Archiviata, di fatto, l'asta per l'assegnazione delle frequenze, scatta formalmente il count down per entrare realmente nell'era delle reti mobili di quinta generazione.
Ai blocchi di partenza sono cinque gli operatori pronti a partire – Iliad, Fastweb, Wind 3, Vodafone e Tim – ma è bene subito precisare che il “roll out” dei servizi commerciali richiederà tempo e sarà progressivo.
La penetrazione del 5G sarà un percorso graduale, funzionale alla reale domanda (sia consumer che soprattutto in ambito business to business) e che interesserà via via diverse fette di utenza.
Con l'inizio del 2020, le cinque città italiane pilota (Milano, Prato, L'Aquila, Matera e Bari) e quelle che si sono già mosse per le prime sperimentazioni (Roma, Torino e Repubblica di San Marino) entreranno ufficialmente nel mondo avanzato dell'ultra broadband mobile; la maggior parte dell'utenza privata e delle aziende dovrà aspettare invece almeno fino al 2022, quando la copertura delle nuove reti si potrà considerare completa o quasi.
Le frequenze
La banda a 3700 MHz, già utilizzata per le sperimentazioni avviate a inizio 2018, è disponibile da subito; dal 2019 sarà invece utilizzabile la banda millimetrica a 26 GHz, già “5G-ready” (test già effettuati e software già pronto all'uso) e utilizzata per rodare i primi servizi di nuova generazione.
Tim, per esempio, sfrutterà da subito questi blocchi a più alta frequenza in sinergia con le frequenze già in suo possesso per intensificare l'implementazione di servizi 5G in ambito smart city (pubblica sicurezza, trasporti, monitoraggio ambientale), sanità, turismo e cultura, media ed education.
Le frequenze a 700 MHz, disponibili a partire dal 2022 quando saranno liberate dai broadcaster, sono le più preziose (hanno un valore superiore di circa il 10% rispetto a quella della banda a 800 Mhz) e serviranno agli operatori per rafforzare la copertura in banda ultralarga su tutto il territorio, anche a livello indoor.
La velocità di connessione
Almeno in teoria, avremo a disposizione connessioni da 10 a 1000 volte più veloci di quelle garantite con la tecnologia 4G Lte.
L'obiettivo a tendere è di raggiungere con il 5G, entro il 2025, capacità di 100 gigabit al secondo in download, riducendo in modo sostanziale i tempi di latenza dei collegamenti mobili (che per gli esperti rappresenta il reale punto di svolta), passando da 100 a un solo millesimo di secondo.
Il primo step verso la cosiddetta “gigabit society” sarà quello di raggiungere, a partire dal prossimo biennio, velocità in download nell'ordine dei 10-50 gigabit, un salto comunque quantico rispetto alle prestazioni oggi disponibili.
Il salto in avanti sarà in ogni caso richiesto anche agli utenti: gli smartphone e i tablet
dovranno avere antenne dedicate al 5G, integrate nei nuovi modelli che verranno immessi sul mercato a partire dai prossimi
mesi (Motorola e Huawei fra i primi marchi a lanciare terminali pronti per navigare sulle nuove reti).
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