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lunedì 3 settembre 2018

Fashion blogger e Instagram: la valanga dei fake


Abbiamo analizzato con tool professionali gli account delle più importanti influencer italiane e i risultati sono sorprendenti
Sognate una carriera da fashion blogger?
Magari no, ma ricevere in regalo abbigliamento griffato e prodotti di bellezza, essere invitati alle feste più esclusive e pagati profumatamente per una foto che vi ritrae mentre indossate delle scarpe alla moda sono tutte cose che potrebbero interessarvi. In Italia questa figura professionale viene comunemente considerata come un mirabile esempio di “imprenditoria di se stessi”.
Secondo certe indiscrezioni pare che alcune fashion blogger guadagnino anche 10 mila euro a post e il costo medio di una foto che reclamizza un prodotto varia dai 100 euro per chi ha 10mila follower ai mille euro per chi ne ha 300mila.
Per i committenti il giochino apparentemente funziona: ci si appoggia alle fashion blogger con più follower e poco importa che non siano geni di creatività. I grandi numeri inducono riflessi pavloviani a una buona percentuale di marketing manager che operano nelle grandi aziende e tanto basta a giustificare i budget investiti.

Com’è noto Instagram è il canale principe per la veicolazione dei contenuti fashion, ed è leader tra i canali comunicativi di immagini fotografiche.
Il problema è che Instagram, insieme a Twitter, è diventato anche il più grande parco giochi di fake e Bot, con la differenza che se su Twitter i Bot cercano di modificare le opinioni degli elettori, su Instagram diventano un amplificatore di vanità e valore mediatico.
Il mercato delle fabbriche di like e follower è enorme, e Facebook – che è proprietaria di Instagram – chiude un occhio su questo aspetto perché sa perfettamente che i “giocattolini” gratificano non poco gli utenti nella piattaforma: basta mettere pochi hashtag giusti per vedere i primi “Love” (mi piace) arrivare in pochi secondi.
Il mercato nero della compravendita di like e follower di Instagram è arrivato a un livello imbarazzante, potete arrivare a trovare vending machine di like nelle strade di Mosca.
È la trovata dei due amici Nazir Yusifov and Ayaz Shabutdinov che assicura like di “qualità” perché dicono provenienti da utenti reali e non Bot.

A questo punto ci siamo chiesti: “Ma le fashion blogger italiane avranno in qualche momento usufruito di questi servizi?
Come mai hanno cosi tanti follower rispetto alle colleghe straniere?”
Parliamo di cifre che vanno dalla famosissima Chiara Ferragni con 13,9 milioni di seguaci ad altre come Chiara Nasti con 1,6 milioni o Chiara Biasi con 2 milioni.

Instagram è popolatissimo di fake account, che possono essere Bot generati da una sola persona oppure reti di utenti di Paesi del terzo mondo dove si ha un ottimo accesso a internet.
Migliaia di ragazzini indiani, pakistani e indonesiani, trovano modo di guadagnare qualche dollaro mettendo like e interagendo su Instragram.
La domanda quindi viene spontanea: è questo il pubblico che permetterà l’acquisto del prodotto e la propagazione della brand awareness presso il target adeguato?
La risposta è semplice: no.

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