In uno studio cieco riportato dal Washington Post, di cui non si conoscevano i risultati veritieri tanto meno la storia clinica di 70 pazienti, sono stati presi ad esame le scansioni polmonari alterate da un malware. E' stato dimostrato che sia i radiologi che i software di screening del cancro al polmone sono stati costantemente tratti in inganno.
Nello specifico, in alcuni casi il malware avrebbe inserito dei noduli cancerosi, che ovviamente il paziente (per sua fortuna) non aveva. Lo stesso è avvenuto anche al contrario: sia radiologi che software non sono riusciti a riconoscere le scansioni in cui lo stesso malware aveva rimosso gli stessi noduli cancerosi che, in questo caso, erano presenti.
Il malware è stato scritto ad hoc dai ricercatori per dimostrare come la sicurezza informatica rappresenti una priorità in campo medico. Spesso gli ospedali e le istituzioni mediche non sono in grado di proteggere i propri PC ed i pazienti da attacchi malware come questi. Il tutto sarebbe da imputare all'utilizzo di software datati che, ovviamente, sono più inclini e vulnerabili. Un malware di questo tipo potrebbe fare danni irreparabili.
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