Con le loro foto e i video postati a raffica in Rete dai genitori, bambini e ragazzi non conoscono più il concetto di sfera privata. E qualcuno inizia a ribellarsi
Sharenting. apparentemente innocua tra l'azione di condividere (to share) e il compito di essere genitori (parenting) definisce un fenomeno che innocuo non è. Non lo è perché non è autorizzato dagli interessati, lascia tracce perenni e può avere conseguenze.
Come documenta il New York Times, cresce il numero dei bambini e degli adolescenti che, risentiti per la violazione della loro privacy, hanno deciso di affrontare i genitori. Su un terreno che di solito è di pertinenza genitoriale: rifletti su quello che stai facendo, proteggi la tua immagine, non abusare della rete. Si chiama "inversione di ruolo": figli non protetti dai genitori diventano genitori di se stessi e dei propri genitori.
Mettendo il dito nella piaga: perché lo fate?
È il mito dello sharing: annulla le distanze, estende i confini, promuove approvazioni, aumenta la convinzione di non essere soli.
Secondo alcuni studi, nel prossimo futuro il fenomeno del sharenting potrà avere un ruolo in casi di furto dell'identità, pedofilia online e altre minacce alla privacy e alla sicurezza.
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