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sabato 9 maggio 2026

Driver NVMe Nativo su Windows 11: Perché blocca gli aggiornamenti e come risolvere

​Negli ultimi mesi, la community dei "power user" è in fermento per l'arrivo del nuovo driver nativo NVMe (il famigerato nvmedisk.sys). Promesse di prestazioni da urlo e latenze azzerate hanno spinto molti a forzarne l’attivazione. Tuttavia, l'entusiasmo si è scontrato con un muro: Windows Update smette di funzionare.

​In questo articolo esploreremo perché questa ottimizzazione sta diventando un incubo per la manutenzione del sistema e come uscirne.
​Il "Salto di Qualità" che Windows non gradisce (ancora)

​Per anni, Windows ha gestito i dischi NVMe attraverso uno strato di traduzione SCSI (lo storico stornvme.sys). Il nuovo driver nativo, ereditato dalle architetture Server 2025, elimina questo passaggio intermedio, permettendo al sistema operativo di parlare "direttamente" all'hardware.
​Se i benchmark sorridono, il sistema di aggiornamento di Windows 11 invece trema. Ecco le tre ragioni principali per cui i tuoi aggiornamenti rimangono bloccati:

​1. Il "Flag" di Incompatibilità
​Microsoft ha introdotto dei controlli di integrità durante la fase di Pre-boot degli aggiornamenti. Se il sistema rileva che lo stack di archiviazione è stato modificato manualmente (tramite modifiche al registro o tool come ViVeTool), Windows Update interrompe l'installazione per evitare il rischio di Inaccessible Boot Device (il temuto BSOD).

​2. Conflitti con BitLocker
​Il nuovo driver cambia il modo in cui il sistema interagisce con il modulo TPM. Se hai la crittografia BitLocker attiva e forzi il driver nativo, l'aggiornamento non riuscirà a validare la catena di avvio sicura, entrando in un loop di ripristino infinito.

​3. La frammentazione dei Vendor
​Marchi come Samsung, WD e Sabrent utilizzano utility proprietarie che non sono ancora pronte a leggere i dati SMART o a gestire il firmware attraverso nvmedisk.sys. Quando Windows tenta di installare un driver aggiornato tramite update, il conflitto tra il driver "forzato" e quello proposto dal produttore manda in crash il processo.
​Come sbloccare la situazione?
​Se il tuo Windows 11 è "congelato" e non installa più le patch di sicurezza, devi fare un passo indietro.

​La procedura di ripristino:
​Sospendi BitLocker: Vai in Pannello di controllo > Crittografia unità BitLocker e sospendi la protezione.
​Ripristina il Registro: Se hai usato un tweak per abilitare il driver, devi eliminare le chiavi di override in HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Control\FeatureManagement.
Pulizia Cache: Apri il prompt dei comandi come amministratore e digita:
​net stop wuauserv
​rd /s /q %systemroot%\SoftwareDistribution
​net start wuauserv
Riavvia e verifica: Al riavvio, Windows dovrebbe tornare a utilizzare stornvme.sys e gli aggiornamenti riprenderanno regolarmente.

​Il consiglio di ComputerMente
​L'ottimizzazione è nel nostro DNA, ma forzare il driver NVMe oggi è un rischio che non vale la candela per un uso quotidiano. Microsoft sta rifinendo l'integrazione di questo driver per le prossime build (25H2/26H2).
La pazienza paga: presto avremo quelle prestazioni extra in modo nativo, sicuro e, soprattutto, senza rompere Windows Update.
​Hai provato ad attivare il nuovo driver? Hai riscontrato miglioramenti tangibili o solo problemi con gli update? Scrivicelo nei commenti!

venerdì 29 settembre 2023

SSD, età media e ciclo di vita secondo BackBlaze

Backblaze è un’azienda specializzata in servizi di archiviazione cloud e soluzioni di backup online. Offre agli utenti e alle aziende la possibilità di archiviare, proteggere e recuperare i propri dati in modo sicuro attraverso il cloud. Dal momento che la società utilizza migliaia di esemplari di unità SSD nei suoi data center, è possibile stabilire quali sono i modelli che durano di più e calcolare la loro vita media. Tenendo ben presente che lo stress al quale sono sottoposte le unità a stato solido presso BackBlaze non è lo stesso che si registra negli utilizzi normali in azienda, come in ufficio e a casa.

giovedì 7 aprile 2022

Tipologie di formati SSD

State cercando di migliorare la velocità del vostro sistema
con un nuovo SSD. Ma quali sono i criteri di scelta?

