La redazione del sito The Register ha avuto modo di mettere le mani su un piccolo estratto dell’archivio, analizzandolo e confermandone l’autenticità.
Per gran parte dei servizi colpiti sono riportati il nome proprio dell’utente, la credenziale utilizzata per il processo di login e la relativa password, quest’ultima in forma crittografata (spesso ricorrendo all’algoritmo MD5) e che dunque dev’essere decifrata prima di poter essere impiegata.
In alcuni casi i file contengono anche informazioni su localizzazione, dettagli personali e token per l’accesso ai social network. Non sembrano essere interessati metodi di pagamento come le carte di credito.
I servizi colpiti dal furto di credenziali
Sono 16 le piattaforme colpite dal furto di dati, alcune delle quali hanno già confermato in via ufficiale l’accaduto. Ne riportiamo di seguito l’elenco completo, seguito da una stima approssimativa del numero di account interessati e il prezzo fissato per il download.
Sono 16 le piattaforme colpite dal furto di dati, alcune delle quali hanno già confermato in via ufficiale l’accaduto. Ne riportiamo di seguito l’elenco completo, seguito da una stima approssimativa del numero di account interessati e il prezzo fissato per il download.
- Dubsmash (162 milioni, 0,549 BTC);
- MyFitnessPal (151 milioni, 0,249 BTC);
- MyHeritage (92 milioni, 0,549 BTC);
- ShareThis (41 milioni, 0,217 BTC);
- HauteLook (28 milioni, 0,217 BTC);
- Animoto (25 milioni, 0,318 BTC);
- EyeEm (22 milioni, 0,289 BTC);
- 8fit (20 milioni, 206 BTC);
- Whitepages (18 milioni, 0,434 BTC);
- Fotolog (16 milioni, 0,52 BTC);
- 500px (15 milioni, 0,217 BTC);
- Armor Games (11 milioni, 0,275 BTC);
- BookMate (8 milioni, 0,159 BTC);
- CoffeeMeetsBagel (6 milioni, 0,13 BTC);
- Artsy (1 milione, 0,03 BTC);
- DataCamp (700.000, 0,13 BTC).
