dell’autonomia dell’attuale gamma dei Galaxy
Il Note9 ha un modulo da 3.300 mAh, il Galaxy S9+ uno da 3.500 mAh e invece, udite udite, il nuovo gingillo arriva a 4.000 mAh, solo leggermente sotto il Galaxy A9 Pro da 5.000 mAh e una manciata di altri concorrenti (Lenovo, Xiaomi, ZTE e Asus tra tutti). 
I detrattori ci metteranno due secondi a ricordare come andò a finire con il Note7 la cui batteria da 3.500 mAh, per colpa di un errore di produzione, aveva causato un richiamo totale degli oltre 2,5 milioni di dispositivi venduti al mondo. 
Beh, la paura con 500 mAh in più c’è ma Samsung ci ha tenuto a precisare che da qualche anno oramai ha innalzato i controlli presso i fornitori, così da essere certa che ogni elemento inserito nei suoi smartphone rispetti le più rigide norme di affidabilità e sicurezza.

Il resto dell’hardware

Si fa in fretta a elencare le specifiche tecniche aggiornate: processore Exynos (9810 o 9820? Non è chiaro) octa-core con quattro da 2.8 GHz + quattro da 1.7 GHz), memoria RAM da 6 oppure 8 GB e interna da 128 o 512 GB. Questi ultimi due elementi sono le novità principali lato hardware, con Samsung che ha incrementato il quantitativo di storage, che su Note8 era da 64 GB e, nella variante più alta da 512 GB lo ha affiancato a una RAM maggiore, in grado di non lasciar mai che il telefono si sblocchi o, peggio, si scaldi per un eccesso di operazioni in essere. Anzi, a bordo c’è un sistema di raffreddamento chiamato Water Carbon Cooling, mantiene la calma ed equilibra le prestazioni in caso di problemi.

Fotocamera e software

Era alquanto plausibile che la fotocamera ad apertura variabile, automatica e manuale, facesse il suo ingresso pure sul Note9. E infatti, il sensore doppio da 12 + 12 megapixel visto già su Galaxy S9+ approda sul recente Note portando con sé sia l’apertura F1.5/F2.4 che lo zoom ottico 2X e digitale 10X. Ma non è tutto: finalmente Samsung si è accorta che può usare l’intelligenza artificiale per realizzare ciò che già fa la concorrenza: individuare le scene che ha dinanzi per impostare al meglio i parametri di scatto. 

La S Pen è “viva”

E siamo giunti all’elemento peculiare di tutta la cronologia dei Note: la S Pen. Al di là della migliore  impugnatura, precisione nella scrittura e vivacità dei colori (se comprate il Note Ocean Blue la penna è gialla, non chiedetemi perché), l’update essenziale è la presenza di un chip Bluetooth low-energy all’interno, per abilitare possibilità di interazione aggiuntive.

Colori, modelli, prezzi

Il Galaxy Note9 sarà disponibile nei negozi italiani, anche online, dal 24 agosto, nelle versioni da 128 GB e 512 GB, con prezzi rispettivamente di 1.029 euro e 1.279 euro. I colori sono Ocean Blue, Midnight Black e Lavender Purple.

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Come scrivere su PDF

Spesso scrivere su un file PDF può risultare particolarmente difficoltoso, non tanto per la mancanza di alternative per effettuare questa operazione, ma per la mancata conoscenza di esse.
In realtà non c’è necessità di acquistare costosi programmi a pagamento, tutto ciò di cui avete bisogno è già a portata di mano.
Per scrivere su un PDF infatti, basterà utilizzare una delle tante utility che sono disponibili gratuitamente in rete.

Scrivere su PDF da PC

I computer, sia fissi che portatili, sono l’ambiente perfetto per modificare qualsiasi documento. Anche per quanto riguarda i PDF infatti è disponibile una scelta abbastanza vasta di soluzioni, gratuite o a pagamento, per portare a termine questo compito.

Come scrivere su PDF con LibreOffice

LibreOffice è un insieme di software gratuiti e open source, che vi aiuteranno a rimpiazzare Office in maniera rapida e indolore.
Al suo interno potrete trovare programmi per scrivere testi, preparare fogli di calcolo e molto altro ancora. La funzione sulla quale ci concentreremo oggi però vi permetterà di scrivere su PDF.
Una delle caratteristiche più interessanti di LibreOffice è che si tratta di un software multi-piattaforma. Questo significa che lo potrete scaricare gratuitamente dal sito ufficiale per Windows, MacOS e Linux.
Ricordatevi però, che se decidete di utilizzarlo su di un PC Apple, oltre al file di installazione dovrete recuperare anche la traduzione in italiano, disponibile sempre alla stessa pagina.
Una volta installato LibreOffice scrivere su PDF sarà estremamente facile.
Una volta aperto il programma dovrete cliccare su File, in alto a sinistra, scegliere apri e selezionare il file PDF da aprire.
scrivere su pdf con libreoffice

