I servizi di sicurezza russi hanno sventato 25 milioni di cyber attacchi, legati in qualche modo alla competizione. In che senso?
Email, catene social, chat su WhatsApp,
falsi avvisi di banche e istituzioni, biglietti scontati, link per
guardare le partite; insomma i soliti tentativi per ingannare il
pubblico poco attento ed entrare in computer e smartphone con virus e
malware.
Si tratta dell’ennesima dimostrazione di come i criminali informatici siano molto attivi a seguire i trend globali,
per sfruttarli al massimo e cogliere l’interesse di alcuni utenti che,
su un’estensione totale, rientrano nell’ordine di centinaia di migliaia.
Estorcere pochi euro a ognuno vorrebbe dire portarsi a casa un bel
gruzzoletto.
Cinque consigli per tutti
A detta di molti esperti, è il periodo migliore per gli hacker,
visto che anche pochi giorni di relax bastano per staccare dal pensiero dell’ufficio, lasciando che notifiche, messaggi e link vengano cliccati con minore attenzione e dunque un più alto rischio di contagio.
Niente click ossessivo
Sappiamo cosa sono il phishing e lo spear phishing.
Entrambi avvengono, nella maggior parte dei casi, tramite l’invio di
messaggi di posta elettronica che simulano, in grafica e in contenuti,
comunicazioni da parte di un ente, un istituto bancario o un provider
noto. Il fine? Rubare i dati tramite cosiddetti web tracker malevoli,
codici che tracciano le abitudini degli utenti. Per questo è importante
verificare sempre l’indirizzo mail da cui si riceve la comunicazione e,
se non si è convinti, non cliccare per alcun motivo sui link proposti.
Attenzione ai social
Quante volte avete ricevuto un messaggio su Facebook da un amico che, inconsapevolmente, era caduto
vittima del furto di identità? Lo scopo è lo stesso del phishing:
veicolare tramite Messenger (ma non solo) gli indirizzi farlocchi dai
quali, una volta dentro, viene passato un virus o un malware sul
computer o dispositivo mobile. Celebri oramai la catene pure su WhatsApp che, fateci caso, contengo anch’esse link poco chiari, che magari mai nessuno degli utenti precedenti ha controllato.
Basta password deboli
L’usanza ancora diffusa
di usare password deboli semplifica la vita ai cyber-truffatori. C’è un
problema ulteriore, ed è quello dell’impostare la stessa chiave segreta
per servizi diversi così, se un hacker scopre quella di Gmail, ruba anche l’identità di Facebook, del forum preferito, del sito da cui prenotiamo i viaggi in treno o aereo e così via.
Mettere al sicuro il telefono
Quelli precedenti sono attività che spesso avvengono in remoto, cioè con operazioni digitali.
Eppure lasciare che lo smartphone o il computer cadano nelle mani,
fisiche, di un ladro, può avere ancora effetti rilevanti. Il principale
riguarda la sottrazione di denaro da qualsiasi istituto. Oggi, molto
hanno invitato i clienti a impostare un livello di sicurezza ulteriore, il cosiddetto doppio step di verifica.
Questo prevede che, prima di finalizzare
un’operazione di home banking, si digiti sul telefonino una seconda
password o quella appena ricevuta via SMS.
Ciò
rende molto complesso il furto a distanza ma non impossibile se,
lasciato il cellulare in borsa, nello zaino, sull’asciugamano in
spiaggia, si da a qualcuno l’opportunità di leggere tale codice.
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