Un approccio che prevede l’archiviazione delle informazioni all’interno della rete o nel cloud senza alcuna possibilità di trasferimento dall’una all’altra postazione di lavoro tramite dispositivi fisici.
Qual è la strategia migliore?
La chiavetta USB: va vietata?
Sfortunatamente, le chiavette USB sono ancora uno degli strumenti più utilizzati per diffondere virus, a dispetto della costante sensibilizzazione degli utenti sulle più elementari regole di protezione.
La chiavetta USB: va vietata?
Sfortunatamente, le chiavette USB sono ancora uno degli strumenti più utilizzati per diffondere virus, a dispetto della costante sensibilizzazione degli utenti sulle più elementari regole di protezione.
L’ultimo report di Honeywell offre una panoramica alquanto inquietante per ogni esperto di sicurezza informatica: il 40% delle chiavette USB conterrebbero almeno un file malevolo, di cui il 26% darebbe luogo a problematiche operative.
Di fronte agli evidenti rischi di uno strumento ambiguo, è comprensibile perché IBM abbia preso la – controversa – decisione di vietare l’utilizzo delle chiavette USB.
Divieto realizzabile?
Utile?
Come implementare un tale divieto in un’azienda in cui non è possibile sostituire con dispositivi privi di porte USB l’intero parco PC schioccando le dita?
Utile?
Come implementare un tale divieto in un’azienda in cui non è possibile sostituire con dispositivi privi di porte USB l’intero parco PC schioccando le dita?
Perquisiamo i dipendenti all’ingresso?
Ostruiamo le porte USB con il chewing gum?
Mettiamo i desktop formato tower sottochiave?
“Nessuno è in grado di tenere sotto controllo tutti i dispositivi USB impiegati in azienda, a meno di monitorare o bloccare in tempo reale qualsiasi macchina connessa alla rete aziendale”