Adesso, per scrivere sul file PDF, scegliete lo strumento testo nella barra collocata nella parte alta dello schermo, rappresentato da un’icona contenente la lettera T. Spostatevi sul file PDF e tenendo premuto il tasto sinistro del mouse create un rettangolo dove poi inserirete il testo.
scrivere su pdf con libreoffice
In alternativa, se preferite modificare il PDF cambiando il testo già presente, sarà sufficiente fare doppio click su qualsiasi parola per inserire ciò che volete. La struttura è completamente editabile e potrete scegliere autonomamente carattere, colore e grandezza.

Come scrivere su PDF con Microsoft Word

Abbiamo deciso di mettere Word in seconda posizione come alternativa per modificare PDF solo perché si tratta di un software a pagamento. Se però era già installato sul vostro PC o avete acquistato una licenza Office tutto diventa molto più facile e indolore.

Come scrivere su PDF con Google Drive

Se preferite non installare software di nessun tipo sul vostro PC ma intendete comunque scrivere su PDF e salvare i file anche in rete, Google Drive è la migliore alternativa che potete utilizzare. Il celebre servizio cloud infatti, oltre a darvi la possibilità di memorizzare i vostri file, integra anche un comodissimo editor.

Altri servizi per scrivere su file PDF

  • DocHubcelebre sito online che permette di modificare vari tipi di documenti, dà anche la possibilità di scrivere su file PDF. Per accedervi dovrete creare un account oppure utilizzare Google o Dropbox se già ne possedete uno.
  • Smallpdfscrivere su PDF non è mai stato così facile come con questo servizio online. Oltre ad aggiungere campi di testo potrete inserire anche immagini, forme e disegni. Non necessita di una registrazione ed è completamente gratuito.
  • PDFzorrofacile da utilizzare ma allo stesso tempo completo, permette di scrivere su file PDF con estrema semplicità, scegliendo il formato del testo in base alle vostre esigenze. Le altre funzioni offerte sono davvero utili, come quella per cancellare i caratteri singolarmente o modificare graficamente il documento.

Scrivere su PDF da smartphone

Viste le prestazioni che i moderni smartphone riescono a raggiungere e la grandezza degli schermi, non è impensabile scrivere su PDF anche in modalità mobile. Per farlo esistono tante ottime applicazioni che potete scaricare nella maggior parte dei casi gratuitamente, sia per Android che per iOS.
  • Adobe Acrobat Reader: ottima alternativa per scrivere su PDF gratuitamente è disponibile sia per Android che per iOSLe funzioni offerte sono quelle base, non aspettatevi troppi ricami, ma sono più che sufficienti per la maggior parte delle esigenze.
  • Foxit PDF: anche questa applicazione, disponibile sia su Android che su iOS, permette di modificare file PDF in modo facile e veloce. Completamente gratuita offre anche la controparte per PC se desiderate visualizzare i documenti su di uno schermo più grande.
  • Notability: esclusiva del mondo iOS, questa applicazione permette di scrivere su PDF, evidenziare il testo e disegnare sul documento. Perfetta per prendere appunti o aggiungere delle note. È scaricabile da App Store a 10,99€.

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giovedì 9 agosto 2018

Internet super veloce, ecco come i router 5G possono cambiare la vita casalinga

I dispositivi sono in grado di supportare una velocità pari a 4 Gbps, ovvero 500 Megabyte per secondo
Del 5G si parla da tempo, soprattutto delle sue possibilità nel settore delle smart city o dell’industria 4.0, ma per la vita di tutti giorni, quanto può essere veloce una connessione di questo tipo?

Si pensi, ad esempio, al router Samsung 5G Home.

Secondo quanto riporta PCMag, il dispositivo è in grado di supportare una velocità pari a 4 Gbps al secondo, ovvero 500 Megabit per secondo.

Insomma, con dispositivi come questo, sarà possibile scaricare un film in 4K da 100 GB in meno di quattro minuti o un videogioco da 50 GB in meno di due minuti.

Per comprendere il salto in avanti in termini di velocità: basti pensare che negli Stati Uniti, nel 2016, la velocità media è di 50 Megabit per secondo e in Italia di 31,58 Megabit per secondo, secondo l’ultima rilevazione effettuata a maggio di quest’anno.

Allo stesso tempo, una velocità simile è raggiungibile soltanto in uno scenario ideale in cui il dispositivo sia vicino al router, senza interruzioni o ostacoli tra emittente e ricevente.

Ovviamente però, anche con il 50% in meno di prestazione, si potrebbero ottenere una velocità di 2 Gbps: un risultato ben al di sopra le medie attuali.

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