Il panorama dell'intelligenza artificiale (Ai) ha iniziato a muoversi con grandissima rapidità. Oggi gli strumenti rivolti ai consumatori – come Midjourney e ChatGpt di OpenAi – sono in grado di produrre immagini e testi incredibili nel giro di pochi secondi sulla base di richieste formulate in linguaggio naturale. Le applicazioni di questi sistemi sono ormai ovunque, dalla ricerca sul web ai libri per bambini.
I servizi Ai tuttavia possono essere sfruttati anche per scopi molto meno nobili, per esempio per distribuire malware. Prendiamo ad esempio le tradizionali email di truffa: di solito sono disseminate di strafalcioni grammaticali e ortografici, errori che l'ultima generazione di modelli di intelligenza artificiale però non commette, come osserva un recente rapporto di Europol.