Paradosso della tecnologia.
Per disintossicarsi dalla dipendenza da
smartphone, arriva in commercio un cellulare.
Meglio chiamarlo,
telefonino, come i primi esemplari degli anni Novanta, perché l'unico
utilizzo possibile, è telefonare.
Niente chat, nessuna connessione ad
Internet, zero fotocamere e neanche il primordiale SMS.
Se tra i
propositi di settembre avete inserito, anche quello di diminuire il
contatto con lo smartphone, Light Phone, potrebbe fare al caso vostro.
Già
in commercio da qualche mese, questo telefonino, progettato da una
start up di New York, ha già riscosso un buon successo, con 10 mila
pezzi venduti.
L'idea che sta dietro a questo prodotto è di favorire il
processo di disintossicazione da nomofobia, un termine di recente
introduzione, che identifica un vero e proprio disturbo fobico: la paura
di rimanere sconnessi dalla rete mobile.
Light Phone ha una forma ispirata al monolite del film di Stanley Kubrick, 2001: Odissea nello Spazio,
ma oltre il design, c'è un ricorso minimo alla tecnologia.
Un display
touch che mostra l'ora ed i nove tasti per comporre il numero
telefonico, che consentono, al massimo, di creare una piccola agenda con
appena nove persone.
Si accende e spegne, si blocca e si sblocca, nulla
di più.
Come un tempo.
Questa nuova generazione di telefonini risponde
in maniera concreta, alle perplessità sollevate dai creatori e manager
delle piattaforme social che stanno cercando di limitare il consumo da
parte degli utenti, nel tentativo di frenarne la dipendenza.Light Phone
infatti, viene commercializzato come “un telefono che ti rispetta
davvero”, lasciando libero, chi lo utilizza, di dedicarsi alle proprie
passioni e godersi i momenti di libertà, senza guardare il proprio
smartphone ogni manciata di secondi.
Viene anche consigliato per i figli
in età scolare che così saranno raggiungibili e potranno contattare i
familiari senza "perdersi" nel mondo del web.
Lanciato con un prezzo fra i 50 e i 100 dollari
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