I fattori che giocano un ruolo fondamentale nelle vostre decisioni includono il tipo di connessione storage del sistema e il formato, il tipo di SSD e le sue dimensioni. Il drive SSD selezionato deve anche avere un’interfaccia storage di tipo SATA o NVMe (dotata di tecnologia PCIe).

Nell'arco degli anni, lo standard SATA ha rappresentato il modello prevalente tra i due. Tuttavia, lo standard NVMe è stato progettato specificamente per l’uso con dispositivi SSD, anziché con quelli SATA, originariamente progettati per gli HDD e adattati per l’impiego con la tecnologia NVMe. Gli SSD NVMe supportano formati multipli, facendone una piattaforma versatile per numerose piattaforme di storage, dai server agli array all-flash. Lo standard NVMe si sta rapidamente diffondendo, tramutandosi nell’interfaccia standard di settore per qualunque tipo di dispositivo, dalle console più recenti ai laptop, ai desktop e per gli utenti finali dei server utilizzati nei data center più avanzati.

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lunedì 7 giugno 2021

Come clonare Hard Disk e SSD Mac

Clonare il disco che contiene applicazioni e sistema operativo è utile per vari motivi e in vari frangenti. Una copia totale e perfetta dell’unità interna consente di ripristinare sistema, applicazioni, foto, musica, video e preferenze varie in caso di problemi; la procedura è utile inoltre se abbiamo un Mac con il disco interno sostituibile e vogliamo, ad esempio, sostituire il disco interno con un disco più veloce o più capiente.

sabato 5 giugno 2021

Quanto dura un disco ssd? Scopriamo come distinguere le varie tecnologie.

Sempre più diffuse, le memorie a stato solido sono diventate in breve tempo lo strumento d'elezione per l'archiviazione, per via della loro velocità e affidabilità, oltre alla totale assenza di parti meccaniche, quindi usura fisica e rumore.

Ma quanto dura un SSD?

Leggi l'articolo completoa

lunedì 8 aprile 2019

Come verificare la salute di dischi e unità SSD su Mac

Come verificare la salute di dischi rigidi, unità SSD e filesystem in generale?
Esistono varie utility per Mac; alcune sono di serie nel sistema, altre sono proposte da terze parti.
I dispositivi di immagazzinamento dati non sono eterni e, come non ci stanchiamo mai di ripetere, l’unico modo per prepararsi al peggio (rotture e malfunzionamenti vari) è avere un backup costante di dati e applicazioni che si può ottenere con l’applicazione Time Machine di serie con macOS o le applicazioni dedicate come ad esempio CarbonCopyCloner, SuperDuper.

A questo indirizzo trovate un nostro articolo che spiega in dettaglio come eseguire un backup con il Mac e quali sono i migliori software per il backup su macOS.

SSDReporter è una utility commerciale (5,49 euro sul Mac App Store nel momento in cui scriviamo) che esegue controlli sulle unità SSD, tenendo conto a detta dello sviluppatore di sette diversi attributi che permettono di indicare o stato di salute del disco in percentuale (100% tutto ok, 0% fine vita dell’unità).

La migliore utility Mac per verifica di dischi e unità SSD inizializzate come macOS o macOS esteso resta a nostro avviso sempre e comunque DiskWarrior, storica utility che non dovrebbe mancare nel vostro arsenale di applicazioni indispensabili. L’applicazione è costosa (119,95$) ma vale tutto quello che costa, supporta la struttura HFS e HFS+ di unità interne ed esterne, può riparare errori di file mancanti, così come intervenire risolvendo errori criptici che Utility Disco di Apple non riesce a mettere a posto (esempio, il famigerato “keys out of order”), fare apparire dischi che macOS rifiuta di “montare” e molto altro.