Secondo il New York Times, Facebook avrebbe condiviso dati degli utenti con alcuni produttori di smartphone, ma non avrebbe vigilato a sufficienza sul loro utilizzo
Facebook avrebbe condiviso dati degli utenti con alcuni produttori di smartphone, ma non avrebbe vigilato a sufficienza sul loro utilizzo.
Lo scorso aprile, il New York Times ha rivelato che Menlo Park ha stretto, dal 2013 in poi, una serie di accordi per condividere dati in modo da creare software «personalizzati».
Adesso la stessa testata americana svela che, secondo un’analisi di PricewaterhouseCoopers commissionata dalla FTC (l’agenzia statunitense del commercio), ci sarebbero «prove limitate» che «Facebook abbia monitorato o valutato» i propri partner sulla «conformità» delle pratiche per lo sfruttamento dei dati.
Una condotta che «rende più difficile rilevare se applicazioni sviluppate da terze parti abbiano impostazioni di privacy implementate in modo inappropriato».
L’indagine risale a cinque anni fa, ma non è stata divulgata nonostante molti utenti non avessero prestato esplicito consenso alla condivisione dei dati.
È emersa in una lettera inviata da Facebook al senatore democratico Ron Wyden
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