Telegram, un rivale eccellente di WhatsApp nato nel 2013 dall’idea dei fratelli Russi Nikolai e Pavel Durov, i quali avevano già partorito nel 2006 uno dei social network russi più popolari del paese, ovvero VK.
I motivi per cui Telegram ha velocemente guadagnato fiducia, con una costante crescita di utenti nell’arco degli ultimi 5 anni, è dovuto proprio al fatto di essere nato per fornire ai suoi utenti conversazioni coperte da privacy. Questo ha reso l’applicazione di messaggistica la migliore alternativa a WhatsApp. Privacy, ricordatelo, è la parola chiave fondamentale.
È al di là di tutto il vero motivo del successone di Telegram.
Alla sua versione attuale Telegram è un servizio di messaggistica che permette di effettuare chiamate vocali, ma anche chat testuali, e invio di file audio, immagini e altro rispettando un limite di 1,5 GB per ciascuno.
L’applicazione, sempre più in larga diffusione, ha raggiunto i sistemi operativi principali che popolano il mercato: iOS, Android, Windows Phone, Windows, Mac e Linux.
Inoltre, al pari di WhatsApp, anche Telegram è fornito di una controparte desktop accessibile direttamente dal browser del PC.
Tra le altre caratteristiche di spicco di Telegram troviamo anche la “chat segreta”, la quale permette agli utenti di dialogare all’interno di una stanza virtuale nascosta, realizzata utilizzando una crittografia end-to-end, la quale non lascia alcuna traccia delle conversazioni, rendendo impossibile l’intercettazione di qualsiasi messaggio al suo interno.
Tra le funzioni peculiari di Telegram troviamo anche i Bot, ovvero i cosiddetti utenti artificiali che possono essere integrati all’interno delle conversazioni, sia singolo che di gruppo. Essendo delle IA vere e proprie, questi possono essere modificati per agire in un certo modo durante le conversazioni, affidandogli per esempio dei ruoli particolari.
I Bot sono di diverso e tipo possono essere introdotti all’interno delle conversazioni, oppure modificati, accedendo al Bot Store di Telegram, da cui è possibile ottenere quelli più adatti alle vostre esigenze.
Una volta scelto il Bot più adatto, basterà ricordarsi del suo nome, digitarlo all’interno di un gruppo e così renderlo partecipe all’interno della discussione.
Le differenze principali tra WhatsApp e Telegram possono essere marcate, ma tutto dipenderà dall’esigenza degli utenti: se il primo permette di accedere al servizio senza immettere nickname e password, e semplicemente utilizzando un numero di telefono; il secondo ne emula il modo di accedere, ma mostra in maniera automatica tutti i contatti, senza necessariamente ricercarli e aggiungerli in maniera manuale.
Inoltre Telegram gode di una funzione aggiuntiva che permette di personalizzare il proprio nickname e rendere di conseguenza il nome visibile sui motori di ricerca globali dell’applicazioni, senza necessariamente disporre di un numero di cellulare dell’altro contatto.
Altra importante differenza riguarda il limite delle dimensioni dei file condivisibili. Con WhatsApp il limite massimo è dii 16 MB, mentre con Telegram la soglia raggiunge il massimo di 1,5 GB.
Le chat che su WhatsApp avvengono in locale, e quindi salvate all’interno del dispositivo, con Telegram invece viaggiano nella rete grazie al Cloud, ma a differenza del primo, non soffrono delle grosse falle di sicurezza di cui si parla fin troppo spesso sul web. E proprio su questo punto, per rafforzare la sua sicurezza, Telegram permette anche di inserire anche una password ogni volta che si accede all’applicazione per avviare una discussione.
Per quanto riguarda invece la gestione dei gruppi, Telegram permette di creare fitte reti di contatto con un massimo di 1000 utenti, mentre WhatsApp è penalizzato da un limite di 256 persone.

