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mercoledì 26 giugno 2019

Il ministero della Giustizia sta condividendo online i dati personali di migliaia di persone

Sul pvp, portale delle vendite pubbliche, sono caricati documenti non anonimizzati. Così le informazioni di migliaia di debitori sono disponibili in rete, anche con una banale ricerca su Google
L’analfabetismo digitale delle istituzioni continua a mietere le proprie vittime nel campo della privacy. Migliaia di documentirelativi a procedimenti di espropriazione forzata, non debitamente anonimizzati, sono attualmente pubblici e facilmente esplorabili con una banale ricerca su Google. La mole di fascicoli è ospitata dal portale delle vendite pubbliche(pvp) del ministero della Giustizia, che dà spazio nei propri sistemi ai file relativi alle inserzioni di vendita.

Ma da moltissimi di questi documenti, che vengono caricati su disposizione delle magistrature dopo essere stati esposti nei portali di vendita designati, non sono stati rimossi i dati personali dei cittadini sottoposti a procedura esecutiva.

Al contrario, al fine di nascondere le informazioni sensibili contenute negli atti, in alcuni casi è stato alternatamente impostato il carattere bianco nel testo o è stata utilizzata un’evidenziatura in nero. Peccato si tratti di file digitali: è infatti sufficiente scaricarne uno ed evidenziare con il cursore le parti “nascoste” per conoscere nomi, indirizzi, codici fiscali e recapiti di migliaia di cittadini, come Wired ha potuto verificare in numerose prove da febbraio a oggi.

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