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venerdì 3 maggio 2019

Cyber security, così i nostri documenti rubati vengono usati in rete

Aumentano le frodi creditizie: i criminali informatici chiedono soldi in prestito per poi sparire.
I numeri e come proteggersi
Un brutto vizio dei cybercriminali è usare i dati che rubano per ottenere finanziamenti in maniera illecita. La prassi è farsi accordare prestiti con i documenti razziati durante i loro attacchi informatici (le nostre carte d’identità, patenti e passaporti, usati come garanzia per avviare le pratiche), incassare il denaro o acquistare oggetti e poi volatilizzarsi. Sparire con il bottino. Lasciando a noi l’onere di risarcire chi è stato danneggiato o di provare la nostra innocenza. Solo nei primi sei mesi del 2018 si sono registrati più di 12.100 casi di questo tipo: sono in aumento rispetto agli 11 mila del medesimo periodo del 2017 e hanno provocato danni complessivi per 72 milioni di euro. A rivelarlo è l’Osservatorio sulle frodi creditizie di Crif, azienda globale specializzata in sistemi d’informazioni creditizie.

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