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lunedì 23 settembre 2019

Diritto alla disconnessione: no allo stress da tecnologia

Il rischio di burnout o stress elevato causato dall’iperconnessione è un problema sempre più serio, da risolvere con spazi di lavoro flessibili e “tech free”
La maggior parte delle persone utilizza la tecnologia durante tutta la giornata, dalla sveglia con la suoneria del cellulare, fino all'ultimo messaggio prima di andare a letto. Siamo costantemente connessi agli amici, alle notizie, e sempre più spesso anche al lavoro. Questa iperstimolazione, tuttavia, rischia di influire negativamente sulla capacità di concentrazione. Governi e imprese hanno iniziato a riconoscere il diritto alla disconnessione e stanno prendendo provvedimenti in tal senso.

Dopo la Francia, che nel 2017 ha approvato una legge per dare ai lavoratori il diritto di ignorare le e-mail fuori dall’orario lavorativo, anche alcune grandi realtà in Germania si stanno impegnando attivamente per limitare il tempo che i dipendenti trascorrono connessi fuori dall’orario di ufficio. Differente la situazione in Italia, dove non esiste ancora una vera e propria regolamentazione sul diritto di disconnettersi: un primo passo è stato compiuto con la Legge 81/2017, che si esprime in materia di lavoro agile aprendo la strada alla possibilità di disconnettere le strumentazioni tecnologiche se questo rispetta gli obiettivi e le modalità di esecuzione del lavoro concordati.