Una API, una libreria software chiamata IAM(Installed Application Methods), presente nel sistema operativo Android, metterebbe a rischio la privacy degli utenti. La tesi è esposta in uno studiochiamato “Leave my Apps Alone! A Study on how Android Developers Access Installed Apps on User’s Device”, effettuato da un gruppo di quattro ricercatori accademici provenienti dalle Università dell’Aquila, di Amsterdam e di Zurigo, che sarà ufficialmente presentato il prossimo autunno, durante la conferenza MOBILESoft 2020 che si svolgerà nella Corea del Sud.
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