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venerdì 17 gennaio 2020

Da Tinder a Grindr, le app di dating diffondono i nostri dati personali come l’orientamento sessuale. L’accusa in un nuovo studio

Geolocalizzazione, inclinazione sessuale, interessi e stato di salute. Sono solo alcuni dei dati personali che potrebbero finire nelle mani di società di marketing e advertising online quando utilizziamo app di dating come Grindr, Tinder e OkCupid. Una condivisione delle informazione incontrollata e illegittima, perché sarebbe in violazione delle leggi sulla privacy.
A rivelarlo un report dell’organizzazione no profit The Norwegian Consumer Council, che mostra come queste informazioni siano utilizzate poi per profilare i consumatori, in modo da creare gruppi utili per segmentare e personalizzare la pubblicità.

Gli utenti non lo sanno, oppure spesso non se ne rendono conto. Eppure il flusso di dati che viene liberato quando si accede alle applicazioni dello smartphone possono rivelare molto di loro.

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