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lunedì 8 luglio 2019

Usando foto profilo generate dalle intelligenze artificiali, le spie possono controllarci sui social network

Grazie alle attuali tecnologie, è possibile creare delle finte identità virtuali con il minimo sforzo e ampie probabilità di riuscita. Il primo passo, per eludere i più basilari controlli, è quello di utilizzare fotografie del profilo che non siano ritrovabili sul web
Una spia potrebbe aver utilizzato l’intelligenza artificiale per creare un volto fittizio da usare in account falsi sui social network. È questa la conclusione alla quale è arrivato un gruppo di investigatori, coinvolto da Associated Press in una caccia ai profili falsi creati per sviluppare reti di contatti e acquisire informazioni. 
Scovato su Linkedin, piattaforma dedicata al mondo del lavoro, l’account in questione è quello di Katie Jones, sedicente membro del Centro per studi strategici e internazionali (Csis), che è riuscita a creare legami sulla piattaforma con diverse persone di spicco di Washington. Nella lista dei suoi contatti anche l’assistente di un senatore, un membro del gabinetto del segretario di stato e l’economista Paul Winfree, tuttora tra i papabili per un ruolo nella Federal Reserve.

Grazie alle attuali tecnologie, è possibile creare delle finte identità virtuali con il minimo sforzo e ampie probabilità di riuscita. Il primo passo, per eludere i più basilari controlli, è quello di utilizzare fotografie del profilo che non siano ritrovabili sul web. 
Un servizio gratuito che permette di avere proprio un volto nuovo da utilizzare sui social network è quello creato pochi mesi fa da Philip Wang, ricercatore di Uber. 
La sua interfaccia è infatti capace di generare un volto nuovo ogni volta che viene ricaricata la pagina: l’intelligenza artificiale è programmata per generare facce diverse e inedite ogni volta, che sono anche sempre più simili a dei veri volti umani.

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