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lunedì 11 marzo 2019

A 30 anni dalla nascita, ecco tutti i rischi che corre il world wide web

Tecnologia frammentata, filtri, software coperti da copyright. Dal 1989 internet ha fatto molti passi avanti, ma ci sono ostacoli. Parola di Cern, dove tutto è cominciato
Il 12 marzo il world wide web compie 30 anni
Il marzo del 1989 Tim Berners-Lee presentava una proposta di ricerca sui sistemi di gestione delle informazioni, la prima teorizzazione di quello che poi sarebbe diventata l’internet che conosciamo oggi. Quel documento fu presentato allo European Organization For Nuclear Research (Cern) di Ginevra, dove Berners-Lee lavorava e dove si trovava il computer che ospitò il primo server della storia del web.

In 30 anni il web ha preso traiettorie evolutive che sembravano impensabili per chi lo immaginava come un grande ipertesto ed è diventato rapidamente una, se non la principale, piattaforma della società contemporanea, ora gestita da un consorzio, fondato dallo stesso Berners-Lee, il World Wide Web Consortium, con sede al Mit. È però nel centro di ricerca al confine tra Svizzera e Francia che internet ha iniziato a diventare il web, grazie anche alla scelta del Cern di rendere disponibile liberamente il codice della creazione di Berners-Lee, affinché fosse accessibile al numero più alto possibile di persone.

L’informatico del Cern François Flückiger nel 1994 è succeduta a Berners-Lee alla guida del team per lo sviluppo del web al centro di ricerca elvetico, dove ora lavora come Knowledge transfer officer for Information technologies e direttore della sua School of computing, prima di diventarne membro onorario. Incluso nella Internet hall of fame nel 2013, Flückiger è stato uno dei pionieri di internet in Europa ben prima della creazione del web e ha contribuito direttamente allo sviluppo dell’infrastruttura di rete.