Le nuove norme garantiscono maggiori diritti e una remunerazione più equa a editori, artisti, autori e giornalisti nei confronti delle grandi piattaforme online come Google, Facebook o Youtube. L'intesa è stata preceduta da quella tra i governi degli Stati membri, approvata con il voto contrario dell'Italia e di altri sette Paesi.
La riforma
Il testo ricalca in gran parte l'intesa franco-tedesca su cui i governi avevano trovato una maggioranza la scorsa settimana, malgrado il voto negativo dell'Italia e altri Paesi. L'impianto e gli obiettivi della direttiva rimangono gli stessi: costringere le grandi piattaforme digitali a concludere accordi con i detentori dei diritti d'autore e a pagare per il materiale che viene utilizzato su internet, garantendo così una giusta remunerazione per gli autori, i creativi, gli artisti e i giornalisti.
Ma due articoli della direttiva sono stati oggetto di un'aspra battaglia tra i giganti del web come Google o Wikipedia, che denunciano pericoli di censura, e le associazioni di editori, musicisti e autori di contenuti, che esigono di porre fine al furto di materiale coperto da copyright su internet.
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La riforma
Il testo ricalca in gran parte l'intesa franco-tedesca su cui i governi avevano trovato una maggioranza la scorsa settimana, malgrado il voto negativo dell'Italia e altri Paesi. L'impianto e gli obiettivi della direttiva rimangono gli stessi: costringere le grandi piattaforme digitali a concludere accordi con i detentori dei diritti d'autore e a pagare per il materiale che viene utilizzato su internet, garantendo così una giusta remunerazione per gli autori, i creativi, gli artisti e i giornalisti.
Ma due articoli della direttiva sono stati oggetto di un'aspra battaglia tra i giganti del web come Google o Wikipedia, che denunciano pericoli di censura, e le associazioni di editori, musicisti e autori di contenuti, che esigono di porre fine al furto di materiale coperto da copyright su internet.
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