Il lato oscuro della rete è in realtà un mondo piccolo, inefficace e che si sta pure restringendo.
Che cos’è il dark web?
Secondo la definizione riportata nella ricerca compiuta da Recorded Future, si definisce in questo modo “ogni contenuto web che richiede un software, configurazione o autorizzazione specifica per potervi accedere”. Come noto, lo strumento più diffuso in assoluto per accedere al lato oscuro della rete è il software Tor, che consente di mantenere l’anonimato degli utenti attraverso il cosiddetto “onion routing” (routing a cipolla, a strati), che dà infatti il nome (onion) ai siti raggiungibili attraverso questo strumento.
“Il fatto che il browser Tor permetta di evitare le misure di sorveglianza lo rende molto utile anche per attività legittime, come la libera espressione dei dissidenti politici che vivono in regimi autoritari. Alcuni importanti siti web conservano proprio per questa ragione un mirror dei loro contenuti su siti Tor, inclusi il New York Times e Facebook. Dall’altro lato della medaglia, una ricerca di Insikt Group ha mostrato come molta attività criminale avviene invece su piattaforme che non richiedono nessun speciale protocollo per l’accesso; come possono essere i social media come Twitter e Instagram o gli strumenti di messaggistica istantanea come WhatsApp e Telegram”.
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