Riunificare la galassia di applicazioni social del gruppo: WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger. Un investimento non da poco in termini di sviluppo, per il quale - stando a quanto dichiarato da quattro persone coinvolte nel progetto che hanno chiesto di restare anonime - Facebook ha messo centinaia di ingegneri e sviluppatori al lavoro sulla riconfigurazione delle funzioni di base delle app di comunicazione.
A rivelarlo è il New York Times, spiegando che nei piani del fondatore e ceo di Menlo Park le app, pur continuando a funzionare stand-alone (ossia in maniera autonoma), condivideranno però le infrastrutture di messaggistica.
Il piano di integrazione non è indolore, però.
Il piano di integrazione non è indolore, però.
Le voci "interne" raccontano infatti che sarebbe stato accolto da non pochi malumori.
La strategia non fa che confermare che, al di là delle pubbliche ammissioni, è arrivata l'ora di consolidare l'armata di Menlo Park "inglobando" a conti fatti le due app una tempo indipendenti e che Facebook ha dapprima acquisito e poi visto crescere senza particolari impedimenti.
A parte piccole scosse o qualche attrito, come la fuoriuscita dei fondatori di Instagram (acquisita nel 2012) Kevin Sistrom e Mike Krieger quando forse già si annusava l'aria di un accorpamento che avrebbe lasciato ben poco spazio all'autogestione.
La conferma oggi è nelle voci raccolte dal Nyt, secondo cui Zuckerberg allora aveva già cominciato la campagna di reclutamento dei dipendenti nell'ottica di sviluppare le infrastrutture che faranno dei suoi tre gioielli (con i loro miliardi di utenti) un unico ecosistema digitale dal quale sarà difficile uscire.
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